Anteprima del libro "Vegan Junior" di Nicla Signorelli
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Anteprima del libro "Vegan Junior" di Nicla Signorelli

Perché mio figlio ha bisogno di una dieta vegetale e integrale

Ho bisogno di capire!

"Fare il genitore è il lavoro più diffìcile al mondo. E non importa quanto tutto questo sia una frase scontata.

Sono convinta che non esista altro ruolo o situazione nella vita di una persona in grado di metterci altrettanto in crisi. E il motivo è semplice: quando si è padre o madre si è chiamati ogni giorno a compiere delle scelte, giuste o sbagliate che siano, in favore di qualcun altro che in quel preciso momento nulla può dire o fare in sua difesa.

Questo è il senso di responsabilità che ci investe come genitori per il semplice fatto di aver messo al mondo un figlio cui vogliamo bene e per il quale siano disposti a fare tutto ciò che è in nostro potere per salvaguardarne la salute fìsica e psicologica.

Tuttavia è evidente che oggi questo senso di responsabilità è andato complicandosi rispetto a un tempo. E la colpa (se di colpa si tratta) è da imputare principalmente a quella enciclopedia mediatica della vita pubblica chiamata Internet.

La libertà infatti di ottenere in ogni luogo e in ogni tempo informazioni che possono essere indifferentemente favorevoli o sfavorevoli riguardo a ogni scelta o progetto genitoriale (daH’allattamento allo svezzamento, dai vaccini alla scuola, dallo sport all’alimentazione, dalla scelta educativa al supporto psicologico e via dicendo) aggiunge un carico da cento sulle spalle di chi deve, sempre e comunque, optare per una strada piuttosto che un’altra.

I "Non lo sapevo"

Oggi non ci è più concesso dire a noi stessi “non lo sapevo”. Non ci è più dato il lusso di affermare, giustificandoci, “non me l’aveva detto nessuno”. Il peso di una informazione e formazione libera e puntuale su un qualunque argomento, salute per prima, grava sulle spalle di ogni madre e di ogni padre investendo di una dura responsabilità qualsiasi mancanza di approfondimento e ricerca in merito.

Questa la sensazione che a pelle si prova, oggi, su molti temi che riguardano la salute dei nostri figli.

Per toccare con mano ciò che affermo è sufficiente presentarsi in un ambulatorio medico italiano per i vaccini della prima infanzia. La tensione che vi aleggia è quasi palpabile. Ricordo una giovane mamma che, osservando in silenzio la serenità di una madre di origine marocchina con in braccio la sua bambina di circa un anno in attesa del vaccino, mi ha sussurrato all’orecchio: “Beata lei! Si capisce che non sa nulla ed è convinta che il vaccino sia semplicemente una cosa da fare!”.

Questa è la libertà di informazione. Il suo lusso e il suo rovescio di medaglia!

Nel bene e nel male, tuttavia, questa libertà di sapere e conoscere è una sfida che non possiamo, come genitori, non cogliere e gestire.

L’argomento salute e di conseguenza quello di una alimentazione sana e consapevole in Italia sta diventando una delle tematiche più ricercate, soprattutto in età pediatrica.

Maggiori informazioni e certezze

Vuoi per complicità mediatica, vuoi per semplice sensibilità crescente che vede i nostri ragazzi sempre più grassi, sempre più gracili, sempre più allergici, sempre più asmatici e sempre più intolleranti, il passaparola dall’amico all’amica, dal parente al conoscente sta portando ogni anno un numero sempre più crescente di famiglie italiane a bussare alle porte del proprio medico pediatra per chiedere maggiori informazioni e certezze.

  • "È vero che il consumo di latte aumenta i problemi di asma?".
  • "Ha ragione chi dice che il glutine infiamma l'intestino anche se non si è celiaci?". "Sono un problema reale i metalli pesanti nel pesce?".
  • "E le diossine e pesticidi nelle verdure, come li combattiamo?".
  • "Devo preoccuparmi dei continui mal di pancia di mio figlio?".
  • "Perché è anemico anche se mangia carne?".
  • "È sufficiente la vitamina D presa dal sole?".
  • "C'entra qualcosa l'alimentazione con la sua rinite allergica?".
  • "Perché se gli lavo i denti regolarmente e non mangia caramelle ha tutte queste carie?".

Sono tutte domande lecite. Sono tutti quesiti importanti di giovani coppie di genitori che vorrebbero una risposta certa ma che il più delle volte escono dagli ambulatori medico-pediatrici più confusi di prima.

“E qui che nasce il vero problema” ha sottolineato più volte nelle nostre conversazioni Luciano Proietti, pediatra esperto di nutrizione fisiologica in età infantile che da oltre 40 anni lavora con l’obiettivo specifico di portare un po’ di ordine nel dedalo della informazione medico-pediatrica nutrizionale.

La realtà, mi ha spiegato Proietti, è che i medici pediatri in Italia come in altri paesi non hanno ricevuto, durante i loro studi universitari, gli strumenti adeguati a rispondere a domande come queste. Una insufficiente formazione in campo nutrizionale (poche ore in tutto il percorso di laurea in medicina) impedisce loro di trasformare le informazioni di un mondo scientifico in rapida evoluzione in messaggi educativi concreti di corretta.

alimentazione da dispensare con professionalità.

La situazione si fa seria quando, ha concluso Proietti, “non ricevendo una adeguata risposta dal proprio medico pediatra di base (lasciato solo in ambulatorio ad affrontare una questione che non conosce nei dettagli), i genitori proseguono la propria ricerca coinvolgendo altri specialisti incapaci di gestire le esigenze dell’età pediatrica.

Piccolo adulto

Dobbiamo metterci in testa che il bambino non è un “piccolo adulto”. Ha esigenze molto differenti e attenzioni particolari che non possono essere improvvisate e richiedono sempre la cura e l’intervento di professionisti dell’infanzia”.

Che questo rappresenti un reale pericolo lo si evince quotidianamente in Italia davanti ai cancelli delle scuole e nelle conversazioni nei parchi delle città.

Genitori alla caccia di informazioni che sperimentano, senza adeguate verifiche, i consigli di un amico farmacista o le indicazioni di generici professionisti della salute fornite a un amico di famiglia, sono il classico esempio di un momento di vuoto istituzionale italiano intorno a certe tematiche legate principalmente alla salute e all’alimentazione.

Il “fai da te” ricavato da libri e le ricerche autonome su Internet completano il quadro di una situazione che necessita, al contrario, correttezza scientifica su concetti fondamentali che riguardano il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli.

Richiedere e ottenere dal mondo della scienza e delle istituzioni questa chiarezza di posizioni è nostro compito di genitori: se mai si domanda, mai si otterrà una adeguata risposta."

Nicla Signorelli

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