Aromaterapia - Benefici degli oli essenziali
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Aromaterapia - Benefici degli oli essenziali

L'aromaterapia è l'uso degli oli essenziali che vengono estratti da fiori, piante e simili per curare stati di malessere

L'Aromaterapia può essere considerata un ramo della fitoterapia che usa gli olii essenziali, ossia le sostanze volatili e fortemente odoranti delle piante.

Gli olii vengono estratti di solito tramite distillazione in corrente di vapore, che una volta raffreddato consente la separazione dell'olio essenziale dall'acqua; nel caso dell'epicarpo dei frutti del genere Citrus si utilizza anche la spremitura a freddo. Sostanze aromatiche estratte con altre metodologie (estrazione con solventi organici, estrazione con fluidi supercritici) non sono considerate da tutti gli autori come olii essenziali. I cosiddetti olii essenziali ottenuti dissolvendo resine e oleoresine in alcoli sono in realtà definiti come resinoidi.

Gli oli essenziali sono contenuti in strutture specifiche all'interno di vari organi della pianta. In alcuni casi solo alcuni organi ne sono ricchi, in altri tutti gli organi hanno percentuali significative di olio essenziale, in molti casi la composizione degli oli essenziali in diversi organi della stessa pianta hanno composizione differente.

Tra gli organi dai quali si possono ottenere oli essenziali troviamo: foglie, fiori, petali, corteccia, legno, semi, pericarpi, radici.

Cenni storici

Questa pratica è antica quanto il tempo stesso.

La pratica dell'aromaterapia è visibile storicamente sin dall'antico Egitto che sono stati dichiarati i primi ad usare l'aromaterapia e gli oli essenziali come terapia per curare stati di malessere vari. Utilizzavano grandi quantità di sostanze aromatiche durante le pratiche magiche, curative, per la cosmesi e l'imbalsamazione.

Dopo di che questa pratica è stata tramanda in vari modi in ogni cultura e epoca sottolineando sempre di più la proprietà delle piante e le loro qualità.

In tutte le culture umane le piante aromatiche hanno goduto di uno status particolarmente importante perché fin dall’antichità si scoprì che esse, se bruciate, erano in grado di alterare lo stato di coscienza, producendo effetti di buonumore e stati di euforia.

Il termine aromaterapia è stato coniato intorno al 1920 dal chimico francese René Maurice Gattefossé.

Gli oli essenziali - Le basi

Olio essenziale

Gli oli essenziali sono un dono meraviglioso che la natura ci ha fatto. Rappresentano la parte più pura, concentrata e attiva delle piante. Sono l’essenza del regno vegetale. Attraverso la fragranza le piante comunicano, lanciano messaggi nell’aria, invisibili e irresistibili. Fabbricano preziose miscele di essenze per rispondere alle più diverse esigenze: difesa, nutrimento, allarme, richiamo, modifiche del clima e dell’ambiente. Conosciamo solo una frazione delle loro potenzialità, ma è già sufficiente per indurre stupore e meraviglia. Non c’è nulla di più affascinante e coinvolgente dello studio dei profumi della natura.

I profumi ci accompagnano per tutta la nostra vita. I ricordi che associamo a un profumo sono i più forti e vividi, non svaniscono mai dalla nostra memoria e sono in grado di farci rivivere un’esperienza a distanza di decenni. Non è un semplice rammentare, è il riproporsi di quel vissuto, con tutto il correlato emozionale.

Esiste anche un lato meno noto, ma non meno interessante, del potere dei profumi. Le moderne ricerche scientifiche hanno confermato che oltre all’influenza sulla psiche, gli oli essenziali esercitano attività farmacologiche molto precise. Sono più di 10.000 gli studi pubblicati che hanno dimostrato come gli oli essenziali svolgano una pluralità di azioni. Alcuni sono potenti antibiotici, in grado di sconfiggere virus, batteri, funghi e parassiti, senza dar luogo al preoccupante fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Altri sono indicati per promuovere le funzioni fisiologiche del nostro corpo, migliorano il metabolismo, disintossicano i tessuti dalle tossine, rimuovono i liquidi in eccesso, regolano l’attività di enzimi e proteine. Sostengono il nostro corpo nel suo impegno quotidiano, agevolano la digestione, i processi di eliminazione, lo scambio di ossigeno, il rinnovamento delle cellule. Sono in grado di difenderci dai danni prodotti dagli inquinanti e dall’attività dei radicali liberi. Preservano l’integrità delle nostre strutture, difendono dai segni del tempo e dall’usura. Altri ancora sono preziosi per la pelle, cicatrizzano, nutrono, leniscono e difendono dalle aggressioni. Tutti fanno bene alla nostra salute.

L’importante è scegliere un prodotto di qualità, un vero olio essenziale per uso professionale, certificato per aromaterapia e garantito da numerosi controlli. Il resto è questione di formulazione e dosaggio.

Come classificare gli Oli Essenziali

Quando si studiano gli oli essenziali e le loro proprietà e applicazioni si rimane a volte perplessi su quale sia l’olio migliore da utilizzare poiché molte sono le caratteristiche comuni.

Le piante sono ricche di oli essenziali che utilizzano per numerosi e differenti scopi quali difesa e protezione da insetti, da batteri o altri microrganismi, oppure per la riproduzione, attirando gli insetti che favoriscono l’impollinazione, la riparazione di lesioni, la prevenzione dalla disidratazione attraverso la creazione di un film protettivo che rallenta l’evaporazione dell’acqua nei climi caldi e secchi. Si è visto che c’è grande similitudine tra quello che l’olio essenziale può fare per la pianta di appartenenza e quello che può fare nell’uomo. Per questo motivo è importante conoscere anche le caratteristiche della pianta dalla quale l’olio viene estratto nonché la parte della pianta nella quale si trova maggiormente concentrato. Vedremo quindi perché e in cosa un olio essenziale estratto da una radice differisce da un olio essenziale estratto dalle foglie.

Note (alta, media e bassa) e livelli (erbaceo, arbustivo e arboreo) possono costituire un’ulteriore modalità di analisi dell’olio essenziale al fine di individuare in maniera sempre più precisa e puntuale le modalità di intervento dell’olio essenziale e i suoi effetti.

Un’altra modalità di suddivisione degli oli essenziali che può facilitare nello studio dell’aromaterapia, nella memorizzazione e nella differenziazione è il raggruppamento degli oli per caratteristiche comuni. Si possono raggruppare sotto una stessa categoria oli essenziali che hanno uno stesso ambito di applicazione principale rispetto agli altri, oppure oli essenziali che si avvicinano olfattivamente o anche oli essenziali che vengono estratti da piante con caratteristiche simili tra loro.

Raggruppare sotto un’unica categoria gli oli essenziali estratti dalle spezie ci porta a cogliere subito alcune caratteristiche e campi di applicazione comuni. Sappiamo infatti che le spezie riscaldano, muovono, stimolano. Gli oli essenziali che rientrano in questa categoria hanno tutti la caratteristica di essere molto attivi e stimolanti sia sul sistema nervoso che sul sistema immunitario. La loro attività antisettica si esprime al meglio sull’apparato gastrointestinale. Vanno tutti utilizzati con attenzione e sono normalmente irritanti a livello di cute e mucose.

Gli oli essenziali estratti dagli agrumi hanno tutti la caratteristica di essere stimolanti ed energizzanti, ma in maniera meno aggressiva rispetto agli oli essenziali appartenenti alla categoria delle spezie. Hanno la capacità di stimolare l’apparato digerente e il sistema linfatico. Un’altra caratteristica che accomuna gli oli essenziali estratti dagli agrumi riguarda l’attenzione da prestare al non esporsi al sole entro le ventiquattr’ore dalla loro applicazione o assunzione.

La categoria dei cosiddetti balsamici racchiude tutti gli oli essenziali che agiscono sull’apparato respiratorio e sulle malattie da raffreddamento. Questi purificano gli ambienti e sono molto rinfrescanti.

Note e Livelli

Trattamento con olio

Tra le caratteristiche in base alle quali possiamo suddividere gli oli essenziali troviamo anche le note di appartenenza, che si distinguono in note di base, di cuore e di testa (o basse, medie e alte) e gli strati vegetativi o livelli, che si distinguono in arboreo, arbustivo ed erbaceo.

Le informazioni che possiamo ricavare dall'analisi di questi aspetti ci permettono una conoscenza dell’olio essenziale ancora più approfondita. Ci forniscono altresì preziose indicazioni sulle possibili unioni tra i vari oli essenziali qualora fosse opportuno creare una miscela per lavorare su un soggetto o su una problematica specifica.

Oli essenziali con la stessa nota o appartenenti allo stesso livello si armonizzano più facilmente tra loro, anche se per poter lavorare su più aspetti contemporaneamente sarà sicuramente meglio creare una miscela che contenga oli essenziali che coprono tutte le note e tutti i livelli.

Note

Iniziamo a esaminare le caratteristiche delle note e il loro significato più sottile. Ogni olio essenziale ha tre note, anche se la nota dominante è normalmente solo una. Le note di testa sono immediatamente percepibili, quelle di cuore sono più avvolgenti e quelle di coda maggiormente persistenti.

Le note di testa, o note alte, hanno una bassa persistenza e si caratterizzano per avere vibrazioni veloci, alte e leggere, dinamiche, fresche e volatili. Sono acute e penetranti. Annusando gli oli essenziali con prevalenza di nota alta sembra di percepirne il profumo a livello della testa. Hanno in generale un effetto stimolante e dinamico e sono adatti alle attività mentali e che richiedono concentrazione. Rimandano alla leggerezza. Appartengono a questa categoria gli agrumi, le mente, gli eucalipti.

Le note medie, o di cuore, hanno invece persistenza e volatilità media e vibrazioni più ampie e rotonde. Sono maggiormente avvolgenti e rimandano ai sentimenti e alle emozioni. Hanno un effetto riequilibrante sui vari organi. Appartengono a questa categoria quasi tutti i fiori, qualche spezia, come chiodo di garofano e cannella, e alcune erbe, come salvia sclarea.

Le note di base, o basse, hanno un profumo intenso, persistente e poco volatile. Le loro vibrazioni sono profonde e pesanti. Richiamano concetti come mistero, antico e passato. In profumeria vengono utilizzati anche per fissare le altre note. Sono normalmente calmanti e stabilizzanti. Appartengono a questa categoria la maggior parte dei legni e delle resine e alcuni balsami e spezie.

Le note non classificano solo il profumo dell’olio essenziale ma anche il suo comportamento. Inoltre, per analogia, in base alla nota si possono classificare anche situazioni e persone. In questo modo potremo ricorrere all’aiuto degli oli essenziali, suddivisi per note di appartenenza, anche quando occorre riequilibrare un aspetto del carattere della persona.

Livelli

Anche i livelli, come le note, sono tre e derivano dai tre strati vegetativi principali: alberi (livello arboreo), arbusti (livello arbustivo) ed erbe (livello erbaceo). Vediamone le loro caratteristiche e il loro significato in aromaterapia.

Gli alberi hanno di solito un’altezza superiore ai cinque metri e il loro elemento fondamentale è la presenza di un tronco che serve per separare le radici dalla chioma. Altra caratteristica che accomuna tutti gli alberi è quella di avere un ciclo vitale medio-lungo. Si possono avere diversi tipi di chiome con altrettanti differenti tipi di foglie. Possiamo trovare alberi con un tronco unico abbastanza uniforme e con ramificazioni molto piccole, oppure alberi dal tronco nodoso e dal quale si diramano dei veri e propri piccoli nuovi tronchi. Si trovano boschi con alberi di vario genere e boschi o luoghi in cui ci sono alberi tutti appartenenti alla stessa famiglia. In genere gli alberi se subiscono un grosso trauma non riescono a riprendersi e muoiono.

Gli oli essenziali estratti dagli alberi hanno vibrazioni lente e profonde, per gli alberi il tempo è relativo, sono più indicati in caso di patologie croniche e tutte le volte in cui ci sia bisogno di sostenere il sistema immunitario. I loro effetti si vedono nel lungo periodo.

Appartengono al livello arboreo cedro, cipresso, abete, pino ed eucalipti.

Gli arbusti sono simili all’albero in quanto hanno una parte legnosa che però normalmente non arriva a superare i cinque metri di altezza. Non sempre la parte legnosa costituisce un vero e proprio tronco, in alcuni casi è solo una parte abbozzata e molto vicina al terreno dalla quale partono i rami. Anche gli arbusti, come gli alberi, hanno bisogno di tempo per crescere e di spazio per svilupparsi. Possono vivere a lungo e, rispetto agli alberi, hanno una maggiore adattabilità e una maggiore resistenza ai traumi.

Gli oli essenziali estratti dagli arbusti hanno vibrazioni più armoniche ed equilibrate e si utilizzano per i disturbi che colpiscono un intero apparato, per riequilibrare un sistema o per effettuare una buona prevenzione. I loro effetti si apprezzano meglio nel medio periodo. Appartengono a questa categoria, tra gli altri, gli agrumi, il ginepro e la rosa.

Le erbe non presentano mai un tronco legnoso, possono avere steli o anche un fusto vero e proprio che non è mai ricoperto dal legno. Proprio questo è uno dei loro elementi caratterizzanti. Di solito non superano il metro di altezza e si differenziano molto tra loro per forma, colore e dimensioni. La parte aerea della pianta ha normalmente una durata annuale, mentre la radice rimane quiescente nel terreno in modo da consentire la crescita di una nuova pianta l’anno successivo. Hanno un ritmo di crescita molto veloce, si adattano facilmente e possono propagarsi fino a coprire interamente il suolo. Le radici non arrivano mai in grande profondità. Se vengono danneggiate sono in grado di ricrescere velocemente, basta pensare all’erba di un prato per rendersene conto. È nello strato o livello erbaceo che si trovano la maggior parte delle piante officinali e curative.

Gli oli essenziali estratti dalle erbe hanno vibrazioni acute, fresche, dinamiche. Si tratta di oli che agiscono velocemente e sono maggiormente indicati per episodi infettivi acuti o nella fase iniziale della malattia. I loro effetti sono di solito immediati. Sono meno gestibili rispetto agli oli essenziali appartenenti agli altri livelli.

Appartengono a questo livello molti oli essenziali tra i quali camomilla blu e camomilla romana, salvia, timo, verbena, melissa, lavanda.

Le famiglie chimiche

Prima di addentrarci nello studio delle schede dei singoli oli essenziali è importante esaminare brevemente le caratteristiche delle famiglie chimiche alle quali appartengono le molecole che li compongono. Anche se è vero che un olio essenziale è un composto complesso e non può essere paragonato in tutto e per tutto, nei suoi effetti, alla molecola caratterizzante, la famiglia di appartenenza può fornire indicazioni interessanti circa il comportamento dell’olio essenziale medesimo. Infatti, indipendentemente dalla funzione dell’olio, conoscendone i componenti possiamo essere in grado di sapere come funziona quell’olio.

In aromaterapia non si può improvvisare, ogni olio costituisce un mondo a parte e la scelta va effettuata sulla base della conoscenza.

In generale possiamo dire che gli atomi principali che costituiscono gli oli essenziali sono carbonio, idrogeno e ossigeno e gli atomi secondari zolfo e azoto. Questi elementi in natura si legano tra loro e si trasformano per costituire le molecole che vanno a formare gli oli essenziali.

Una prima distinzione può essere fatta tra composti semplici, composti ossigenati, composti azotati e composti solforati.

  • I composti semplici sono gli idrocarburi formati da carbonio e idrogeno, atomi semplici e gestibili, leggeri, piccoli, che stanno bene insieme e possono inglobare altre strutture. Hanno un’energia molto tranquilla, senza picchi eccessivi e la coesione degli atomi è molto forte. Questo significa che a livello biochimico e farmacologico esplicano un’azione dolce e tranquilla. Fra questi troviamo i monoterpeni e i sesquiterpeni.
  • I composti ossigenati sono composti costituiti da tre atomi che si combinano nello spazio con legami diversi tra loro formando le varie famiglie dei composti ossigenati. Contengono l’ossigeno che porta un messaggio diverso rispetto al carbonio e all’idrogeno, con un’energia molto alta con picchi e punte, capace anche di recare danno se non viene regolato. Tra questi troviamo esteri, alcoli, ossidi, aldeidi.
  • I composti azotati sono composti molto adattabili, duttili e possono esprimersi molto dolcemente oppure in modo molto spigoloso (tipo i composti ossigenati). Il composto azotato può anche passare inosservato.
  • I composti solforati possono essere dolci o aggressivi ma non passano mai inosservati anche se presenti in piccolissime dosi.

Operando un’ulteriore suddivisione, possiamo dire che le molecole possono essere di tre tipologie:

  • rilassanti: esteri, aldeidi alifatiche, chetoni;
  • equilibranti: sesquiterpeni e lattoni;
  • stimolanti: le rimanenti, ma non tutte sono stimolanti allo stesso modo.
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