Avrah Ka Dabra - Creo Quel che Dico - Dario Canil
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Avrah Ka Dabra - Creo Quel che Dico - Anteprima del libro di Dario Canil

Vivere una vita felice risvegliandosi al Momento Presente

 Tutto (ciò che è) è perfetto

Tutto ciò che è deriva dall'Amore. L'Amore evolve in direzione di sé stesso facendo esperienza di sé e lo fa totalmente, sperimentando alla perfezione ogni sua possibile espressione, al di là del bene e del male.

Ogni singolo concetto che in questo libro descriva una realtà apparentemente «negativa» non ha lo scopo di incupire gli animi o portare energia proprio sugli aspetti bui illustrati, quanto piuttosto di stimolare un'elevata presa di coscienza al fine di riconoscere, nonostante tutto, la perfezione del Tutto.

Questo riconoscimento può portare poi all'azione, al risveglio, alla redenzione, al «ricordo di Sé» alla conquista della pienezza, alla resa al Momento Presente, all'autorealizzazione.

Il lungo sonno

L'essere umano è addormentato. Il suo sonno è molto lungo. Dorme ormai da millenni. E lo fa in modo simile alle vittime di incantesimi nelle fiabe per bambini. C'è una forza, un potere che controlla questo sonno, lo produce, lo mantiene e che relega le persone nell'oblio dell'inconsapevolezza. E così la maggior parte degli esseri umani non sa che sta dormendo. Dorme almeno 23 ore e 45 minuti su 24. Dorme pensando di essere sveglia. Questo spiega tante cose su come funziona il mondo!

Come si potrebbe descrivere l'addormentamento alle persone che sono convinte di essere già sveglie? Eh sì, perché non ci sono soltanto quelli che dormono e, dormendo, non si pongono affatto il problema, ma ci sono anche quelli che hanno fatto del lavoro su di sé e sono fortemente convinti di essere svegli. Forse quest'ultimi non risuonano tanto con il socratico: «So di non sapere».

Definiamo addormentato colui che si identifica ancora con la sua mente e le emozioni che essa produce. Ti stai chiedendo se sei addormentato anche tu? Questo è un buon segno! Se pensi di essere quella voce che senti nella tua testa da quando sei nato, allora, sei dentro il problema!

Si tratta però di un problema che è in sé la matrice di un’opportunità. Nel momento in cui ti svegli, la percezione del problema diventa percezione di una opportunità.

Gli esseri umani non sono davvero svegli, essi vivono in una condizione di oblio della coscienza che gli impedisce di vedere la realtà per come è.

Carlos Castaneda, in dodici libri straordinari racconta la sua esperienza sciamanica sotto la guida di don Juan, erede di un antico sapere tolteco. Uno dei punti centrali di tutta la lungimirante visione energetica dell'universo tramandata dai toltechi, è che l'essere umano vive nella condizione dello schiavo.

Il film The Matrix di Andy e Lana Wachowsky, del 1999, ripercorre gli stessi temi di Castaneda a livello di efficacissimi dialoghi e di ispiranti effetti speciali.

Morpheus: «La Matrice è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità».

Neo: «Quale verità?».

Morpheus: «Che tu sei uno schiavo! Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente».

L'essere addormentati, pur rientrando nella perfezione, è di per sé una condizione penosa; infatti sette miliardi di persone non si stanno accorgendo di ciò che accade sul loro pianeta. E i telegiornali certo non glielo dicono, focalizzandosi di volta in volta su notizie gestite ad arte per spostare l'attenzione e far permanere il popolo nella confusione.

Le conseguenze della coscienza

Quali sono le conseguenze pratiche del sonno della coscienza? Immagina per un istante di essere una persona ricchissima, in perfetta salute, dotato di fervida intelligenza, creatività e consapevolezza, circondato da affetti genuini, in pace con il mondo intero. Un brutto giorno, in gita lontano da casa, scivoli, hai una leggera commozione cerebrale e un'amnesia totale. Non ti ricordi più chi sei! Questa condizione assai spiacevole non è che un pallidissimo riflesso di ciò che sta accadendo realmente all'essere umano il quale, caduto dall'infinita beatitudine della sua Divina Presenza dentro il sonno della sua macchina biologica, non ha la più pallida idea di chi sia! Questo è il peccato originale.

Il problema maggiore dell'umanità sembra essere proprio questo: dimenticare di essere l'agente creativo, dimenticare di essere una creatura meravigliosa, dimenticare di Essere... Nel mondo dell'esperienza, è come se fossimo stati sconnessi dalla fonte originaria, come se avessimo perso la memoria dell'Essere. Forse è proprio questo il peccato originale: aver smarrito la coscienza del divino.

Sei responsabile al 100% della tua vita. Questo è l'insegnamento principale di tutte le dottrine esoteriche e sciamaniche. La maggior parte delle persone vive ignorando questo principio e quindi tende a proiettare tutto fuori: tutto dipende sempre da qualcosa «fuori» di loro.

Le persone credono che la realtà in cui vivono sia pressoché oggettiva, certa, e ignorano che invece ogni significato attribuito alle cose è meramente convenzionale. Se io ti dico che quel cuscino è blu, tu fai un cenno di assenso con la testa e convieni con me che è blu. Abbiamo appena recitato il copione delle persone che fanno finta di comprendere ciò che si dicono. Eppure io non ho la più pallida idea di come sia davvero il «tuo» blu, cosa ti significhi, cosa ti evochi, che sensazioni ti faccia vivere. Mi comporto come se lo sapessi. Invece ognuno di noi vive rinchiuso nella sua personale gabbia percettiva e interpretativa. Non viviamo nel lo stesso mondo! Crediamo di farlo e poi, continuamente, inciampiamo in mille incomprensioni e aspettative basate sulla nostra personale lettura della realtà: «Ma io credevo che tu...».

Questa incomprensione di base riguarda ogni cosa: se faccio vedere un albero a cento persone e poi chiedo loro di descriverlo a parole, o attraverso un disegno, mi accorgo che ricavo cento diverse descrizioni di quell'albero e nessuna di esse è esattamente come la mia! Portando all'estremo questa considerazione mi accorgo che esiste una sostanziale distanza conoscitiva tra le persone, persino con gli affetti più profondi quali partner, figli, genitori, amici. Più sono addormentato e più grande si fa questa distanza.

Persino un sorriso non è sempre il sorriso che si immagina. Ci sono persone che quando sorridono ti fanno vedere l'Anima! Ci sono persone che quando sorridono ti fanno vedere la maschera. Quando sei sveglio ti accorgi della differenza e scopri che tutto è perfetto: l'Anima, il sorriso e la maschera.

Esercizio n. 1: il mantra della Presenza

L'«Io Sono» è la più potente invocazione dell'universo in quanto afferma l'Essere. Come vedremo nel capitolo a esso dedicato, l'«Io Sono» è una formula potente di benedizione e affermazione ed è completa in sé.

Il mantra che qui propongo è propedeutico a tutti gli altri esercizi pratici che seguono ed è costituito dall'Io Sono seguito da un complemento di stato in luogo. Dunque non «Io Sono + un aggettivo», che depotenzia l'Essere identificandolo con la mente egoica, ma Io Sono in un luogo particolare, nel pieno ricordo di me. Ecco il mantra:

«IO SONO NELLA PRESENZA».

Quando esegui gli esercizi di Presenza, pronunciare il mantra «Io Sono nella Presenza» ti aiuta a focalizzare tutta la tua attenzione sul qui e ora del tuo Essere, sganciandoti dall'illusione, risvegliandoti. Pronuncia dunque ogni giorno, più e più volte con tutta l'intenzionalità del tuo cuore, queste sacre potentissime parole: «Io Sono nella Presenza».

Questo testo è estratto dal libro "Avrah Ka Dabra - Creo Quel che Dico".

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Dario Canil

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