Bagni Derivativi - Come si fanno e i benefici
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Bagni Derivativi - Come si fanno e i benefici

Un mezzo facile e gratuito per mantenersi in forma

Il Bagno Derivativo è una tecnica che consiste nel portare e mantenere la frescura a livello del perineo, tutti i giorni, al fine di attivare la motilità degli intestini e, di conseguenza, della fascia, nonché la circolazione dei grassi. Questa circolazione, di cui non ci parlano mai, è stata descritta tuttavia come garantita dalla fascia ad allievi e stagisti di chinesiterapia dal professor Robert Maigne all'Hòtel-Dieu a Parigi, cinquant'anni fa.

Louis Kuhne raccomandava di rinfrescarsi la regione dei genitali con un tessuto dopo averlo immerso in acqua e di applicarlo effettuando una leggera frizione. Recenti osservazioni hanno portato alla conclusione che la frizione può avvenire soltanto nella parte bassa delle pieghe dell'inguine, laddove si verifica in maniera naturale quando camminiamo.

Cenni storici dei Bagni Derivativi

Il bagno derivativo - che consiste nel raffreddare esclusivamente il sesso in condizioni precise - è conosciuto da migliaia di anni. È probabile che facesse parte del nostro «materiale di sopravvivenza» all'inizio del mondo, se si fa riferimento agli animali che lo praticano essenzialmente quando sono malati, feriti, o... «troppo» ben nutriti nelle nostre case, come accade spesso per gli animali domestici.

In Cina, il paese dell'agopuntura, si sa che l'estremità del pene nell'uomo e le grandi labbra nella donna sono le parti più reattive del corpo. Era la zona che, fino a non molto tempo fa, veniva pizzicata vigorosamente con la punta delle dita per tentare di rianimare la vittima di una crisi cardiaca. Un tempo si prescriveva di portare dell'acqua in canne di bambù sempre più sottili e di farla cadere sul sesso a livello dell'ombelico. Cerimonia un po' distante dal semplice bagno derivativo, che aveva forse l'obiettivo di salvaguardare un «sapere» senza troppo «toccarsi» il sesso... per pudore o perché non si sapeva più bene come farlo!

Alcuni effetti del Bagno Derivativo

Parto, gravidanza

In un'opera che ho pubblicato nel 1993, Bientòt mon bébé si parla di bagni derivativi sia per la donna incinta, sia per il neonato.

Se riuscite a immaginare bene l'effetto depurativo che il bagno derivativo permette, non vi è difficile intuire i benefici che può trame una donna che aspetta un bambino.

Il peso

Prima di tutto, questi bagni, praticati quotidianamente, impediscono l'aumento eccessivo di peso causato da un'alimentazione troppo abbondante, senza doversi sottoporre a una dieta restrittiva. Certo, l'ideale è alimentarsi in maniera sana. Ma siamo tutti e tutte imperfetti, conosciamo tutti e tutte i momenti in cui una tavoletta di cioccolato - o qualunque altra cosa! - ci risolleva il morale. E quando si lavora, non è sempre facile avere sottomano lo spuntino ideale per la fame improvvisa che ci attanaglia! Se avete esagerato, invece di colpevolizzarvi, invece di preoccuparvi per l'aumento di peso o l'affaticamento dell'organismo, prendete dunque il vostro guanto di spugna per liberarvi dei surplus. Funziona benissimo.

Stitichezza, foruncoli sul viso, incarnato

La stitichezza è molto frequente nelle donne incinte, con la conseguenza di foruncoli sul viso e di opacità dell'incarnato. Usando il bagno derivativo la stitichezza scomparirà e con essa i foruncoli e l'aspetto spento dell'incarnato. Il trattamento non può che contribuire a una bella pelle.

Crampi, pesantezza

Se avete una sensazione di spasmo - dovuta alla tensione dei muscoli sotto il peso del ventre - o una sensazione di pesantezza al basso ventre, o anche l'impressione di stare per partorire quando ne siete ben lontane (fatevi ben seguire dal medico, a ogni modo!), i bagni derivativi non possono che farvi del bene se ne fate uno al giorno di 10 o 15 minuti, a seconda del vostro peso. Sentirete i muscoli più tonici, e in tempi più brevi che se vi dedicaste a una ginnastica inevitabilmente «dolce», dato il vostro stato.

Insonnia, incontinenza urinaria

Se il vostro bambino vi sveglia troppo spesso la notte (nel vostro ventre, naturalmente), se soffrite di incontinenza quando ridete o tossite, senza esitare, fate dei bagni derivativi e tutti questi sintomi scompariranno velocemente, in due o tre giorni. Verificate comunque con il medico di non avere un'infezione urinaria. I muscoli del perineo si tonificheranno, ripuliti dai sovraccarichi che li indebolivano. Quanto al sonno, sarà più profondo, perché sarete rilassate e il vostro bambino sarà più calmo.

Angoscia, paura, inquietudine

Molte donne che aspettano un figlio sono soggette ad angoscia. È probabile che la sensibilità, la coscienza delle responsabilità aumenti in quel periodo. Il nostro sistema nervoso ha bisogno di essere rimesso in buono stato. Depurando il corpo, il bagno derivativo vi contribuisce senz'altro. Vi distende, equilibra il sistema nervoso e vi permette di vivere meglio questo periodo.

Il bagno derivativo è quasi la panacea delle donne incinte come il latte materno è la panacea del neonato (e non per forza quella della madre, non dimentichiamolo per rispetto nei suoi confronti!). E poiché è gratuito e senza rischi, non perdete nulla a provare. Soprattutto, però, perseverate.

Se avete il «coraggio» di praticarli durante tutta la gravidanza e in particolare negli ultimi tre mesi, faciliterete enormemente il parto.

Esistono molti altri campi ancora, in cui l'effetto del bagno derivativo più condizionare la cura o la ripresa di uno stato di malessere.

Bagni derivativi per i neonati e bambini

Neonati e bambini reagiscono molto velocemente e attivamente ai bagni derivativi.

La maggior parte dei neonati, sorpresi la prima volta dalla sensazione di fresco sul sesso, vi si abituano benissimo, tanto più che per loro la durata del bagno derivativo non supera i due minuti, fino ai sei mesi almeno, e raggiunge i tre-quattro minuti soltanto verso i 18 mesi. Si può poi passare a cinque minuti per arrivare a sette minuti verso i 4-5 anni. Non ho mai visto neonati rifiutare il bagno derivativo.

Certo, quando raggiungono i tre anni possono imparare a farli da soli, seduti su una tavoletta disposta di traverso su una bacinella. Ma non è sempre facile per loro perseverare per cinque minuti, a meno che non possano, contemporaneamente, guardare una trasmissione per bambini, una videocassetta o ascoltare una storia. Se sono malati, è meglio che siamo noi a far loro il bagno derivativo. I bambini piccoli possono esitare all'inizio per pudore, o perché sono sistemati male, in un luogo scomodo, o perché la sistemazione preparata per loro è un po' instabile, hanno paura di cadere, che la tavola si muova...

I bambini che sono spesso raffreddati, quelli che hanno otiti ripetute, potranno distanziare sempre di più questi disturbi fino a passare tutto l'inverno tranquilli se fanno i bagni derivativi con regolarità. Al più avranno il naso che cola, una tosse leggera, ma saranno risparmiati da mal di gola dolorosi, febbre alta, naso chiuso...

Li si può sistemare davanti al loro programma preferito, se guardano la televisione, con la loro bacinella.

Bisogna permettere loro di fare il bagno derivativo in condizioni piacevoli, in una stanza ben riscaldata.

I neonati che vivono in collettività, all'asilo nido o presso una balia, avranno il raffreddore meno frequentemente degli altri se si fa loro un bagno derivativo di due o tre minuti mattina e sera, secondo l'età. Ma attenzione, sono due minuti di orologio. Non di più ma neppure di meno! Non è una cura, si cerca soltanto di eliminare i sovraccarichi che piacciono tanto ai virus.

E lo stesso per i bambini che frequentano la scuola materna.

Si potrà spiegare loro che non è necessario ammalarsi per vedere la mamma o il papà. Ma ciò presuppone che il papà o la mamma siano capaci di decidere, una volta ogni tanto, di tenere il figlio non malato a casa per una giornata, solo perché ne ha bisogno.

Se fate i vostri conti, vedete che è conveniente. Un giorno di coccole ogni tanto vi costerà meno assenze di un bambino che si ammala continuamente.

I bambini che hanno la tendenza a ingrassare o all'obesità otterranno senz'altro dei benefici facendo i bagni derivativi. Perderanno rapidamente i surplus e soprattutto saranno molto meno attirati dai dolciumi che rovinano i denti e fanno ingrassare.

Tutte le cosiddette malattie infantili come gli orecchioni, il morbillo, la varicella... sono molto attenuate e la loro durata si riduce con i bagni derivativi.

Come fare il bagno derivativo ai neonati

Lo si fa al momento di cambiare un pannolino, in una stanza in cui non fa freddo. Il neonato deve rimanere ben vestito e avere soltanto le natiche scoperte.

Mettete sotto le natiche un asciugamano piegato in quattro o semplicemente un pannolino nel caso in cui faccia pipì.

Versate dell'acqua fredda (ma non così fredda da ghiacciarvi le mani) in una bacinella o in una pentola a portata di mano.

Immergete il guanto di spugna nell'acqua tenendolo con la punta delle dita. Asciugate sommariamente il guanto rapidamente senza riscaldarlo nella mano: l'acqua non deve colare, al limite può cadere qualche goccia. La cosa più semplice è picchiettare il sesso con dolcezza.

Applicate il guanto su tutto il sesso del bambino direttamente, senza «tenere» il pene del maschietto e senza strofinare. Poi immergete subito di nuovo il guanto nell'acqua per ricominciare.

Proseguite l'operazione per due minuti di orologio fino ai 5-6 mesi, per tre minuti fino ai 18 mesi. I neonati che crescono in fretta potranno passare a quattro-cinque minuti verso i 15 mesi.

Se il vostro neonato ha la febbre, potete fargli un bagno derivativo a ogni cambio o ogni volta che la febbre sale, se è molto forte e se ne avete la possibilità. In questo caso (febbre), fate bagni di tre minuti fino ai sei mesi e di cinque minuti oltre i sei mesi.

Beninteso, in tutti i casi il vostro bambino deve essere seguito regolarmente dal medico! Seguite il trattamento prescritto dal medico. La pratica del bagno derivativo, tuttavia, distanzierà inevitabilmente, sempre di più, i periodi di malattia.

Istruzioni per l'uso

Il bagno derivativo consiste nel raffreddare in maniera prolungata ed esclusiva il sesso bagnandolo con acqua fredda attraverso frizioni leggerissime, con l'aiuto di un pezzo di stoffa, ad esempio un tessuto di spugna (guanto di spugna). Il gesto va dall'alto verso il basso. La durata è precisa, secondo l'età, il peso e l'effetto che si vuole ottenere. Il corpo deve essere ben all'asciutto e al caldo, compresi i piedi.

Le condizioni materiali

Quale acqua utilizzare?

Utilizzate in generale l'acqua di rubinetto. Potete utilizzare quella di un pozzo, di un fiume, di una sorgente, di un lago e perfino l'acqua di mare. Per quello che mi riguarda, avendo vissuto sui mari per 17 anni con i miei bambini, ho abbondantemente utilizzato l'acqua di mare.

A quale temperatura?

L'acqua deve essere fredda ma mai ghiacciata. Non deve ghiacciare le dita. In inverno potrebbe essere necessario aggiungere acqua calda all'acqua fredda del rubinetto. In estate, se avete l'impressione che l'acqua sia troppo tiepida, potete aggiungervi del ghiaccio. Ma anche ai tropici, se non avete ghiaccio a disposizione, è la differenza tra la temperatura dell'atmosfera e quella dell'acqua che conta di più, anche se avete l'impressione che non sia abbastanza fredda.

Ai tropici o in periodi di caldo intenso, se l'acqua di rubinetto è tiepida, sarà bene o aggiungere del ghiaccio nell'acqua per raffreddarla, o prolungare il bagno derivativo fino a 20 minuti.

Quale quantità di acqua?

È necessaria almeno quella di un recipiente della capienza di un piccolo bidè. Una quantità d'acqua sufficiente perché non si «riscaldi» troppo in fretta. Se utilizzate una bacinella d'acqua in una stanza riscaldata, tra il calore liberato a ogni gesto dalla vostra mano nell'acqua e la temperatura dell'ambiente, l'acqua diventerà in breve tempo tiepida. Una bacinella o un secchio sono perfetti per lo scopo.

Su che cosa sedervi, come sistemarvi?

Se avete un bidè, vi sederete sul bordo del bidè senza mettere le natiche nell'acqua. Le natiche e il sesso rimangono dunque al di sopra dell'acqua. Se il bordo del bidè vi sembra scomodo, mettete una piccola tavola di traverso sul bidè per sedervi al di sopra dell'acqua, lasciando il sesso sul bordo della tavola.

Esiste un bidè portatile che si adatta alla tazza di tutti i zvc, venduto per corrispondenza a una cifra modica da un grande magazzino. Questo bidè è fabbricato in Germania e si vende accompagnato da un foglio illustrativo scritto in tedesco... che vi indica che potete utilizzare questo recipiente per fare... i bagni di Louis Kuhne, in altre parole i bagni derivativi! Sarebbe gentile se il negozio che li vende facesse lo sforzo di tradurre il foglio illustrativo...

Potete fare i bagni derivativi su una bacinella quadrata o rettangolare, o ancora su un secchio rigido a bordi larghi. Vi collocate una tavoletta di traverso per sedervi all'asciutto. Questa soluzione è adatta per le persone che pesano meno di 60 kg e che sopportano la posizione accovacciata.

Se avete una vasca da bagno, potete mettere una tavola di traverso sulla vasca e mettere un secchio pieno d'acqua proprio al di sotto della tavola. Fate attenzione a mantenere i piedi sul bordo della vasca, tenendo le gambe alzate. I piedi devono assolutamente restare all'asciutto e al caldo, nei calzini o nelle pantofole.

Per i signori che possiedono un lavabo all'altezza giusta, il bagno si può fare in piedi tenendo il pene al disopra dell'acqua con cui il lavabo sarà stato riempito. Non bisogna far colare l'acqua del rubinetto direttamente sull'estremità del pene, ma utilizzare un guanto di spugna per prendere l'acqua nel lavabo e far scivolare il guanto imbevuto d'acqua sul sesso, come spiegato più avanti.

Non prendere freddo

Non dovete fare i bagni derivativi in una stanza fredda. E dovete coprirvi bene il busto e i piedi (calzini caldi, pantofole) per non rischiare di avere alcun disagio o freddo. Il raffreddamento deve essere concentrato esclusivamente sul sesso. È auspicabile, dunque, una stanza ben riscaldata.

Con che cosa e come applicare l'acqua?

Utilizzerete un guanto di spugna in cotone, quanto di più comune esista. Non mettete la mano nel guanto, altrimenti rischiate di riscaldarlo e avrete meno acqua disponibile. Prendete il guanto nella mano e mantenetelo con le dita.

Immergete il guanto nell'acqua e fatelo scivolare facendo una leggerissima pressione dall'alto verso il basso.

Per le donne: dal pube verso il basso passando sulle grandi labbra, con un unico gesto dall'alto verso il basso e senza farvi mille domande su «quale parte tocco con il guanto».

Per gli uomini: dall'alto verso il basso sull'estremità del pene, senza preoccuparvi se il glande sia o meno scoperto.

Immergete di nuovo, immediatamente, il guanto nell'acqua e ricominciate senza interruzioni per tutta la Il gesto dall'alto verso il basso è importante perché dal basso verso l'alto potreste farvi male. D'altronde, l'evacuazione avviene dall'alto verso il basso e il movimento è naturale.

Perché non bagnare il sesso e le natiche?

Se immergete il sesso nell'acqua, avrete la stessa reazione della doccia a telefono: desensibilizzazione della pelle e arresto della reazione caldo-freddo.

Se bagnate la natiche o qualunque altra parte del vostro corpo (eccetto la mano che mantiene il guanto), reagirete al freddo producendo calore nel basso ventre, cosa contraria a quanto si cerca di ottenere con il bagno derivativo.

Il ritmo e durata delle sedute

Per una persona adulta di meno di 70 kg, 10 minuti a seduta normalmente sono sufficienti.

Oltre i 70 kg, 15 minuti. In alcuni casi, quale che sia il vostro peso, sarà preferibile fare 20 minuti. Ma non superate i 20 minuti, a meno che non siate malati o molto sovraccarichi, altrimenti rischiate di avere delle reazioni di eliminazione troppo violente.

Quante volte al giorno?

Una volta al giorno va già benissimo, se siete regolari e perseverate per alcune settimane o più, secondo il vostro caso.

Due volte al giorno se siete molto sovraccarichi o se avete fretta.

Salvo casi eccezionali, non superate le due volte al giorno. I casi eccezionali sono evocati nella parte «dalla A alla Z» di questo libro.

Per una cura di mantenimento

Quattro volte o tre volte alla settimana, con regolarità, basteranno ampiamente.

Due volte alla settimana va già bene se non siete troppo sovraccarichi. È il tempo minimo. Ciò che conta di più è la regolarità.

Ma potete anche, se non avete voglia di farli ogni settimana, utilizzarli per cicli di tre settimane in ragione di una o due volte al giorno, di quando in quando. Una o due volte all'anno, per esempio.

Mai durante le mestruazioni

Non fateli durante le mestruazioni. Innanzitutto, sarebbe scomodo, e inoltre è meglio non turbare le temperature del basso ventre in questi periodi. Al contrario, tutto il periodo della gravidanza è un momento privilegiato.

Se prendete la pillola, potete continuare durante le mestruazioni, che sono mestruazioni dette «emozionali». Esse non influiscono sulla vostra temperatura interna.

Riscaldarsi dopo il bagno derivativo

Dopo aver terminato la seduta, riscaldatevi. Potete infilare un pullover di lana in più, o mettervi per dieci minuti sotto le coperte, o ancora mettervi al sole, se la stagione e il luogo lo permettono. Le persone che fanno il loro bagno derivativo prima di andare a dormire la sera, si riscaldano inevitabilmente.

In quale momento della giornata fare il bagno derivativo?

Mai all'inizio della digestione. Poiché il bagno derivativo agisce in primo luogo sulla digestione, fatelo almeno una mezz'ora prima del pasto o un'ora e mezzo dopo. Se lo fate durante la prima parte della digestione, rischiate di avere la nausea. Se avete il basso ventre particolarmente sovraccarico e il bagno derivativo vi dà la nausea, si può ipotizzare che la vostra digestione sia molto lenta. Sarà meglio allora che lo facciate al mattino a digiuno, al limite prendendo una zolletta di zucchero o un po' di succo di frutta fresco o una tisana poco prima, se vi sentite in ipoglicemia. Potete anche farlo la sera, due ore dopo la cena.

Per mantenere gli effetti dei bagni derivativi: Tre volte alla settimana regolarmente, se possibile sempre negli stessi giorni della settimana, sono sufficienti.

Quando interrompere?

In generale, nonostante tutti i migliori consigli, si interrompe una volta ottenuti i risultati desiderati.

Sarebbe preferibile continuare allo stesso ritmo per un tempo equivalente a quello che è stato necessario per ottenere il risultato.

Per esempio, avete impiegato tre mesi per perdere 10 kg e non dovete perderne più, il vostro peso si è stabilizzato: continuate per tre mesi allo stesso ritmo e fermatevi soltanto dopo questo periodo. Questo è l'ideale. Sarete sicuri di aver ben eliminato i sovraccarichi.

Ma se non avete il coraggio di arrivare fino a questo punto, non è grave, non ingrasserete di nuovo istantaneamente!

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