Cancro - Un Libro che da Speranza - Estratto
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Cancro - Un Libro che da Speranza - Anteprima del libro di Lise Bourbeau

Spiegazione scientifica e interpretazione - Metafisica del cancro

Spiegazione scientifica e interpretazione - Metafisica del cancro

Prima di illustrare il collegamento esistente tra i due aspetti del cancro, quello organico e quello psicologico-spirituale, mi sento in dovere di spiegare brevemente in che modo sono arrivata a individuarlo.

Mi resi conto del legame fra il nostro corpo e il nostro modo di pensare e di vivere ben prima di fondare la mia scuola, quando i problemi fisici di cui soffrivo da parecchi anni svanirono uno dopo l’altro. Questo fu possibile solo dopo aver modificato il mio modo di vivere, grazie alla consapevolezza che acquisii attraverso l’alimentazione. Tutti i dettagli sono peraltro riportati nel mio libro Ascolta e... mangia. Stop al controllo!

Durante i quindici anni precedenti a questa presa di coscienza, avevo scoperto, tramite visualizzazioni e riprogrammazioni, il potere del pensiero positivo, liberandomi così da svariati problemi fisici, fra cui un gran mal di schiena. Ogni volta però era solo una remissione temporanea, perché l’uso del pensiero positivo non è altro che un mezzo occasionale. Di conseguenza, dovevo sempre ricominciare. Avevo così scoperto che dietro ad ogni sofferenza fisica si nasconde qualcosa di molto più profondo: questo fu l’inizio del mio percorso spirituale.

Aspetto fisico e psicologico

Prendere un aspetto fisico e trovarne il collegamento con un aspetto psicologico, si chiama metafisica. Pertanto mi sono divertita a cercare una corrispondenza metafisica per tutto ciò che è fisico. Per poter accettare che c’è sempre un aspetto che va oltre quello fisico, dobbiamo accogliere l’idea che il mondo materiale è solo un riflesso di tutto quello che accade a livello emozionale e mentale. Ma, soprattutto, bisogna accettare che la malattia, o qualunque altra situazione sgradevole si verifichi nella nostra vita, possa essere paragonata alla punta di un iceberg: questa cima emersa nasconde in realtà qualcosa di molto più grande e rilevante.

Più la malattia o il problema che stai vivendo sono gravi, più è grande la parte nascosta dell’iceberg.

Questa capacità di vedere l’aspetto metafisico mi ha portata rapidamente a scorgere quello spirituale (che esiste in ogni messaggio) e alla scoperta che qualunque malessere fisico non è altro che il segno di una mancanza di amore per se stessi che ci impedisce di ascoltare i bisogni reali della nostra anima.

In realtà siamo tutti degli esseri spirituali, e questo è valido per tutto ciò che vive: che sia di natura minerale, vegetale, animale o umana. Mi piace visualizzarci come delle sfere di luce sfavillante; questa luce è rivestita da un involucro fisico che ci permette di vivere su questo pianeta. Quand’anche atterrassimo su un altro pianeta non saremmo in grado di vedere da quale tipo di vita è animato, questa essendogli propria. Credere che la Terra sia l’unico pianeta ad ospitare la vita è utopico, anzi, inconcepibile.

Il nostro involucro materiale è costituito da tre corpi: mentale, emozionale e fisico. Il corpo mentale e quello emozionale rappresentano l’aspetto psicologico della nostra vita. Partendo dal fatto che il corpo fisico è solo un riflesso di quello che accade sul piano psicologico, è più facile stabilire dei collegamenti fra il piano fisico e quello psicologico dell’uomo. La luce interiore rappresenta quindi il tuo aspetto spirituale, che mi piace definire “il nostro Dio interiore”. Questa è la parte di te che sa esattamente di che cosa hai bisogno, conosce la ragione per cui sei tornato su questo pianeta, in altre parole: è consapevole del progetto globale della tua anima in questa vita. Il tuo Dio interiore vuole solo che tu sia felice, in tutti i sensi del termine, e questo vale per ciascuno di noi. Se prendessimo la buona abitudine di seguire sempre la nostra intuizione e di ascoltare la sua vocina, tutto, nella nostra vita, si svolgerebbe perfettamente.

Seguire la via del divino significa essere in sintonia con il tuo cuore, amarti, e permetterti di essere te stesso in ogni istante.

Purtroppo, con il susseguirsi delle incarnazioni e il passar dei secoli, abbiamo dimenticato la nostra parte divina, finendo per identificarci unicamente con i nostri tre corpi, per cui questi ultimi hanno preso troppa importanza. Secondo l’ordine naturale delle cose, i tre corpi dovrebbero essere costantemente al servizio del nostro Dio interiore, ma non è quello che accade in realtà: i corpi sono progressivamente diventati i nostri dèi, col risultato che ora ci controllano.

Corpo mentale

Il corpo mentale è quello che ti aiuta a pensare, a memorizzare e a organizzare; quello emozionale, dal canto suo, è quello che ti permette di avere dei desideri e delle sensazioni. Infine, il corpo fisico è quello che ti permette di passare all’azione.

Prendiamo ad esempio un ragazzo che ha sempre sentito il bisogno profondo di diventare un artista: adora dipingere. Il bisogno che esprime proviene dal suo Dio interiore e per soddisfarlo dovrà utilizzare le capacità dei tre corpi. Per assicurarsi di rimanere centrato sul suo obiettivo dovrà comportarsi “come se” tutte le circostanze fossero perfette e la sua decisione non disturbasse nessuno. Mentalmente dovrà incominciare a visualizzare ciò che questa decisione implica: gli studi che dovrà seguire, la durata, la somma di denaro necessaria, eccetera. Durante tutta la fase di pianificazione resterà in contatto con ciò che sente, con l’idea di mettere in atto il suo progetto. Nell’eventualità in cui dovesse assalirlo un dubbio, bisognerà che si riconnetta rapidamente con l’obiettivo prefissato; a quel punto non gli resterà che passare all’azione. In definitiva, la cosa importante non è quanto tempo ci metterà, ma piuttosto la gioia che proverà avvicinandosi alla meta. D’altronde è molto probabile che debba trovarsi un secondo lavoro per provvedere ai suoi bisogni, il tempo di intraprendere e finire gli studi; ma nel frattempo, solo all’idea di poterci riuscire e restando nell’ottica di non perdere di vista l’obiettivo, vivrà molti momenti felici. Purtroppo però non è ciò che solitamente accade. È più probabile invece che questo ragazzo si lasci convincere dai familiari che la scelta di abbracciare questo tipo di mestiere è troppo scollata dalla realtà, che non riuscirà mai a fare carriera e, soprattutto, che presumibilmente non riuscirà a mantenersi. Cercheranno di convincerlo che la cosa più intelligente da fare sarebbe orientarsi verso il settore commerciale, come ha fatto suo padre per tutta la vita. Se alla fine si lascerà influenzare dai suoi cari, sarà il segno che è mentalmente vittima delle loro stesse credenze, perché essi non fanno altro che riflettere ciò che è già presente in lui: le sue paure avranno la meglio e, probabilmente, deciderà di seguire questi consigli. Quello che non sa è che non sarà mai felice di questa decisione, proverà rifiuto per se stesso e si odierà fino alla fine dei suoi giorni, anche se inconsciamente. E sono questi sentimenti di rancore, di impotenza, di insoddisfazione di sé, persino di odio, che, senza dubbio, finiscono per causare malattie di ogni sorta, incluso il cancro.

Questo testo è estratto dal libro "Cancro - Un Libro che da Speranza".

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Lise Bourbeau

Un libro che dà una visione diversa, che ci insegna a mutare la percezione che abbiamo della parola “cancro” fino a riuscire a vederci del buono.... continua