Che cos’è la paura dal punto di vista energetico - Rossella Panigatti
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Che cos’è la paura dal punto di vista energetico

Rossella Panigattidi Rossella Panigatti

Se a livello emozionale proviamo paura, dal punto di vista energetico-spirituale, vuol dire che il nostro Primo Chakra, anche noto come Chakra di Base o Chakra della Radice, è allertato, cioè si è attivato poiché ha recepito qualcosa che è stato interpretato come una minaccia.

La paura, dunque, è il messaggio che sintetizza questo stato di cose e il modo corretto di agire è ascoltarla e verificare se si tratta di un pericolo reale, o se sia indice di uno scompenso a questo livello.

Per intenderci, come nell’esempio già portato, se provo paura perché un rapinatore mi sta minacciando con un coltello, non ho alcun blocco, il mio Chakra della Radice interpreta correttamente un’informazione che gli giunge dall’ambiente e mi prepara fisicamente a reagire, affrontando il malvivente o fuggendo. Se invece ho paura a decidere, a parlare o a fare qualsiasi altra cosa, e questo non è dovuto a minacce concrete nei miei confronti nel caso lo facessi, è evidente che il Primo Chakra è fuori equilibrio e la paura lo manifesta.

Ricordiamo anche che l’energia universale, che è sempre associata a una forma di conoscenza, viene processata dai chakra. Lo scambio informativo ci fa acquisire conoscenza e noi cresciamo; quando abbiamo tensione in un chakra, il processo di apprendimento e di filtro delle informazioni che ci provengono dall’esterno diventa difficile o, addirittura, si esaurisce.

Il Primo Chakra è deputato anzitutto a processare le informazioni relative alla nostra sicurezza, fornendoci i parametri per soddisfare le esigenze della sopravvivenza. Riguarda quindi i bisogni materiali, il nutrirsi, le necessità elementari di una tana (riposo, calore e rifugio); nella vita adulta riguarderà gli aspetti del lavoro, del denaro e della casa. Chiudere questo centro energetico con un blocco significa avere tensioni in una o più di queste aree. A un certo punto, non avremo più informazioni che ci rassicurano del fatto di essere al sicuro e provvisti di tutto ciò che occorre per sopravvivere, anche se questo non è vero.

Avere il Primo Chakra in perfetto equilibrio, invece, ci fa stare bene nel nostro corpo – questo centro energetico corrisponde al corpo fisico. Disporremo anche di ciò che ci serve in termini economici, cioè la sicurezza a livello materiale. L’equilibrio di questo chakra ci fa sentire sicuri di noi stessi, fiduciosi negli altri e nella vita, nutriti dalla Madre Terra e dall’amore della mamma, primaria fonte di sicurezza. In questo caso, dunque, le informazioni che riceviamo ci inducono a vedere il mondo come un luogo accogliente; l’universo si prende cura di noi e, sia metaforicamente che concretamente, siamo in grado di reggerci sulle nostre gambe!

Avere il Primo Chakra in grado di processare correttamente energia significa essere nel complesso sani, stare bene nel corpo e vivere nella prosperità, oltre a sentirsi sicuri in senso lato. Ci aspettiamo che ci accadano cose positive e abbiamo fiducia in noi stessi. Inoltre, viviamo essenzialmente nel qui e ora, fuori dalle preoccupazioni del futuro e dai ricordi del passato, focalizzando dinamicamente la nostra esperienza nel momento presente. Emaniamo una forte energia vitale che, spesso, è percepita da chi ci circonda.

La Paura della Paura - Rossella Panigatti Quando invece questo centro è chiuso le cose cambiano radicalmente. Per prima cosa cominciamo a vedere il mondo attraverso il filtro della paura, della carenza, della difficoltà. Nella nostra società, per la maggior parte della persone, la sicurezza è legata in modo biunivoco a quanto denaro possediamo, alla casa più o meno prestigiosa che abbiamo e al lavoro che svolgiamo: se ci sono blocchi in questo chakra, queste aree saranno problematiche (alcune, non tutte necessariamente), dandoci la sensazione di non avere mai abbastanza. Sperimentiamo la povertà e, anche se guadagniamo molto, perdiamo denaro o ne spendiamo più di quanto possiamo, ci sentiamo minacciati e precari, sempre e ovunque. E abbiamo paura.

Non sempre lo stress al Primo Chakra si palesa con la medesima intensità, come per tutte le emozioni, anche la paura ha una gradualità di manifestazione. Inizialmente può determinare soltanto un filtro percettivo d’insicurezza attraverso il quale guardiamo il mondo, qualcosa che ci fa notare solo le cose che temiamo di più.

Quando la tensione diventa più forte, cresce anche la sensazione di disagio e cominciamo ad avvertire la paura vera e propria, che può intensificarsi fino a sfociare nel panico e, letteralmente, nella sensazione di morire.

In ogni caso, la paura parla attraverso messaggi forti, che esigono attenzione. Ma nella nostra vita di tutti i giorni, incalzati dalle esigenze del fare, quante volte li ascoltiamo? Quando notiamo ad esempio che abbiamo delle resistenze a parlare, o a concludere, o, semplicemente, ad andare avanti, chiediamoci: «Che cosa mi renderebbe più facile fare questo?» Se la risposta è: «Sentirmi al sicuro, o potermi affidare, o avere l’impressione che l’universo sia dalla mia parte», vuol dire che il Primo Chakra è teso.

Vedremo cosa significa e come farlo tornare in equilibrio...

 

[estratto del libro "La Paura della Paura" di Rossella Panigatti (Tea Edizioni)
==> Vai alla scheda del libro

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