Come notare esperienze positive che sono già presenti
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Come notare esperienze positive che sono già presenti

Come notare esperienze positive che sono già presenti

Leggi in anteprima il cap. 5 di "Felice come un Buddha"

In questo capitolo parliamo di come notare esperienze positive che sono già presenti.

Il quarto passo del processo di assorbire il buono può essere potente, ma dev'essere usato con grande attenzione, poiché contiene in sé anche materiale psicologico negativo, come rabbia, dolore o vergogna. Finché non esploriamo in profondità il quarto passo, lo faremo nel Capitolo 8, le pratiche guidate conterranno solo i primi tre passi. Poiché il processo di assorbire il buono è sperimentale e non concettuale, cominciamo con il farne esperienza diretta.

Notare una sensazione piacevole

Per fare questa pratica puoi prenderti mezzo minuto, o anche più, con gli occhi aperti o chiusi, come preferisci. Va bene farla anche insieme ad altre attività, ma all'inizio, probabilmente, potrai comprenderla meglio se smetterai di fare qualsiasi altra cosa tu stia facendo.

1. Avere: trova una sensazione piacevole già presente nella tua consapevolezza, sia essa in primo piano o in sottofondo. Forse una sensazione di rilassamento mentre respiri, un piacevole senso di calore o di freschezza, una sensazione corporea di vitalità o energia. Potrebbe essere una sensazione sottile, impalpabile e che, tuttavia, ti fa sentire bene. Forse ci sono, al tempo stesso, altre sensazioni, altri pensieri o sentimenti che potrebbero creare disagio, anche questo va bene. Lasciali semplicemente andare, per adesso, e porta la tua attenzione sulla sensazione piacevole. Quando la individui, fai il passo successivo.

2. Arricchire: rimani con la sensazione piacevole. Esplorala per un po'. Come ti fa sentire? Aiutala a perdurare. Mantieni la tua attenzione su di essa per dieci, venti secondi di fila, o anche di più. Ritorna ad essa se la tua attenzione inizia a vagare. Apriti a questa sensazione, nella tua mente e nel tuo corpo. Senza stress o fatica, nota se può diventare ancora più piena, ancora più intensa. Assaporala completamente. Lascia che il piacere, proveniente da questa sensazione, ti aiuti a mantenerla viva. Vedi se puoi incarnarla attraverso delle piccole azioni, come muovere il corpo per farlo respirare in maniera più piena, o sorridere dolcemente.

3. Assorbire: sia durante il secondo passo che subito dopo, coltiva l'intenzione e la percezione che la sensazione piacevole stia penetrando dentro di te, mentre tu ti immergi in essa.

Quando hai finito con questa pratica, nota come ti senti. Sviluppa il senso di come ci si sente ad assorbire il buono.

Nel caso in cui non fossi in grado di notare ogni sensazione piacevole, questo potrebbe essere dovuto a due possibilità: o sei schiacciato dal dolore, incapace delle minime funzioni vitali (spero proprio di no!) oppure devi semplicemente provare ancora per un po'. È naturale avere difficoltà con il primo passo di assorbire il buono, ed è facile sottovalutarlo. Quando lavori con la mente, il primo passo ti aiuta ad avere uno spirito di esplorazione dolce e tuttavia persistente. Se non riesci a trovare qualcosa di positivo proprio adesso, continua a cercare, forse si manifesterà in un momento successivo.

La musica dell'esperienza

Quando ascolti una canzone, puoi sentire le diverse parti che la compongono, come il canto, la chitarra, il piano e la batteria. In maniera simile, anche la tua esperienza è fatta di parti differenti, tra cui i pensieri, la capacità di percepire le sensazioni, le emozioni, i desideri e le azioni. Stasera, mentre ero a cena con la mia famiglia, giusto poco prima di scrivere questo capitolo, i nostri figli stavano ridendo insieme, in maniera affettuosa. La “canzone” della mia esperienza comprende anche pensare quanto essi tengano l'uno all'altra, vedere i loro volti felici, sentirmi contento come padre, desiderare che essi si amino sempre, e gioire del loro amore.

Spesso assorbirai un'esperienza nel suo insieme. Quando vado a camminare per le colline vicino a casa, ci sono una bellissima vista, un senso di vitalità, e il piacere di stare all'aperto, il tutto mescolato insieme. Al tempo stesso, anche imparare a sintonizzarsi nelle singole parti separate della nostra esperienza ha il suo valore. Diventare più consapevole di tutti gli aspetti della tua esperienza ti procurerà un senso maggiore di interezza e di integrazione interiore. Inoltre, ti permetterà di alzare il volume, per così dire, su parti differenti quando avrai bisogno di loro. Potresti focalizzarti su un pensiero, secondo il quale, la felicità delle altre persone dipende principalmente da loro e non da te, una sensazione, dunque, di sollievo pervade il tuo corpo, un'emozione di calma, il desiderio di essere meno perfezionista, oppure un'azione, come quella di staccare la spina, ad esempio, dalle email. Stare con una parte della tua esperienza ti porta i suoi benefìci al momento, e ti aiuta inoltre a immergerti nel tuo cervello, cosa che rende facile richiamare questa esperienza in futuro.

Facciamo quindi un tour delle parti più importanti della tua esperienza e delle gratificazioni che esse potrebbero offrirti. Nota se puoi trovare qualcosa in ognuna di queste componenti che ti sarebbe utile portare maggiormente alla mente. Ad esempio, potresti focalizzarti sulla sensazione di gratitudine se sei stato deluso, o sulla sensazione di rilassamento se sei stressato.

Pensieri

I tuoi pensieri includono conoscenze basate su fatti, idee, credenze, aspettative, punti di vista, intuizioni, immagini e ricordi. Alcuni pensieri sono di tipo verbale (dialogo interiore), mentre altri consistono in immagini o in una sorta di mescolanza di parole e figure.

Molti studi dimostrano i benefìci della terapia cognitiva1 focalizzata sul cambiare i pensieri, trasformandoli in positivo. Ad esempio, quando avevo circa 25 anni, ho compreso di essere stato un secchione, mentre diventavo adulto, ma non un pappamolle. Questo è stato un pensiero molto importante per me! Una cliente, una volta, entrando nel mio ufficio, espirò lentamente e disse di aver pensato: “Non è colpa mia se mio marito è un alcolizzato”. Questo pensiero la aiutò a smettere di colpevolizzarsi per il fatto che lui bevesse e l'aiutò a confrontarsi con lui in maniera più diretta. È bene assorbire i pensieri che sono veri e utili, piuttosto che quelli non veri e dannosi. I buoni pensieri includono vedere se stessi, gli altri, il passato e il futuro in maniera più accurata, comprendere quanto le nostre azioni producano risultati differenti e, infine, mettere le cose nella giusta prospettiva.

I pensieri sono di certo importanti, però, in via generale, ciò che ci fa gioire o soffrire maggiormente è quello che percepiamo, sentiamo e vogliamo fare. Pertanto, le pratiche di questo libro enfatizzano queste parti della tua esperienza, quelle maggiormente incarnate.

Sentire le percezioni

Questo è il regno della vista, del suono, del gusto, dell'olfatto, del tatto e delle percezioni interne (le sensazioni interne del tuo corpo come, ad esempio, il gorgoglio dello stomaco). Sentire le percezioni rappresenta la via maestra alle esperienze di piacere, rilassamento, vitalità e forza.

Ogni senso è una soglia potenziale verso il piacere, come, ad esempio, vedere un bel vestito, ascoltare buona musica, dare un morso a una bella pesca succosa, sentire il profumo del pane appena sfornato, grattarsi una zona che prude o, francamente, finalmente, andare alla toilette. Oltre a essere gradevole2 di per sé, il piacere normalmente riduce le tue sensazioni di stress e ne fa iniziare il processo di recupero. Il piacere è una risorsa sottostimata per la salute fisica e mentale. Quando lo provi, permetti a te stesso di riceverlo completamente, come mi ha scritto questo uomo: «Vicino al mio appartamento nel North Carolina, la maestosa presenza di antiche montagne, percepibili attraverso l'orizzonte, mi fa sentire che c'è spazio per ogni parte di me. Quando assorbo questa vista, mi sento come se “aprissi una cerniera”, dalla testa ai piedi, e mi spalancassi in una maniera che mi fa sentire sensazioni meravigliose. Mi riempio di questa vista maestosa, e ciò mi fa sentire bene anche tutte le volte che ci ripenso».

Il rilassamento coinvolge “l'ala parasimpatica”, ossia quella che potremmo definire “riposa e digerisci” del sistema nervoso, la compensazione naturale dell'ala del sistema simpatico, cioè la cosiddetta “attacco-fuga”. Molto simile al piacere, il rilassamento abbassa lo stress3. Rafforza, inoltre, il sistema immunitario4, aumenta la resilienza5, e riduce l'ansia6. È quasi impossibile essere turbati per qualcosa, quando ti senti profondamente rilassato.

La vitalità può produrre una sensazione intensa, come l'eccitazione che sperimenti quando vince la tua squadra del cuore, o come la passione che provi quando balli o fai l'amore. Ma, per la maggior parte del tempo, la vitalità è più in sordina, come quando ti senti semplicemente vivo. Che sia potente o sottile, assorbire una buona sensazione di vitalità è particolarmente utile se ti senti malinconico, a terra o spompato, sia a casa che al lavoro.

Alcune esperienze relative alla forza hanno una qualità veramente “impressionante”, soprattutto quando contengono una capacità di sopportazione tenace, come quella che occorre per superare un'infanzia difficile, una relazione turbolenta o, cosa più diffusa oggi, la perdita del lavoro. Una notte ho osservato un uomo che tornando a casa dopo il turno di notte, camminava con difficoltà, e ho percepito, dai suoi movimenti e dall'espressione del suo viso, tutta la capacità di resistenza che gli ci voleva solo per continuare ad andare avanti.

Emozioni

Le emozioni consistono sia di sentimenti che di stati d'animo. I sentimenti sono specifici, spesso ragionevolmente brevi, e sono causati sia da uno stimolo interno che da uno stimolo esterno. Un amico ti sorride e ti rende felice; un minuto dopo i suoi commenti bruschi ti provocano irritazione. Gli stati d'animo sono più diffusi, più resistenti e sono indipendenti dagli stimoli. Ad esempio, la tristezza è un sentimento, mentre la depressione è uno stato d'animo.

I sentimenti coltivano gli stati d'animo. Per intenderci, assorbire ripetutamente sentimenti di felicità e gratitudine tenderà a sviluppare uno stato d'animo di appagamento. A loro volta, gli stati d'animo fanno crescere un fondamentale senso di appagamento nei confronti della vita, promuovendo sentimenti di gratitudine e gioia. Conseguentemente, assorbire sentimenti positivi può sollevare il tuo stato d'animo, cosa che ti porterà, a sua volta, maggiori sentimenti positivi, il che beneficerà ulteriormente al tuo umore.

Una delle emozioni più dolci, naturalmente, è l'amore, come mi ha detto questa donna: «Ogni notte, prima di spegnere le luci, controllo il mio piccolo che dorme e dico sommessamente: “Che tu possa essere felice, essere in buona salute, al sicuro e in pace”. L'amore che provo nel fare questo penetra in me. Una notte, dopo essere tornata in camera mia ed essermi rimboccata le coperte, la gioia nel mio cuore ha continuato a espandersi, e ho deciso di estenderla verso mio marito. Ho pensato, allora, a quanto lo amassi e i sentimenti di gioia hanno continuato a fluire in me. Sul mio volto, al buio, è comparso un enorme sorriso, e mi sono addormentata come una persona molto felice!».

Desideri

I nostri desideri comprendono speranze, aspirazioni, voglie e bisogni. Includono anche motivazioni e inclinazioni, valori, morale, ambizioni, scopi e mete, così come avversioni, ossessioni, attaccamenti, desideri smodati e qualsiasi altra dipendenza. I nostri desideri possono essere rivolti al mondo esterno, come augurarci che qualcuno non ignori i nostri bisogni, oppure al mondo interiore, come essere determinati a restare saldi quando si prende posizione contro un determinato trattamento. I desideri positivi conducono alla felicità e portano benefìci, come voler prendere un bicchiere d'acqua quando si ha sete; quelli negativi, invece, conducono alla sofferenza e recano danni, come accendersi una sigaretta quando siamo stressati.

Quindi, quando provi un desiderio positivo, prendine nota e assorbilo. Sii consapevole dei fattori nella tua mente che sostengono i buoni desideri, come la determinazione o la convinzione, e assorbi anche quelli. Quando non agisci in base a un desiderio negativo, nota i buoni risultati che ne derivano, e assorbi il sollievo, la soddisfazione e il senso di dignità che hai guadagnato.

Azioni

Sto usando il termine “azioni” in senso ampio, per includere sia quello che facciamo verso l'esterno, come comportamenti, espressioni facciali, postura, le parole che diciamo o scriviamo, sia le inclinazioni interne e le capacità che producono le nostre azioni osservabili, come la tendenza a voler comunicare anche con coloro che ci feriscono, e la capacità di ascoltare in maniera empatica. Puoi aiutare te stesso ad agire in maniera più efficace registrando profondamente le azioni che vuoi sostenere, sia mentre sei realmente impegnato a farle, sia mentre le stai semplicemente immaginando. Ad esempio, supponiamo che vorresti essere più assertivo con le persone petulanti, cosa che potrebbe comprendere l'idea di andare avanti piuttosto che indietreggiare, alzare il petto, fare gesti che ispirano fiducia, o parlare in maniera ferma. Poi, quando compi, o immagini di compiere, ognuna di queste azioni, rimani con questa esperienza per dieci secondi o anche di più, aiutandola a penetrare dentro di te.

Una donna usava questo metodo per aiutare se stessa a cambiare il modo in cui preparava le figlie per andare a scuola: «Le mie bambine, di 7 e 9 anni, amano dormire, quindi prepararle, al mattino, non è mai stato facile; inoltre, di solito, le nostre mattine erano frenetiche, avevamo sempre fretta e le ragazze erano scontrose. Alla fine decisi di agire in maniera differente. Ho cominciato ad andare di buonora in ognuna delle loro stanze. Mi sporgevo verso il loro corpicino, che ancora dormiva, per dare una lunga e buona annusata mentre le baciavo sulla guancia. Profumano ancora di bambine piccole e sapevo che questo non sarebbe durato per sempre. Questi sentimenti materni penetravano dentro di me, cosa che mi faceva sentire a mio agio, mentre svegliavo le bambine in questo modo. Assorbivo il buono del profumo del loro corpo di bambine e lo tenevo nel cuore per alcuni momenti, mentre stavano ancora dormendo. Mi rendeva così felice! Poi, in maniera giocosa, massaggiavo loro i capelli e la schiena, e infine le svegliavo; la dolcezza che sentivo nel fare questo diventava una parte di me. Questo produceva sempre, da lì in avanti, un risveglio felice, piacevole, con sorrisi e abbracci. E io finalmente assaporavo quei momenti che da lì a poco sarebbero svaniti».

Il palcoscenico della consapevolezza

Quando, all'inizio di questo capitolo, hai fatto la pratica di notare una sensazione piacevole, hai usato il modo più semplice per avere un'esperienza positiva: notare qualcosa di buono già presente nella tua mente. La consapevolezza è come il palcoscenico di un teatro. In ogni momento, c'è qualcosa in primo piano nella consapevolezza, sotto i riflettori dell'attenzione, come queste stesse parole che stai leggendo. Simultaneamente, nel sottofondo della tua consapevolezza, come nel lato esterno del palcoscenico, stai facendo esperienza anche di altre cose, come sensazioni, suoni e sentimenti. Questo ti permetterà di avere due luoghi nei quali cercare le buone esperienze che già stai avendo.

Vedi se puoi trovare qualcosa di piacevole, o utile, nel primo piano della tua consapevolezza, sotto i riflettori, proprio adesso. Forse una percezione di interesse, benessere o determinazione. Forse hai semplicemente mangiato e ti senti piacevolmente pieno. Non dev'essere qualcosa di grande o intenso, basta che sia qualcosa di positivo.

In maniera simile, vai incontro alla tua giornata: ci saranno, infatti, molti momenti in cui qualcosa di positivo sarà in primo piano nella tua mente, come sentire un buon odore di caffè, provare dei sentimenti d'affetto per un amico, o un senso di sollievo mentre la giornata finalmente volgerà al termine. Notare e assorbire ogni volta una delle tue buone esperienze, rappresenterà un break nella corsa quotidiana, una sorta di pit stop per riposare e fare rifornimento, come questo paziente ha scoperto una mattina: «Era buio quando mi sono svegliato, e ho ascoltato il suono magico della pioggia sottile che cadeva sul lucernaio, mentre mi raggomitolavo al calduccio del mio piumone. Mi sono sentito al sicuro e amato, e mi sono immerso in questa sensazione. Dopo essermi alzato, mi sono diretto con i cani verso il parco, che di mattina così presto è tutto per noi. Era silenzioso, senza il cinguettio degli uccelli, con pochissime macchine che passavano, un senso di pace e solitudine veramente raro in una città frenetica. Ho provato un'immensa gratitudine. Ho chiuso gli occhi, respirato profondamente, e mi sono arreso a tutto questo».

La prossima volta, nota se puoi trovare qualcosa di positivo anche nel sottofondo della tua consapevolezza. È come quando consumi un pasto: anche se la maggior parte della tua attenzione è rivolta al cibo, sei conscio, tuttavia, anche di altri suoni e della stanza in cui ti trovi, nel suo insieme. Allo stesso modo, adesso, mentre leggi, potrebbe esserci un piacevole sottofondo di rilassamento nel tuo corpo, oppure un atteggiamento di curiosità o di fiducia che fluttua nel retro della tua mente.

Una volta che trovi qualcosa di positivo nel sottofondo della tua consapevolezza, focalizzati su questo, per portarlo in primo piano. Impara cosa si prova a spostare le cose dal retro alla parte anteriore della mente. Poiché di solito vi è qualcosa di piacevole o di benefico da qualche parte nella tua consapevolezza, diventare più abile con tali “manovre” crea numerose opportunità per fare in modo che l'essenza della tua esperienza, cioè quello che è in primo piano, sia positivo in ogni momento. Inoltre, poiché a causa di ciò che è sotto i riflettori dell'attenzione, la codificazione neurale aumenta, spostare un aspetto della tua esperienza in primo piano, ossia nella parte anteriore della consapevolezza, favorisce il suo trasferimento nella struttura cerebrale. (Per avere maggiori dettagli sulla sensazione provocata dallo spostamento di una parte dell'esperienza dal sottofondo alla parte anteriore della mente, prova la pratica descritta nel riquadro “Portare una sensazione nella parte anteriore della consapevolezza”, nella pagina a fianco.)

Per rimanere con qualcosa di buono nella parte anteriore dell'attenzione, hai bisogno di non avere quelle distrazioni che sono, normalmente, provocate dalle cose in sottofondo. Semplicemente lasciale essere, senza resistere loro o rincorrerle. Puoi portare l'attenzione su di loro più tardi, se lo riterrai opportuno.

Piacere e volere

Una volta che inizi ad avere una buona esperienza, la tendenza naturale è quella di continuare a mantenere la presa. Ma se fai questo, non stai più fluendo con l'esperienza, stai prendendo addirittura le distanze da essa, perché stai cercando di congelarla e di possederla. Allora non sarà più una buona esperienza. È come quando ascolti la musica. Se senti un ritornello stupendo e cerchi di ripeterlo nella tua mente mentre la canzone prosegue, il piacere rimane isolato dalla musica. Pertanto, una buona esperienza è come l'arte, resta tale solo in assenza del desiderio di volerla.

Qualcosa che ci piace è qualcosa che gustiamo, apprezziamo e poi lasciamo andare. Per volere, intendo urgenza, insistenza, compulsione, ossessione, voler afferrare, rimanere attaccati a ciò che vogliamo, provare compulsione e restare aggrappati. Nella sotto corteccia e nel tronco cerebrale, dei circuiti connessi, ma separati7, gestiscono piacere e volere. Ciò significa che ti può piacere qualcosa senza che tu la voglia per forza, come apprezzare il sapore di un gelato ma, al tempo stesso, rifiutarne una seconda porzione dopo un lauto pasto. Le persone possono anche volere qualcosa senza che a loro piaccia, come quelle che ho osservato mentre tiravano ripetutamente e meccanicamente la maniglia delle slot machine in un casinò, le quali difficilmente sembravano curarsi del fatto se tale gesto avrebbe dato loro, o meno, un beneficio.

Portare una sensazione nella parte anteriore della consapevolezza

Questa pratica consiste nel notare qualcosa di buono nel sottofondo della tua attenzione, cioè nella parte posteriore, e spostarla nella parte anteriore. Applicherai questo processo a una parte della tua esperienza, quella relativa ai sentimenti.

1. AVERE: mentre stai leggendo queste righe, nel retro della tua mente stanno operando, in maniera naturale, vari sentimenti, sia in relazione a questo libro che ad altre cose. Potrebbero essere sottili o impercettibili, e potrebbero includere anche sentimenti negativi; probabilmente, però, almeno uno, o anche più di questi sentimenti, sarà positivo, come la calma, la fiducia, un senso di benessere di fondo, o sentimenti di affetto verso gli altri. Prendi un momento per stare tranquillo con te stesso e ascolta cosa sta mormorando il retro della tua mente. Trova un sentimento che ti piace e concentrati su di esso.

2. ARRICCHIRE: una volta che individui un sentimento positivo nella parte anteriore della tua consapevolezza, rimani con esso, permetti che diventi ancora più intenso, se possibile, e sentilo in tutto il tuo corpo.

3. ASSORBIRE: sviluppa, nel frattempo, la percezione che il sentimento sta penetrando dentro di te mentre tu ti immergi completamente in esso. Apriti a questo sentimento e ricevilo.

Come ti senti dopo aver fatto questa pratica? Prendi un momento per ripetere il processo e approfondire in questo modo la tua percezione di poter spostare le sensazioni dal retro alla parte anteriore della mente.

Che ci piaccia ciò che è piacevole è naturale, e non c'è alcun male in questo. Il problema sopraggiunge quando vogliamo cose che non sono buone né per noi né per gli altri, come un drink di troppo o voler avere ragione, a qualsiasi costo, in una discussione. Il problema esiste, inoltre, anche quando quello che vogliamo è buono, ma non lo è il modo che usiamo per ottenerlo. Ad esempio, voglio arrivare al lavoro in orario (cosa buona), ma guido troppo velocemente per arrivarci (cosa non buona). E, onestamente, penso che il volere di per sé rappresenti un problema per la nostra esperienza. Nota cosa si prova a volere, ad avere un forte senso di desiderio, a essere spinti verso un obiettivo. Ad esempio, la radice norvegese della parola volere significa “mancanza”. Volere è differente da ispirazione, aspirazione, impegno, intenzione, ambizione o passione. Puoi mirare in alto e lavorare duramente senza cadere nell'ossessione, che è basata, invece, su una mancanza o su un disturbo; volere attiva la modalità reattiva del tuo cervello e ti fa sentire contratto e stressato. Considera attentamente questo detto: «Piacere senza volere è il paradiso, mentre volere senza piacere è l'inferno».

Quello che puoi portare a casa da questa lettura, dal punto di vista pratico, è imparare a gustare le tue esperienze mentre esse fluiscono attraverso te, senza aggrapparti ad esse, e a perseguire un buon fine, con buoni mezzi, senza esserne ossessionato. Quando noti qualcosa di buono nella tua esperienza, incoraggialo, in maniera gentile, a perdurare, senza cercare di attaccarti ad esso. Ricorda che il cervello tende a cercare sempre qualcosa di nuovo da desiderare. Assorbendo ripetutamente le esperienze che ti piacciono, senza scivolare nel volerle possedere, potrai, gradualmente, perdere l'abitudine stessa del volere ad ogni costo.

Frutti facili da cogliere

È degno di nota, inoltre, riconoscere che la tua consapevolezza, in ogni momento, contiene solitamente diversi elementi positivi. A meno che tu non sia sopraffatto da qualcosa di terribile, nel tuo flusso di consapevolezza, proprio adesso, ci sono quegli aspetti relativi a pace, appagamento e amore che hai sempre desiderato.

Solo facendo un minimo di attenzione, le buone esperienze sono disponibili, per te, durante tutto il giorno. Sono come frutta che penzola dai rami bassi di un albero, che tu devi solo notare. Appena la noti, gnam gnam! È proprio buona! La maggior parte delle buone esperienze che stai già avendo è come gustare piccole e dolci ciliegie, piacevoli cioè, come un respiro rilassante, una buona intenzione, una vista o un suono piacevole, una barzelletta raccontata da un amico. Tutte le volte che vuoi, puoi assaporare queste esperienze, semplicemente notandole e permettendo loro di nutrirti.

Perfino la consapevolezza stessa, una sorta di spazio che tiene insieme tutte le parti della tua esperienza, contiene aspetti positivi che puoi sempre notare. Uno schermo televisivo non viene modificato dalla bellezza o dalla bruttezza delle immagini che proietta. Allo stesso modo la consapevolezza non viene mai macchiata o danneggiata da ciò che passa attraverso di essa. Questo fornisce alla consapevolezza una qualità intrinseca di affidabilità e tranquillità. Anche se sei depresso, o stai provando un forte dolore, puoi trovare rifugio e sollievo nella consapevolezza, la quale racchiude in sé tutto questo, e ogni altro contenuto presente della mente, anche il più difficile.

Riassumendo

Ci sono due modi per fare il passo uno (Avere) di assorbire il buono: notare un'esperienza positiva, che è già presente, o crearne una.

Puoi notare un'esperienza positiva sia nella parte anteriore che nel sottofondo della tua consapevolezza. Cerca di essere più consapevole delle esperienze, muovendoti in quel sottofondo; ciò ti offrirà ulteriori cose buone da assorbire.

Sii consapevole delle parti differenti della tua esperienza, compresi i pensieri, la percezione delle sensazioni, le emozioni, i desideri e le azioni. Ognuna di queste parti potrebbe rappresentare il buono da assorbire.

I pensieri includono il dialogo interiore, così come immagini, aspettative, prospettive, programmi e ricordi. Esperienze sensoriali utili includono piacere, rilassamento, vitalità e forza. Le emozioni consistono di sentimenti che cambiano e stati d'animo durevoli; assorbire ripetutamente il buono di sentimenti certi potrebbe far scaturire uno stato d'animo altrettanto certo. I desideri includono speranze, intenzioni, morale e aspirazioni. Le azioni includono comportamenti, inclinazioni e abilità.

Il cervello ha sistemi separati che regolano il piacere e il volere. Conseguentemente, è possibile che ci piaccia qualcosa anche senza volerla. Se permetti a te stesso di avere esperienze positive senza cercare di restare aggrappato ad esse, le gusterai ancora di più e non verrai trascinato dall'ossessione e dalla bramosia di possederle.

Notare le buone esperienze ti offrirà numerose opportunità di assorbire il buono ogni giorno. Perfino notare la tua stessa consapevolezza rappresenta un'opportunità per avere una buona esperienza, poiché la consapevolezza è intrinsecamente piacevole e non è mai contaminata o danneggiata da ciò che passa attraverso di essa.

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