Conosci il Tuo Destino - Estratto
Giorni 00
Ore 10
Min. 09
Sec. 08

Conosci il Tuo Destino - Anteprima del libro di Marco Cesati Cassin

Il destino di ognuno di noi

Il destino di ognuno di noi

Arriva per tutti un momento nella vita in cui ci fermiamo airimprowiso, ci guardiamo intorno e cerchiamo di dare un senso a quello che stiamo facendo.

Per anni abbiamo corso a perdifiato nel tentativo di raggiungere obiettivi ambiziosi, una posizione di riguardo, uno status sociale più alto, benessere, conferme. Invece un bel giorno ci sediamo su una sedia e, osservando il mondo, ci domandiamo dove stiamo andando.

Tutti gli impegni, i condizionamenti che ci siamo creati, gli obblighi morali che abbiamo scelto, i debiti materiali sottoscritti prendono forma e si voltano all’unisono verso di noi e ci osservano. Si avvicinano minacciosi, ci accerchiano senza darci nessuna possibile via di fuga.

E ognuno di noi, che è ormai entrato in un nuovo stato di percezione, si domanda: È questo quello che volevo? È la vita che desideravo? È veramente questo il mio destino?

Ed è così scontato e prevedibile? Non dovrebbe forse essere più intrigante e coinvolgente?

Negli anni Ottanta, un ingegnere tedesco, V.Z., si deve recare a Londra per concludere un affare molto importante. Trovandosi a Roma, decide di partire in aereo.

Mentre è diretto verso Fiumicino, si buca una gomma della macchina e l’autista deve fermarsi per cambiarla. Il contrattempo innervosisce l’ingegnere, che osserva l’uomo intervenire con troppa lentezza.

Questo banale incidente può farmi perdere il volo, pensa, e un affare importantissimo. L’autista scarica il bagaglio per prendere la ruota di scorta e si accorge che pure quella è bucata. Si ricorda che ha già forato qualche mese prima e non l’ha mai sostituita.

Il tempo scorre velocemente

Il tempo scorre velocemente, mentre l’ingegnere inveisce sulla sfortuna che si accanisce su di lui. È necessario chiamare l’assistenza: altri minuti che se ne vanno... Quando finalmente l’auto può ripartire, è ormai troppo tardi: raggiungono Fiumicino che l’aereo è appena decollato. L’ingegnere, esasperato, comincia a imprecare contro l’autista, la sfortuna, la gomma e infine il destino.

Si siede quasi instupidito su una poltrona per mezz’ora quando sente dagli altoparlanti un annuncio che lo fa trasalire: l’aereo che lui ha perso, diretto a Londra, è appena precipitato a causa delle pessime condizioni meteo. L’ingegnere, sconvolto, corre verso gli uffici della compagnia per avere maggiori dettagli. Gli impiegati gli confermano la terribile notizia.

Ora quella gomma bucata appare all’uomo come l’evento più strepitoso mai accaduto in vita sua. Vorrebbe abbracciare l’autista, lento e imbranato, e ringraziarlo. Tutto si è capovolto all’improvviso. L’affare importante, che gli avrebbe fruttato milioni di lire, è scomparso dalla sua mente. Estrae dal portafoglio le foto della famiglia. Euforia e angoscia si mescolano al pensiero di aver scampato la morte per un soffio.

L’ingegnere V.Z. è stato toccato dalla Fortuna oppure è stato il caso? Una protezione invisibile ha ritardato il suo arrivo in aeroporto? O è la mano della Provvidenza che ha trattenuto l’ingegnere affinché proseguisse il suo cammino, che non poteva interrompersi proprio quel giorno?

Molti ritengono che tutto dipenda da noi e che al di sopra non ci sia alcun Essere o Intelligenza suprema o Potenza che potrebbe essere la vera causa per cui tutto vive ed esiste. Fino a quando non si risveglierà, l’uomo camminerà nel buio e non sarà in grado di proseguire nella sua evoluzione. Il risveglio, a sua volta, è dettato dalla suprema legge dell’amore.

Finché l’uomo compie azioni negative o prive di amore non potrà evolversi: tali atti non rientrano nel Piano divino e provocheranno solo reazioni che limiteranno la libertà e le possibilità di agire di chi li ha compiuti.

Il libero arbitrio esiste eccome

Il libero arbitrio esiste eccome. E, per esempio, la possibilità di scegliere tra il bene e il male. Il bene è l’energia che proietta l’individuo verso l’alto, mentre il male lo trascina verso il basso. Il bene è costruttivo e fa fiorire la vita; il male è distruttivo e genera malattia, blocchi, morte. L’uomo, padrone consapevole o meno del proprio destino, se agisce secondo il male, non si trova in sintonia con l’universo, quindi non farà altro che interrompere il proprio cammino verso la consapevolezza.

Al tempo stesso il male può aprire la strada al bene. Il libero arbitrio è la possibilità di allungare i tempi e dilatare gli spazi. Immaginiamo di doverci recare in una precisa località (il destino) e di prendere un mezzo per raggiungerla (la vita) e per nostra scelta, aH’improvviso, decidiamo di deviare dal percorso o di rallentare la nostra velocità.

Questo è il libero arbitrio.

Quella località la raggiungeremo in ogni caso, non avremo la possibilità di cambiarla, è indicata addirittura prima della nostra nascita. Quando l’uomo si accorgerà di aver fatto scelte sbagliate (la deviazione, il rallentamento) e comprenderà le loro conseguenze, si renderà conto di essere finito completamente fuori strada e dovrà tornare indietro, come nel gioco dell’oca, per riprendere la giusta linea della vita. E tutto ciò richiederà tempo prezioso sottratto al vero compito che gli è stato assegnato.

Mi ritroverò a ripetere molte volte in questo libro che una sola è la legge che governa l’universo. Vi è un’interdipendenza fra tutti noi e la natura. Questa interdipendenza esiste, che ne siamo consapevoli o meno.

Noi interagiamo con i miliardi di esseri viventi, inclusi gli animali e le piante, che abitano questo mondo. Il pensiero umano è figlio del pensiero cosmico. Il pensiero cosmico si lascia scivolare nel cervello umano e mantiene intatta la propria consistenza.

Il pensiero non deve essere trattenuto dall’Ego dell’uomo perché questo potrebbe impedirne la trasmissione. L’Ego, infatti, tende verso il basso, l’individualità verso l’alto. Nell’individualità risiede il nostro io più profondo, non scisso e appartenente all’Uno.

Quando scrivo «basso», intendo la staticità delle energie, basse frequenze che non permettono di muoversi fluidamente. Il destino dell’uomo trova la sua realizzazione nella presa di coscienza, che tende verso l’alto e determina l’universo.

Se l’uomo non la raggiunge, l’universo si determina da sé. Chi ascolta solo il proprio Ego discende anziché salire. L’Ego occupa gran parte del nostro tempo. Sono le abitudini culturali appartenenti alla nostra famiglia, alle tradizioni del nostro Paese e ai condizionamenti che ci vengono inculcati fin dalla tenera età a creare in noi schemi fìssi e rigidi, vere e proprie strutture mentali che vanno a comporre il nostro Ego. È su questa base che poggiano la nostra mente e le nostre emozioni, qui vengono plasmate, inibendo la nostra natura individuale più profonda e modificando la struttura della personalità.

Vivere nella materialità ci spinge a conservare tutto ciò che siamo riusciti ad accaparrarci nella vita. Non pensiamo che a noi stessi, desideriamo solo ciò che ci può far piacere e agiamo rivolti unicamente verso questo interesse. L’Ego soffoca i sentimenti e si manifesta compromettendo la libertà di essere.

Dentro di noi, da qualche parte nel nostro intimo, si trova l’individualità, ma non si manifesta spesso.

Al contrario dell’Ego, l’individualità vuole illuminare, aiutare, irradiando luce positiva. Vuole sostenere, emanare, sacrificarsi e mostrarsi generosa e disposta all’abnegazione e alla rinuncia. E felice di poter nutrire gli altri, dissetarli. Perché si compone di intelligenza che consiste nel brillare, di amore che consiste nel riscaldare, di volontà superiore che consiste nell’animare e liberare gli esseri umani.

E l’Ego che impedisce al Cielo di manifestarsi in noi. Queste due nature così diverse risiedono nell’essere umano che è costretto a individuare ogni giorno la giusta strada. E questo determina il suo destino.

L’oscillazione fra Ego e individualità è complicata dal fatto che la vita dell’uomo è una perenne illusione.

L’illusione è la sostanza del mondo.

Ego e individualità

Quest’affermazione vale sia per il mondo inferiore (l’Ego) sia per quello superiore (l’individualità), per il mondo occulto e per quello manifesto.

Così, quando fuggiamo dal mondo inferiore perché illusorio, ci rifugiamo nel mondo superiore, che è altrettanto illusorio, ma in modo diverso. Costruiamo storie, con la nostra immaginazione, in terra come in cielo. Diventiamo compositori, sceneggiatori e attori delle vicende pensate. Eppure... Immaginate un mago che evoca un demonio e lo vede apparire all’improvviso in carne e ossa; può credere che questo demonio esista davvero, ma non ne ha nessuna prova.

Esiste, forse, proprio perché è stato creato dalla sua mente, però il dubbio persiste. Creare non significa esistere nel vero senso della parola: io posso creare (cioè illudere) la mia vita e il mio destino quanto voglio.

Per poter giungere alla verità della nostra esistenza, occorre passare attraverso le illusioni e le creazioni del mondo e imparare a riconoscerle. Essere in questo mondo pur non essendo di questo mondo... come disse Gesù. Ed ecco che ci avviciniamo al concetto divino dell’esistenza poiché esistere significa letteralmente «uscire», «levarsi (dallaTerra)», quindi «apparire». Nel suo senso più profondo vuol dire semplicemente essere Dio, cioè essere creati da sé, non dipendere da niente e da nessuno.

Dovremmo prendere coscienza del nostro stato divino, che deriva dal Padre in quanto figli suoi. Ma questo è pratica-mente impossibile nella società in cui viviamo. Dipendiamo dai condizionamenti e dalle leggi che noi stessi creiamo.

Secondo Fernando Pessoa, il filosofo greco Epitteto pronunciò parole sagge in merito alla verità della nostra esistenza: «Vale di più, figlioli, l’ombra di un albero che la conoscenza della verità, perché l’ombra dell’albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa.

«Vale di più, per una giusta comprensione, il verde delle foglie che non un grande pensiero, perché il verde delle foglie potete mostrarlo agli altri, ma mai potrete mostrare agli altri un grande pensiero. La nostra vita trascorre fra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò, come un’ape in un luogo senza fiori, aleggia sconosciuto un inutile destino».

Questo testo è estratto dal libro "Conosci Tuo Destino".

Ti è piaciuto questo articolo? Rimani in contatto con noi!

 

Gli articoli più letti
Gli ultimi articoli pubblicati
IN QUESTA SEZIONE:
Articolo consigliato:

Conosci il Tuo Destino

Interpreta, capisci e disegna la linea della tua vita

-15%
Conosci il Tuo Destino Marco Cesati Cassin

Marco Cesati Cassin

Questo librio illustra come comprendere quali elementi determinano il nostro futuro e come possiamo influenzarli. Il destino è il programma della... continua