Corso di Esistenza - Fosco Del Nero
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Corso di Esistenza - Anteprima del libro di Fosco Del Nero

In esso sono affrontati i più importanti principi della esistenza

Cosa intendo per crescita personale

Se vi fate un giro tra gli scaffali di una libreria o tra le pagine degli ormai numerosi siti dedicati alla crescita personale, scoprirete che il termine “crescita personale” è usato in tanti modi diversi.

Se, genericamente, viene utilizzato con la finalità positiva del miglioramento delle condizioni dell’essere umano, gli ambiti di tale miglioramento sono davvero vari...

... e, curiosamente, alcuni sono quasi opposti gli uni con gli altri.

Che differenza, per esempio, tra la crescita personale di un libro di Osho Rajneesh e la crescita personale di un libro di Richard Bandler.

Che differenza tra la crescita personale che si declina come spiritualità e che punta all’elevazione dell’uomo nella sua parte animica e la crescita personale che si declina come successo e che punta al raggiungimento degli obiettivi della personalità.

In questa constatazione, come peraltro in tutte le constatazioni che seguiranno, non vi è alcun giudizio: come per ogni cosa della vita (alimentazione, letture, lavoro, ricchezza, interessi, amicizie, luogo in cui si vive, etc), alcune persone sono alle prese con una certa cosa perché utile al proprio percorso evolutivo, ed altre persone sono alle prese con un’altra cosa, diversa ma parimenti utile al proprio percorso evolutivo.

Non c’è un percorso migliore o peggiore, visto che tutti portano alla medesima destinazione, ma al massimo ci può essere un percorso più lungo o più corto, più diritto o più tortuoso, più panoramico o più ristretto, più leggero o più pesante.

Non sta a noi giudicare il percorso degli altri. Sta a noi, invece, camminare lungo il nostro percorso e offrire all’Esistenza la versione più elevata di noi stessi.

Quello che mi preme in questa sede è individuare il tipo di persone alle quali questo libro piacerà e sarà utile: sono le persone che hanno capito che il mondo esterno è un riflesso del mondo interno, che hanno capito che l’unica cosa da fare è lavorare su se stessi, che hanno capito che tutto è interrelato con tutto, che hanno capito che ogni loro cambiamento interiore sposta gli equilibri energetici dell’umanità e del pianeta, che hanno capito che la loro evoluzione, come una torcia che porta luce, aiuterà l’evoluzione di coloro hanno intorno e di tutta l’umanità, che non danno le colpe di quello che succede ai politici, ai terroristi, ai banchieri o al mondo in generale, che hanno deciso che sono stufe di provare emozioni basse come paura, rabbia, gelosia, odio, senso di inadeguatezza, che vogliono amplificare i loro momenti di estasi, di gioia, di amore, che già vedono bellezza nel mondo e vogliono vederne sempre di più, che non credono più che le cose succedano per caso, che man mano si stanno allontanando dalle energie pesanti per andare sempre più verso la leggerezza e l’incanto, che hanno spento la televisione perché non hanno più voglia di subire i pesanti condizionamenti sociali, che dedicano il loro tempo e le loro risorse a un libro spirituale piuttosto che al film di cassetta al cinema, che hanno realizzato che le cose vere sono per forza semplici e che la Natura è madre di verità e di semplicità, che la felicità è essa stessa semplice una volta staccata la spina a tutte le forme pensiero che ci hanno imposto in secoli di educazione distorta, che hanno deciso che vogliono fare solo le cose che danno loro gioia e che le poche rimanenti si impegneranno a renderle anch’esse gioiose, che hanno iniziato a prendere decisioni con l’intuizione e non più con i numeri e con la mente, che hanno iniziato a utilizzare la mente come l’utile servo che è piuttosto che consegnarle le chiavi di casa come se fosse il padrone, che hanno iniziato a considerare il proprio corpo come il tempio dello Spirito Divino, trattandolo con amore, nutrendolo in modo naturale, ripulendolo da tutta la spazzatura messaci in decenni di sonno e ignoranza, che hanno fatto la stessa cosa anche con la mente, che hanno iniziato a vedere negli altri il proprio fratello e la propria sorella. Anime incarnate anch’esse in cammino, che amano la vita e la creazione in ogni sua forma, rispettandola per quello che è: il corpo di Dio.

Ecco, a tutti coloro probabilmente questo libro piacerà.

Il mio intento non è quello di convincere chicchessia del fatto che le cose stanno in un modo o in un altro. Ripeto: a ognuno il suo percorso.

Il mio intento, chiaro e netto, è invece quello di condividere tutto quello che ho dentro in modo da essere utile il più possibile a chi legge... sia a livello di conoscenze, sia a livello di energia racchiusa in queste pagine.

Tutto ciò che ho è qui, esposto in modo chiaro e semplice, usufruibile davvero da tutti: fatene buon uso.

E, detto ciò, addentriamoci ora in questo bellissimo viaggio tra i meandri dell’Esistenza.

L’importanza della crescita personale

Spesso, quando parlo con qualcuno della vita, e magari di come migliorare questo o quell’aspetto (e si tratta quasi invariabilmente o dei soldi o delle relazioni, con la salute che segue una di queste due cose), finisco per arrivare a un punto che è praticamente inevitabile: l’importanza della crescita personale.

È inevitabile perché, da qualunque punto si cominci il discorso (relazioni sentimentali, soldi, salute, una persona che fa parte della propria vita, un evento, il proprio lavoro, il luogo in cui si vive, il proprio corpo, etc), se si vuole affrontare l’argomento in modo serio, e non semplicemente stare a lamentarsi del tempo, del governo o del ritardo dei treni, non si può che arrivare al punto centrale di tutto: se stessi e la propria evoluzione personale.

E si noti bene che questo è il punto centrale sia che si stia parlando di “come migliorare la mia vitd\ sia che si stia parlando di “come migliorare il mondo”, ossia tanto che la persona abbia un intento introverso (verso l’interno), quanto che abbia un intento estroverso (verso l’esterno).

Difatti, da un lato abbiamo che l’unico modo per migliorare la nostra vita, ossia la manifestazione fenomenica che ci circonda, è cambiare noi stessi dentro, per vedere poi il fuori che si adeguerà come lo specchio che è.

Dall’altro lato, abbiamo che per cambiare il mondo è necessario, nuovamente, cambiare se stessi, dal momento che posso modificare il sistema solo cambiando l’unica cosa su cui ho potere: me stesso. E, una volta modificato me stesso, avrò modificato anche l’insieme totale, visto che ne faccio parte. Questo concetto è chiaro anche da un punto di vista psicologico, ma è ancora più ovvio dal punto di vista energetico: io modificherò il mondo e l’umanità intera in ragione dell’energia e della vibrazione che ho maturato.

Se ho maturato una vibrazione bassa, influenzerò il mondo in quel senso; se ho maturato una vibrazione alta, lo influenzerò in quell’altro senso. E non solo perché cambiando vibrazione sto cambiando ipso facto la vibrazione totale, ma perché con la mia mutata vibrazione influenzerò le persone intorno a me.

Quindi, a ben guardare, la cosa più importante tra tutte, ed anzi l’unica cosa importante, è la crescita personale.

Ma non quella degli altri: la mia crescita personale.

Partner, lavoro, soldi, luoghi, amicizie, eventi e tutto il resto non saranno altro che una conseguenza di questo elemento centrale, da cui gli eventi fenomenici esterni derivano a ruota.

Paradossalmente, se volessimo cambiare qualcosa della nostra situazione economica o sentimentale, dovremmo avere il coraggio di ignorare quegli ambiti per dedicarci invece alla nostra evoluzione personale.

Altrimenti, tutto rimarrà uguale a prima.

O meglio, forse cambieranno i dettagli, ma i contenuti energetici saranno gli stessi.

D’altronde, come potrebbero non esserlo se la nostra energia di fondo è rimasta la medesima? Anche questo è del tutto logico. Anzi, è folle pensare o sperare nel contrario.

Beh, a meno che non si creda di vivere in un Universo casuale, nel qual caso si può a ben diritto sperare di “essere fortunati” e che ci arrivino per pura buona sorte le cose che desideriamo.

Viceversa, se si è arrivati al punto in cui si è consapevoli di un senso finalistico del Tutto, compresa l’evoluzione dei singoli esseri umani, non si può più sperare nel caso o nella fortuna, e invece si è costretti a ritenere che qualunque cosa ci capiti è per un motivo ben preciso, ossia per l’evoluzione, nostra e dell’Esistenza intera.

Quindi, in sintesi, cambiando noi stessi cambiamo la nostra vita.

Migliorando noi stessi, miglioriamo la nostra porzione di mondo.

Elevando noi stessi, influenziamo con la nostra rinnovata energia tutto il sistema, contribuendo al risveglio non solo delle persone che ci gravitano intorno, ma di ogni singolo essere umano sul pianeta. E anche non umano a dire il vero, visto che tutte le specie sono sulla strada dell’evoluzione come noi, come peraltro avranno già notato tutti coloro che hanno un animale domestico.

Si tratta di un’evoluzione spirituale, non genetica, la quale semmai segue, come l’esterno segue sempre l’interno, tanto nel micro quanto nel macro.

Per dirla con parole povere: il mio risveglio aiuta l’evoluzione di qualunque essere umano sulla Terra, di qualunque essere vivente sulla Terra, e nel contempo diffonde amore e bellezza ovunque, sia vicino che lontano.

Come ha detto Eckhart Tolle:

«Per ogni persona che si risveglia, tutto il livello della coscienza collettiva cresce e facilita il compito agli altri».

Ecco perché la crescita personale, la mia crescita personale, è così importante.

Crescita personale sì, crescita personale no

Detto che ritengo l’evoluzione personale la cosa più importante tra tutte, tanto a livello individuale quanto a livello collettivo, ora aggiungo che... non è necessario occuparsene.

Difatti, molto semplicemente, se non ci pensiamo noi ci pensa l’Esistenza.

Che poi siamo noi stessi, visto che siamo parte dell’Esistenza e di Dio, quindi a ben vedere il punto non è tanto occuparsi o no della propria crescita personale, quanto occuparsene in modo consapevole oppure occuparsene in modo inconsapevole.

Sempre per essere chiaro e semplice, le scelte sono le due seguenti.

Prima scelta: mi rendo conto che dal mio livello evolutivo, e segnatamente dal rapporto tra emozioni basse ed emozioni alte, ossia da quanto sono ancora invischiato nell’ego, nel giudizio e nella lamentela, e da quanto invece sono già nell’Anima, col cuore aperto e con fiducia nell’Esistenza, dipendono gli eventi che si cristallizzano nel mondo esterno.

Dato che mi rendo conto che il mondo esterno riflette il mondo interno per segnalarmi le cose su cui devo ancora lavorare a livello animico, ossia le energie basse che devo trasmutare ed elevare di frequenza, smetto di lamentarmi delle cose brutte che mi capitano, sia perché capisco che non sono davvero brutte, sia perché capisco che me le sono fatte capitare da solo... e dunque nel caso dovrei prendermela col mio Sé Superiore, Anima o comunque lo voglia chiamare.

Quindi, comincio un serio lavoro su me stesso per sgrezzare quello che c’è da sgrezzare e per elevare quello che c’è da elevare.

E badate che col termine “serio” intendo dire che uno lo prende sul serio, ossia che si impegna, ma non che debba essere serioso e triste. Anzi, l’obiettivo principale della crescita personale “vera” è aumentare la felicità, la leggerezza e l’amore per la vita, mica diminuirli. Lo scopo è aumentare la gioia e la celebrazione del vivere, non affossarle.

Il percorso è tuttavia serio perché richiede costanza e impegno quotidiano, ovviamente anche a seconda del tipo di cammino che si decide di percorrere, della velocità a cui si desidera andare e delle tecniche che si sceglie di utilizzare.

Seconda scelta: supponiamo che io non sappia nemmeno che esista qualcosa che si chiama evoluzione personale, che non abbia mai sentito nominare Osho, che creda che Yogananda sia una pietanza indiana e che Ramtha sia un’antica divinità solare (cosa che peraltro non sarebbe nemmeno tanto lontana dalla verità)...

... o, ancora, supponiamo che io sappia chi sono tutti costoro e che abbia finanche una strepitosa erudizione sulla teoria dell’evoluzione personale e su tutte le tecniche esistenti, ma che per motivi miei non abbia voglia di applicarne nessuna e di lavorare su di me.

Nessun problema: come detto, ci pensa l’Esistenza

L’Esistenza, che è sempre nel processo di risvegliarci, utilizzerà persone ed eventi come catalizzatori esterni utili a farci vedere cosa va elevato dentro di noi.

Cioè, il vuoto che ho dentro di me a livello animico, l’apprendimento che ancora mi manca, si cristallizzerà nel mondo esterno sotto forma di qualche evento più o meno difficile, che mi segnala che là ho qualcosa da fare, che quello è un settore su cui devo intervenire.

Si comincia con segnali leggeri e lievi, per poi aumentare di intensità e di volume se si sono ignorati gli “indÌ2Ì” precedenti, veri e propri messaggi della vita. Quando si arriva agli eventi tosti, quindi, non è perché la vita è cattiva e ce l’ha con me, ma è perché io sono stato sordo ai ventidue avvisi antecedenti, e ho così costretto l’Esistenza a parlarmi con un tono di voce più sostenuto... fino eventualmente a quegli eventi che non posso proprio ignorare, perché toccano troppo da vicino alcuni miei punti deboli o perché incarnatisi in malattie fisiche, che difatti nel loro essere blocchi energetici sono i “maestri” per eccellenza, se la persona ha l’umiltà di ascoltare cosa hanno da dirle.

Questo ovviamente implica il non limitarsi ad eliminare il sintomo come fa la medicina occidentale, che studia le malattie e i sintomi ma non la salute e i messaggi del corpo... ma questo è un altro discorso.

Va da sé che l’Esistenza non costringe nessuno a comportarsi in un certo modo o a imparare la lezione che sta dietro agli eventi, da cui le situazioni drammatiche di certe persone le quali, lo ripeto, non è che sono antipatiche a Dio, ma semplicemente sono sorde. O miopi, utilizzate il senso che preferite.

Dunque, se non pensiamo noi alla nostra evoluzione, ci pensa la vita stessa con eventi spesso difficili, relativi a ciò che ancora dobbiamo integrare nel nostro essere.

Che poi, intendiamoci, è ciò che succede a tutti, anche a chi fa un lavoro su di sé e percorre un cammino consapevole di crescita. Diciamo che chi si occupa della propria evoluzione personale è facile che si eviti qualcosa a livello di energie pesanti e quindi di eventi pesanti.

Per essere chiari, roba del tipo:

  • possesso e gelosia: il partner ti lascia o ti tradisce.
  • senso di scarsità: ti licenziano o devi fronteggiare la penuria economica,
  • poco amor proprio: le persone ti trattano male,
  • attaccamento a oggetti o luoghi o persone: qualcuno te li sottrae.

E così via secondo contrasti un po’ paradossali, ma molto logici, se ci si pensa.

Per esempio, se uno ci riflette per bene, che conseguenza esistenziale ci può essere per l’attaccamento alle persone o alle cose?

Che la vita te le toglie, in modo da farti sentire le emozioni basse che vi erano connesse e in modo da farti capire che devi lavorare su quell’aspetto del tuo io interiore...

... sempre ammesso che, beninteso, tu non voglia rivivere un’esperienza di abbandono o di perdita altrettanto dolorosa, o persino più pesante.

Poi, va detto che l’esperienza delle cose da sola non basta, altrimenti le persone anziane sarebbero tutti illuminate, e purtroppo non è così: di ciò che ci arriva dobbiamo difatti cogliere l’apprendimento e l’energia interiore, se no siamo punto e a capo.

Se si ha di base la credenza in un Universo in evoluzione, in cui noi stessi siamo in evoluzione, nonché di ritorno alla Divinità, questo è l’unico corollario possibile: l’Esistenza ci vuole bene e fa di tutto, letteralmente di tutto, perché noi possiamo finalmente tornare a casa e attraversare la porta del Regno dei Cieli da cui siamo stati lontani così tanto a lungo.

Questo testo è estratto dal libro "Corso di Esistenza".

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