Curare gli Alberi da Frutto Senza Chimica - F. Beldì - Estratto
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Curare gli Alberi da Frutto Senza Chimica - Anteprima del libro di Francesco Beldì

Le trappole per tenere lontani gli insetti

Le trappole per tenere lontani gli insetti

Le trappole sono usate per catturare lumache e insetti. La cattura dei parassiti ha due possibili finalità: il monitoraggio della popolazione, per stabilire il momento più opportuno per eseguire un trattamento, oppure la cattura di massa, per impedire o almeno contenere i danni.

Il monitoraggio serve di solito agli agricoltori professionali, mentre la cattura di massa è utile soprattutto per proteggere piccoli appezzamenti o piante isolate. Infatti, per essere efficace, quest'ultima richiede una distribuzione uniforme delle trappole in tutta la zona interessata dalla coltura, per evitare possibili intrusioni dagli appezzamenti confinanti.

Tutte le trappole sono costituite da un sistema di cattura e da un sistema di richiamo.

La cattura avviene grazie alla colla di cui sono cosparse le trappole, oppure in virtù della forma della trappola che Impedisce l'uscita ai parassiti che vi sono entrati.

L'innesco con il sistema di richiamo stimola gli organi di senso del parassita attirandolo nella trappola. Il richiamo può essere rappresentato da una fonte luminosa, dal colore, da esche alimentari o da sostanze che imitano quelle emesse naturalmente dagli insetti (feromoni). I diversi tipi di trappola si distinguono proprio in base all'attrattivo impiegato.

Le trappole cromotropiche

Le trappole cromotropiche attraggono gli insetti grazie al loro colore. Molti insetti sono attratti dalle radiazioni luminose di determinate lunghezze d'onda, generalmente dal verde, dal giallo, dal bianco e dall'azzurro.

Sono costituite da fogli di materiale impermeabile e resistente agli agenti atmosferici colorati e cosparsi di una sostanza adesiva che trattiene gli insetti.

Le trappole devono essere appese sopra la coltura oppure sulla chioma che si intende proteggere, ma la disposizione dipende anche dalle abitudini del parassita che si vuole catturare. Per la cattura di massa bisogna collocarle con un'elevata densità, poiché il loro raggio d'azione è molto limitato. La sostituzione va effettuata ogni tre settimane circa.

Le trappole cromotropiche sono poco selettive e vanno usate solo quando non esistono tecniche di difesa alternative o è troppo complicato applicarle. La cattura di massa infatti, in particolare quella realizzata con le trappole gialle, ha un impatto negativo sulle popolazioni di ditteri e imenotteri utili, paragonabile a quello esercitato dai trattamenti chimici. Per questo motivo, queste trappole sono impiegate soprattutto per il monitoraggio, ambito in cui garantiscono una notevole affidabilità, dato che la tipologia del loro richiamo non è condizionata da fattori ambientali.

Le trappole cromotropiche sono facilmente reperibili in commercio, ma è possibile anche la produzione "fai da te”, cospargendo piatti di plastica del colore desiderato con vischio o colla per topi.

Trappole alimentari

Queste trappole sono innescate con sostanze che esercitano un’attrazione di tipo alimentare sui parassiti. L'attrattivo può essere di natura zuccherina oppure proteica.

Si utilizzano anche dei sali ammoniacali; fra questi, in agricoltura biologica è ammesso solo il fosfato biammonico, che peraltro ha dimostrato di essere il più efficace per la cattura della mosca dell'olivo e della mosca della frutta.

Il sistema di cattura più economico è quello di utilizzare bottiglie di plastica di almeno un litro di capacità. Tali trappole si possono realizzare in vari modi:

  1. tagliare la parte superiore di una bottiglia a circa 2/3 dell'altezza e incastrare il pezzo tagliato al contrario nella bottiglia stessa;
  2. praticare numerosi fori delle dimensioni dell'insetto da catturare lungo le pareti della bottiglia chiusa con il suo tappo;
  3. inserire nella bottiglia un apposito tappo-trappola per la cattura di insetti, in vendita nei negozi specializzati. Si tratta di dispositivi vari, muniti di accorgimenti particolari che ne agevolano l'utilizzo e migliorano la capacità di cattura. Il colore di questi tappi cambia in funzione del parassita che si intende catturare, al fine di combinare l'attrazione alimentare con quella cromatica.

Le trappole alimentari sono dotate di una migliore selettività rispetto a quelle cromotropiche, grazie alla differenza nelle abitudini alimentari dei parassiti.

Per questo motivo trovano impiego nell'agricoltura professionale anche per la cattura di massa e non solo per il monitoraggio, in particolare per il controllo delle mosche fitofaghe.

I risultati che si ottengono nel controllo della mosca dell'olivo e della mosca della frutta sono simili a quelli ottenuti con l'impiego di insetticidi biologici o chimici.

I costi sono invece più alti pervia del tempo richiesto per l'installazione (e la successiva rimozione) delle trappole. Un vantaggio è determinato dal fatto che, per questi due parassiti, è sufficiente un'unica installazione per tutta la stagione.

L'efficacia delle trappole dipende molto dal tipo di esca usata. Su questo elemento si sono concentrate le attività sperimentali condotte sulla cattura di massa e sul monitoraggio della mosca dell'olivo, della mosca della frutta e di un parassita di recente introduzione in Italia: la Drosophila suzukii. Per gli altri parassiti ci si deve basare soprattutto sulle esperienze di chi utilizza già da tempo questo metodo di difesa.

Le quantità indicate sono sempre riferite (dove non è indicato diversamente) a una bottiglia di plastica della capacità di 1,5 litri, da riempire parzialmente.

Altri insetti

Particolari trappole, composte da crusca e zucchero, sono state utilizzate per la cattura massiva della nottua del cotone (Spodoptera littoralis), che danneggia le orticole e i fiori in Campania, Sicilia e Basilicata, mentre in commercio si possono trovare anche trappole per gli scarafaggi (blatte). Tutte le trappole alimentari vanno controllate periodicamente eliminando i parassiti catturati, cambiando le esche quando hanno perso la loro attrattività e sostituendole quando hanno esaurito la loro capacità di cattura, cioè quando sono “piene”.

Le trappole a feromoni

Queste trappole utilizzano come attrattivo i feromoni. Si tratta di sostanze prodotte in laboratorio che imitano perfettamente quelle emesse da ghiandole a secrezione esterna degli insetti, allo scopo di inviare un messaggio chimico a individui della medesima specie. Sebbene esistano vari tipi di feromone, i più utilizzati sono quelli emessi dalle femmine per attirare i maschi. Questi richiami chimici hanno un ampio raggio d'azione, ad esempio i maschi della tignola dell'olivo sono in grado di captare il feromone emesso dalle femmine anche a qualche chilometro di distanza.

La tipologia dell'attrattivo assicura una completa selettività, perché il richiamo viene esercitato esclusivamente verso gli insetti della specie bersaglio, cioè di quella a cui appartiene il feromone che agisce da esca. Nell'agricoltura professionale l'impiego più frequente è per il monitoraggio: le trappole a feromoni si usano per il campionamento del volo e della popolazione di lepidotteri (farfalle e falene) e ditteri (mosche) parassiti. Le trappole per il monitoraggio sono costituire da capannine che si possono appendere ai rami delle piante. Il foglio inferiore è cosparso di una sostanza collosa che permette la cattura dei maschi e trattiene l'erogatore del feromone. Nelle trappole per la cattura massaie il dispenser è inserito in un sacchetto o un contenitore che prevede un sistema che consente l'ingresso degli insetti, ma ne impedisce l'uscita.

La cattura di massa è possibile solo in ambienti confinati o nel caso di parassiti che hanno una popolazione numericamente poco rilevante.

Anche per le trappole a feromoni la manutenzione è essenziale. Bisogna sostituirle quando non sono più in grado di catturare perché la superficie adesiva è ricoperta di insetti. Inoltre, il feromone viene rilasciato nell'ambiente per un periodo variabile fra le 6 e le 10 settimane in funzione delle sue caratteristiche chimiche, delle temperature esterne e dei coformulanti impiegati. Quando cessa l'attrattività, bisogna provvedere alla sostituzione del dispenser o dell'intera trappola, se è quest'ultima ad essere impregnata di feromone.

Altri tipi di trappole

Negli ultimi anni si stanno diffondendo trappole che migliorano la capacità di catturare gli insetti bersaglio, impiegando contemporaneamente attrattivi alimentari e sessuali (feromoni). L'effetto può essere ulteriormente potenziato scegliendo per la trappola il colore che attrae di più l'insetto bersaglio. Trappole di questo tipo si usano frequentemente per la cattura di massa delle mosche della frutta e della mosca dell'olivo.

Merita infine una segnalazione la possibilità di catturare le larve svernanti dei parassiti. Questo sistema si usa per il controllo della Carpocapsa (il verme delle mele e delle pere) e prevede l'installazione, nella seconda metà di agosto, di cartoni ondulati avvolti strettamente alla base dei tronchi, dove le larve di Carpocapsa trovano le condizioni ideali per trascorrere l'inverno. Raccogliendo i cartoni dopo la caduta delle foglie si riduce la popolazione del parassita fino ad annullarla, almeno quando si coltivano pochi alberi. Invece di distruggere le larve, è preferibile inserire i cartoni dentro zanzariere da cui le farfalle sviluppatesi dalle larve non possano uscire, permettendo invece l’eventuale fuoriuscì a ei parassiti nostri alleati nel controllo della Carpocapsa.

Questo testo è estratto dal libro "Curare gli Alberi da Frutto Senza Chimica".

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