Curarsi con l'Acqua - Trevisani e Poggi - Estratto
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Curarsi con l'Acqua - Anteprima del libro di Catia Trevisani e Elisabetta Poggi

Struttura e funzioni della pelle

La struttura della pelle

La pelle è formata da tre strati fondamentali che sono l’epidermide, il derma e lo strato connettivo sottocutaneo; inoltre, vi sono altri strati annessi come le ghiandole sudoripare e sebacee, i peli e le unghie.

L’epidermide è lo strato epiteliale esterno costituito da vari strati cellulari. Non possiede vasi sanguigni per il trasporto dell’ossigeno né per il nutrimento cellulare e la sua attività consiste nel sintetizzare la cheratina, la proteina fibrosa e impermeabile di cui sono fatte le unghie e i peli. Quando la cellula è ricolma di cheratina nello strato corneo (lo strato più esterno della pelle, quello a contatto con l’aria) muore e, staccandosi, cede il suo posto ad altre cellule nuove. Una delle pratiche più comuni eseguite dalle estetiste è proprio la rimozione delle cosiddette “cellule morte”.

Il derma è lo strato sottostante ed è composto da un tessuto connettivo separato dall’epidermide da una membrana sottile. Il tessuto connettivo è formato da fibre collagene e da fibre elastiche che, immagazzinando acqua, si gonfiano e donano alla pelle un aspetto liscio e privo di rughe. Grazie a questo liquido le cellule possono nutrirsi e rigenerarsi. Nel derma sono presenti sia la rete sanguigna che la rete linfatica dotate entrambe di capillari per il trasporto dell’ossigeno, delle sostanze nutritive e di rifiuto. Si presentano inoltre numerose ramificazioni che terminano con i recettori di tatto, pressione, calore e freddo e hanno la capacità di raccogliere anche molte elitre informazioni. Inoltre dal derma dipende il colorito della pelle, l’intensità della colorazione varia da soggetto a soggetto ed è caratterizzata dal grado di vascolarizzazione.

L’eccessiva dispersione del calore è impedita dal tessuto adiposo sottocutaneo detto anche ipoderma che funziona da cuscinetto tra derma e tessuti ed è attraversato da fibre elastiche di collegamento tra il derma e i muscoli sottostanti. In questo strato si trovano le ghiandole sudoripare che producono il sudore, un prodotto di scarto finalizzato alfeliminazione di residui organici in una proporzione pari al 30% rispetto a quella dei reni, tanto che la pelle viene considerata un secondo rene. Le ghiandole sudoripare, inoltre, hanno un ruolo fondamentale nella regolazione della temperatura corporea; esse sono governate dal sistema nervoso simpatico e si attivano quando l’organismo si trova in stato d’allerta (emozioni e tensioni), oppure quando vengono applicate delle stimolazioni termiche sulla cute (per esempio acqua fredda).

Le ghiandole sebacee producono il sebo, una sostanza untuosa-acida che svolge la funzione battericida e mantiene la pelle morbida ed elastica. Può presentarsi un’eccessiva produzione di sebo che non permette una buona eliminazione dell’acqua e questo può manifestarsi quando si assumono troppi zuccheri o a causa di un’alimentazione troppo ricca di cibi animali. Quando invece l’untuosità è scarsa, la pelle tenderà a disidratarsi e ad asciugarsi; se viene rimosso esageratamente o in continuazione lo strato untuoso della pelle, si genererà una iperstimolazione della ghiandola che prowederà alla ricostruzione della naturale barriera lipidica con altro sebo.

Il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee si unisce al sudore secreto dalle ghiandole sudoripare andando a formare un composto di acqua, urea, sali, acido lattico e sostanze grasse.

Le funzioni della pelle

La pelle non svolge soltanto la funzione di protezione e di rivestimento degli organi interni del corpo ma da essa dipendono molte funzioni indispensabili alla vita: essa, infatti, è il primo elemento che ci mette in contatto con l’esterno, la sua capacità di relazione consente lo scambio e l’interscambio di molte sostanze con l’ambiente circostante; inoltre mantiene la temperatura corporea costante difendendo da aggressioni climatiche, meccaniche e chimiche, proteggendo da germi e microbi. Il lavoro di milioni di pori permette di assorbire sia ossigeno dall’aria, sia calore e luce dal sole, mentre possiamo eliminare attraverso il sudore, quindi con la traspirazione, residui organici e di scarto.

In idroterapia, a prescindere dal modo in cui si applica l’acqua, la pelle rappresenta l’elemento trasmissivo di base. Riassumiamo ora le importanti funzioni svolte dalla pelle attraverso la regolazione del calore e come le pratiche idroterapiche, fredde e calde possono ristabilire l’equilibrio tra la temperatura interna ed esterna del corpo.

Protezione

Viene esercitata soprattutto dallo strato corneo che protegge sia dalle influenze esterne (microbi, calore, ecc.), sia da un’eccessiva traspirazione di acqua proveniente dalle strutture corporee interne.

Secrezione

È la funzione esercitata dalle ghiandole sebacee che elaborano un prodotto specifico di natura grassa che si estende su tutta la superficie cutanea e che svolge una funzione protettiva (regolando il pH in modo che sia sempre a 5,5).

Escrezione

Si tratta dell’eliminazione di prodotti esistenti nel nostro organismo attraverso la pelle; ciò avviene grazie all’azione delle ghiandole sudoripare che si trovano distribuite su tutta la superficie cutanea e in maggior numero sul palmo della mano e sotto la pianta dei piedi. Il sudore corporeo è costituito principalmente di acqua (99%), il resto è formato per lo più da cloruro di sodio (sale), potassio, urea e acido lattico.

La pelle elimina sostanze acide, il sudore ha un pH fra 4,5 e 6. Il cosiddetto mantello acido della pelle è un leggero strato acido e grasso costituito da sebo, sudore e cellule superficiali dello strato corneo che si rinnovano. Ha la funzione di protezione dagli agenti microbici. Il sudore è importante anche per la regolazione della temperatura corporea. Il calore per sua natura dall’interno si porta verso l’esterno del corpo, giunge alla superficie cutanea dove è assorbito dal sudore che passa dallo stato liquido a quello gassoso (traspirazione) raffreddando il corpo. Il corpo cede calore mediante diversi meccanismi: evaporazione, irradiamento, conduzione e convezione. L’irradiamento, cioè l’emissione di onde di calore verso altri corpi meno caldi, costituisce la percentuale maggiore, circa il 60%, l’evaporazione circa il 25%, la conduzione per contatto fisico il 3% e la convezione, trasferimento del calore dal corpo alfaria, all’ambiente, circa il 12%. Con l’esercizio fisico si sviluppa una quantità di calore superiore alla norma che la sudorazione consente di eliminare. Così attraverso una forte sudorazione si abbassa la febbre, a volte il sudore accompagna la vampata nella donna in menopausa sempre per eliminare più rapidamente il calore. È un processo fisiologico che ha come fine l’omeostasi, per riportare il soggetto in una condizione di equilibrio. Stimolare la sudorazione dunque può essere utile nel trattamento di molti disturbi in quanto consente di eliminare scorie e abbassare la temperatura interna.

Funzione sensoriale

La pelle dispone di strutture nervose atte a ricevere qualsiasi tipo di stimolo esterno (freddo, tatto, dolore, ecc.) e a trasmetterlo, sotto forma di informazione, al cervello. Analogamente, la pelle riflette determinati processi interni arrossando, o diventando pallida o sciupata a seconda dello stato emozionale o in condizioni stressanti. Gli stimoli termici (acqua calda e acqua fredda) agiscono per via riflessa sulla superficie cutanea grazie ai nervi che conducono lo stimolo nervoso al midollo spinale e poi su fino al centro regolatore della temperatura corporea situato alla base del cervello.

Il centro regolatore che deve mantenere costante la temperatura corporea invia impulsi che influiscono sui vasi sanguigni (contraendoli o dilatandoli), sulla mobilità dei peli (pelle d’oca) e sulla sudorazione della zona cutanea in questione. Il centro del controllo termico è localizzato nell’ipotalamo e controlla il flusso sanguigno circolante nella pelle mediante due meccanismi: il meccanismo vasocostrittore simpatico e il meccanismo vasodilatatore parasimpatico. Funziona come un termostato, per cui quando la temperatura supera i valori normali, esso provoca la dilatazione dei vasi sanguigni cutanei e la sudorazione. Il raffreddamento, al contrario, provoca la vasocostrizione e interrompe la sudorazione. Se si applica il freddo a contatto diretto con la pelle si ha la vasocostrizione massima alla temperatura di circa 15°C, da quel punto in poi i vasi cutanei invece di contrarsi paradossalmente cominciano a dilatarsi a causa di una paralisi locale del meccanismo contrattile della parete vasale e di un blocco degli impulsi nervosi che arrivano ai vasi la cui massima dilatazione avviene a 0°C. La finalità del corpo è evitare il più possibile il congelamento delle parti del corpo più esposte al freddo. In generale la pelle costituisce un efficace mezzo isolante in grado di preservare il calore interno grazie al grasso presente nel tessuto sottocutaneo.

Questo testo è estratto dal libro "Curarsi con l'Acqua".

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