Curarsi con l'Acqua di Mare - estratto del libro
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Curarsi con l'Acqua di Mare - Anteprima del libro di Jean-Claude Rodet e Maxence Layet

La centralità del terreno

La centralità del terreno

Il nostro ambiente interno è sostanzialmente liquido, in proporzioni stimate al 65% del peso di un organismo adulto. Onnipresente, l’acqua si rivela un intermediario indispensabile per tutte le funzioni del nostro organismo: conduce e regola il calore corporeo, umidifica le mucose, per esempio quelle del naso, degli occhi, della bocca e della gola, lubrifica le articolazioni e prende parte alla digestione e all’evacuazione degli scarti, per esempio quelli renali o epatici. È l’acqua inoltre che aiuta a sciogliere i minerali e le sostanze nutritive, garantendone il trasporto all’interno e all’esterno delle cellule.

Nella grande varietà di fluidi biologici presenti, questo elemento costituisce il nostro ambiente interno, ossia il principale supporto nutritivo che procura e mantiene la salute: una nozione fondamentale sviluppata dal francese Claude Bernard, padre della medicina moderna.

Nelle acque del corpo

L’acqua, il principale elemento costitutivo del corpo umano, rappresenta il 60-70% del peso corporeo, il che equivale a circa 45l di liquidi organici in un uomo di 70 kg. Liquidi suddivisi in diversi compartimenti, sotto forma di sangue, linfa, liquidi interstiziali e cefalorachidiani, e sieri cellulari.

Questa porzione di acqua nel corpo diminuisce in funzione dell’età: in un feto di due mesi costituisce il 97% del peso, contro il 75% nel neonato o il 65% in un bambino di 5 anni, per poi scendere al 55% in un individuo anziano. La percentuale idrica del corpo varia anche in base ai tessuti, e questo permette di notare grandi differenze a seconda che un organo sia o meno “saturo d’acqua”.

In base alle cifre fornite da Yann Olivaux nella sua guida transdisciplinare La nature de l’eau, il cervello (85%), i polmoni (80%) e i reni (80%) contengono più acqua del sangue (79%).

A sua volta, questo fluido vitale contiene logicamente più acqua rispetto al cuore (77%), ai muscoli (73%), al fegato (73%) o alla pelle (71%). Giungono poi per ultimi le ossa (22%) e i denti (10%).

La cosiddetta acqua intracellulare, contenuta nelle nostre cellule, costituisce poco più del 50% del peso dell’organismo. I liquidi biologici rimanenti si dividono fra l’acqua del sangue (5%, ovvero 3,5l) e la linfa, un altro liquido interstiziale che rappresenta il 15%, circa 10l, e in cui sono immerse le cellule, che vi attingono le sostanze nutritive e vi espellono i loro scarti metabolici.

Compartimenti sotto pressione

«Ogni giorno nei nostri intestini entrano circa 10l di fluidi; approssimativamente 2l d’acqua provenienti da cibi e bevande, e pressappoco 8l di secrezioni gastrointestinali (saliva, liquido gastrico, bile, succo pancreatico ed enterico). Di questo totale, 9l vengono assorbiti dall’intestino tenue, 1l circa giunge nel colon e più o meno 150 mi vanno perduti nella materia fecale», spiega dettagliatamente Yann Olivaux a proposito dei liquidi biologici.

Se il tubo digerente è un organo fondamentale per il transito e la regolazione di questi fluidi corporei, l’intestino tenue si trova a essere il centro privilegiato di assorbimento dell’acqua, degli elettroliti (sali minerali, oligoelementi, aminoacidi...) e dei fluidi digestivi, continua l’autore di La nature de l’eau. Infatti, per raggiungere la circolazione sanguigna e poi suddividersi e penetrare nei tessuti e nelle cellule del corpo, l’acqua deve attraversare le pareti dell’intestino tenue, passaggio che avviene grazie a un processo passivo chiamato osmosi. Oltre alla trasmissione osmotica, esistono anche altri meccanismi di trasporto dell’acqua nel corpo, che funzionano in maniera diversa. Lo scorrimento tramite pressione idrostatica è legato alla forza di gravità, agli impulsi delle contrazioni muscolari.

A livello della cellula, la presenza di acquaporine attraverso la membrana cellulare spiega il fatto che l’acqua circoli molto rapidamente in certi organi.

Tale presenza integra quella dei canali ionici, altra scoperta premiata con il Nobel, e la lenta diffusione delle molecole d’acqua nel doppio strato lipidico della membrana, già messa in evidenza negli anni Settanta.

La grande batteria degli elettroliti

Il termine “soluto” comprende l’insieme delle sostanze disciolte in acqua o in qualsiasi altro solvente. Dotate di una carica elettrica positiva o negativa, queste sostanze dissociate sono presenti nel soluto sotto forma di anioni (ioni negativi) o cationi (ioni positivi). L’insieme costituisce un elettrolito, un liquido in grado di condurre la corrente elettrica tramite il movimento dei propri ioni.

Questi minerali in sospensione nell’ambiente interno vengono eliminati naturalmente attraverso la traspirazione e le urine, e devono essere sostituiti in continuazione.

I principali elettroliti dell’organismo umano sono gli ioni sodio, potassio, magnesio, bicarbonato e cloro. Questi ioni sono indispensabili per il lavoro e la sopravvivenza delle nostre cellule, alle quali garantiscono in particolare l’approvvigionamento di sostanze nutritive e ossigeno.

La composizione e l’attività del liquido intracellulare ed extracellulare sono relativamente costanti, in equilibrio dinamico tramite un continuo movimento di scambio attraverso le membrane cellulari. Ogni deviazione da queste costanti si traduce in un funzionamento anomalo dell’organismo. Una carenza di elettroliti può quindi avere un ruolo più importante degli eccessi alimentari fra i fattori che causano l’ipertensione.

Il liquido intracellulare è ricco di potassio, magnesio e fosfato, mentre contiene poco sodio, calcio e bicarbonato. La composizione del liquido extracellulare è esattamente opposta, con molto sodio, calcio, cloniro e bicarbonato, e poco potassio, magnesio e fosforo.

Una buona circolazione degli elettroliti attraverso le membrane permette non solo di mantenere stabile il liquido intracellulare, ma anche di preservare l’equilibrio acido-base (pH) dei liquidi corporei. Questi andirivieni di elettroliti intervengono anche nella conduzione elettrica dei segnali nervosi ai vari organi e ai muscoli. I paragrafi seguenti descrivono il ruolo di alcuni ioni nell’organismo umano.

Ione sodio (Na+)

Principale stimolante dei nervi, del cuore, dei muscoli, delle ghiandole surrenali e della fisiologia dei colloidi, il cloruro di sodio è l’elemento biologico prevalente fra i liquidi dell’ambiente interno. Essenziale per il mantenimento dell’isotonia osmotica dell’organismo, il sodio è nocivo unicamente se somministrato da solo. Una sua carenza si manifesta sotto forma di debolezza muscolare, pressione sanguigna troppo bassa e dimagrimento.

Ione magnesio (Mg2+)

Il magnesio è presente in tutte le cellule sane, in particolare nel timo, nei muscoli, nel cervello, nel midollo, nei testicoli e nello sperma. Questo ione interviene nelle modifiche della permeabilità cellulare e una sua carenza comporta alcuni disturbi neuro-muscolari. La sua percentuale diminuisce con l’avanzare dell’età. Esiste uno stretto rapporto fra calcio, magnesio, sodio e fosforo.

Secondo il professor Delbet, l’apporto di magnesio è efficace in caso di febbre e gravi infezioni come la poliomielite, la difterite e le angine. In base ai lavori di Claude-Louis Kervran, l’apporto di questo elemento, successivamente trasformato in calcio, permette la ricalcificazione.

Esiste un rapporto fra il tenore di magnesio di un suolo e l’incidenza di tumori: il professor Delbet ha dimostrato che più il suolo di una regione è ricco di magnesio, meno i suoi abitanti sono colpiti dal cancro.

L’apporto di potassio nella fertilizzazione moderna contribuisce a eliminare il magnesio dal terreno e a ridurne la percentuale nei raccolti. Il pane bianco e il sale raffinato sono molto poveri di magnesio.

In Italia, i professori Gastaldi e Marchi hanno riscontrato una relazione fra l’assenza di magnesio nel sale da cucina e l’aumento dei tumori.

Ione calcio (Ca+)

Il calcio è l’elemento più abbondante nell’organismo, presente in dosi massicce nei tessuti ossei e anche nei liquidi dell’ambiente extracellulare, e svolge un ruolo importante nella coagulazione del sangue e nel metabolismo in generale.

Le ghiandole paratiroidee e surrenali esercitano un ruolo importante nella regolazione della concentrazione degli ioni calcio nel sangue.

Il tasso di questo elemento nel sangue è costante e varia esclusivamente in presenza di patologie ossee, reumatismi cronici o tetania. In caso di carenza, le ossa cedono il loro calcio al sangue. I sali biliari sono coinvolti nell’assorbimento di questo elemento. Secondo Claude-Louis Kervran, il calcio potrebbe provenire dall’ossido di magnesio per via del fenomeno delle trasmutazioni biologiche, un’ipotesi sviluppata in svariate sue opere che gli sono valse l’onore di essere proposto per il Nobel.

Ione potassio (K+)

Al contrario del sodio, che è il suo antagonista, questo elemento si trova in concentrazioni minime nei liquidi biologici e in proporzioni elevate nelle cellule.

Il potassio agisce direttamente su nervi, cuore, muscoli e ghiandole endocrine. Una carenza o un eccesso di questo elemento danno origine a disturbi cardiaci, affaticamento muscolare, problemi di crescita e indebolimento del terreno.

«Quando l’equilibrio sodio/potassio si spezza, il potassio intracellulare viene sostituito da sodio e idrogeno provenienti dall’ambiente interno, e questo provoca un’acidificazione del liquido intracellulare e l’alcalinizzazione di quello extracellulare», fanno notare il dottor Passebecq e il dottor Soulier, rispettivamente naturopata e farmacista.

L’antagonismo fra sodio e potassio non impedisce l’azione sinergica dei due elementi. «Poiché la carenza di potassio è sempre conseguente ad altre carenze minerali, la miglior terapia consigliata sarà l’apporto di acqua di mare» (O.C. Weiss).

Il corpo umano funziona per mezzo dell’energia elettrica. Gli elettroliti veicolano questa energia, permettendone l’utilizzo alle nostre cellule.

Se il livello degli elettroliti nell’organismo si abbassa, cala anche il livello di energia: come una batteria che perde potenza quando l’apporto elettrolitico è basso, tutta la nostra elettrochimica viaggia al rallentatore.

Di fatto, gli elettroliti lavorano in sinergia tra loro. Quelli di cui abbiamo bisogno in minore quantità sono altrettanto importanti quanto i principali. Un buon equilibrio elettrolitico nell’organismo rafforza le funzioni muscolari e nervose (compresa una più rapida reazione allo stress) e migliora tutte le funzioni dei nostri organi. Le persone che bevono acqua distillata o filtrata per osmosi dovrebbero ricaricarla con minerali perché non ne contiene più. In questo modo si possono evitare i rischi di deplezione (riduzione quantitativa) di minerali all'origine di disturbi più o meno gravi.

Il “Quinton” è un metodo facile e rapido per compensare la diminuzione o la perdita di elettroliti, per esempio dopo uno sforzo sportivo.

L’ipotesi di identità “fisiologica” fra plasma umano e plasma marino, avanzata da René Quinton, suggerisce una disposizione, una simbiosi naturale fra l’acqua di mare con i suoi componenti e gli elettroliti del’organismo umano.

Un’ipotesi che gli studi clinici o chimici finora realizzati invitano a prendere in considerazione.

Verso una medicina del terreno

«Il microbo non è nulla, il terreno è tutto», diceva Claude Bernard nel XIX secolo. Questo pioniere della medicina sperimentale è stato il primo a dimostrare, intorno al I860, che l’organismo umano è composto per % di liquidi in cui vivono le cellule. Il concetto di terreno fisiologico - ispirato alla realtà del suolo, il cui pH, la cui composizione minerale e i cui microrganismi influenzano lo sviluppo delle colture - riconosce le tendenze e le predisposizioni particolari di un organismo individuale a sviluppare determinate patologie.

Assimilabile all’ambiente interno, questo terreno è costituito dall’insieme dei liquidi corporei, che in base all’elenco di Claude Bernard sono il plasma sanguigno, la linfa, i liquidi extracellulari, i succhi duodenali e il liquido amniotico.

Questi liquidi forniscono alle cellule dell’organismo tutte le sostanze e i nutrienti necessari alla loro attività. Mentre l’ambiente esterno è caratterizzato da variazioni considerevoli, quello interno presenta una sorprendente stabilità, una situazione di equilibrio che viene costantemente corretta e a cui Claude Bernard ha dato il nome di “omeostasi”.

Il rispetto dell’omeostasi, meccanismo tipico dei mammiferi e degli uccelli, cioè degli animali a sangue caldo, è una condizione necessaria per la salute dell’organismo.

Mantenimento della glicemia, della temperatura, della pressione parziale di ossigeno (ppo) e dell’anidride carbonica, del pH, della pressione osmotica, dell’equilibrio endocrino: l’ambiente interno si trova a essere il bacino di convergenza di numerosi sistemi di regolazione dell’organismo.

Ogni alterazione prolungata dell’omeostasi, provocata dall’organismo o dall’ambiente esterno, è fonte di disfunzioni, e in particolare di alterazioni della nutrizione e della comunicazione cellulare che supportano i liquidi extracellulari, linfatico e sanguigno.

Queste alterazioni, spesso segnalate da un problema di permeabilità e/o da una depolarizzazione della membrana cellulare, precedono la comparsa della malattia.

Questo testo è estratto dal libro "Curarsi con l'Acqua di Mare".

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