Dieci Giorni Vegetariani - Paola Borgini
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Dieci Giorni Vegetariani - Anteprima del libro di Paola Borgini

Pratiche e ricette per una vita ispirata

Perchè dieci giorni vegetariani?

Non mi soffermo sul fatto se sia etico mangiare carne. Questo lo lascio alla coscienza di ognuno di noi.

E non mi soffermo nemmeno sul fatto se sia salutare mangiare cibi derivati dagli animali. Questo lo lascio ai nutrizionisti.

Il mio pensiero al riguardo è che ognuno di noi è così unico che durante la sua esistenza può trarre beneficio dal mangiare carne, per poi invece diventare improvvisamente sensibile a questo alimento. Se consumate la carne solamente perché apporta proteine importanti per l’organismo, siete sulla strada sbagliata. Le proteine, come sosteneva Rudolf Steiner, sono ovunque e se leggete i suoi scritti trovate argomentazioni fondate sull’argomento e su quanto una dieta vegetariana rafforzi lo spirito. Dieci giorni vegetariani prende proprio spunto da qui: rafforzare lo spirito per innalzare la nostra frequenza e aiutarci nell’evoluzione.

Oggi si parla tanto di dieta vegetariana o addirittura vegana. La seconda esclude ogni alimento di origine animale compresi uova, burro e latticini. La prima, invece, esclude solamente la carne e il pesce.

In questo libro affrontiamo il periodo di transizione tra ciò che siamo adesso e ciò che saremo dopo le varie pratiche consumando ancora uova, burro, latticini e in misura molto limitata il pesce o i molluschi.

Lo uso ingredienti tipici delle mie radici italiane e altoatesine, anche se nella mia vita sono stata per un certo periodo macrobiotica e adoro la cucina cinese.

Non ho volutamente introdotto ingredienti come il seitan, il tofu o il tempeh che fungono da sostituti di carne o formaggio nella cucina vegana e vegetariana.

A dire la verità amo troppo la cucina italiana e poiché nulla è per caso, proprio nel periodo in cui ho cominciato a scrivere il libro ho trovato una delle prime copie del Talismano della felicità di Ada Boni.

Sicuramente non è un libro di ricette vegetariane, comunque ho cercato di lasciarmi ispirare da quelle che sono le origini di molti di noi.

Spero così che possiate ritrovare le vostre radici e nello stesso tempo scoprire lati nuovi e inaspettati di voi stessi.

L'ora della terra

Si può scrivere un libro di cucina raccogliendo un’ottantina di ricette, cucinando il piatto, fotografandolo e magari ritoccandolo.

Niente da dire, è una strada anche questa. Ma a me che egoisticamente sta a cuore la liberazione dell’essere umano, sembra una via scontata.

Così ho scelto un’altra via, la quinta, che unisce i quattro elementi - Aria, Acqua, Terra e Fuoco - alla mano dell’uomo e fa del cibo un nutrimento per corpo e anima.

Nutrirci con la consapevolezza di ciò che siamo è fondamentale per vivere nel benessere: ma cosa sappiamo veramente di noi stessi? Siamo davvero consapevoli della nostra essenza, e cioè che al di là del nostro corpo siamo energia?

La cucina descritta nel mio libro tenta umilmente di accompagnare in questa direzione stimolando la creatività, e invece di replicare pedissequamente una ricetta invita a dare origine a un modo di nutrirsi che sia il più adatto alle esigenze personali. Tiene soprattutto conto del pianeta in cui viviamo e trae spunto dalla cucina italiana che è ricca di memorie feconde per quanto riguarda la realizzazione di pietanze buone di gusto e per l’anima.

In questa prospettiva ho scelto di proporre “ricette madri” dalle quali si possono ricavare tutte le varianti che riuscite a ideare.

Stimolare la creatività è importante per vivere da persone libere: stimolare gusti, colori, abbinamenti con la consapevolezza che non è tanto ciò che entra in noi attraverso la bocca ma ciò che esce da noi sotto forma di pensieri formulati a condurci come un treno in corsa verso la malattia.

I quattro elementi sono i Maestri che ci accompagnano nell’avventura dei dieci giorni vegetariani. Se anche un solo pensiero, un solo moto di vita sarà nato spontaneo dal nostro cuore durante questo periodo, potremo dire di aver vinto.

La grande donna e scrittrice Oriana Fallaci conferma questa presa di coscienza con la frase:

Esiste un’unica rivoluzione possibile ed è quella che si fa da soli, quella che avviene nell’individuo, che si sviluppa in lui con lentezza, con pazienza, con disubbidienza!

Una cucina alchemica

Questo è un libro di cucina alchemica, perché non associa solo ingredienti diversi e li trasforma anche con la cottura ma combina insieme pensieri e alimentazione dando così inizio a un’alchimia che ci allontana dalle strade conosciute e ci porta a intravedere nuovi orizzonti. Nuovi orizzonti dove cucinando e nutrendoci nel modo giusto non solo stiamo bene ma anche evolviamo.

Siamo qui per celebrare la vita e non possiamo celebrarla se rimaniamo fermi in schemi che ci limitano, perché la vita è movimento, il movimento è armonia e l’armonia è la bellezza dell’universo. In questo libro che promuove un’alimentazione vegetariana, oltre a ricette da sperimentare nelle nostre amate cucine (e da migliorare, sono sicura che siete molto più bravi di me) ci sono spunti di riflessione e pratiche da abbinare alle ricette.

Spero che vi divertiate a leggerlo e a sperimentarne i suggerimenti e che ne possiate gioire, così come è stato per me.

La cucina alchemica si serve di:

  • alimenti biologici o biodinamici o comunque coltivati senza l’uso di pesticidi o altre sostanze chimiche;
  • alimenti comperati preferibilmente presso piccoli produttori o in mercatini a “km 0”;
  • pratiche che promuovono il benessere generale come la meditazione;
  • risorse che ci arrivano dalla Madre Terra come il potere dei quattro elementi;
  • risorse che ci arrivano direttamente dalla natura come le essenze floreali;
  • risorse che ci arrivano dal mondo dello spirito come le frequenze dei raggi colorati.

Il potere dei quattro elementi

Io sono la Terra, l’Aria mi nutre, l’Acqua mi purifica, il Fuoco mi trasforma.

Questa è la preghiera che accompagna il cuoco alchimista: recitatela prima di iniziare a cucinare, anzi scrivetela su un foglio e appendetela a una parete della cucina.

Queste sono le poche e semplici linee guida da tenere presenti ogni volta che cuciniamo per noi e per gli altri.

Io sono la Terra: il mio cuore batte in sintonia con il cuore della Madre Terra e ogni azione che intraprendo è sostenuta da lei, che ci fornisce l’abbondanza indispensabile per evolvere. Stiamo davvero camminando e vivendo nel rispetto di questa regola?

L’Aria mi nutre: invisibile spirito che entra ed esce dal nostro corpo rinnovandolo continuamente, altra manifestazione di abbondanza infinita. Questo respiro divino ci mette in connessione con la vita dell’universo. Siamo consapevoli di una tale interconnessione? Quale aria entra e soprattutto quale respiro esce dai nostri polmoni?

L’Acqua mi purifica: l’acqua è benedetta perché è guaritrice ed è capace di mantenere la memoria di frequenze come il perdono e l’amore, la libertà, la gioia e la gratitudine. Ogni volta che beviamo un bicchiere d’acqua ringraziamo per la sua presenza nel nostro corpo, che va a toccare tutte le parti più profonde portando la luce nelle zone nascoste e buie del nostro essere. Ringraziamo perché ci purifica e purificandoci ci guarisce. Ogni elemento è un elemento divino e l’acqua è portatrice per eccellenza della frequenza del ringraziare e del benedire. Come trattiamo la nostra sorella acqua?

Il Fuoco mi trasforma: il fuoco apre la nostra coscienza e ci aiuta a irradiare noi stessi. Aiuta cioè la manifestazione di ciò che siamo o vogliamo creare, con la consapevolezza che il nostro operato si ripercuote sull’ambiente circostante e sul pianeta. Con il fuoco eleviamo la nostra frequenza vibratoria per ritornare alla nostra eternità e incontrare il Cristo dentro di noi. Stiamo pensando e agendo ogni momento con questa visione nel cuore?

Attraverso la cucina alchemica i nostri intenti e le nostre mani si uniscono.

Il processo di nutrirci, cucinando per noi e per gli altri, diventa un atto consapevole in cui è la gioia a guidarci.

Perché quando noi camminiamo in sintonia con il pianeta e con tutte le forme viventi che lo abitano, e ogni nostra azione è dettata dall’amore, allora diventiamo gli alchimisti che tramutano in oro tutto ciò che li circonda.

Irradiamo luce intorno a noi diventando padroni del nostro destino, e soprattutto ci poniamo al servizio dell’essere divino dal quale abbiamo origine. Ma tutto questo solo cucinando?

Credo - e ho potuto personalmente sperimentare - che nutrendoci in modo vibrazionalmente corretto la nostra vita cambi.

Ciò non significa seguire diete rigide in cui se si assaggia un dolce si è praticamente dannati. Significa diventare coscienti e consapevoli di ciò che facciamo.

Questo fa di noi dei risvegliati, degli iniziati sul cammino della vita che sanno di essere qui per celebrarla: iniziare dal cibo, che è l’atto di sussistenza del quale nessuno di noi può fare a meno, significa porsi umilmente nella giusta direzione per capire che senza Dio noi non siamo nulla.

Questo è il nuovo e rivoluzionario modo di cucinare e nutrirsi: essere coscienti che senza Dio non siamo nulla.

Non voglio associare il concetto di Dio a una religione in particolare o a pratiche religiose: la religione appartiene agli uomini, mentre lo spirito appartiene a Dio.

Intendo quindi Dio come qualcosa che appartiene al nostro spirito, alla parte di noi che è invisibile ai cinque sensi ma è ben percepita attraverso l’intuizione.

Sono convinta che tra non molto la distinzione tra spirito, religione e scienza scomparirà per lasciar posto alla Scienza dello Spirito che ci permetterà di accedere a conoscenze che ci rendono liberi e consci del nostro potere divino, che è quello di manifestare la realtà.

Nel mio libro vorrei trasmettere il concetto che per raccogliere la frutta e trasformarla in una torta che ci nutre per farci vivere nel benessere, occorre prima di tutto mettere amore nella mano che stacca la mela dall’albero. Abituiamoci quindi a tenere in considerazione l’idea che mangiamo per nutrire corpo e anima.

Noi non siamo tutto ciò che appare, una parte è invisibile al senso della vista ma è altresì ben visibile al terzo occhio. Per rendercene conto occorre chiudere gli occhi, chiudere lo sguardo sul mondo manifestato per aprirlo su un mondo invisibile che comunica con noi attraverso i colori.

Nella cucina alchemica, una cucina che tiene conto della nostra frequenza e non solo della nostra materialità, attraverso i quattro elementi trasformiamo le sostanze che usiamo in cibo buono per corpo e anima.

Ci facciamo ispirare dai colori e dai profumi, e attraverso i colori noi non apportiamo solamente vitamine o minerali o proteine o zuccheri ma nutriamo frequenze come il perdono, la gioia, la gratitudine...

Con la consapevolezza che stiamo nutrendo corpo e anima, noi usiamo e creiamo amore.

Le frequenze dei raggi colorati

Questo breve paragrafo è dedicato ai terapeuti che hanno già familiarità con le tecniche energetiche di visualizzazione e praticano la cromoterapia. Sono consapevole che introducendo i raggi colorati si scivola verso l’esoterico, farò quindi solo un accenno per spiegare di che cosa si tratta. In realtà uso i raggi colorati in cucina da molto tempo, veicolati in essenze vibrazionali. Li ho sperimentati in famiglia, con gli amici e in occasioni di home food con risultati davvero incredibili.

Le pratiche cromoterapiche erano note fin dall’Antico Egitto: la mitologia egiziana ne attribuisce la scoperta al dio Thot. Secondo la tradizione ermetica, sia gli Egizi sia i Greci si servivano di minerali, pietre, cristalli e unguenti colorati, oltre a dipingere le pareti stesse dei luoghi di cura.

In India la medicina ayurvedica ha sempre tenuto conto di come i colori influenzino lèquilibrio dei chakra, i centri di energia sottile associati alle principali ghiandole del corpo.

Anche nell’Antica Cina si affidava il benessere fisico all’azione dei vari colori.

L’importanza dei colori è quindi riconosciuta fin dai tempi più remoti.

Usare le frequenze dei raggi colorati significa dar vita a una cucina che si nutre non solo di alimenti concreti ma anche di vibrazioni, invisibili alla vista e senza sapore per il gusto ma molto efficaci per quanto riguarda la sfera dell’anima. I vantaggi di una tale cucina sono:

  • l’innalzamento della frequenza personale;
  • la connessione con l’abbondanza che esiste nell’universo;
  • la capacità di seguire la propria intuizione;
  • l’equilibrio tra anima e ragione.

Utilizzando il potere dei raggi colorati attingiamo direttamente al mondo dello spirito. Come? È semplice. Basta visualizzare un raggio del colore desiderato che scende sul nostro cibo mentre cuciniamo. Ogni raggio ha caratteristiche particolari, che a loro volta agiscono sui chakra.

Ogni raggio inoltre viene accolto in maniera più o meno efficace a seconda degli alimenti. Per esempio, il raggio rosso viene assorbito e mantenuto dalla frutta; il raggio giallo si combina bene con gli ortaggi a foglia verde e così via come nell’elenco che segue.

  • Raggio rosso. Frutta. Capacità di amare e di essere amati.
  • Raggio giallo. Ortaggi a foglia verde, insalate miste. Superamento delle paure e della dualità.
  • Raggio arancione. Creatività, coscienza di sé.
  • Verdura, frutta, cereali, uova, formaggio.
  • Raggio viola. Liquidi (acqua, tè, caffè, succhi di frutta, tisane...). Capacità di accettarci per ciò che siamo, pace, equilibrio.
  • Raggio verde. Cereali, acque di cottura. Connessione con la Madre Terra, gratitudine.
  • Raggio azzurro. Acqua, pane. Leggerezza, rottura di ogni catena.
  • Raggio rosa. Torte di compleanno, cibi regalati, pasti offerti. Capacità di perdonare, capacità di offrire.
  • Raggio bianco. Alimenti per l’infanzia, pic-nic. Connessione con la propria intuizione, autoguarigione.

Senza addentrarci in trattati troppo esoterici - in fondo questo è solo un libro che invita alla cucina vegetariana - basti sapere che prima di cucinare sarebbe bene prendere l’abitudine di centrarsi con le mani sul cuore e con gli occhi chiusi.

Sempre a occhi chiusi manifestiamo l’intenzione che qualità come il perdono, la gioia, l’abbondanza, l’amore e così via scendano nel nostro cibo nutrendo le nostre cellule.

I raggi colorati non sono altro che il veicolo che permette a quelle qualità di informare concretamente il cibo.

Questo testo è estratto dal libro "Dieci Giorni Vegetariani".

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