Digiuno Terapia - I Benefici
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Digiuno Terapia - I Benefici

Una cura antica che depura l'organismo e ritarda i processi d'invecchiamento

Il digiuno è un metodo terapeutico per trattare molti problemi di salute, è il metodo principe per disintossicare l'organismo e rigenerarsi, ed è anche un modo eccezionale per migliorare l'umore complessivo e riprendere il controllo della propria esistenza.

I benefici del digiuno

  • Per dimagrire nel modo più rapido e facile.
  • Per sentirsi meglio fisicamente e mentalmente, sentirsi e apparire più giovani.
  • Per far riposare tutto l’organismo e ripulire il corpo.
  • Per far scendere la pressione sanguigna e diminuire il livello del colesterolo e dei trigliceridi.
  • Per perdere l’abitudine di fumare e di bere.
  • Per avere più gioia dalla vita sessuale.
  • Per lasciare che il corpo guarisca se stesso, e non dipendere più dai farmaci.
  • Per allentare la tensione, dormire meglio, digerire meglio, regolarizzare le funzioni intestinali.
  • Per sentirsi su di tono, acuire i sensi, rendere più vivaci i processi mentali.
  • Per accrescere l’autostima e ottenere l’autocontrollo.
  • Per migliorare le proprie abitudini alimentari.
  • Per solidarietà con chi ha fame.
  • Per andare alla ricerca di rivelazioni spirituali, rispettare i riti religiosi, richiamare l’attenzione su fatti politici.
  • Per rallentare il processo d’invecchiamento.

Tutto quello che dovete sapere sul digiuno

La dieta suprema’: così si è chiamato il digiuno, e a buon diritto. Quando digiunate (cioè quando state senza mangiare proprio niente) dimagrite nel modo più rapido possibile.

Questo fatto è sostenuto da una logica matematica inoppugnabile, oltre a essere comprovato empiricamente.

Le persone molto obese, facendo una serie di digiuni, naturalmente sotto stretta sorveglianza medica, arrivano a perdere perfino il 50% del loro peso.

Il ‘New England Journal of Medicine’ ha scritto: «Il digiuno è una esperienza valida. Ne possono trarre beneficio anche le persone in buona salute che si sono lasciate ‘prendere la mano’ dalle calorie».

Seguire la dieta del digiuno è vivere in modo ricostruttivo. L’abitudine al digiuno è antica quanto quella di nutrirsi: i personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento digiunavano, Mosè e Gesù digiunarono per 40 giorni prima di ricevere rivelazioni divine; gli antichi Greci dell’età aurea digiunavano allo scopo di purificare il corpo e di acuire i processi mentali...

Al giorno d’oggi si digiuna per una varietà di ragioni, ma specialmente per dimagrire.

Alcune motivazioni sono, per esempio:

  • sentirsi meglio;
  • ridurre il fumo e il bere;
  • provare il piacere di una ‘doccia interna’;
  • diminuire la pressione sanguigna, il colesterolo e i trigliceridi;
  • liberarsi di un passato di cattive abitudini alimentari e impararne di nuove e migliori;
  • provare intense esperienze spirituali;
  • far convergere l’attenzione del grosso pubblico sulla condizione di chi soffre la fame.

Un innocuo disintossicante

Yuri Nikolayev, direttore del Reparto di digiuno dell’Istituto psichiatrico di Mosca, mi disse, quando parlai con lui a Mosca, che il digiuno è essenziale per le popolazioni urbane costantemente esposte agli scarichi velenosi delle automobili, esalazioni di fabbriche e altri agenti tossici inquinanti dell’aria.

Nella mia qualità di medico specializzato nella cura dei malati mentali, ho usato il digiuno come efficace misura per alleviare i sintomi della schizofrenia, che il mio collega Umphrey Osmond chiama ‘la malattia del futuro’.

Molti pazienti, considerati inguaribili, dopo aver digiunato e poi adottato nuovi regimi dietetici, hanno ‘miracolosamente’ continuato a vivere una vita normale e soddisfacente.

Qualunque sia il motivo per cui la gente digiuna, il fatto è che tutti dimagriscono e si sentono molto meglio.

Quando parlo in pubblico, spesso mi si chiede: «Non è pericoloso digiunare?» Il digiuno è certamente innocuo per la maggior parte delle persone. Ognuno riesce ad adattarsi al digiuno con gradualità e modi diversi.

Purtroppo viviamo in una cultura che considera la formula dei 3 pasti giornalieri la chiave per la conservazione della vita stessa. Erroneamente si crede che saltare un solo pasto possa costituire un pericolo per la salute e il benessere.

Di fatto il nostro corpo si adatta facilmente all’esperienza del digiuno: esso ha infatti ampie risorse per nutrire se stesso durante periodi di tempo di lunghezza sorprendente; il processo di nutrizione continua come se si consumasse ancora cibo. Il digiuno, secondo un mio collega, «arresta rapidamente l’assunzione di tossine derivate dalla decomposizione dei cibi e offre all’organismo l’occasione di mettersi a pari con il suo lavoro di eliminazione... aiuta a togliere le tossine dai tessuti... fa sì che il corpo consumi il suo eccesso di grasso...»

Digiunare non è fare la fame’, poiché questo processo ha inizio solo una volta che siano esaurite le riserve del corpo.

Quindi, sarà il corpo stesso a dare il segnale quando è tempo di terminare il digiuno.

Un riposo per l’organismo

È un errore considerare il digiuno una panacea per qualunque disturbo, ed è anche sbagliato pensare che possa curare qualcosa in particolare. Esiste tuttavia un’imponente documentazione, come per esempio l’esperienza trentennale di 10000 digiuni sorvegliati da Y. Nikolayev, comprovante che il digiuno permette al corpo di mobilitare i propri meccanismi di difesa contro molti mali.

La guarigione è un processo biologico, è una funzione della vita esattamente come la respirazione. Già 400 anni prima della nascita di Cristo, Ippocrate,‘il primo uomo della medicina’, usava prescrivere il digiuno come misura per combattere le malattie. Egli disse: «Ognuno ha un medico dentro di sé, che deve essere soltanto aiutato nel suo lavoro». E disse pure: «Mangiare quando si è ammalati è nutrire la malattia». Prendendo spesso la sua ‘medicina’, Ippocrate visse fino alla venerabile età di 90 anni.

Nessuno metterebbe in discussione la saggezza di riposarsi a sufficienza e di fare periodicamente una vacanza. Non dovremmo ogni tanto dare un po’ di riposo anche al nostro organismo? Digerire il cibo è il lavoro più duro con cui si deve cimentare il nostro corpo. Quando tralasciamo di mangiare per un po’ di tempo, diamo all’organismo la possibilità di rinnovarsi.

È sorprendente che durante il digiuno la fame sparisca. Può sembrare incredibile che si possa rinunciare completamente al cibo e non sentir fame, ma c’è una spiegazione razionale. Fintanto che si continua a mangiare,il palato è in uno stato di stimolazione... sta gustando l’ultimo pasto e pregustando quello successivo. Quando non si consuma niente, non c’è il ‘ricordo’ del cibo a titillare le papille gustative. l‘crampi della fame’ sono leggeri ed effimeri. Il digiuno è così ben tollerato perché dopo il secondo o il terzo giorno non si sente più fame (persino la rivista ultraconservatrice‘Journal of the American Medical Association’, organo ufficiale della più potente associazione medica americana, ha parlato di questo fenomeno).

Digiunare è certo un sistema più salutare per dimagrire che non tutte le diete che costringono a limitarsi a un solo alimento o a una combinazione squilibrata di alimenti. 

In quanto tempo si dimagrisce?

La rapidità con cui si dimagrisce è generalmente in proporzione all’eccesso di peso rispetto alla media. Durante un digiuno di circa 4 settimane una persona grassa può perdere anche il 20% del suo peso originale. Un uomo che pesa 100 kg il primo giugno, per esempio, può sperare di pesarne 80 il primo luglio.

Persone estremamente obese hanno perso fino al 50% del loro peso durante una serie di digiuni sorvegliati. Un uomo di Chicago che pesava quasi 300 kg perse oltre 30 kg nel primo digiuno di 30 giorni; attraverso digiuni successivi, opportunamente distanziati, perse quasi 200 kg. Un altro uomo molto obeso, che voleva diventare di nuovo un essere umano’, digiunò per 14 weekend consecutivi. Quindi digiunò un giorno la settimana per 9 mesi. Nell’arco dell’anno ridusse il suo peso di esattamente la metà, passando da 170 a 85 kg.

Alcuni medici inglesi stanno usando il digiuno per il controllo del peso. Il dottor Lawlor, per esempio, ha fatto digiunare pazienti affetti da obesità cronica all’ospedale Botleys Park, nella contea del Surrey. L’età dei pazienti era compresa tra i 21 e i 45 anni e i digiuni durarono fino a 40 giorni.Tutti sopportarono molto bene il digiuno, e alcuni provarono perfino euforia.

I ricercatori dell’ospedale Ruchill di Glasgow sono giunti alla conclusione che «il digiuno totale è il metodo più efficace per ridurre il peso di persone obese».

Un’esperienza gratificante

Comincerete a vivere sulla vostra riserva di grasso quando i liquidi sono stati eliminati dall’organismo. Dopo i primi giorni entusiasmanti, l’andamento del calo di peso naturalmente diminuisce e si scende a circa 500 g il giorno. Ma anche la perdita di 1 hg il giorno, dopo un dimagrimento iniziale così cospicuo, dovrebbe essere incoraggiante.

Durante la preparazione di questo libro, il mio collega Eugene Boe andò a trovare Walter Lyon Bloom, un medico il cui lavoro pionieristico nell’uso del digiuno per il trattamento dell’obesità si svolgeva al Piedmont Hospital di Atlanta. Bloom arrivò al digiuno attraverso il suo interesse per il metabolismo dei grassi: «Nella mia ricerca sull’obesità trovai che il digiuno annulla l’idea illogica che i pazienti non possano dimagrire. I miei pazienti capirono che mangiavano non perché avessero fame e impararono che potevano resistere anche un mese senza sentirsi famelici. Il digiuno è probabilmente la miglior pratica di autodisciplina che io conosca. L’unica cosa che conta nel controllo del peso è la termodinamica: si tratta di pura e semplice chimica e fisica. Il peso è essenzialmente correlato all’equilibrio tra l’assunzione e il dispendio di energia. La nostra preoccupazione che si debba mangiare a intervalli regolari ha condotto alla falsa idea per cui digiunare non è piacevole.

La saggezza istintiva degli animali...

Ho la fortuna di avere sempre avuto ottima salute, ma dopo un digiuno provo un senso di benessere molto più deciso.

La mia esperienza è la stessa di tanti altri che notano, anche soltanto dopo pochi giorni di digiuno, di sentirsi meglio fisicamente, mentalmente e spiritualmente.

E ora noi scopriamo quello che il regno animale ha sempre saputo: il digiuno può essere terapeutico. Se non intervengono gli uomini, gli animali usano la via naturale per autoguarirsi. Trovano un posto tranquillo per riposare e finché sono ammalati smettono di mangiare. Persino cani e gatti domestici oppongono resistenza agli strenui tentativi di sforzarli a mangiare da parte dei loro padroni preoccupati.

Le mucche, reputate piuttosto stupide, sono abbastanza intelligenti da smettere di mangiare quando sono ammalate; talvolta tengono le mascelle ermeticamente chiuse quando gli allevatori o il veterinario tentano di nutrirle per forza.

Alcuni cacciatori hanno raccontato di aver visto un elefante ferito tenersi appoggiato a un albero e guardare i suoi compagni mentre mangiavano senza unirsi a essi (benché ne avesse la possibilità).

L’uomo è l’unico animale che continua a mangiare quando è ammalato, anche se non ha appetito e il cibo lo nausea.Anche se il nostro corpo sofferente respinge il cibo, c’è sempre qualcuno attorno che ci forza a ‘rifarci le energie’ o ‘la resistenza’, in altre parole a mangiare.

La medicina ufficiale ha sempre diffidato del potere terapeutico del digiuno. Questo rendeva perplessa Alice Chase, medico nutrizionista americana, che scrisse a proposito del digiuno come terapia: «La professione medica, che decide della salute dell’umanità, pare disposta ad assoggettare l’uomo alla prova di farmaci di ogni tipo, della chirurgia, di elettroshock e di altre forme di cura che sono sperimentali, talvolta eroiche, e spesso inutili. Non sono invece disposti ad aprire gli occhi e la mente su sistemi più blandi, quali il riposo del corpo, della mente e delle emozioni», che il digiuno invece fornisce.

...e la cecità della medicina

Secondo la medicina ufficiale, l’efficacia della cura deve essere dimostrata secondo i parametri ortodossi. I dati empirici non sono accettabili e i giornali scientifici rifiutano di pubblicare articoli basati su di essi: non vengono presi in considerazione, ma semplicemente etichettati come ‘aneddoti’. Personalmente mi rammarico che a tanti miei colleghi non interessi approfondire qualcosa di nuovo che ha dato prova di fornire risultati soddisfacenti. Ma quando la professione medica invertirà la tendenza e comincerà a occuparsi della prevenzione (e deve farlo) sono certo che il digiuno verrà prescritto sempre più frequentemente.

Persone che avevano cronicamente maltrattato il loro corpo sia con troppo cibo sia con cibo sbagliato, dopo il loro primo digiuno hanno dichiarato che non si ricordavano di essersi mai sentite così bene in vita loro.

Ci sono altre cose da imparare dal regno animale. Molte specie (porcospini, orsi, marmotte, le femmine dell’orso polare) vanno in ibernazione per mesi senza un boccone di cibo. Uccelli e animali da preda vanno avanti benissimo per due settimane o più. Ci sono stati cani che hanno digiunato per 60 giorni, mentre pesci, tartarughe e salamandre possono resistere anche per periodi più lunghi. Ma il primato lo detengono alcune specie di rettili che riescono a sopravvivere per un anno senza mangiare. I girini e i bruchi digiunano prima di tramutarsi in rane e farfalle. Il salmone, dall’incredibile energia, non si nutre mentre lotta per risalire la corrente e andare a deporre le uova. Il viaggio può anche durare mesi attraverso 3000 km di rapide e cascate.

Anche la gente scopre di avere straordinarie risorse di energia mentre digiuna, e dopo. Quando dimagriamo molto, ci sentiamo naturalmente più energici perché la nostra forza non si sperpera per portare in giro tutti quei chili di troppo.

Rilassarsi digiunando

Il digiuno è un’esperienza calmante. È riposante. Dà sollievo all’ansia e alla tensione. Raramente deprime, ed è spesso addirittura esilarante. Un collega dell’ospedale Mount Sinai di New York ci dice che con il digiuno i muscoli gli si rilassano e, nell’esercizio yoga, riesce a raggiungere un livello che avrebbe raggiunto altrimenti in un tempo molto più lungo.

È da molto che abbiamo abbandonato il mito per cui i grassi sarebbero gente allegra. Sappiamo che si ingrassa non per la gioia di mangiare: è l’ansia che di solito conduce a nutrirsi eccessivamente, e sono le sue conseguenze che rinforzano le angosce nei confronti della salute. Non so esattamente come questo avvenga, ma molte paure sembrano sparire o diminuire dopo il digiuno: alcune persone mi hanno riferito di aver perso la paura di andare in aereo, della folla, del buio e delle altezze.

Circa la metà della popolazione americana si lamenta di soffrire d’insonnia. Chi qualche volta, chi sempre fa fatica ad addormentarsi e a dormire. Fra le persone che digiunano, quelle che soffrono di insonnia scoprono di poter dormire come non hanno fatto per anni. Ciò non dovrebbe sorprendere.

Il digiuno, che è stato definito ‘il tranquillante della natura’, rilassa il sistema nervoso e calma le ansie, che sono le principali responsabili dell’insonnia. Gli organi interni si trovano in stato di riposo, e questo riposo concilia il sonno. L’insonnia è spesso conseguenza di pasti troppo abbondanti o di cibi sbagliati che provocano bruciori di stomaco, gonfiore, digestione difficile. Molte persone constatano inoltre che, durante e dopo un digiuno, hanno meno bisogno di sonno del solito, e questo è conseguenza del fatto che il corpo funziona in modo più efficiente e con minore dispendio di energia.

Digiunare può portare a stati di euforia e di ipersensibilità simili a quelli che si possono ottenere con alcune droghe.

Una pulizia interiore

Siamo tutti, ormai, molto preoccupati di rendere asettiche le nostre case, e di essere sempre più puliti ‘all’esterno’. Sarebbe bello se fossimo tutti altrettanto interessati alla nostra ‘pulizia interna’. Con un digiuno di circa una settimana possiamo liberarci delle tossine che accumuliamo con il cibo che mangiamo e con l’aria stessa che respiriamo. È una strategia disintossicante che rinnova pienamente lo stato di salute dell’organismo.

Dimagrendo, si può essere certi di abbassare la pressione del sangue e i livelli del colesterolo. Un breve periodo di digiuno può ridurre questi livelli in maniera impressionante. Un uomo di 28 anni, per esempio, perse in 3 settimane 18 dei suoi 100 kg, e il livello del colesterolo scese da 232 a 165 mg. Con i digiuni successivi riuscì a mantenere questi livelli.

Il digiuno può essere efficace per favorire e autoguarigione di molte più malattie di quanto f ambiente medico sia disposto ad ammettere. Sono esterrefatto dal numero di miei colleghi medici che danno del ciarlatano a tutti i naturopati, chiropratici e igienisti. D’altro canto mi danno fastidio gli estremisti’ che sostengono che la medicina ufficiale è completamente fuori strada. Ambo le parti hanno contributi da dare, e tutti questi medici potrebbero imparare gli uni dagli altri!

Digiunare allevia ogni genere di disturbo cutaneo: non che il digiuno in se stesso curi l’acne o l’eczema o la psoriasi, ma l’astenersi dal cibo conduce a una dieta successiva che permette di scoprire quali cibi o combinazioni di cibi sono la causa del disturbo.

Le irritazioni della pelle sono spesso causate dall’abitudine di mangiare troppo, particolarmente amidi e zuccheri, oppure da qualche specifico alimento, o alimenti, cui la persona è sensibile. Molte irritazioni scompaiono dopo un digiuno purificatore e la messa a punto di una nuova dieta.

Un corpo più vivo e sensibile

Persone sofferenti di vari disturbi, come stitichezza, asma, ulcera, artrite e colite, dichiarano che i loro sintomi sono scomparsi o molto ridotti dopo un digiuno.

Ho letto articoli in cui si sostiene che «l’importanza del digiuno per i sofferenti di malattie allergiche e asma è così pienamente riconosciuta che ci si domanda come mai il digiuno non sia applicato più frequentemente».

È interessante la notizia che la rivista ‘Christian Century’ (Secolo Cristiano) abbia invitato i suoi lettori a digiunare non per seguire le tradizionali devozioni cristiane, ma per motivi ‘estetici’ e di salute personale. Lo scopo non era tanto di osservare lo spirito di sacrificio della Quaresima, quanto di dimagrire, migliorare la propria salute e rendere il corpo più vibrante e bello. «Digiunate perché vi fa bene!», esortava la rivista. Digiunare diviene «un esercizio per mettere il corpo in condizione di essere più vivo; questo processo libera il Sé e lo rende più sensibile alla Creazione, a noi stessi e alla nostra storia».

Roland Crahay, professore di psicologia e sociologia all’Istituto Warocque-Mons in Belgio, ha studiato la psicologia del digiuno e spesso cita il credo delle cliniche Buchinger, fondate da Otto Buchinger in Germania e in Spagna per l’autocura mediante il digiuno di numerose malattie: «Un benefico digiuno di alcune settimane, come veniva praticato nei primi tempi della Chiesa, aveva lo scopo di dare forza, vita e salute al corpo e all’anima di tutti i cristiani che avevano il coraggio di praticarlo».

La ricerca interiore

Schematicamente possiamo distinguere 4 tipi di fenomeni con cui si manifesta la profonda modificazione psichica indotta dal digiuno, e che sono in gran parte riconducibili alla maggiore ‘elasticità’ riconquistata dal nostro inconscio.

  • L’affiorare di aspetti psicopatologici della personalità, apparentemente compensati e mascherati, ma non superati realmente.
  • La liberazione di cariche emotive bloccate (catarsi). Si instaura una condizione particolarmente favorevole al ritorno di elementi del passato: ricordi, sentimenti, avvenimenti, episodi traumatici dimenticati e rimossi affiorano alla coscienza con intense manifestazioni emotive.
  • Maggiore consapevolezza e spontaneità. Il digiuno si caratterizza con la manifestazione spontanea di realtà nascoste, mascherate, bloccate, che vengono integrate all’interno della personalità, che in questo modo si arricchisce.
  • Intimo rapporto con il Sé. Ciò rappresenta un’ulteriore progressione rispetto ai fenomeni precedentemente descritti, e può essere considerato il punto estremo del processo di cambiamento psichico: consiste nel ripiegamento interiore che permette di cogliere la profondità del proprio essere.

Un aspetto più giovane

Quando dimagrite, assumete un aspetto più giovane e più attraente. Non c’è sistema più rapido del digiuno per raggiungere questi risultati.

Il ringiovanimento dell’aspetto corrisponde a quello dell’organismo. Via via che i chili diminuiscono, l’immagine assottigliata nello specchio risolleva lo spirito: cominciate a sentirvi più giovani e a pensare in modo più giovanile, e vi muovete con più disinvoltura. Si vive in una società che ha il culto della giovinezza e il desiderio di prolungarla. Il grasso viene considerato brutto perché lo si identifica con la vecchiaia.

Quando digiuno per soli due giorni, sembra che le rughe del mio viso spariscano. Molte persone riferiscono che, dopo un digiuno, la loro pelle assume miglior colore e consistenza; macchie e imperfezioni tendono a sparire: è come se si riacquistasse una versione più fresca, più giovane di se stessi.

Herbert M. Shelton, specialista del digiuno, dice: «La pelle diventa più giovane, gli occhi si schiariscono e si fanno più brillanti, l’aspetto è più giovane. Il visibile ringiovanimento della pelle è accompagnato da prove evidenti di un ringiovanimento invisibile che avviene internamente, in tutto il corpo».

Le devastazioni esterne e interne dell’età avvengono più tardi se periodicamente lasciamo riposare i nostri organi interni e permettiamo al corpo di bruciare i suoi accumuli di materie di rifiuto. Un metabolismo più efficiente contribuisce a ringiovanire.

In un articolo sulla rivista ‘Health’ (Salute) si è dichiarato che un giorno di digiuno la settimana, per tutto l’anno, ritarderebbe i processi di invecchiamento.

Bere solo acqua

Per l’esattezza, se non vi limitate a bere esclusivamente acqua, non state digiunando.

Anche se vi sono bevande prive di calorie, è meglio evitarle comunque. Il caffè e il tè stimolano il sistema nervoso centrale in un momento in cui cercate di dare un po’ di riposo al vostro organismo. Bevande non caloriche, colorate, aromatizzate e dolcificate, richiamano alla memoria l’idea del cibo e possono stimolare l’appetito. Contemporaneamente ‘avvelenano’ l’apparato digerente e inibiscono il processo di purificazione.

L’acqua è la miglior amica del digiunatore. Facilita l’espulsione delle tossine e delle materie di rifiuto che si accumulano quando ‘si brucia’ il tessuto grasso. Aiuta il corpo a non disidratarsi e, in più, calma gli stimoli della fame che talvolta si presentano all’inizio di un digiuno. L’uomo riesce a stare in vita per un periodo di tempo incredibilmente lungo purché non rimanga senz’acqua. L’acqua rappresenta proprio la ‘fonte della giovinezza’, l’elemento vitale primordiale.

Io consiglio di bere almeno 2 litri d’acqua ogni giorno di digiuno, ma potete berne anche di più (vi posso fare l’esempio estremo di un uomo di oltre 200 kg che beveva almeno 5 litri d’acqua il giorno).

«Se si bevono 2 o più litri d’acqua il giorno, è possibile che parte del liquido sia ritenuto determinando un aumento di peso?»

La risposta è no.

Non c’è ragione che vi preoccupiate se non vi sembra di eliminare tutta l’acqua che bevete. Gran parte di essa esce attraverso le decine di milioni di pori della pelle, che è l’organo più dinamico della rete di eliminazione.

È sempre meglio non bere acqua troppo fredda o acqua gassata. Durante il digiuno preferite l’acqua minerale.

L’acqua minerale, a differenza dell’acqua potabile che deve essere sottoposta a trattamenti per l’eliminazione di microrganismi, è un’acqua batteriologicamente pura all’origine, senza trattamenti o aggiunte, che sono vietati dalla legge. I vari tipi di acqua minerale sono diversi uno dall’altro perché traggono sapore ed elementi dalle rocce attraverso le quali fluiscono. Più è lungo questo processo più le acque si mineralizzano.

Le acque vengono classificate in base alla quantità di minerali contenute in esse, ossia in base al residuo fisso a 180°, come indicato in tutte le etichette. Secondo la legge, se è inferiore a 50 mg (milligrammi) le acque sono ‘minimamente mineralizzate’,‘oligominerali’ da 50 a 100,‘mediamente mineralizzate’ da 500 a 1500, e ‘ricche di sali minerali’ oltre 1500. Le acque minimamente mineralizzate e oligominerali sono le più diuretiche e le migliori da consumarsi durante il periodo invernale; quelle mediominerali sono da preferire durante la stagione estiva e in caso di esercizio fisico. Potranno, quindi, essere preferite le une o le altre a seconda del periodo in cui viene effettuato il digiuno.

Non bevete acqua distillata: è l’acqua più pura che possiate bere, ma il suo contenuto in sali minerali è pari a zero. L’acqua del rubinetto contiene cloro e fluoro (come minimo) e il vostro palato in questo momento può trovare il sapore di additivi chimici particolarmente disgustoso.

Non usate recipienti o bottiglie di plastica o metallo.

Molti digiunatori si concedono un elegante calice di cristallo per la loro ‘dieta’ giornaliera di 2 litri d’acqua.

Fare moto

L’esercizio fisico, contrariamente a quanto si crede, non stimola l’appetito, anzi, un’ora di moto in effetti lo riduce.

Come tutti sanno, l’organismo brucia calorie più in fretta quando si fa esercizio fisico, ma quello che invece non è noto è che il corpo può continuare a bruciare calorie a velocità accelerata persino fino a 24 ore dopo. Se con il digiuno vi proponete di dimagrire, lo farete tanto più rapidamente seguendo un programma giornaliero di esercizi fisici.

A tutti quelli che digiunano assistiti da me dico che devono fare moto. Raccomando passeggiate giornaliere camminando di buon passo, anche fino a 3 ore, se possibile (e passare via dritto di fronte a pasticcerie e panetterie).

Non c’è ragione di smettere il tennis o la bicicletta durante un digiuno di 2 o 3 giorni, se praticate questi sport abitualmente.

Però è bene non sottoporsi ad attività stancanti o jogging. So che c’è gente che partecipa alle maratone mentre digiuna, ma io non lo consiglio.

Le attività che richiedono movimenti bruschi non sono adatte a chi sta seguendo un digiuno prolungato da oltre una settimana.

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