Dominion - Le Origini Aliene del Potere - Estratto
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Dominion - Le Origini Aliene del Potere - Anteprima del libro di Piero M. Ragone

Le origini del male sulla terra

Un Giardino sorvegliato

Genesi 2,8

Dio il SIGNORE PIANTÒ un GIARDINO in Eden, a oriente, e vi pose PAD AM.

Dio il SIGNORE: il testo ebraico riporta “l’Elohim Jahweh”;

PIANTÒ: la traduzione letterale del verbo natà è “fissare, stabilire, installare, collocare, insediare”;

un GIARDINO: l’ebraico gan definisce un “luogo recintato, difeso, coperto”, dal verbo gànan, che significa “coprire, proteggere, difendere, circondare”. Il corrispettivo inglese di giardino è garden, dall’originario lemma gardo; nel XIV secolo, bangio-francese garden aveva l’ambivalente significato di “giardino” e guardiano” ed era noto nella forma gardein, poi divenuta guardien o guarden nell’antico francese e guardian nel moderno inglese. Il sostantivo guardian (“guardiano”) deriva dal franco *warding- allo stesso modo, il verbo to guard deriva dal corrispettivo proto-germanico *wardo-(“guardare”), da cui il francesegarder, che significa proteggere, preservare, sorvegliare, guardare”.

La comune origine dei termini guardiano e giardino dimostra che il gan biblico non designava un giardino secondo l’accezione odierna ma un ambiente custodito, protetto, che veniva chiamato garden (“luogo difeso, sorvegliato”) per la presenza di guardians, “guardiani” che lo proteggevano; pertanto, il giardino biblico era un sito sorvegliato da qualcuno preposto alla cura e alla salvaguardia di qualcosa.

Le Costituzioni dei Liberi Muratori

Le Costituzioni dei Liberi Muratori®, redatte nel 1723 dal presbitero massone James Anderson, riportano una dettagliata genealogia che riconosce in Adamo il Massone primigenio, capostipite degli Iniziati: secondo il reverendo scozzese, l’Elohim Jahweh avrebbe introdotto il suo protetto alle scienze liberali, alla geometria e all’architettura. L’istruzione del Primo Apprendista poteva aver luogo solo in un ambiente consono allo scopo, segreto, isolato dal resto del mondo e predisposto per l’opera: il gan biblico. Un’interpretazione antica e consolidata riconosce nel Giardino dell’Eden il precursore dei Templi massonici, la prima struttura architettonica realizzata per trasmettere le leggi universali all’Uomo.

Il latino templum, da cui l’inglese tempie (forma antica tempel), deriva dalla radice protoindoeuropea *tem, che vuol dire “tagliare”, come il sostantivo greco temenos, che significa “luogo tagliato fuori, separato”, dal verbo temnein, “tagliare”L’affinità semantica tra i sostantivi latini sacer (“sacro”) e secretus (“segreto”) completa l’informazione: sacer significa “sacro, consacrato, destinato a”, mentre secretus, participio del verbo secerno, vuol dire “separato, appartato, nascosto, occultato”. Il gan della Genesi è un templum, un “luogo separato” (secretus) dal mondo circostante, nel quale si celebra il legame tra l’Umano e il Divino, l’aspetto più elevato e mistico (sacer) dell’esperienza terrena.

In Genesi 4,26 leggiamo: “Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enosh. Allora si cominciò ad invocare il nome di Jahtveh. Il verso spiega che i popoli della Terra cominciarono a pregare l’Elohim Jahweh (il verbo ebraico qara, N"lp, significa “chiamare, proclamare, invitare, pronunciare, recitare”) solo dopo la nascita di Enosh, ed è significativo che l’istruzione massonica nel gan preceda l’istituzione di una primordiale forma di religione (la creazione del Giardino è esposta nel verso 2,8 della Genesi; della prima invocazione rivolta a Jahweh si parla nel verso 4,6). Il bisogno di religàre, riavvicinare fu conseguente all’allontanamento dell’Uomo dal Giardino, nel quale l'adam godeva della presenza divina.

Un testo ebraico intitolato il Trattato delle Navi, pubblicato ad Amsterdam nel 1648 (ma certamente copia di uno scritto più antico), spiega che il leggendario tesoro di Salomone includeva “settantasette tavole prodotte con l’oro delle mura del Giardino dell’Eden; nel verso 17 dell'Apocalisse di Mosè, apocrifo greco dell’Antico Testamento risalente al I secolo d.C., leggiamo che il serpente “si arrampicò sulle mura del Giardino”; la nota che il Giardino fosse circondato da mura conferma che l’Elohim Jahweh aveva creato un ambiente disgiunto dal resto del mondo e circondato da una solida protezione architettonica.; il templum è un luogo isolato e adibito alle funzioni rituali che avvicinano l’Uomo a Dio e viceversa. Rivelatorio è il significato originario del termine religione, dal latino religare: il verbo ligàre, che vuol dire “unire, tenere assieme, legare”, congiunto al prefisso riassume il significato di “unire nuovamente, rimettere assieme” ciò che è stato separato: lo scopo della religione è ricongiungere l’Uomo a Dio.

Alcuni studiosi sostengono che Salomone aveva assunto il Giardino come modello per la costruzione del Primo Tempio di Gerusalemme, proseguendo l’opera di suo padre Davide secondo la volontà di Jahweh: “Davide aveva deciso di costruire una dimora in nome di Jahweh, l’Elohim di Israele"™, il quale preannuncio al re: “non tu (...), ma tuo figlio, generato da te, costruirà una dimora al mio nome ’. Nel segno della continuità, era necessario che a Gerusalemme fosse costruito un Tempio in onore di Jahweh sul modello del gan dell’Eden che lo stesso Elohim aveva edificato.

Nel verso 13,10 della Genesi leggiamo: “(...) Tutta la valle del Giordano (...) era come il gan di Jahweh, come ilpaese d’Egitto'™. L’espressione “paese d’Egitto” è resa in ebraico con i termini erets Mitsraim “la terra di Mitsraim”. Mitsraim è l’antico nome ebraico dell’Egitto, o dei suoi abitanti, ed è il plurale del sostantivo màtsòr, che significa “limite, confine, difesa, recinzione, cinta di protezione, baluardo”, affine al termine mibtsàr (“linft), “fortezza, città fortificata”.

Il verso identifica il gan di Jahweh con le terre africane bagnate dal Nilo, confermando ancora una volta la nostra tesi che colloca il Giardino biblico in Egitto, il cui nome ebraico, Mitsraim, “limite, recinzione”, è affine al significato di gan, “luogo recintato, custodito, protetto”; e vi pose l’ADAM: ddam (DTK), inteso come “genere umano, razza umana”.

Il verso 2,8 della Genesi rivela che Xadam non fu creato all’interno del gan ma vi fu portato in un secondo momento, dopo che l’Elohim Jahweh aveva predisposto un luogo atto a soddisfare una duplice necessità: istruire e salvaguardare. Perché Jahweh scelse di isolare il suo adam dal resto del mondo? Da quali pericoli intendeva proteggerlo?

Serpens Calidissime

Genesi 3,1

Il SERPENTE era il PIÙ ASTUTO di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE AVEVA FATTO.

IL SERPENTE: in ebraico ndchash, “serpente”; era il PIÙ ASTUTO: l’aggettivo 'arum significa “astuto, furbo, scaltro, accorto” ed è qui inteso come un superlativo relativo, corrispondente al greco fronimòtatos, “il più sapiente, e al latino callidior, comparativo di callidus, dallo stesso significato;

che DIO il SIGNORE AVEVA FATTO: “che l’Elohim Jahweh aveva creato”.

Se il verso afferma che Jahweh “aveva creato” il serpente, ne consegue che il Nachash non era pari a Jahweh e non era uno degli Elohim, ma solo una loro creatura.

Così recita una nota della Bibbia di Gerusalemme:

«Il serpente serve qui per mascherare un essere ostile a Dio e nemico dell’Uomo, nel quale la Sapienza, poi il Nuovo Testamento e tutta la tradizione cristiana hanno riconosciuto l’Avversario, il Diavolo».

Nella Perla di Gran Prezzo leggiamo:

«Il serpente era più astuto di ogni bestia dei campi che io, il Signore Iddio, avevo creato. E Satana lo mise in cuore al serpente (poiché ne aveva attirati molti al suo seguito), e cercò di sedurre Èva, poiché non conosceva il disegno di Dio e pertanto cercò di distruggere il mondo».

Entrambe le citazioni rivelano l’esistenza di una moltitudine di esseri ostili a Dio (“ne aveva attirati molti al suo seguito”) che sono chiamati serpenti ma, è evidente, non in senso letterale; poiché la Genesi ricorre al singolare nachash per indicare più individui con le stesse caratteristiche, è verosimile che il sostantivo fosse un nome collettivo al pari di adam.

Il serpente viene definito “il più astuto” tra gli esseri creati da Jahweh; l’aggettivo 'arum ha assunto un’accezione negativa perché associato al serpente nemico di Dio ma, in origine, era inteso in senso positivo, ed era tradotto dai Greci con fronimòs, “assennato, saggio, prudente, intelligente”, e reso in latino con il termine callidus, dal duplice significato di “abile, avveduto” e “furbo, malizioso, astuto”.

Nel rituale dell 'Esorcismo di Leone XIII contro Satana e gli Angeli Ribelli, il serpente viene definito callidissime, superlativo dell’avverbio callide, e significa “astutissimo, furbissimo”: “Non ultra àudeas, sérpens callidissime, dedpere humànum genus.

La storiografia tradizionale identifica i Caldei (in greco Caldaioi, XaÀdaìoi, accadico Kaldu, aramaico kaldo) con un’antica popolazione di origini aramaiche o semitiche stanziata nelle regioni meridionali della Mesopotamia, tra Babilonia e il Golfo Persico, che aveva in Nippur, Uruk e Ur i centri politici e religiosi più importanti; fonti classiche come le Storie di Erodoto attestano che il termine Caldei non identificava una popolazione ma una casta di sacerdoti babilonesi eruditi nell’arte dell’astronomia, dell’astrologia e della divinazione. La conferma è nell’antica accezione degli aggettivi Caldei e Babilonesi, intesi sempre come sinonimi e riferiti allo stesso popolo; inoltre, Caldea era uno dei nomi della città di Babilonia.

Il termine Caldeo è composto dal gruppo consonantico cld, comune a callidus, dal verbo calléo, che significa “incallire, avere la pelle dura” ma che, originariamente, voleva dire “conoscere bene, sapere bene”; in gergo, fare il callo significa “essere abituato a qualcosa, aver accumulato esperienza”. Calléo è la trasposizione latina del verbo ebraico nàchàsh (identico al sostantivo nàchàsh, “serpente”), che significa sibilare, sussurrare”, ma anche “incantare, praticare la magia, interpretare presagi, possedere grande esperienza”.

Pertanto, l’ebraico nàchàsh, il greco fronimòtatos e il latino callidus descrivono una creatura dotata di grande conoscenza, erudita nello studio del cielo e nelle arti magiche ma anche astuta, subdola, che fa uso di queste abilità per scopi malvagi.

Questo testo è estratto dal libro "Dominion - Le Origini Aliene del Potere".

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