La Dieta BARF per Gatti - Doreen Fiedler
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La Dieta BARF per Gatti - Anteprima del libro di Doreen Fiedler

Manuale di alimentazione naturale con tabelle e piani alimentari

Una dieta molto semplice

In definitiva, è dunque tutto molto semplice: si prende della carne, ed eventualmente una parte di interiora e ossa, e si taglia il tutto in bocconcini di dimensioni adatte al gatto, si aggiunge una piccola dose di verdure grattugiate crude o di cereali o fiocchi di verdure messi precedentemente a mollo, si integra con i complementi necessari ed ecco che la BARF per i gatti è già pronta.

Applicare questa dieta non è né una scienza né una stregoneria, anche se ovviamente non è nemmeno così semplice da risultare banale, poiché ci sono alcune particolarità alle quali bisogna prestare attenzione. Nei seguenti capitoli si spiegherà, passo per passo, a cosa bisogna fare attenzione nella preparazione della BARF per gatti.

La maggior parte degli utensili necessari per la BARF si può trovare in ogni cucina ben accessoriata e in genere non devono essere comprati apposta. Tuttavia, alcuni attrezzi che non si hanno necessariamente a casa, si possono acquistare per pochi soldi negli appositi negozi per accessori BARF o anche nei mercatini delle pulci o in aste su Internet. L’equipaggiamento standard di chi segue e applica la BARF comprende i seguenti attrezzi:

  • Uno o più piccoli taglieri di legno duro.
  • Più coltelli affilati di dimensioni diverse per tagliare la carne.
  • Eventualmente un coltello per disossare, per staccare la carne dalle ossa.
  • Più ciotole di dimensioni diverse per mischiare le porzioni e per contenere gli ingredienti preparati.
  • Una bilancia da cucina con una scala in grammi (se possibile digitale) per pesare carne, pesce, fegato, verdure e acqua.
  • Una bilancia da cucina di precisione (con una scala di centesimi di grammi: 0,00 g) per pesare esattamente i complementi.
  • Una grattugia da cucina per grattugiare le verdure crude.
  • Un mixer o un frullatore a immersione per miscelare in salsa i complementi.
  • Contenitori per conservare le diverse porzioni di pasti BARF (ad esempio contenitori o buste per congelare).
  • Spazio in congelatore o nel reparto freezer per conservare i pasti BARF ed eventualmente le scorte di carne.

Con questi attrezzi si ha l’equipaggiamento base e si possono preparare i pasti in casa senza problemi. Per facilitare la preparazione di ciò che poi il gatto mangerà, ci si può procurare, all’occorrenza, i seguenti utensili:

  • Tritacarne per macinare o tritare la carne. Con alcuni di essi si possono anche tritare le ossa. In genere ne basta uno da azionare a mano. Per chi, però, desidera preparare grandi quantità di carne tritata, sarebbe forse indicato procurarsi un attrezzo elettrico. Bisognerebbe anche avere a disposizione diversi dischi con fori di dimensioni differenti, con i quali si può tritare la carne in spessori diversi. Un coltello da carne per il frullatore da immersione per poter frullare quantità anche minime di carne, fegato e pesce.
  • Un trinciapollo per trinciare i polli interi, come ad esempio pollo da brodo, e per trinciare ossa polpose, come ad esempio ali di pollo. È adatto anche per tagliare la pelle di pollo.
  • Una mannaia da macellaio per tranciare carne con ossa.
  • Un mortaio per ridurre in polvere gusci d’uova. Chi li utilizza spesso può tritarli utilizzando anche un macinino da caffè.
  • Questo, però, non andrebbe poi più usato per macinare il caffè.
  • Apparecchio per cellofanare e sigillare in modo impermeabile le buste da freezer. Altri attrezzi che potrebbero eventualmente essere utili:
  • Pesi per calibrare regolarmente la bilancia di precisione.
  • Misurini in diverse dimensioni per misurare e pesare velocemente, ad esempio, le miscele di complementi.
  • Contenitori di diverse misure per conservare gli integratori.
  • Mola, acciaiolo o altri strumenti per affilare i coltelli.
  • Pennarelli impermeabili per scrivere sui sacchetti delle porzioni pronte.
  • Contenitori per cubetti di ghiaccio per conservare le porzioni di fegato e pesce.

Come si preparano le porzioni?

In generale la preparazione del cibo funziona effettivamente così come finora descritto: i componenti animali e vegetali dell’alimentazione vengono tagliati, mischiati e integrati con i complementi necessari; in seguito si suddivide il tutto in porzioni a cui si aggiunge un po’ di acqua, infine si congelano le porzioni pronte.

Per prima cosa va sciacquata la carne sotto acqua fredda corrente e asciugata con carta da cucina, poi la si taglia in pezzettini delle dimensioni giuste per il gatto. Affinché durante il pasto si abbia anche un’azione di pulizia dei denti dell’animale, si consiglia di tagliare i pezzetti all’incirca grandi la metà di quelli dello spezzatino. In questo modo il gatto è costretto a mangiare masticando ed elimina così la placca batterica in maniera naturale. A seconda di quanto il gatto sia abituato a masticare carne ed eventualmente anche a seconda delle condizioni dei suoi denti, si può tagliare la carne in pezzetti che vanno dalle dimensioni delle unghie fino a quelle di un topo. Alcuni gatti hanno problemi con i pezzetti molto piccoli, in questi casi è meglio passare la carne al tritacarne oppure frullarla con un robot da cucina. Le dimensioni dei pezzi di carne in definitiva dipendono dal singolo gatto.

Se si utilizza carne congelata, è assolutamente necessario che questa sia completamente scongelata. Non basta farla scongelare quel tanto che rende possibile tagliarla. In seguito, osservando le normali regole igieniche, si prepara velocemente la carne, la si suddivide in porzioni e la si congela nuovamente. Il liquido derivato dallo scongelamento non va utilizzato, ma va buttato via, perché può contenere batteri.

La maggior parte dei gatti mangia senza problemi il cuore, se tagliato per il senso della lunghezza. Lo stomaco è molto duro e consistente e va tagliato perciò in pezzettini più piccoli, per facilitare il gatto durante il pasto.

Se si vogliono aggiungere reni all’alimentazione, è meglio che questi siano lasciati a bagno per tutta la notte, affinché gli eventuali residui metabolici dell’animale ancora presenti vengano eliminati quanto più possibile e non finiscano dunque nella ciotola del gatto. Dopo essere stati messi a bagno, i reni vanno sciacquati accuratamente più volte. Se si desidera aggiungere all’alimentazione una parte di ossa, dovrebbe essere carne con ossa, come ad esempio ali di pollo, anch’esse lavate e asciugate e infine tagliate con un trinciapollo o eventualmente passate addirittura al tritacarne. Fondamentalmente vanno utilizzate solo ossa e lische crude: queste sono infatti elastiche e flessibili e dunque i gatti le possono mangiare. Le ossa e le lische cotte perdono la loro elasticità, diventano dure e affilate e, talvolta, se i gatti le mangiano, possono provocare loro gravi ferite interne. Con la cartilagine si procede diversamente: durante la cottura, infatti, questa diventa morbida e può dunque essere consumata anche cotta. Tuttavia, è sempre meglio offrire al gatto alimenti crudi. Se i gatti tollerano la carne cruda e non ci sono problemi di salute che ne sconsigliano il consumo, l’alimentazione dovrebbe avere questa base, proprio come avviene in natura.

Una volta preparate, si possono mischiare tutte le componenti animali del pasto in una ciotola.

Le verdure tagliate e pulite si possono grattugiare con una grattugia o con un robot da cucina oppure si possono frullare con il mixer. Fiocchi di verdura, cereali, semi o altri fibre, come ad esempio le bucce di semi di psyllium e simili, vanno lasciati a bagno in abbondante acqua per molte ore. Una volta preparata, la verdura può essere aggiunta nella ciotola e mischiata con la carne.

Per aggiungere gli integratori alimentari, è molto indicata una sorta di salsa di integratori.

Per prepararla si possono utilizzare un robot da cucina o un mixer per frullare finemente il fegato, necessario per l’aggiunta di vitamina A, e il pesce, necessario per l’aggiunta di vitamina D. Eventualmente si può frullare anche una piccola parte di carne (ad esempio alcuni cuori). Il purè che ne deriva costituisce la base della salsa di complementi. A questa va aggiunta un po’ d’acqua (circa 250 ml per ogni kg di carne). In questo modo si aumenta il contenuto di umidità del pasto portandolo alla percentuale fisiologicamente corretta del 75%. A parte ciò, con l’aggiunta dell’acqua è indubbiamente più semplice miscelare i complementi.

Con una bilancia di precisione si pesano gli altri complementi necessari e li si aggiunge alla salsa appena preparata. Quando tutti gli integratori alimentari sono pesati e aggiunti, si frulla ancora una volta bene la salsa e in seguito la si può aggiungere alla ciotola con la carne, oppure distribuirla in parti uguali nei singoli contenitori da freezer.

Infine si distribuisce quanto ottenuto in porzioni adeguate all’interno di contenitori o buste e lo si congela.

Quali precauzioni bisogna osservare con la BARF?

Quasi tutti i principianti pongono sempre determinate domande. In questa sede si risponde alle dieci domande più frequenti.

Quanta BARF al giorno deve mangiare il mio gatto? Un gatto adulto con un normale appetito ha bisogno di circa 25- 30 g di carne, interiora e ossa per ogni kg di peso corporeo. A ciò si aggiungono anche tutti i complementi, la parte vegetale e un po’ di acqua.

La quantità di carne effettivamente necessaria è individuale e diversa per ogni gatto. Ci sono gatti che mangiano davvero molto e altri che letteralmente si nutrono di pane e aria e che con decisamente poca carne sono già sazi. In genere vale la regola che il gatto non deve patire la fame. Per questo motivo le porzioni devono essere tali che il gatto si possa saziare. Se ci si sente insicuri, ci si può orientare seguendo le dosi indicate e osservare il comportamento alimentare del gatto per un paio di giorni. Se il gatto mangia tutto, senza chiedere di più, le porzioni sono sufficienti e possono rimanere così. Se il gatto però cerca con regolarità più cibo, allora dovrebbe consumare più carne. Se invece avanza sempre un po’ di cibo, si possono ridurre le porzioni.

C’è una particolarità a cui bisogna assolutamente fare attenzione con i gattini, le gatte gravide o in allattamento e anche con i gatti affetti da malattie che provocano un forte dimagrimento. Questi animali devono mangiare senza restrizioni, perché necessitano di molte sostanze nutritive e di molta energia.

Perché devo aggiungere i complementi? In fondo neanche i topi contengono farina di alghe marine o carbonato di calcio.

Giusto: i topi, proprio come tutte le altre prede naturali del gatto, non contengono ovviamente alcun tipo di integratore alimentare, come ad esempio farina di alghe marine o carbonato di calcio. Attraverso sangue, ossa e tutte le interiora complete contengono però tutte le sostanze nutritive necessarie per il gatto. La carne reperibile in commercio è dissanguata, inoltre, normalmente non è possibile reperire tutte le interiora; alla quota di carne, dunque, vengono a mancare molte sostanze nutritive importanti. Queste devono essere integrate aggiungendo complementi all’alimentazione. Infatti, la sola carne con l’aggiunta di un paio di interiora e ossa non costituisce un’alimentazione pregiata ed equilibrata per i nostri gatti. Solo con l’integrazione i gatti ricevono tutte le sostanze nutritive necessarie per rimanere in salute.

Dove posso trovare gli integratori?

Molti integratori, come ad esempio il complesso di vitamine B, lievito di birra, gocce di vitamina E e integratori alimentari di sintesi, come pastiglie al ferro o altri preparati vitaminici, si possono reperire in farmacia o in drogherie ben fornite. In farmacia si possono acquistare anche altri complementi, come ad esempio la taurina o i preparati di calcio. Tuttavia, normalmente i prodotti in farmacia sono più cari, per questo motivo vale spesso la pena di ordinare via Internet nei negozi specializzati in BARF. In alcuni negozi si possono reperire non solo i complementi naturali, come preparati a base di fosforo e calcio, farina di sangue, alghe o particolari miscele, ma anche i più comuni utensili, come bilance di precisione o simili.

Posso davvero dar da mangiare al gatto carne cruda?

Si dice che sia pericolosa. Sì, a un gatto sano si può dare senza problemi un’alimentazione basata su carne cruda. Il sistema digestivo dei gatti è perfetto per digerirla.

Esiste però un’eccezione: per precauzione non andrebbero consumati crudi i prodotti di carne di maiale o cinghiale, poiché il gatto si potrebbe infettare con l’agente patogeno della malattia di Aujeszky e ammalarsi così in maniera letale.

Nel caso di alcune patologie, come quelle pancreatiche o epatiche, può essere forse meglio cucinare la carne, rendendola così più digeribile.

Posso davvero somministrare ossa al gatto? Si dice che siano pericolose.

Sì, anche le ossa si possono aggiungere tranquillamente all’alimentazione se il gatto è abituato a mangiarle e se, ad esempio, non reagisce con episodi di stitichezza.

Gli avvertimenti secondo cui le ossa si possono scheggiare e diventare così pericolose per i gatti, si riferiscono esclusivamente alle ossa cotte. Se cotte, queste possono davvero essere pericolose, perché sono molto acuminate e possono avere spigoli affilati, provocando così ferite interne anche serie. Le ossa crude, però, sono elastiche e flessibili e non rappresentano alcun pericolo. Per questo motivo i gatti possono consumare solo ossa crude.

Lo stesso vale per le lische di pesce. Anche queste si possono dare ai gatti solo crude. Le lische cotte diventano dure e acuminate e possono provocare ferite interne. Le lische crude, però, sono morbide, flessibili ed elastiche e non sono pericolose.

Sono necessari accorgimenti particolari quando compro la carne?

È importante che la carne abbia un buon odore e ovviamente che non sia andata a male. In fondo, ognuno è libero di decidere se comprare la carne surgelata o fresca al supermercato, dal macellaio o dai negozi di carne in Internet. I criteri fondamentali in questo caso sono le dimensioni del congelatore, il portafoglio del “barfeggiatore” e il gusto del gatto. Ad alcuni gatti, ad esempio, non piacciono la carne tritata o le interiora acquistate nei negozi di carne su Internet, ma mangiano volentieri, invece, carne tritata e interiora comprate dal macellaio o al supermercato.

Se si compra carne surgelata, bisognerebbe fare attenzione a non interrompere la catena del freddo. Se si compra al supermercato, bisognerebbe trasportare a casa la carne in borse termiche. Affinché durante il trasporto i pezzi di carne si possano raffreddare a vicenda e non inizino a scongelarsi, a seconda delle stagioni e del clima, non bisognerebbe mai comprare meno di dieci, dodici chili di carne.

Quando si inizia a seguire la BARF, è consigliabile comprare la carne al supermercato o dal macellaio, per lo meno fino a quando non si è sicuri di quale carne il gatto mangi davvero volentieri. All’inizio per chi segue e applica la BARF ed è ben intenzionato, non c’è niente di più frustrante e irritante che vedere il proprio gatto rifiutare e ignorare la fornitura di carne che si è acquistata a chili su Internet. Dopo un certo periodo di tempo si può anche iniziare a cercare e comprare carne sul web.

Si devono osservare norme igieniche particolari?

La carne destinata all’alimentazione felina va preparata con la medesima cura di quella destinata all’alimentazione umana. In linea di massima il liquido dello scongelamento va buttato via e non va utilizzato, perché potrebbe contenere molti batteri. Prima di procedere alla preparazione, inoltre, la carne va lavata sotto l’acqua corrente e poi asciugata detergendola con carta da cucina. La preparazione della carne deve avvenire il più in fretta possibile, e una volta pronto il pasto va direttamente congelato.

Ovviamente, una volta terminata la preparazione vanno lavati accuratamente tutti gli attrezzi utilizzati.

Posso scongelare la carne e poi congelarla nuovamente?

Sì, è possibile farlo, anche se sulle confezioni di carne del supermercato c’è scritto che non si può congelare nuovamente la carne dopo lo scongelamento. Quest’indicazione serve a tutela del produttore e del rivenditore di carne e si riferisce agli esseri umani. Non ci sono controindicazioni nel far scongelare la carne congelata, prepararla per la BARF, congelarla nuovamente, farla scongelare e darla infine da mangiare al gatto. Ovviamente, nella preparazione bisogna essere rapidi e osservare la norme igieniche e la carne non deve rimanere troppo all’aperto. Spesso non è neanche necessario scongelare completamente la carne congelata. Per quanto riguarda la preparazione, è sufficiente che la carne sia scongelata quel tanto che basta per tagliarla e prepararla.

Posso congelare gli integratori/complementi?

Sì, tutti gli ingredienti e dunque anche i complementi possono essere congelati. Questo vale anche per le miscele di integratori. Congelare il pasto insieme agli integratori non è assolutamente nocivo né per il pasto stesso né per le sue sostanze nutritive. Spesso ai gatti piace addirittura ancora di più se la porzione di BARF è congelata con tutti i complementi, perché in questo modo la salsa di integratori si amalgama bene. Alcuni complementi vengono anche assorbiti nella carne perdendo così il loro sapore intenso.

Devo calcolare e pesare tutto esattamente fino all’ultima virgola?

Dipende se il gatto è sano o se si tratta di un gatto malato che deve seguire una dieta speciale. In questo secondo caso bisogna essere molto precisi nell’integrazione, perché spesso, in caso di malattie, è importante che l’animale abbia sostanze nutritive a sufficienza. D’altra parte, però, determinate sostanze nutritive non vanno neanche somministrate in eccesso. Se il gatto è sano, non è indispensabile essere precisi al 100% nella preparazione. L’importante è che eventuali eccessi o difetti in una ricetta vengano poi compensati nella ricetta successiva. Se, ad esempio, la ricetta A contiene troppo poco fegato (vitamina A), si può preparare la ricetta B con più fegato. In questo modo si crea un equilibrio. Inoltre, i valori del fabbisogno nutritivo hanno un margine molto ampio. Anche la quantità delle sostanze nutritive contenute negli ingredienti può variare fortemente a seconda di quale banca dati della composizione degli alimenti si consulta. Tutto ciò può essere utilizzato da un “barfeggiatore” e diventare un’opportunità e una possibilità per offrire al proprio gatto un’alimentazione ancora più varia. Non da ultimo, va ricordato che i gatti sani hanno meccanismi compensativi (omeostasi). L’importante è che questi meccanismi compensativi non vengano bistrattati. Non bisognerebbe esagerare con le ricette non equilibrate.

Questo testo è estratto dal libro "La Dieta BARF per Gatti".

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