Elogio del Contante - Leonardo Facco - Estratto
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Elogio del Contante - Anteprima del libro di Leonardo Facco

Il contante ha la sua bella storia

Il contante ha la sua bella storia

Ad oggi, non esiste essere umano che non abbia maneggiato monete o banconote. O meglio, da quando le società si sono trasformate da tribali in complesse, vale a dire da quando il baratto è stato abbandonato, gli individui hanno liberamente e volontariamente concepito un mezzo di scambio, al quale assegnare un determinato valore. Spiega Gary North: "Mises affermò che il denaro fosse emerso dal baratto, in maniera evolutiva. Nelle economie primordiali, ancora caratterizzate dal baratto, accadeva che una particolare merce fosse ricercata perché bella o rara o per un significato religioso".

Ci fu un periodo nella storia, per esemplificare, in cui le conchiglie, il sale (da cui il termine "salario"), i semi di cacao, le spezie, il bestiame (da cui il termine "pecunia") o altri oggetti ancora fungevano da denaro, da cui si deduce che il denaro non era altro che "la merce più commerciabile" a disposizione, in una data epoca, in un dato luogo, in un dato momento.

Il denaro, per dirla in maniera semplice, non è altro che una merce utile ad ottenere altre merci. Per comprendere il ruolo che esso ricopre, ed in vero ha sempre ricoperto, dobbiamo convenire che alla base della vita economica c'è lo scambio, senza il quale non esisterebbe alcuna vera economia e, conseguentemente, alcuna società. Così come uno scambio

volontario si verifica perché entrambe le parti ne attendono un beneficio, altrettanto spontaneamente ha origine la moneta come mezzo determinante per concludere ogni scambio. Ne consegue che l'origine del denaro non è dovuta ad alcuna volontà governativa o ad alcuna imposizione dall'alto. Il denaro, come lingua e la legge del resto, è il prodotto di un processo che comunemente chiamiamo mercato.

Con l'evolversi dell'essere umano, e obtorto collo delle società in cui viveva ed agiva, anche la moneta ha modificato le sue sembianze. Da oggetto naturale e disponibile in natura s'è trasformata in manufatto, o in utensile, perlopiù composto da metalli preziosi quali il rame, l'argento e l'oro. Nel corso della storia, la selezione naturale effettuata, ancora una volta, dal mercato ha fatto prevalere l'oro, perché l'oro può svolgere proficuamente la funzione di moneta, viste le caratteristiche peculiari di cui dispone: frazionabilità, omogeneità, non deperibilità, trasportabilità, riconoscibilità, riserva di valore nel tempo. In sintesi, la merce che comunemente chiamiamo moneta s'è affermata nel tempo grazie alla sua capacità di svolgere più compiti; oltre ad essere mezzo di scambio è unità di conto e misura di valore. Sul valore della moneta stessa, però, è bene fare una precisazione: che debba essere stabile non è vero, la moneta è sottoposta ai cambiamenti di valore che derivano dalle variazioni delle valutazioni soggettive degli individui. Ha scritto Joseph Salerno: "Come Cari Menger, fondatore della Scuola d'economia Austriaca, ha spiegato più di 140 anni fa, il denaro non emerge per decreto del governo ma attraverso un processo di mercato guidato dalle azioni degli individui che sono continuamente alla ricerca di un mezzo per raggiungere i loro obiettivi attraverso uno scambio più efficiente".

A noi contemporanei, appare del tutto evidente che la nascita della moneta abbia portato non pochi benefici. Ha scritto l'economista americano Murray Newton Rothbard: "E' stata di grande vantaggio per la specie umana. Senza la moneta - senza un mezzo generale di scambio - non ci potrebbe essere alcuna vera divisione del lavoro, nessun avanzamento dell’economia oltre un livello primitivo di produzione".

Non solo. Scrive sempre Rothbard: "L'istituzione della moneta comporta anche un altro grande vantaggio. Dal momento che tutti gli scambi sono fatti in moneta, tutti i rapporti di scambio sono espressi nei suoi termini, e quindi la gente può confrontare il valore di mercato di ogni bene con quello di ogni altro bene. Se un televisore si può scambiare con tre once d’oro e una automobile con sessanta, allora è evidente che sul mercato essa "vale" venti televisori. Questi rapporti di scambio sono i prezzi, e la moneta-merce serve come denominatore comune per tutti i prezzi". Grazie all'esistenza, o alla scoperta se preferite, dei prezzi di mercato, l'imprenditore è in grado di effettuare quel calcolo economico che gli permette di decidere se, come e quando rischiare nell'investire in taluni prodotti e/o servizi.

Sin qui, abbiamo descritto, in estrema sintesi, cosa è la moneta e quali sono le sue origini. La storia, però, ci insegna anche che le economie più prospere sono state quelle che hanno adottato una moneta sana e ne hanno garantito la libera circolazione, seppur in concorrenza con altre monete. Viceversa, ogni volta che una civiltà ha svilito, o tecnicamente parlando, inflazionato la propria moneta, sono cominciati i suoi guai e il conseguente decadimento.

Sono millenni che si maneggiano i soldi

Una società, una qualsiasi struttura civile ed evoluta di convivenza umana in cui la moneta non esista, è pressoché inconcepibile. La moneta metallica ha circa tremila anni di storia e, soppiantando l'uso delle bestie come merce di scambio, ha contribuito enormemente al progresso dell'umanità.

Una volta abbandonate le cosiddette "premonete" (i beni di natura usati per lo scambio commerciale) si passò, dunque, all'uso dei metalli. Come scrive Giovanni Svevo, "la forma più antica è senza dubbio quella dell’anello, la cui fortuna è dovuta non tanto alla sua funzione ornamentale, quanto al foro che ne facilita la tesaurizzazione e il trasporto. Una pittura murale del XV secolo a.C. ci testimonia l'utilizzo dell'anello come mezzo di scambio in Egitto, ma questa forma è attestata anche altrove (ad esempio nello stesso periodo gli Ebrei creano un'unità pondometrica che chiamano "kikkar", che significa appunto anello). In seguito (seconda metà del Il millennio a.C.) fanno la loro comparsa in tutto il Mediterraneo i cosiddetti pani di rame egeo-cretesi. Si tratta di grossi rettangoli del peso variante tra i 10 e i 36 chilogrammi e dello spessore di circa 6 centimetri. I più antichi fra questi pani presentano una forma quasi perfettamente rettangolare, mentre i più recenti sono caratterizzati dai quattro angoli molto sviluppati".

La moneta utensile metallica, di cui si sono rinvenute tracce di utilizzo sino al VII secolo a.C., ebbe grande diffusione per circa quattrocento anni, come testimoniano i ritrovamenti nei luoghi toccati dai Micenei. I Cartaginesi, noti commercianti, intrapresero a coniare moneta intorno al IV° secolo a.C., ma anche Romani e Greci (in ogni polis si batteva moneta) fecero della moneta ampio uso commerciale.

Narra ancora Giovanni Svevo: "La situazione degli scambi doveva essere pressappoco la seguente: per gli scambi quotidiani di piccola entità si ricorreva, oltre che al baratto, alla moneta utensile, mentre per i pagamenti più consistenti e per i traffici internazionali si ricorreva all’oro e all'argento in anelli oppure in lingotti fusi. Nel corso della pròna metà del VII secolo anelli e lingotti vanno via via scomparendo per lasciare il campo a piccoli pezzi di metallo prezioso (che hanno forma di goccia e sono costituiti da elettro, una lega naturale di argento e oro). Intorno alla metà dello stesso secolo alcuni mercanti e alcuni santuari (che hanno all'epoca funzione di banche) cominciano a contrassegnare questi pezzi con una loro impronta, con il loro sigillo. Apponendo questo sigillo, il mercante e la banca garantiscono che il peso del pezzo è esatto e che la sua lega è buona. Il privato è, beninteso, libero di accettare o meno la garanzia, di accordare o meno la sua fiducia; ma se accorda questa fiducia, se accetta la garanzia rappresentata dal punzone, è dispensato dal ricorrere ogni volta, in occasione di ogni pagamento, alla verifica del titolo e del peso, alla bilancia ed alla pietra di paragone". La moneta, come da descrizione di cui sopra, è inizialmente prodotta, certificata e diffusa da soggetti privati, almeno fino a quando i detentori del potere (monarchi, imperatori, repubbliche), non decidono di monopolizzarne il conio e il corso.

Grazie agli imperi di Alessandro Magno e all'Impero Romano, la moneta si impose in tutta Europa e da allora la sua funzione (non certo la sua composizione ed il suo aspetto) s'è perpetuata nel tempo, sino ai giorni nostri. Non è compito di questo libro discettare di cosa sia il denaro, ciò che a noi preme ribadire è che, per decine di secoli, miliardi di persone hanno venduto ed acquistato usando i contanti.

Con l'avvento dell'Impero Romano, comunque, possiamo considerare conclusa la lunga fase dello sviluppo della moneta: Augusto e i suoi successori instaureranno un sistema basato sulla monetazione di più metalli (oro, argento, bronzo e oricalco) che durerà per secoli e influenzerà in maniera determinante le prime monetazioni barbariche. I re barbari, infatti, compresero la grandezza del sistema romano e cercarono di mantenerlo anche dopo la caduta dell'Impero.

Col passare dei secoli, insomma, la moneta metallica ha mantenuto alcuni dei suoi aspetti peculiari, ma non c'è dubbio che la sua importanza all'interno delle moderne economie sia molto più modesta che un tempo. Oggi, è sempre più soppiantata non solo dalla carta moneta, ma anche dalle varie "tessere", non solo telefoniche (oggi è diventata un'impresa trovare un telefono a gettoni), che stanno portando alla totale informatizzazione dell'economia. Siamo molto vicini a questo traguardo e penso che tra breve (mi duole dirlo) le monete saranno solo dei pezzi da collezione per chi, come me, non sa resistere al loro fascino. E allora la moneta di metallo, che tanta parte ha avuto nella storia dell'uomo, potrebbe rimanere, dopo quasi tremila anni di vita, solo un ricordo.

Questo testo è estratto dal libro "Elogio del Contante".

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