Enneagramma - I Nove Abitanti della Terra - Estratto
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Enneagramma - I Nove Abitanti della Terra - Anteprima del libro di Luca Giorgetti

I primi mezzi per riconoscersi

I primi mezzi per riconoscersi

Un giorno, Mullah Nasreddin, avendo caricato sul suo asino due panieri colmi di uva di una lontana vigna, ritornava tranquillamente a casa sua. Cammin facendo si trovò circondato da una banda di ragazzi del quartiere che volevano assolutamente mangiare dell’uva.

Il Mullah non poteva accontentare tutti perché donando un grappolo ciascuno non gli sarebbe rimasto quasi nulla. Egli offrì, di conseguenza, da un grappolo, solo tre o cinque acini ciascuno.

«Nasreddin», brontolarono i malcontenti, «perché così poca?». «Ragazzi miei», rispose Nasreddin, «il gusto di un solo acino è uguale a quello di tutto il contenuto del paniere. Quindi non c’è; sotto questo rapporto, nessuna differenza tra il poco e il molto!».

Alcune delle più fuorviami tentazioni in cui si cade nel cercare di riconoscere il proprio enneatipo sono legate a nostre tendenze tipiche e soggettive, quali il riconoscersi un po’ in tutti o il non accettarne nessuno.

Man mano che si approfondisce con queste attitudini, ci si ritrova a sentirsi un po’ simile a questo e un po’ simile a quest’altro. Aggiungendo dettagli su dettagli, ci si smarrisce nelle piccolezze perdendo di vista lo schema generale. Continuiamo a mandar giù un chicco di uva dopo l’altro cercando in qualche modo di trarre una conclusione assaporando sempre lo stesso gusto. Purtroppo, dopo un po’ perdiamo sensibilità e tutti i sapori cominciano ad assomigliarsi. In questo modo abbiamo perso l’occasione di sfruttare l’impatto che ci dà un certo racconto o una certa descrizione la prima volta che l’avviciniamo. È questa l’occasione in cui le nostre parti più istintive ed emotive possono esserci di grande aiuto, mentre a lungo andare, a furia di spaccare il capello in quattro, lasciamo sempre più spazio alla macina dell’intelletto, molto più lenta e meno attenta.

Per questo il mio consiglio è quello di gustare al meglio i primi acini, cioè le prime impressioni ricevute dalla lettura della descrizione di un enneatipo. Ma prima gettiamo alcune basi.

Una persona, un enneatipo.

Ognuno di noi rientra in un solo enneatipo e questo lo accompagna per tutta la vita: ciò significa che sondare il proprio passato è spesso utile se siamo in grado di rivolgerci ad esso con uno sguardo genuino e obiettivo. Esperienze particolarmente forti avvenute anche negli anni lontani e che rimangono facilmente impresse sono rappresentative della nostra personalità e non di quella di un altro.

Tuttavia non posso dire “sono un po’ Cinque e un po’ Quattro”. No, questa è una personalità che cerca o di essere al di fuori delle righe sperando di essere in qualche modo “speciale”, o che non ha voglia di trovare risposte. O sei un Cinque o sei un Quattro, non tutt’e due. Vedremo in un secondo momento come mai sembriamo essere un po’ questo, un po’ quello.

Ogni individuo, per quanto possa essere classificabile in una certa misura entro degli schemi, rimane unico e irripetibile in virtù della sua essenza, destino, storia personale. Per questo la vera unicità che risiede in ognuno di noi va ricercata al di là di tutti i nostri comportamenti automatici e inconsapevoli. Il nostro enneatipo è estremamente caratterizzante e ingombrante: è lui ad agire al posto nostro in tutti i momenti in cui non ci ricordiamo della sua esistenza. È più corretto dire, dunque, che possiamo avvicinarci alla nostra natura fondamentale solo nel momento in cui siamo in grado di vederci da fuori e riconoscere le nostre reazioni meccaniche.

Per questo motivo non ha alcun valore aggiungere ulteriori etichette. Arrivati a riconoscerci in una tipologia, l’obiettivo non è quello di incasellarsi definitivamente in uno schema comportamentale. Anzi, si tratta di avere le informazioni necessarie per riconoscere i nostri limiti. Questi non vanno esaltati né disprezzati: da una parte hanno contribuito fino a ora a darci un’identità, dall’altra ci hanno costretti a girare sempre in tondo.

Ognuno di noi vorrebbe arrivare da qualche parte nella propria vita. Ma come possiamo accorgerci di star tracciando con i nostri passi l’ennesima circonferenza destinata a tornare al punto di partenza se ogni tanto non alziamo lo sguardo per dare un’occhiata a dove stiamo andando e perché?

Primi passi verso l’autoriconoscimento: che cosa evito?

L’identificazione del proprio tipo andrebbe fatta dal vivo, parlando con una persona che conosce bene l’argomento. Tuttavia non sempre è possibile, quindi ci si rivolge ai libri e ai testi. Il metodo qui proposto serve unicamente per risparmiare la lettura di ogni singolo capitolo dedicato ognuno a un enneatipo. Non è da intendersi come tecnica esaustiva e infallibile.

Suggerisco dunque di rispondere alla domanda:

"Che cosa evito?".

Si tratta di scegliere tre opzioni tra le nove fornite. Può essere importante ricordarsi l’ordine con cui le si è scelte, per cui è bene appuntarsele su un foglio. Le riflessioni tenderanno a spostarci altrove e a farci tornare sui nostri passi, mentre la scelta andrebbe fatta “di pancia”, cioè in pochi secondi. Niente cancellature e seconde scelte.

È bene sondare rapidamente anche il nostro passato alla luce di queste opzioni. Ripercorrerlo, cioè, accompagnando l’emozione che sovviene alla lettura di una certa parola, dunque in un istante, non di certo con la ricerca attiva dei ricordi. Il nostro enneatipo, come già detto, non è temporaneo o transitorio, per cui se per caso stiamo vivendo un periodo particolarmente intenso, potremmo dare risposte fuorvianti rispetto al nostro reale tipo.

Certe opzioni contengono più di una parola. Non è necessario che risuonino entrambe. Se una delle due è molto forte, è bene comunque scegliere tale opzione.

Che cosa evito?

  1. Ira/Umiliazione
  2. Bisogno/Abbandono
  3. Insuccesso/Disprezzo
  4. Ordinarietà
  5. Vuoto/Ricatto
  6. Trasgressione/Ambiguità
  7. Dolore/Limitazione
  8. Debolezza
  9. Conflitto

Trovate le tre risposte, abbiamo un’indicazione generale del punto di partenza da cui potremmo iniziare a riconoscerci. Tutte le possibili combinazioni di risposte hanno una logica, ma mi limiterò a elencare qui due casi tra tanti.

Il primo prevede che almeno due risposte siano sulla stessa linea, ad esempio “ordinarietà” e “bisogno” sono collegate da una linea interna tra Quattro e Due. Questo perché l’enneagramma, come abbiamo già detto, è un sistema dinamico in cui ogni personalità ha in una certa misura contatti con le altre.

Il secondo è legato agli opposti. Ad esempio, risposte come “conflitto”, “ira” e “vuoto/ricatto” possono formare un triangolo interno all’enneagramma con la base rappresentata dalla congiunzione del Nove con l’Uno e la punta sul Cinque. Questo rende plausibili tutte e tre le opzioni.

A volte potremmo anche ritrovarci a dare solo due risposte senza necessità di trovare una terza. In altri casi ancora le risposte sembrano non avere alcuna relazione tra loro. Non è importante in questo momento soffermarsi sui vari perché, è invece bene tenere a mente cosa si è scelto e proseguire.

Lascio al lettore scegliere se addentrarsi subito nella lettura della descrizione dei singoli enneatipi o se procedere con il prossimo passo, ma con un avvertimento. L’approssimazione delle risposte alla domanda precedente dipende molto dal periodo che stiamo vivendo. Se non siamo in grado di osservare nitidamente il nostro passato, soprattutto il periodo precedente la maggiore età, probabilmente otterremo dei risultati fuorvianti. La fase successiva, invece, essendo più approfondita, ha minori margini di errore.

Le frasi più comuni per enneatipo

Ogni personalità ha dei temi ricorrenti e per ognuna sono qui riportate diverse frasi. Trovare corrispondenze per almeno dieci frasi è un buon indicatore di appartenenza a tale tipologia. Confrontando queste risposte con quelle date alla domanda precedente, avremo abbastanza materiale per addentrarci con occhio più critico alla sezione dedicata alle singole descrizioni.

Sono riportate diciassette frasi per enneatipo. Gli enneatipi sono elencati volutamente in ordine sparso.

Ricordo un’ultima volta che questi test sono unicamente uno strumento di semplificazione dell’autoriconoscimento. Non vogliono in alcun modo essere dei sostitutivi della ricerca individuale del proprio enneatipo. Vanno dunque presi come riferimenti e non come sentenze definitive. Non hanno valore se non trovano conferma dalla lettura del capitolo dedicato alla tipologia in questione.

Questo testo è estratto dal libro "Enneagramma - I Nove Abitanti della Terra".

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