Fai Brillare l'Angelo che è in Te - Doreen Virtue
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Fai Brillare l'Angelo che è in Te - Anteprima del libro di Doreen Virtue

Perché sembri essere perseguitato dai drammi

Perché sembri essere perseguitato dai drammi

La tua vita assomiglia a un dramma che si ripete di contìnuo, come un film già visto? Sei sempre in attesa di un momento di tranquillità in cui potrai finalmente riprendere fiato?

Se è così, il telecomando per cambiare canale, o per spegnere il televisore, per fortuna, è nelle me mani. Ma prima di tutto, cerchiamo di capire come funziona il circolo della dipendenza dal dramma.

Il dramma e la chimica del cervello

Il nostro cervello è straordinario e ingegnoso al punto da produrre alcune sostanze chimiche (neurotrasmettitori e ormoni) che ci preservano e proteggono dal dolore. Il problema è che alcune di queste sostanze prodotte dal cervello ci fanno sentire così bene da renderci dipendenti.

Ma partiamo dal principio. Il cervello umano, all’inizio, era strutturato in modo da rispondere ai bisogni di sopravvivenza dei nostri antenati. Così abbiamo sviluppato la capacità di accorgerci se qualcosa di pericoloso o di straordinario stava per accadere. È per questo motivo che analizziamo di contìnuo l’ambiente che ci circonda, per accertarci che non si verifichino eventi insoliti. È un meccanismo di autoprotezione, che ci avvisa se dobbiamo affrontare ciò che ci troviamo davanti o fuggire. Questa risposta è definita reazione lotta o fuggi.

Se hai vissuto esperienze traumatiche, in cui hai utilizzato la risposta lotta o fuggi, il tuo cervello e il tuo corpo ricordano, a livello cellulare e chimico, quella reazione. Allo stesso modo se hai vissuto un’esperienza di sopraffazione, che ti ha causato un trauma, potresti aver reagito come fa “il cervo davanti ai fari”.

Sei rimasto bloccato, sentendoti incapace di metterti in salvo. Questa risposta è un’antica reazione istintiva di fronte al pericolo che ci travolge. Dopo aver vissuto un trauma, il sistema di allarme del tuo corpo può essersi bloccato in modalità “attiva”. Questo ti porta a reagire in modo eccessivo a tutto ciò che ti accade, come se ogni situazione fosse un’emergenza. Sei in panico anche quando tutto va per il verso giusto.

Lo psicoterapeuta Pete Walker, autore del libro Complex PTSD [Il disturbo post-traumatico da stress complesso], ha ampliato la prospettiva delle possibili risposte di lotta, fuga e blocco, includendo un’altra reazione al trauma, quella dell’adulazione.

L’adulazione è l’atteggiamento di qualcuno che cerca di compiacere o di assecondare un’altra persona per mettersi al sicuro e per soddisfare i propri bisogni.

Quindi, le quattro possibili reazioni al trauma sono:

  • Lotta: lottare e opporsi al trauma.
  • Fuga: fuggire dal trauma.
  • Blocco (o congelamento): come l’opossum quando “fa il morto”, per non essere notato ed evitare il pericolo. Questa reazione include anche la dissociazione dalla propria consapevolezza: chi ha vissuto il trauma non è conscio del dolore provato.
  • Adulazione: cercare di assecondare e compiacere le persone coinvolte nel trauma (come fa, ad esempio, un bambino figlio di genitori violenti).

La definizione di trauma varia da una persona all’altra. Ciò che per te è traumatico può non rivelarsi tale per qualcun altro.

La maggior parte degli studi definisce il trauma come un’esperienza in cui hai pensato che stavi per morire, ti sei sentito completamente impotente oppure sei stato invaso dal terrore. Il trauma può essere qualunque esperienza che si verifica all’improvviso, ti disorienta e ti confonde completamente.

È un’esperienza che instilla in te una paura terribile e distrugge la sicurezza con cui hai vissuto fino a quel momento. Come ho accennato nel capitolo precedente, i traumi possono includere:

  • la morte improvvisa e inaspettata di una persona cara (o di un animale domestico);
  • il divorzio tuo, dei tuoi genitori o di altre persone care;
  • la violenza fisica o emotiva (compresi l’abbandono e la trascuratezza);
  • una malattia grave;
  • trovarti in pericolo di vita;
  • un trasloco;
  • un incidente;
  • le difficoltà del parto;
  • le difficoltà finanziarie;
  • il bullismo e la derisione;
  • la rottura di un legame di amicizia;
  • rivolte e disordini pubblici;
  • relazioni interpersonali violente;
  • la perdita della fede in Dio e/o della religione;
  • un intervento chirurgico;
  • un aborto;
  • problemi legali; la carcerazione;
  • la guerra o il servizio militare;
  • la perdita della casa;
  • l’essere vittima di un crimine;
  • una catastrofe naturale (terremoti, uragani, inondazioni ecc.);
  • subire o essere testimone di una violenza;
  • ciò che scuote il tuo senso di sicurezza e la fiducia nella tua capacità di prevedere come si evolveranno le situazioni.

Più traumi hai vissuto, più diventi ipervigile, sempre teso a scrutare l’orizzonte per avvistare il pericolo.La parte antica del nostro cervello, che è strutturata per notare eventi insoliti, è bloccata in modalità “attiva”.

Ciò significa che siamo irritabili, nervosi, preoccupati e ansiosi... sempre in attesa che si verifichi un altro trauma. Ci aspettiamo che il pericolo sia in agguato dietro l’angolo, ed è difficile concentrarsi sul lavoro, nello studio o in qualcosa di “ordinario”.

L’ansia cronica interferisce con il nostro sistema nervoso e immunitario, e limita la nostra felicità. Se ti aspetti che accada il peggio, inconsciamente puoi attirarlo o addirittura crearlo.

Alcune ricerche hanno evidenziato che chi ha subito un trauma è molto più reattivo allo stress rispetto alle persone che non sono mai state traumatizzate. Dopo aver subito un trauma...

  • ... questioni che ad altri sembrerebbero di poca importanza diventano per te un problema enorme;
  • ... hai forti reazioni fisiche ed emotive, come il panico, la rabbia e la paura;
  • ... il sistema di risposta agli stimoli del tuo cervello è impostato sempre sul massimo livello di allerta (sempre che tu non prenda sane contromisure, come quelle che scoprirai più avanti, leggendo questo libro).

La negatività può anche impedirti di ascoltare il tuo sistema di allarme interno (la ma intuizione). Tutti noi abbiamo la capacità di percepire e di evitare il pericolo. Così, anche se siamo sempre all’erta e ipervigili, possiamo inavvertitamente ritrovarci nella situazione di vivere altri traumi perché non siamo sintonizzati sulle nostre sensazioni istintive, che ci avrebbero messo in guardia, tenendoci lontani da situazioni pericolose.

La dipendenza dal dramma

Alcuni studi condotti dal dottor Bessel Van der Kolk (considerato il nonno della ricerca sul trauma) dimostrano che il corpo può adattarsi all’ambiente che lo circonda, in modo che le situazioni che inizialmente sono causa di disagio e risultano drammatiche diventino emozionanti e piacevoli. Van der Kolk scrive:

Questo adattamento graduale segnala che, all’interno del corpo, è stato raggiunto un nuovo equilibrio chimico... Proprio come nella tossicodipendenza, cominciamo a desiderare smaniosamente l’attività e a provare una sorta di sindrome di astinenza quando questa non è disponibile. Sul lungo periodo, le persone si preoccupano più del dolore causato dall’astinenza che non dell’attività in se stessa (Van der Kolk, 2014).

Allo stesso modo, il gioco d’azzardo crea dipendenza perché la dopamina, un neurotrasmettitore rilasciato dal cervello nelle situazioni piacevoli, si attiva anche quando proviamo incertezza. Nel gioco d’azzardo non sappiamo quando tirare la maniglia della slot machine ci procurerà denaro ed esaltazione. Per questo, continuiamo a giocare.

La dipendenza dal dramma è identica a quella dal gioco d’azzardo, perché in entrambi i casi la dopamina viene rilasciata in risposta alla previsione di una possibile ricompensa. Anche quando percepiamo un pericolo, infatti, gli ormoni dello stress ci danno una scossa piacevole.

La dipendenza dagli ormoni dello stress

Se sei cresciuto in una famiglia in cui i drammi erano all’ordine del giorno, questo tipo di energia ti sembra familiare e magari ti mette anche a tuo agio. È quello che conosci, e potresti anche pensare di poterlo controllare e prevedere.

Alcuni studiosi ritengono che la dipendenza dal dramma nasca dalla trascuratezza che sperimentiamo nell’infanzia. Se l’unico modo per attirare l’attenzione dei tuoi genitori è stato agire in modo drammatico, puoi decidere di adottare questo modello anche in età adulta.

Inoltre, le situazioni ad alto stress che vivi a casa, a scuola e al lavoro producono ormoni e modelli di funzionamento chimico del cervello che danno dipendenza. Ad esempio, se ti sei impegnato molto per eccellere a scuola, il tuo cervello e il tuo corpo si sono abituati ad alti livelli di adrenalina, cortisolo e istamina.

Gli ormoni dello stress vengono secreti in risposta al pericolo percepito. Ci danno una scossa, che produce vantaggi quali un pensiero chiaro, un aumento di energia e anche un’eccezionale forza fisica (tutti abbiamo sentito storie di madri di esile corporatura che sono state in grado di sollevare un’automobile per salvare i propri figli).

Questi sentimenti sovrumani creano dipendenza allo stesso modo in cui la gente comincia a dipendere dalla caffeina per avere l’energia necessaria ad affrontare la giornata. Nessuno ha bisogno di caffeina né di adrenalina, ma credere il contrario può creare una dipendenza psicologica, che si somma al desiderio fisico.

Chi diventa dipendente dagli ormoni dello stress come l’adrenalina, il cortisolo e l’istamina, sperimenta i sintomi dell’astinenza quando la sua vita è tranquilla e priva di pericoli. Subentra la noia, e così quelle persone si mettono inconsciamente ad agitare le acque, portando il dramma nella propria vita, per stimolare l’adrenalina.

Gli ormoni dello stress sono utili nelle situazioni di pericolo del tipo lotta o fuggi, perché ti consentono di agire in modo rapido e deciso, e di metterti in salvo. Ma se questi ormoni sono costantemente in circolo perché abbiamo la sensazione che la vita sia sempre pericolosa, possono derivarne problemi al sistema immunitario, aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, acne, problemi di digestione, obesità e diminuzione del desiderio sessuale.

Chi è dipendente dagli ormoni dello stress affronta la vita come se fosse una sfida pericolosa. È sempre alle prese con le scadenze, cerca di andare più veloce, di fare di più e di superare la concorrenza.

Sono numerosi i processi metabolici che si attivano in risposta allo stress. Passiamo qui in rassegna brevemente i tre principali ormoni dello stress che hanno su di noi un’influenza negativa. Eccone una presentazione semplificata.

- Adrenalina. Nota anche come epinefrina, è un ormone e un neurotrasmettitore. È prodotta dalle due ghiandole surrenali, grandi quanto un pollice, che si trovano sopra i reni, nella parte bassa della schiena. L’adrenalina è prodotta in risposta alla paura, quando aumenta l’attività del sistema nervoso simpatico, e spinge il corpo a un’azione del tipo lotta o fùggi davanti all’avversario temibile o alla sfida pericolosa. L’adrenalina fa battere più velocemente il cuore. Se il corpo rilascia troppa adrenalina e per periodi prolungati, questo può portare a malattie cardiache e a insufficienza cardiaca.

— Cortisolo. È un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali. In situazioni di stress, il cortisolo aumenta lo zucchero nel sangue per produrre energia, diminuisce la funzionalità del sistema immunitario e assicura che il cibo consumato sia immagazzinato nell’addome sotto forma di grasso. Si tratta di una risposta primordiale allo stress, perché, nell’antichità, agli eventi drammatici seguiva spesso una carestia. Il cortisolo, inoltre, aumenta la voglia di cibo, specialmente di zuccheri. Un eccesso di cortisolo diminuisce la produzione di collagene, motivo per cui lo stress provoca la formazione delle rughe. Contribuisce anche all’obesità e all’osteoporosi.

Uno studio del 2015 ha rilevato che persone che soffrivano di disturbi post-traumatici mostravano un migliore funzionamento della memoria quando la quantità di cortisolo presente all’interno del loro corpo era elevata. L’opposto è vero per le persone che non presentano disturbi post-traumatici. Questo può significare che chi ha subito un trauma diventa dipendente dal cortisolo, perché l’ormone aumenta le prestazioni cognitive, almeno in termini di memoria.

I livelli di cortisolo e di altri ormoni dello stress sono più elevati della norma anche nelle persone che vivono matrimoni infelici. Questo può creare una dipendenza dal dramma che scaturisce da discussioni e conflitti coniugali (che porta a un peggior funzionamento del sistema immunitario e a una più lenta guarigione delle ferite).

Diversi studi hanno preso in esame i livelli di cortisolo delle persone che hanno subito un trauma. Da un confronto tra tutti questi studi, condotto nel 2006, si è rilevato che le persone che hanno vissuto un trauma hanno livelli di cortisolo più bassi rispetto al resto della popolazione. In particolare, le donne che hanno vissuto il trauma di un abuso fisico (compresa la violenza sessuale) presentano livelli molto più bassi di cortisolo.

Anche se il cortisolo è un ormone dello stress che stimola un’alimentazione eccessiva e altri problemi, avere livelli di cortisolo troppo bassi non è salutare. Chi soffre di disturbi post-traumatici da stress e ha bassi livelli di cortisolo è privo della protezione ormonale necessaria al proprio sistema immunitario. È necessario un equilibrio, in cui i livelli di cortisolo non devono essere troppo alti né troppo bassi.

- Istamina. È un neurotrasmettitore prodotto dai mastociti e dai globuli bianchi in risposta agli allergeni. Il rilascio di istamina provoca reazioni allergiche, come tumefazione, gonfiore, orticaria, eruzioni cutanee, naso che cola, lacrimazione, starnuti e prurito. Anche il mal di mare è prodotto da livelli elevati di istamina.

L’istamina, però, non è qualcosa di negativo, perché favorisce la veglia e la vigilanza. Se, tuttavia, produciamo o ingeriamo troppa istamina, possiamo sperimentare ansia e insonnia. Un eccesso di istamina colpisce i polmoni, tanto da poter causare anche una mancanza di respiro e scatenare un attacco di panico. Anche l’ipervigilanza, un sintomo dei disturbi post-traumatici, è prodotta da un eccesso di istamina.

Un consumo elevato di zuccheri, cioccolato, nicotina, caffeina e di altre sostanze stimolanti aumenta l’adrenalina, il cortisolo e la produzione di istamina. Giocano un ruolo nella dipendenza dal dramma anche gli ormoni neurotrasmettitori che generano sensazioni di benessere nel corpo e nel cervello, come la dopamina, la serotonina e l’ossitocina. Più avanti nel libro, esamineremo il rapporto tra queste sostanze chimiche e il dramma.

Per tutte le sostanze chimiche del cervello e del corpo, è una questione di equilibrio. Un eccesso o una carenza di una qualunque di esse può sconvolgere l’intero sistema.

Questo testo è estratto dal libro "Fai Brillare l'Angelo che è in Te".

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