Feng Shui - Arredamento e Architettura
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Feng Shui - Arredamento e Architettura

L'armonia della casa che genera fortuna e prosperità

Il Feng Shui è un'antica arte orientale che insegna a cogliere l'armonia tra le forze celesti e quelle terrene.

Il Feng Shui progetta gli spazi abitativi tenendo conto dell'orientamento, dei materiali usati, dei colori e di un sistema simbolico complesso e affascinante, trasformandoli in luoghi ideali dove stanze e ambienti sono altrettanti microcosmi di benessere per l'uomo.

Cos’è il Feng Shui?

Feng Shui significa “Vento su Acqua”, e il significato originale contiene già tante illuminazioni.

Gli antichi Taoisti erano esperti di energia e grandi osservatori. Perciò hanno cominciato ad osservare il movimento dell’energia nella natura.

Se osserviamo la natura effettivamente possiamo trovare solo due elementi che si muovono: l’acqua nei piccoli e grandi fiumi, nei laghi e negli oceani, ed il vento che soffia ovunque. La terra, il fuoco ed il legno non sono simbolo di movimento come lo sono l’acqua ed il vento.

Il Feng Shui descrive, analizza, interpreta ed usa il movimento dell’energia. Per questo possiamo applicarlo ovunque ci sia movimento di persone, di cose, di denaro, di pensiero, di sentimenti, di emozioni, cioè di energia.

Nella natura libera il vento può andare dove vuole, nelle nostre case però il vento non si muove liberamente, nonostante l’aria sia così importante per noi: ecco dunque l’applicazione del Feng Shui nell’architettura, nelle case.

Il denaro è un’energia molto potente: ecco l’applicazione del Feng Shui per il mondo degli affari. Lo stesso vale per la politica, le città, le nazioni.

L’applicazione più importante però è sicuramente quella su noi stessi, sull’essere umano.

Il Feng Shui ci parla del movimento dell’energia dentro ed intorno a noi, ci aiuta a sintonizzarci meglio con il mondo che ci circonda ed a raggiungere più facilmente e più armoniosamente il silenzio e la felicità che ci competono. Il Feng Shui è anche il vento dei pensieri e l’acqua delle nostre emozioni.

Applicando le leggi del Feng Shui queste due forze si possono armonizzare più facilmente.

Il Feng Shui va visto in questo modo e non come una sciocca superstizione che ti fa credere che un tavolino rosa in un angolo del salone possa cambiare la tua fortuna economica e creare il tuo equilibrio interiore.

Il Feng Shui non è altro che uno specchio, uno strumento che ci permette di sensibilizzarci di più, di diventare più consapevoli, più ricchi (non solo di denaro) e silenziosi.

Il Feng Shui fu sviluppato dalla semplice osservazione che l’uomo viene influenzato nel bene e nel male dall’ambiente che lo circonda: l’ubicazione e la disposizione di case e posti di lavoro.

I cinesi hanno osservato per migliaia di anni che certi posti erano più propizi, o più fortunati di altri. Ogni collina, edificio, casa, stanza, porta, finestra e angolo, e il modo nel quale si collocano verso il vento e l’acqua è importante. Da questo consegue che se tu riesci a cambiare il tuo ambiente riesci a cambiare la tua vita.

La meta del Feng Shui è la totale armonia con l’ordine naturale, la quale, se raggiunta, porterà felicità, salute e prosperità, considerate le tre benedizioni dell’uomo dai saggi cinesi.

Basi scientifiche

Esistono ipotesi scientifiche per spiegare gli effetti del Feng Shui.

Sarà difficile trovare qualche esperimento universitario condotto da una Facoltà di architettura, economia o medicina. Non ci sono ancora i presupposti. Però possiamo fare delle considerazioni di tipo teorico che possono spiegare effetti constatati da millenni.

L’essere umano è un organismo estremamente complesso, il risultato di uno sforzo di sviluppo e ricerca durato più di cinque miliardi di anni (l’evoluzione) e tuttora in atto. Come tale l’essere umano ha dimostrato la sua supremazia assoluta sul pianeta. Lo troviamo ovunque, dai deserti del Sahara all’eterno gelo dell’Antartide. Grande parte di questo successo è frutto dell’elevato sviluppo del sistema nervoso umano.

Questo sistema, attraverso i millenni, è diventato talmente sensibile, talmente sofisticato che è riuscito a creare una nuova dimensione: il pensiero. È grazie alla capacità di “pensare” e di riflettere che l’uomo come specie ha avuto l’enorme successo, l’incredibile capacità di adattamento, che lo ha fatto diventare l’imperatore del pianeta.

Un sistema molto sofisticato e molto sensibile è per natura anche un sistema molto delicato. Basta poco per disturbare il suo equilibrio.

La dimensione materiale dell’uomo è oggetto di ricerca continua, soprattutto nel campo medico. La dimensione immateriale dell’uomo invece è più difficile da investigare e perciò tendenzialmente tralasciata.

Oggi però la dimensione immateriale sta diventando più importante ed interessante, non per le istituzioni, ma per il singolo essere umano. Le persone, raggiunto un certo livello di benessere materiale, cominciano a guardare con una maggiore sensibilità non solo al di fuori, ma anche dentro loro stessi. E qui troviamo dei fatti molto interessanti.

Una università americana ha condotto il seguente sperimento.

Due gruppi di studenti venivano sottoposti a test cognitivi senza condizionamenti esteriori. I risultati dei test furono valutati e corrispondevano, in tutti e due i gruppi, a una distribuzione statistica normale: pochi molto bravi, la maggioranza con risultati medi e ancora pochi con risultati molto bassi. In un secondo tempo gli stessi gruppi venivano sottoposti ad un test simile sotto due condizioni diverse.

Ad ogni gruppo veniva associato un secondo gruppo di “osservatori” che, all’insaputa degli studenti, aveva il seguente compito: pensare continuamente alle persone e alle capacità mentali degli studenti sotto test. Il primo gruppo aveva “osservatori” che pensavano in modo negativo, il secondo gruppo invece aveva “osservatori” che pensavano in modo positivo.

Quale fu l’esito dell’esperimento?

I risultati del primo gruppo (quello sotto l’influenza negativa) erano significativamente peggiori dei risultati del secondo gruppo (quello sotto l’influenza positiva). E non solo. Il risultato del primo gruppo in questa situazione era anche peggiore del risultato raggiunto senza osservatori.

Come possiamo spiegare questo? Che cosa è successo?

In realtà è abbastanza semplice. Per risolvere un compito di matematica è necessario un certo grado di silenzio. Generalmente gli esami non avvengono con un sottofondo di musica di Bach, Beethoven o Rolling Stones. Perché? Perché il nostro cervello ha bisogno di concentrarsi. E cosa significa concentrarsi?

Concentrarsi significa escludere informazioni disponibili per mettere a disposizione le capacità mentali per un compito specifico.

Il nostro sistema nervoso, o il nostro cervello, non è in grado di applicare la forza di calcolo necessaria per risolvere un problema matematico e simultaneamente sentire il tele-giornale.

Se dovessimo ripetere l’esperimento americano, per esempio sottoponendo uno dei due gruppi di studenti durante un test a musica “tecno” ad alto volume, penso che nessuno di noi sarebbe sorpreso di un peggioramento dei loro risultati.

La stessa cosa avviene nel nostro sistema nervoso quando esistono influenze per noi impercettibili.

Il nostro sistema nervoso è capace di percepire e ricevere informazioni che provengono per vie diverse da altri oggetti della stessa specie (pensieri, odori, stati emozionali ecc.). E non solo. Anche altri sistemi del corpo umano reagiscono a informazioni difficilmente misurabili come “raggi cosmici” e “raggi terrestri”.

Infatti, degli esperimenti hanno dimostrato che animali di laboratorio non riescono a sopravvivere se vengono tenuti in ambienti dove non ricevono né raggi cosmici, né raggi terrestri (gabbia di Faraday).

È logico allora che un particolare ambiente, o un particolare posto, divenga più o meno propizio per una particolare attività, come è logico che l’illuminazione di un posto ed altri fattori climatici come acqua, ventilazione ecc., determinino le qualità più o meno positive per le attività umane.

E c’è di più.

Oggi diventa sempre più importante la scienza dei flussi; sempre di più ci rendiamo conto che tutto, proprio tutto, è in continuo movimento.

Ed in un modo divertente i nostri scienziati cominciano a realizzare ciò che i cinesi misero per iscritto quasi cinquemila anni fa nel libro dei cambiamenti, l’LChing. Solo una cosa è costante: il cambiamento.

Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo sono impegnate a capire, a studiare, a investigare flussi: flussi di materiale, flussi di denaro, flussi di persone all’uscita di uno stadio di calcio, flussi di aria intorno ad un automobile e così via.

Se tutto viene determinato da flussi, allora sarà anche il singolo organismo determinato da flussi.

Il Feng Shui studia questi flussi da sempre. Soprattutto nella natura.

Allora anche un paesaggio non è più una cosa statica, ma semplicemente l’immagine di un flusso molto lento. Di fatto i paesaggi cambiano in modo sconvolgente attraverso i millenni. Diventa perciò possibile individuare il flusso sottostante al paesaggio e la determinazione dei movimenti più o meno propizi per le attività umane.

Ed è giustamente questa la base di quella che viene chiamata la “Scuola della forma” del Feng Shui, che tenta di individuare nelle forme del terreno, delle montagne e dei fiumi i flussi sottostanti che possono favorire o no l’essere umano. È tutta una questione di sensibilizzazione.

Molte delle regole del Feng Shui sono il risultato del buon senso comune e non hanno bisogno di una particolare spiegazione scientifica. Ognuno di noi capisce per esempio che non è benefico sedere in una corrente d’aria. Altre regole del Feng Shui sono però meno ovvie.

Qui dobbiamo semplicemente essere consapevoli del fatto che il nostro sistema biofisico - tutti i sistemi operativi che fanno sì che noi funzioniamo (più o meno bene) - è estrema-mente sensibile a tutti i livelli anche a piccolissimi cambiamenti.

Considerando questo, diventa comprensibile che spostare il tavolo dove lavoro in un modo più idoneo alla mia dimensione psicofisica può cambiare tante cose, perché se il mio tavolo di lavoro sta nella posizione giusta significa che mi sento meglio, se mi sento meglio lavoro meglio ed ho idee migliori, inoltre mi stanco di meno e così proteggo le mie riserve energetiche e la mia salute.

Se mi trovo in un posto che mi stimola visivamente, un posto armonioso, in armonia energetica, sarà più facile avere pensieri positivi, chiari ed efficienti, che si realizzeranno in un lavoro altrettanto efficiente.

La spiegazione sta nell’estrema sofisticazione dell’essere umano, nel nostro sofisticato uso di risorse di qualsiasi tipo che il mondo circostante ci mette a disposizione.

Princìpi basilari - CH’I

Ch’i è per i cinesi quello che noi generalmente chiamiamo “energia vitale”. Come tale Ch’i però non è ristretto solo alle cose vive. Qualsiasi cosa che esiste nel mondo è caricata di Ch’i.

Potremmo chiamare il Ch’i l’energia primordiale, il respiro di Dio, il grande mare dal quale si formano tutte le cose. Ch’i è in continuo movimento, si può accumulare, si può disperdere, si può amplificare e diminuire. Dove esiste un’abbondanza di Ch’i uomini ed animali si trovano bene, le piante crescono, buone cose, buone energie, felicità, salute e longevità abbondano.

Per rimanere vitale il Ch’i deve poter muoversi liberamente, non deve trovare ostacoli e deve poter rigenerarsi attraverso il cambio dei cinque elementi.

Importante per il pensiero cinese è che qualsiasi oggetto, anche un oggetto materiale, possa caricare e amplificare il Ch’i. Il Feng Shui si occupa di trovare o creare le situazioni ideali di Ch’i.

Una bella macchina, una cartolina che ricorda momenti felici, la foto di una persona amata, un bel quadro, un fiore, un vestito allegro contengono Ch’i e possono aumentare, collocati ed usati nel modo e nello spirito giusto, il nostro Ch’i.

Ogni singolo oggetto è vivo attraverso il suo particolare, individuale Ch’i, inoltre attraverso il Ch’i che noi portiamo tramite aspettative, ricordi ecc.

Se le nostre reazioni personali armonizzano con il nostro CH’I.

Ch’i è per i cinesi quello che noi generalmente chiamiamo “energia vitale”. Come tale Ch’i però non è ristretto solo alle cose vive. Qualsiasi cosa che esiste nel mondo è caricata di Ch’i.

Potremmo chiamare il Ch’i l’energia primordiale, il respiro di Dio, il grande mare dal quale si formano tutte le cose. Ch’i è in continuo movimento, si può accumulare, si può disperdere, si può amplificare e diminuire. Dove esiste un’abbondanza di Ch’i uomini ed animali si trovano bene, le piante crescono, buone cose, buone energie, felicità, salute e longevità abbondano.

Per rimanere vitale il Ch’i deve poter muoversi liberamente, non deve trovare ostacoli e deve poter rigenerarsi attraverso il cambio dei cinque elementi.

Importante per il pensiero cinese è che qualsiasi oggetto, anche un oggetto materiale, possa caricare e amplificare il Ch’i. Il Feng Shui si occupa di trovare o creare le situazioni ideali di Ch’i.

Una bella macchina, una cartolina che ricorda momenti felici, la foto di una persona amata, un bel quadro, un fiore, un vestito allegro contengono Ch’i e possono aumentare, collocati ed usati nel modo e nello spirito giusto, il nostro Ch’i.

Ogni singolo oggetto è vivo attraverso il suo particolare, individuale Ch’i, inoltre attraverso il Ch’i che noi portiamo tramite aspettative, ricordi ecc.

Se le nostre reazioni personali armonizzano con il nostro ambiente sentiremo un profondo senso di armonia, pace e tranquillità. Se consideriamo tutte le cose che ci circondano come vive diventa ben più importante circondarci di cose che ci fanno sentire bene. Inoltre queste cose non devono armonizzare solo con noi, ma anche tra di loro, per permettere un massimo accumulo e simultaneamente una libera circolazione di Ch’i.

Nel Feng Shui, edifici, uffici, appartamenti sono visti come corpi viventi che abbracciano le persone che vivono all’interno, e che hanno una sola funzione: nutrire e sostenere completamente i loro abitanti. Il loro Ch’i deve essere benefico e nutriente. Altrimenti devono essere prese le misure necessarie per assicurare la comodità, salute, prosperità e felicità delle persone che vivono in questi spazi.

Case e posti di lavoro assolvono bene alle loro funzioni se vengono vissuti dai loro abitanti come posti sicuri, stimolanti, riposanti, armoniosi, in una parola, come paradisi personali.

Il Feng Shui lavora con il Ch'i in modo analogo all’antica scienza cinese dell’agopuntura. Un equilibrio del flusso di Ch’i in una persona può essere creato o stabilizzato attraverso l’agopuntura.

In una stanza, una casa, un edificio o un ufficio lo stesso effetto può essere raggiunto attraverso il Feng Shui: uno stabile ed equilibrato flusso di Ch’i.

Princìpi basilari - YIN - YANG

Meditando sull’oceano del Ch'i i Taoisti realizzarono molte cose. La prima fu che nel Ch’i si poteva individuare una dualità: due grandi forze opposte, però non semplicemente opposte. Due grandi forze profondamente intrecciate. Due grandi forze che creano tutto ciò che esiste nell’universo. L’idea del dualismo è famigliare non solo in Occidente, ma anche in tante altre parti del mondo. Si potrebbe aggiungere che non ci voleva tanto per capirlo: anche un bambino conosce le differenze tra uomo e donna, tra notte e giorno ecc.

Il concetto dello Yin e dello Yang però va al di là di un semplice dualismo. Yin e Yang sono due forze che continuamente cercano l’equilibrio e che simultaneamente nascono una dall'altra. Lo Yin al suo estremo diventa Yang, lo Yang al suo estremo diventa Yin.

Yin e Yang formano il simbolo del Tai Ch’i. Tai Ch’i può essere tradotto dal cinese come “il grande Ch’i” però anche come “il Tao del Ch’i”.

In un mondo armonioso, in un essere sano Yin e Yang devono essere in equilibrio. Lo stesso vale per il nostro ambiente, per il Feng Shui.

Yin crea la notte, la luna, la femmina, il buio, l’umido, il nero; Yang crea il giorno, il sole, il maschio, il chiaro, l’asciutto, il bianco.

Nel Feng Shui possiamo associare varie qualità o situazioni con lo Yin o lo Yang.

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