Fiori di Bach Fatti in Casa - Cinzia Picchioni - Estratto
Giorni 00
Ore 10
Min. 09
Sec. 08

Fiori di Bach Fatti in Casa - Anteprima del libro di Cinzia Picchioni

Il rituale

Il rituale

Personalmente, quando dovevo raccogliere i fiori, lavavo il mio corpo per renderlo “nuovo”; e per lo stesso motivo, quando potevo, indossavo un abito “cerimoniale”, bianco e largo, comodo per restare seduta a lungo. Nel “metodo del sole”, infatti, sarebbe meglio restare accanto alla pianta (o alle piante) da cui abbiamo colto i fiori per il tempo necessario. E ogni volta che ho potuto l’ho fatto.

Ore e ore con il sole

Dopo aver riempito la ciotola d’acqua, dopo averci fatto cadere dentro i fiori (senza toccarli), dopo essersi assicurati che ciascuna corolla tocchi l'acqua (aiutandosi con un rametto della stessa pianta a mo’ di cucchiaio ), sarebbe bello rimanere vicino, come il sole, insieme ai fiori, nell ambiente in cui sono cresciuti e da cui noi li porteremo via. Per ringraziare, per meditare, per mettersi in ascolto del messaggio che i fiori porteranno con sé dopo averlo ascoltato proprio in quel luogo, dove ora ci troviamo.

Nelle tre ore che servono affinché i fiori passino all’acqua la loro essenza, sentiremo il vento, vedremo gli insetti, annuseremo i profumi, respireremo con la pianta e lasceremo che i fiori se ne allontanino gradualmente, restando ancora un po’ con la loro origine. Ecco perché parlo di “rituale”.

Anche per il metodo “della bollitura” ci sono “regole” da seguire: occorre raccogliere i fiori - sempre senza toccarli - in una pentola (o in una brocca) smaltata di bianco e coprirla subito dopo. Tornare a casa nel più breve tempo possibile e mettere i fiori a bollire nell’acqua senza far passare troppo tempo. Ecco che non potremo raccogliere i fiori durante una passeggiata, come si fa con le castagne. Ecco che dovremo dedicare il tempo, tutto il tempo, a questo “rituale” e fare solo quello, in modo attento e concentrato. La bollitura poi, che durerà mezz’ora, andrà eseguita senza coperchio. Il che vi farà fare un’altra “scoperta”: si diffonderanno l’odore e i profumi del fiore (pensiamo, ad esempio, al fiore del pino silvestre!), mentre “cede” all’acqua (con un altro tipo di calore, quello del fuoco) i suoi doni. Ed è tutto diverso da andare in una farmacia e comprare un flaconcino, no? Si rimane in contatto con la natura (infatti non dobbiamo mai dimenticare, quando trattiamo con i Fiori di Bach, che nella boccetta cè l’albero!).

L'abito cerimoniale

Da molti anni seguo un leader, un medicine-man (uomo di medicina) della tradizione spirituale Lakota, Mariano Romano (libri disponibili in Bibliografia). Egli, autorizzato da un’anziana leader (che lo ha adottato spiritualmente), conduce anche in Italia le cerimonie della tradizione spirituale degli indiani (d’America) Lakota, tra le quali c’è Ylnipi (capanna del sudore).

Per partecipare a questo rito collettivo e misto, le donne devono indossare un abito, cucito personalmente, come richiesto dal leader, scegliendone la stoffa e la fattura (uniche regole: spalle coperte e lunghezza fino alla caviglia). Così anch’io sono andata in cerca della stoffa - cotone felpato bianco — l’ho tagliata della misura necessaria, l’ho cucita e da anni indosso quell’abito cerimoniale per entrare nella capanna. Quando torno a casa lo lavo accuratamente, lo stiro e lo ripongo fino alla capanna successiva - all’incirca una all’anno.

Faccio l’insegnante di yoga e anche per la pratica dell’antica disciplina (indiana dell’India questa volta) indosso abiti particolari e dedicati.

Anche se andiamo a un matrimonio ci procuriamo un vestito “particolare”, magari nuovo, per accordarci con la “nuova” vita che inizia per gli sposi.

Anche per raccogliere i fiori che serviranno a preparare le “madri” dei Fiori di Bach è consigliato indossare un abito cerimoniale. Il mio è un grande vestito, comodo e largo, lungo fino ai piedi, che mi fa sentire libera dai ruoli. Credo che l’indicazione abbia a che fare con l’entrare in uno stato d’animo diverso dal consueto, e che non sia affatto una moda new-age, né voglia farci assomigliare a sacerdoti. Indossiamo solo un abito diverso, nuovo, pulito, che non usiamo per altre occasioni. Tutto qua. Proprio per essere noi stessi “nuovi”, proprio come quando ci togliamo le scarpe entrando in un tempio (o nella sala-yoga): si tratta di lasciare fuori dalla porta i ruoli, lo sporco (non solo fisico), il passato, e arrivare nuovi all’esperienza.

Perchè il brandy

Il brandy ha la funzione di conservare l’acqua, particolarmente nella stagione estiva. Ma non solo: Vine il fiore della vite, è esso stesso un Fiore di Bach. Inoltre, secondo tradizione, il brandy dovrebbe invecchiare in botti di rovere e il rovere è una quercia. Il fiore della quercia, Oak, è esso stesso un Fiore di Bach.

Ecco perché è stato scelto il “brandy’ e non un qualunque conservante. Si dovrebbe sostituirlo con aceto di mele solo nel caso di una reale impossibilità alla somministrazione alcolica. Nel caso di bambini, personalmente preparo dei boccetti più piccoli (con gli ingredienti in proporzione, ovviamente), uno col contagocce — per la somministrazione - l’altro o gli altri con tappo normale, da tenere in frigo. Quando finisce il flaconcino di somministrazione basterà riempirlo di nuovo con il contenuto che è stato conservato in frigorifero.

Ricapitolando

Con l’aiuto di libri di botanica e simili cerchiamo di individuare i fiori, assicurandoci che siano quelli di cui Bach parla.

Quindi controlliamo che crescano nelle zone in cui ci troviamo (per esempio Gorse, il ginestrone, è difficile da trovare nell’Italia settentrionale, molto meglio cercarlo in Toscana, Umbria o giù di lì. Magari un’estate andate a trovare amici che abitano in quelle regioni e preparate là il Fiore che vi serve!).

Dopo aver verificato che sia possibile trovare i fiori dove abitate (o dove abita qualcuno che conoscete, o dove andrete in vacanza), occorre guardare il calendario e vedere quale sia il mese migliore per cercarli. Come avete potuto vedere, alcuni fiori ci sono solo per due mesi {Beech, il fiore del faggio, fiorisce addirittura in un solo mese: maggio!), mentre altri vanno avanti anche tutta l’estate (è il caso di Agrimony che si trova facilmente da aprile e fino a ottobre: ne ho un bellissimo ciuffo proprio sotto la finestra).

Dunque, raccolti questi dati, non vi resta che uscire in avanscoperta, disegnare una specie di “mappa” con i luoghi in cui avvistate i vari fiori e poi, alla prima mattina di sole assoluto, uscire prima delle 9, “armati” di un recipiente smaltato di bianco e raccogliere il vostro primo fiore (se è nel gruppo da estrarre col metodo della bollitura). Se invece fa parte dei fiori da trattare col “metodo solare” dovrete “armarvi” di una ciotola d’acqua e degli utensili descritti nelle istruzioni.

Una volta a casa, e dopo aver trasformato il fiore in “Fiore”, non vi resta che etichettare il flacone (con la data e il luogo di raccolta) e conservarlo in un luogo fresco e asciutto (possibilmente al buio, o almeno in bottiglie di vetro scuro).

Già, ma da quale fiore cominciare? Il consiglio è di iniziare la ricerca da un Fiore di cui abbiate bisogno voi stessi. E per farlo dovete leggere il capitolo successivo che illustra i rimedi del dottor Bach suddivisi nei sette gruppi in cui lui stesso li aveva inseriti.

Questo testo è estratto dal libro "Fiori di Bach Fatti in Casa".

Ti è piaciuto questo articolo? Rimani in contatto con noi!

 

Gli articoli più letti
Gli ultimi articoli pubblicati
IN QUESTA SEZIONE:
Articolo consigliato:

Fiori di Bach Fatti in Casa

Consigli terapeutici, rimedi di emergenza, autoproduzione, riconoscere i fiori

-15%
Fiori di Bach Fatti in Casa Cinzia Picchioni

Cinzia Picchioni

Con i Fiori di Bach ognuno può curare se stesso! E con questo libro l’autogestione della propria salute compie addirittura un balzo in avanti!... continua