Francesco - Le Verità Nascoste - G. M. Bragadin - Estratto
Giorni 00
Ore 10
Min. 09
Sec. 08

Francesco - Le Verità Nascoste - Anteprima del libro di Gian Marco Bragadin

La mia Chiara

La mia Chiara

18 giugno 1983. Data indelebile per me.

Neanche cinque anni siamo stati insieme.

L'avevo conosciuta in uno dei peggiori momenti della mia vita. Da poco separato, con tremendi sensi di colpa verso i miei due figli piccoli, che avevo dovuto lasciare andandomene di casa.

Per riempire il vuoto, mi ero innamorato di una ragazza più giovane, molto attraente, super intelligente, contraria a ogni regola, anche in amore. Un paradiso prima, un inferno poi, quando la differenza d'età rendeva tutto difficile.

Due sofferenze che si univano, cacciandomi in un isolamento distruttivo.

Fino a che un'amica, dopo tanti sforzi, mi spinge ad andare a una festa. E lì la incontro. Bionda, occhi azzurri, trentotto anni, appena separata con figli. Anche lei usciva di casa Per andare a una festa per la prima volta. E se ne stava in disparte, fulminando con gli occhi severi ogni uomo che provava ad avvicinarsi.

Girai alla larga anch'io. Per un po'. Ma continuavo a cerarla con lo sguardo. Fino a che cominciammo a parlare.

E mi sentivo già meglio. Colpo di fulmine quando mi rivela il suo nome. Chiara.

«Come mai mi piace così tanto il tuo nome?» le dissi. Ancora non lo sapevo.

Stava arrivando agosto e partimmo ciascuno con i propri figli per le destinazioni già prenotate.

Fino a che a settembre iniziò il nostro amore.

Potente, appassionato, totale.

Due anni meravigliosi con viaggi a Istanbul, poi il Kenia, la Grecia, viaggi che Chiara viveva con grande entusiasmo, perché non aveva viaggiato mai. Purtroppo la libertà ritrovata, dopo gli anni del matrimonio, mi portarono a fare degli errori.

Ci lasciammo. Per qualche mese. Ma il destino ci riportò vicino. E l'amore divampò di nuovo, come un déjà vu.

Chiara, del segno dello scorpione, spesso ombrosa, ma anche solare, che al mare chiamavo la mia «donna dorata». E che sapeva trasferire i suoi pensieri di dolore e di amore in poesia, come è così ben raccontato nel libro Capriole nel Cielo (Melchisedek Edizioni) che pubblicai anni dopo.

Fino alla malattia

Fino alla malattia. Chiara, che si era scoperta doti da pranoterapeuta, volle curarla da sola.

Rifiutò la chemio; all'Ospedale di Niguarda le dettero pochi mesi di vita. Ma riuscì a guarirsi. Tanto che per la felicità trascorremmo l'agosto in giro per la Francia, da Parigi a Mont Saint-Michel, ai castelli della Loira. Tutti i luoghi che Chiara aveva sempre sognato di conoscere.

Ma la malattia non era stata sconfitta e la costrinse a una nuova operazione. Nonostante ciò esaudimmo un altro suo desiderio: andare a New York. E poi ci fu una grande festa per il matrimonio di un'amica a Torino... Ma il male incalzava. Io ero via. La sera prima di lasciare il corpo mi scrisse una lettera: «Non mi hai lasciata in questo periodo così difficile. E io ti prometto che ti resterò vicina».

Tornarono ad aprirsi per me le porte della disperazione. che Chiara non c'era più mi rendevo conto che la mia vita si era spezzata. Il dolore era insopportabile. Non conoscevo ancora quanto fosse profondo l'abisso.

Che fare, per superare lo sbandamento, l'insonnia, l'angoscia avevo pensato che la morte di Chiara, che temevo da tempo, sarebbe stata così sconvolgente. Ancora non sapevo rhe lei era la mia anima gemella.

India

Degli amici mi trascinarono in India, da Sai Baba, il famoso avatar che riuniva persone di tutte le fedi nel suo ashram di Puttaparthi.

Un mese durissimo, dormendo per terra, con decine di migliaia di persone, in capannoni roventi.

Ma anche meditazione. Condivisione. E poi Sai Baba, con la dottrina induista. Finalmente comprendo le leggi del karma e della reincarnazione, capisco che la morte e solo un passaggio, un cambio d'abito. La vita continua di là.

Dall'induismo ho finalmente le risposte che la nostra Chiesa, fin da giovane, non mi aveva saputo dare, facendomi restare per trentanni lontano da messe e ritualità cristiane.

Non c'è una religione migliore delle altre. Dio e uno. Tutti possono avere la salvezza, se vivono m modo giusto.

Se hai una vita difficile per malattie, sofferenze, infelicità, e morti, è perché hai un karma da pagare.

E grazie alla reincarnazione sei venuto a scontare i tuoi errori, per poter continuare a evolvere.

Sai Baba diceva: «Io sono Dio, ma anche tu sei Dio, ai a scintilla di Dio in te. Solo che io lo so già, e tu non ancora». Fantastico! Ora sono anch'io a crederlo e a insegnarlo nei miei tanti convegni e seminari.

In quel mese ho ritrovato la spiritualità, anche se grazie a un altra antica religione. Ho imparato i rituali, come il canto dei bhajan, e ho fondato il primo Centro Sai Baba di Milano.

Chiara aveva fatto il miracolo

Chiara aveva fatto il miracolo, cercando lei, avevo ritrovato Dio. Certo sentivo sempre molto la sua mancanza, ma immaginare che fosse intorno a me, a fare Capriole nel Cielo, questo e il titolo del libro che pubblicai, mi dava pace e conforto.

Ecco alcuni dei meravigliosi pensieri che mi aveva lasciato, e che dopo la pubblicazione sono stati di conforto per migliaia di persone che hanno perduto una persona cara.

Mi sento provvisoria come il passaggio di un treno, che non conosce la meta né sa la durata del viaggio.

Signore fa' che il dolore mi sia sempre di insegnamento.

Ma solo se ce ne è tanto bisogno.

L'amor sacro e l'amor profano

E se fosse tutta una minestra?

Amore, umano tentativo d'infinito.

Per la prima volta nella vita, sento giusta la via.

Signore non sono niente

se non mi fai capace di essere in Te.

Il silenzio è la mia musica.

Mai ho scritto per te, parole d'amore.

Eppure vivo per te. Rimpiango il tuo amore per me, o il mio per te?

Lo so. Signore, voglio uscire da me, fare capriole nel cielo, cantare col vento.

Diventare luce nell'infinito.

Ho riportato alcune tra le centinaia di poesie scritte da Chiara, adatte a far comprendere come dal buio del dolore aveva trovato la Luce.

Una Luce che io negli anni successivi ho potuto sperimentare, sentendola sempre più vicina, soprattutto con il linguaggio dei segni di presenza, di cui ho tanto scritto e parlato; una vera guida spirituale che negli anni mi ha portato a incontrare Maestri ed Arcangeli.

E che, con il suo magico nome, ha anticipato il mio incontro con la compagna divina del santo di Assisi.

Questo testo è estratto dal libro "Francesco - Le Verità Nascoste".

Ti è piaciuto questo articolo? Rimani in contatto con noi!

 

Gli articoli più letti
Gli ultimi articoli pubblicati
IN QUESTA SEZIONE:
Articolo consigliato:

S. Francesco - Le Verità Nascoste

L'amore per chiara, i templari, i sufi, i catari - Tutti i misteri di Assisi

-15%
Francesco - Le Verità Nascoste Gian Marco Bragadin

Gian Marco Bragadin

Tutti gli scritti e le biografie che gli sono stati dedicati vogliono fare di lui un umile soldatino della Chiesa Cattolica, ma la sua vera storia... continua