Genitori e Figli Insieme - Carlos Gonzales - Anteprima
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Genitori e Figli Insieme - Carlos Gonzales

Genitori e Figli Insieme - Carlos Gonzales

INTRODUZIONE

Ogni volta che nasce un bambino, nascono anche un padre e una madre. E da quel momento crescono insieme in saggezza e virtù; i bambini, anche in altezza. I figli offrono amore incondizionato, anche quando non si è fatto niente per meritarlo. Ci fanno sentire importanti e necessari, ci divertono e ci affascinano, danno significato e colore alla vita, ci permettono di accom­pagnarli per un po’ nell’affascinante avventura di scoprire il mondo. Essere genitori è un privilegio.

Nei libri precedenti ho parlato di alcuni temi che stanno a cuore soprat­tutto ai genitori di bambini più piccoli: l’allattamento e l’alimentazione, il pianto e il sonno, i diffusi pregiudizi e le regole assurde che a volte ci impediscono di goderci i figli, di prenderli in braccio, di consolarli quando piangono, di dormire con loro e mangiarli di baci.

In questa occasione vorrei fare alcune riflessioni su questioni relative a bambini un po’ più grandi, fino all’adolescenza. Riflessioni sulle parti­colari condizioni dei genitori di oggi, i limiti e le conseguenze dell’eser­cizio dell’autorità patema o il recente, epidemico aumento delle diagnosi di iperattività.

Ho dedicato considerevole spazio all’analisi di alcuni studi scientifici su alcuni di questi temi. A qualcuno sembrerà impegnativo e noioso, ma spero che altri siano interessati a conoscere, oltre alla conclusione, anche il lungo lavoro da cui deriva. Viviamo in un mondo di sovraesposizione all’infor­mazione, in cui chiunque può dire qualunque cosa su qualsiasi argomento e ottenere l’attenzione di un vasto pubblico. Credo sia utile imparare a leg­gere con senso critico, a chiedere riscontri, a distinguere tra chi parla con cognizione di causa e chi improvvisa. Così, quando vi diranno “se lo porti in braccio non camminerà mai”, “se lo allatti a richiesta sarà un giovane delinquente”, o simili sciocchezze, potrete chiedere quali studi scientifici avallano questi timori.

Qualche tempo fa una madre mi disse che il figlio, allora di quattro anni, si era svegliato piangendo varie volte ogni notte fino ai tre anni. “La cosa peggiore” disse, “era pensare che non avrebbe mai smesso. Adesso che dorme benissimo, penso: ah, se qualcuno mi avesse detto ‘finirà; ancora due anni e finirà’!”.

Ebbene, ve lo dico. Finirà. Smetterà di piangere durante la notte, impa­rerà ad andare al bagno, a mangiare da solo e masticare. Smetterà di voler stare in braccio tutto il tempo, di chiedere infiniti perché. L’infanzia passe­rà, e così l’adolescenza. I problemi di oggi, domani saranno degli aneddoti, e con un po’ di fortuna e molto amore, anche i problemi di domani divente­ranno solo degli aneddoti.

I bambini crescono, e noi con loro. L’infanzia è fugace. Non lasciamo che l’ossessione di correggerla ci impedisca di trame piacere.

 

1 - GENITORI DI OGGI

Come sono i genitori di oggi? Non lo so. Ho conosciuto soltanto diverse migliaia di madri (e centinaia di padri), per lo più molto superficialmente, tramite brevi colloqui e qualche lettera. Di solito assai simili per estrazio­ne e classe sociale, hanno anche idee generali sulla cura dei figli piuttosto affini, visto che da me viene soprattutto chi ha apprezzato i miei libri. E tut­tavia sono persone diverse. Del tutto diverse in molti aspetti, sorprendente­mente simili in altri; e, fra i tratti comuni, non sempre è facile capire quali siano tipici dei genitori di oggi (spagnoli e di classe media o medio-bassa) e quali comuni ai genitori di ogni tempo e luogo.

Eppure, quanto ci piace classificare ed etichettare la gente come se fosse suddivisa in gruppi, come se fossero tutti uguali! Madri di oggi e madri di un tempo, maschi e femmine, tedeschi ed eschimesi, adolescenti e donne incinte... A volte abbiamo pregiudizi così forti che prevediamo persino le “eccezioni che confermano la regola”. Visto che gli anziani de­vono essere noiosi, passivi, abitudinari e scontrosi, se conducono una vita attiva è perché hanno “uno spirito giovane”. Chi crede che noi maschi “dobbiamo essere” rozzi, maleducati, sporchi e poveri di sentimenti, non esita ad attribuirci “un lato femminile” piuttosto che rinunciare ai propri pregiudizi.

Perciò non posso parlare dei “genitori di oggi”. Solo di alcuni e in modo molto generico. Forse vi riconoscerete in qualche mia affermazione; o tro­verete confortante, o divertente, sapere che anche ad altri genitori capitano fatti analoghi. Forse scoprirete aspetti di voi mai notati o mai riconosciuti. E può darsi che ciò che dico non abbia nulla a che vedere con voi, e spero allora che non crediate alle mie parole, che non cadiate nella trappola di pensare che uno sconosciuto, lontano chilometri, vi conosca meglio di voi stessi. Non vi dirò come siete, ma come sembrano (a me personalmente) alcuni genitori che ho conosciuto (in modo superficiale).

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