George Harrison - My Sweet Lord: la Via della Spiritualità - Speciale
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George Harrison - My Sweet Lord: la Via della Spiritualità - Anteprima di Sergio D’Alesio e Capitanata

La meditazione trascendentale: l'incontro con il Maharishi Manesh Yogi e il ritiro in India

La meditazione trascendentale: l'incontro con il Maharishi Manesh Yogi e il ritiro in India

Già da qualche tempo i Beatles manifestano un profondo interesse per gli elementi della tradizione orientale da inserire nella propria musica e fanno uso di LSD nel tentativo di “espandere i confini della propria coscienza”.

In base al suggerimento di Pattie Boyd Harrison, nell’agosto del 1967 assistono a una lezione tenuta da Maharishi Manesh Yogi presso l’Hilton di Park Lane, a Londra. Invitati a incontrarlo di persona, il guru gli propone di partecipare a un ritiro di 300 persone che si sarebbe svolto nel Galles. Il gruppo accetta e il giorno successivo si ritrova a Bangor insieme ad altre celebrità come Mick Jagger, Marianne Faithfull e Cilia Black, per essere iniziati alla pratica della Meditazione Trascendentale. In questa occasione essi annunciano d’aver chiuso la loro esperienza con le droghe psichedeliche.

“A Bangor nel Galles, durante il convegno sulla meditazione trascendentale, la mattina del 27 agosto è arrivata una telefonata. Non so chi di noi ha risposto, forse John. È sbiancato improvvisamente, sussurrando: “Il nostro manager Brian Epstein è morto ”. Si è saputo pochissimo, solo che era stato trovato morto. È strano che sia successo proprio allora, quando avevamo appena iniziato con la meditazione spirituale. Può anche non sembrare una coincidenza. L’aver iniziato un viaggio spirituale è un gran cambiamento per ognuno di noi. Sin da quel momento sono consapevole che le redini della mia vita dipendono solo dalle scelte della mia anima”.

Pur pianificando un ritiro nell’ashram indiano del guru nell’ottobre di quell’anno, gli impegni legati al film Magical Mystery Tour (arricchita da Blue Jay Way dove Harrison abbandona la chitarra per le tastiere) fanno slittare la partenza all’anno successivo, ma nel frattempo i quattro hanno vari incontri con il Maharishi a Londra.

Al contempo, pubblicizzato dai media come “il guru dei Beatles”, il Maestro inizia il suo ottavo tour mondiale, tenendo lezioni, oltre che nel Regno Unito, in Scandinavia, Germania, Italia, Canada e California attirando al Madison Square Garden di New York 3.600 persone.

Nel gennaio del 1968, per approfondire la meditazione trascendentale e la cultura indiana, George registra nello studio EMI di Bombay The Inner Light (la sua prima canzone edita come lato b di un singolo dei Fab Four - Lady Madonna - pubblicata postuma su LP solo nel 1978 fra i brani di Rarities bonus album del box The Collection dei Beatles). La strumentazione è interamente affidata a musicisti della millenaria tradizione strumentale dell’India come Hanuman Jadev (shehnai), Hariprasad Chaurasia (bansuri), Aashish Khan (sarod), Mahapurush Misra (pakhavaj) e Rijram Desad (harmonium).

L’idea originaria della canzone è influenzata da un lungo ciclo di meditazioni. La parte vocale registrata alcuni mesi più tardi a Londra con i cori di Paul McCartney e John Lennon prende spunto dal capitolo 47 del Libro della Via e della Virtù, il cosidetto Tao Te Ching uno dei testi fondamentali scritti da Laozi, il leggendario filosofo cinese padre fondatore del sistema religioso taoista, che si riflette totalmente nella disciplina Karnatak della musica indiana. All’intemo dell’opera, l’artista abbraccia soprattutto l'idelogia legata a La Via del Cielo che indica alcune regole base che disciplinano un corretto stile di vita: “Quel che è alto viene abbassato, Quel che è basso viene innalzato, quello che eccede viene ridotto, quel che difetta viene accresciuto. La Via del Cielo suggerisce di diminuire a chi ha in eccedenza e di aggiungere a chi non ha a sufficienza. Non è così la Via dell’uomo che diminuisce a chi non ha a sufficienza per donare a chi ha in eccedenza. Chi è capace di donare al mondo ciò che ha in eccedenza? Solo colui che pratica il Tao".

A sua volta, il testo dell’artista riflette il profondo interesse per la filosofìa induista e la meditazione, quando con una semplicità universale ed illuminante canta: “Senza oltrepassare la soglia di casa, posso conoscere tutte le cose della terra. Senza guardare dalla finestra, posso conoscere le vie del cielo. Più si viaggia lontano, meno si conosce. Arrivare senza aver viaggiato, vedere tutto senza aver guardato...”.

Arrivano a Delhi il 16 febbraio 1968

John Lennon, sua moglie Cynthia, George, Pattie e la sorella di quest’ultima arrivano a Delhi il 16 febbraio 1968, recandosi poi in taxi all’ashram di Rishikesh, lontano 150 miglia dalla capitale. Seguiti quattro giorni dopo da Paul McCartney, la sua compagna Jane Asher, Ringo Starr e sua moglie Maureen. All'interno trovano altri illustri personaggi del mondo dello spettacolo da Mia Farrow (da poco divorziatasi da Frank Sinatra), insieme a sua sorella Prudence e al fratello John, Mike Love dei Beach Boys, Donovan e la ricercatrice spirituale Nancy Cooke de Herrera.

Famoso per i suoi dossier dedicati alla guerra in Vietnam e le contestazioni giovanili in America, Lewis H. Lapham è l’unico giornalista americano inviato dal Saturday Evening Post e la rivista Harper’s con il permesso di soggiornare all’interno dell’ashram, ribattezzato ufficialmente International Academy of Meditation.

Nel suo reportage (poi riprodotto in versione estesa nella paperback edition With The Beatles del 2005 per la Melville House pubblicato in Italia due anni dopo come I Beatles in India. Altri dieci giorni che cambiarono il mondo nella collana Assolo dell’editore E/O) scrive: “Questa capitale mondiale dello yoga, costruita nel 1963 grazie a una donazione di 100.000 dollari fatta dall ’ereditiera americana Doris Duke, è situata nei pressi del Gange ai piedi dell ’Himalaya e circondato da giungle. Diversamente dagli ashram tradizionali, generalmente alquanto spartani, quello di Maharishi sembra progettato per incontrare i gusti occidentali e appare molto lussuoso. Proprio nel periodo del soggiorno dei Beatles all ’ashram, il Maharishi è in trattative con il governo indiano per la concessione di un lotto di terreno circostante da adibire a pista di atterraggio per il jet che gli è stato donato negli States. Questa richiesta ha causato la vibrante protesta dì migliaia di agricoltori locali a cui è stato negato di usare quelle stesse terre per adibirle a campi coltivati. I bungalow dell’ashram sono in pietra e attrezzati con riscaldamento, acqua corrente, bagni e mobilio in stile inglese. La vita quotidiana all ’ashram scorre in modo rilassato. I pranzi vegetariani sono preparati da un cuoco inglese e vengono consumati in un ’area all ’aperto. Le principali occupazioni della giornata sono costituite dalla meditazione e dall 'ascolto delle lezioni di Maharishi, il quale parla ai discepoli da una piattaforma coperta di fiori. Il centro è circondato interamente da filo spinato e i cancelli di accesso sono rigorosamente chiusi e permanentemente sorvegliati da guardie. Quando siamo arrivati, il corso era già iniziato da tre mesi, quindi il guru si dimostra disponibile a continue riunioni private con i quattro musicisti".

In questo contesto idilliaco da paradiso dell’Eden, Harrison festeggia il suo ventiquattresimo compleanno con gite in elicottero e in barca sul Gange, ma Paul McCartney inizia a sentirsi a disagio per le evidenti adulazioni di Maharishi nei confronti della band che definisce “le guide benedette della gioventù mondiale". Di lì a poche settimane Paul, Ringo e le loro compagne abbandonano il ritiro.

Lennon e sua moglie Cynthia inizialmente amano l’esperienza: “John è sempre appassionato quando si tratta di una nuova causa, è rigoroso nel suo entusiasmo per il Maharishi e fa discorsi circa il diffondere il suo messaggio nel mondo. Io sono un pò più scettica ma mi piace la meditazione. In realtà, la coppia è in piena crisi perché John riceve lettere quotidiane da Yoko Ono, del tenore: “Guarda in alto verso il cielo, e quando vedi una nuvola pensa a me".

Lennon ed Harrison lasciano all’improvviso l’ashram

In aprile anche Lennon ed Harrison lasciano all’improvviso l’ashram delusi dall’interesse del Maharishi per il guadagno finanziario e le sue relazioni sessuali con altre giovani donne presenti all’ashram, incluse le avances a Mia Farrow durante una privata “puja” (atto di adorazione verso una Divinità espressa attraverso una offerta, un culto, una cerimonia o un rito accompagnati dal canto di mantra o inni sacri. Tradizionalmente si esegue di fronte ad una “Murti” rappresentazione fisica di una statua o una immagine che si intende adorare. La celebrazione offre spesso alimenti che vengono consumati dall’offerente perchè dopo il rituale essi divengono “prasada”, ovvero cibo benedetto e purificato ndr.).

In questa occasioe, Lennon aggiunge con sarcasmo: “Se andiamo via lui che non ha sangue caldo, ma sangue cosmico, deve sapere il perché”. L’aneddoto più disarmante riguarda proprio le difficoltà che il gruppo incontra a trovare dei taxi, perché il Maestro impone ai locali di non aiutare i fuggitivi: ogni auto a noleggio continua a guastarsi e i Beatles arrivano a chiedersi se il guru non abbia gettato su di loro una maledizione. Gli Harrison si fermano a Delhi per qualche tempo, mentre i Lennon si imbarcarono sul primo volo disponibile. La rottura tra i Beatles e il Maharishi viene molto pubblicizzata nel mondo occidentale. Lennon dichiara alla stampa: “Abbiamo commesso un errore”. Tuttavia in seguito Harrison, McCartney e Starr si riconciliano con i suoi insegnamenti e lo lodano pubblicamente.

A difesa del guru, Deepak Chopra, all’epoca dei fatti non presente, ma in seguito divenuto stretto collaboratore di Maharishi, sostiene invece che il guru era molto turbato dall’uso di droghe fatto dalla band all’intemo del centro.

Questo testo è estratto dal libro "George Harrison - My Sweet Lord: la Via della Spiritualità - CD con Libro".

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