Gli Idrolati: cosa sono e perché curano
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Gli Idrolati: cosa sono e perché curano

Sanano le emozioni e i disturbi fisici e aiutano a ritrovare la bellezza

Cos'è un idrolato

Gli idrolati, comunemente detti acque aromatiche o acque essenziali o acque profumate, sono l’elemento che si ottiene dalla distillazione in corrente di vapore unitamente all’olio essenziale. Qualcuno le definisce “le acque di scarto” della distillazione quasi disprezzandone la valenza mentre in realtà le acque svolgono un ruolo fondamentale nel recupero della salute. La Farmacopea francese definisce un idrolato come “un’acqua distillata caricata per mezzo della distillazione di principi attivi volatili contenuti nei vegetali”. Non sono idrolati le acque cui vengono aggiunti oli essenziali per profumarle e che contengono anche una percentuale alcolica per stabilizzarle. Le acque che vengono prodotte dall’industria profumiera nulla hanno a che vedere con gli idrolati. Vengono create industrialmente, non sono acque ottenute con la distillazione e hanno valore esclusivamente estetico. Gli idrolati invece posseggono qualità terapeutiche e sono complementari all’olio essenziale, sono l’altra faccia della medaglia in quanto l’olio lavora magnificamente sul fisico mentre i benefici maggiori che apportano gli idrolati riguardano i blocchi psicosomatici.

A questo si aggiungono altri tipi di impiego che vanno dall’utilizzo nella cosmesi al trattamento di numerose sintomatologie. Gli idrolati sono da inserire nel vasto mondo delle terapie complementari perché sono delle meravigliose “creature” che racchiudono la valenza energetica delle piante derivante dalla stretta connessione con i pianeti, gli elementi terreni e le forze provenienti dal cosmo. Le acque aromatiche possono essere utilizzate in piena tranquillità da tutti, compresi i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza, perché non aggressive e prive di effetti collaterali e sono in grado di migliorare le condizioni dell’organismo ristabilendo l’equilibrio bioenergetico del corpo. L’acqua porta il messaggio vibrazionale delle piante e respirando un idrolato è possibile equilibrare i centri energetici che risuonano con quella precisa vibrazione. Grazie alla capacità del sistema olfattivo di raggiungere le aree più profonde dell’inconscio, gli idrolati entrano in comunicazione con le emozioni cristallizzate e le risanano. L’acqua aromatica ha registrato all’interno delle proprie molecole i talenti e le doti della pianta dalla quale proviene e guidata dall’intelligenza che muove l’universo intero arriva proprio dove è necessario affinché l’energia possa riprendere a fluire. La memoria dell’acqua e le scoperte della fisica quantistica secondo la quale le vibrazioni modificano lo stato della materia sono alla base dell’azione che gli idrolati svolgono all’interno del corpo umano: l’acqua informata comunica con le cellule dell’organismo composte anch’esse di acqua e tutto il sistema risponde al messaggio energetico ricevuto. L’azione degli idrolati si realizza poiché l’uomo è parte della Natura e quindi inserito in un complesso dinamico di forze ed energie che si compenetrano: è l’equilibrio dello yin e lo yang che costantemente si rigenera.

Le acque aromatiche

Le acque aromatiche sono un meraviglioso dono della Natura e veder uscire l’acqua aromatica dal distillatore, poter beneficiare immediatamente degli effetti guaritrici dell’aroma che si spande nell’aria è un’esperienza magica che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Con la distillazione l’informazione contenuta nella materia passa nell’acqua che funge da nastro sul quale vengono registrate le indicazioni energetiche. Gli idrolati quindi portano a livello vibrazionale i messaggi provenienti dalle piante e respirando l’aroma di un’acqua aromatica, in funzione del principio olistico di interazione, si riporta in equilibrio l’organismo. La percezione che l’esistenza sia un complesso dinamico dove ogni molecola e ogni cellula riceve e manda continuamente messaggi non è ancora entrata a far parte del comune modo di vedere, non si è cioè ancora raggiunta una massa critica di persone tale da essere consapevole che Gaia, il pianeta Terra, altro non è che un organismo vivente immerso in un Universo dove macrocosmo e microcosmo sono in costante comunicazione. Questa mancanza di coscienza rende ancora difficile spiegare il “funzionamento” di quei rimedi cosiddetti “alternativi” fondati sui principi vibrazionali anziché sul ponderale. Quando mi appresto a far respirare un idrolato per far capire il suo valore a livello energetico molto spesso devo utilizzare moltissime parole poiché non tutti sanno cosa sono i chakra, non si conosce il potere del profumo naturale, non si capisce cosa vuol dire “sentire scorrere l’aroma all’interno dei propri canali energetici” ma si tratta solo di uscire da schemi mentali e provare a percepire, ad ascoltarsi e il resto viene da se. Riavvicinarsi al mondo naturale, alle erbe, significa ritrovare la serenità in mezzo al caos che regna in questo tempo e maturare una visione olistica è la via da seguire affinché l’umanità possa guarire le proprie ferite e riallinearsi con la vibrazione armonica che muove l’universo.

L’acqua informata

Dal Medioevo ad oggi le scienze tecnologiche, la fisica, la medicina hanno compiuto enormi progressi grazie alla sete insaziabile di sapere e di trovare risposte intrinseca alla natura umana e l’interesse per l’acqua è andato sempre più aumentando poiché se ne intuisce il suo immenso potenziale. Da sempre l’uomo ha utilizzato l’acqua come base di partenza per i suoi esperimenti e come solvente perché essa ha la proprietà di portare in soluzione tantissime sostanze. È stata vista come uno dei migliori mezzi di trasporto e la sua funzione principale, nel passato ma ancora oggi, è quella di vettore. Nonostante sia inconfutabile l’importanza dell’acqua per la vita stessa di ogni organismo vivente, ancora non si riesce a rispondere alla domanda se l’acqua sia semplicemente un mezzo per il passaggio di informazioni o porti essa stessa la risposta dell'intelligenza armonica che sottintende alla vita dell’universo. Gli esperimenti condotti in Giappone da Masaru Emoto rendono visibile la risposta dell’acqua sollecitata da stimoli di diverso genere e la forma dei cristalli congelati altro non è che la reazione alla conformazione energetica ricevuta. In altre parole l’acqua ha fornito visivamente la qualità della vibrazione cui è stata sottoposta. Il fatto che l’acqua possieda una memoria significa che l’entrare in contatto con energie positive può renderla terapeutica mentre, nel caso contrario, stimoli negativi possono renderla tossica. L’aggressività, la violenza, l’ira sono emozioni fortemente distruttive e come il cibo diventa dannoso se lo si consuma con una predisposizione d’animo e di pensiero negativi, così l’acqua informata da sentimenti cruenti cambia la propria struttura.

La scienza quantistica

La scienza quantistica afferma che la realtà si altera e può essere modificata mediante il pensiero e questo vale anche per l’acqua. Casi inspiegabili di guarigione possono essere imputati alle cosiddette acque a luce bianca ossia le acque che sgorgano nei luoghi mariani e risulta anche anomala la capacità del fiume Gange, uno dei più inquinati al mondo, di auto-pulirsi. Una spiegazione a tutto può essere data dall'influenza delle preghiere e dei riti religiosi che si svolgono nei luoghi dove scorrono queste acque perché le vibrazioni di carattere ondulatorio apportate a livello frequenziale producono suoni in grado di agire a livello molecolare.

Secondo Emoto “la forza della preghiera purifica l’acqua” perché le vibrazioni della preghiera si trasmettono direttamente e immediatamente all’ambiente circostante e influenzano quindi l’acqua. Non è un fenomeno materiale; non lo si può capire se non si fa riferimento al secondo mondo, quello implicito”} In Natura ogni cosa è collegata e le piante fanno da ponte tra l’uomo e l’universo infinito. Nel momento in cui la relazione uomo-pianta si fonda sulla consapevolezza dei gesti (coltivazione, raccolta, trasformazione), sulla giusta predisposizione mentale (rispetto, ringraziamento) e su un intento volto alla guarigione e alla crescita, il risultato sarà un’acqua terapeutica ossia un idrolato che fungerà da rimedio vibrazionale. La salute non è una condizione casuale e aleatoria ma una risposta a determinate scelte e comportamenti fisici, mentali ed emozionali. Essere come l’acqua significa avere una visione distica, non sentirsi separati da nulla e utilizzare l’amore e la gentilezza al posto della rigidità e della violenza. Con questi presupposti il terreno dove potrebbero mettere radici le varie patologie diventa poco fertile. Con il crollo dell'individualismo esasperato può emergere in superficie la capacità di accogliere e di trasformare ogni possibile difficoltà in qualcosa di utile, vedendo la vita nel suo insieme come una meravigliosa esperienza di crescita.

Le piante da essenza

Le essenze estratte dalle piante hanno sempre affascinato l’uomo e tutti i popoli se ne sono serviti a scopi salutistici, religiosi ed estetici. L’uomo ha conosciuto dapprima le erbe per la propria alimentazione e poi ne ha scoperto le doti curative: popolazioni quali i Sumeri e gli Aztechi erano a conoscenza delle proprietà di un migliaio di piante, tra le quali il timo e il cumino, e gli Egizi erano i maestri dell’imbalsamazione grazie alla loro abilità nell’estrarre gli oli e nel preparare unguenti e profumi. Le spezie nel mondo antico “erano una merce rara e preziosissima, pagata a peso d’oro da re, faraoni e imperatori... In una babele di razze, lingue, monete si poneva allora il problema del loro trasporto, che avveniva parte via terra e parte via mare. Attraverso interminabili tragitti percorrevano l’intero continente euroasiatico ’n per giungere nelle mani dei sovrani e dei sacerdoti. L’India e la Cina furono le prime a sperimentare l’utilizzo delle piante in campo medico e successivamente diedero il loro contributo gli Arabi, i Greci e i Romani.

Le erbe bruciate nei luoghi sacri servivano a far salire verso l’alto le preghiere dei fedeli e nelle chiese tuttora si usa l’incenso durante i riti funebri. Il primo testo che si occupa in modo organico dei profumi in relazione alle piante e alle loro proprietà terapeutiche, fornendo anche delle indicazioni rivolte al clima, al tipo di terreno e a come miscelare le sostanze aromatiche, è il “De Odoribus” di Teofrasto (372-287 a.C.) ma è tra il VII e il XIII secolo che in Arabia si compie un passo importante per l’estrazione delle essenze grazie a un medico di nome Avicenna che perfeziona la tecnica della distillazione grazie alla creazione del serpentino refrigerante. Con l’avvento dei laboratori alchemici e delle prime industrie farmaceutiche lo studio delle essenze prosegue ma solo nel 1928 il chimico francese Gattefossé parla di “aromaterapia” per indicare l’utilizzo degli oli nella cura.

Quando si parla di piante da essenza infatti si prendono in considerazione per lo più erbe che producono sostanze volatili definite appunto oli essenziali o eterici. La maggior parte di queste sono le piante aromatiche. La visione antroposofica vede racchiuse nelle essenziere le forze dell’elemento fuoco. Rudolf Steiner afferma che lo sviluppo delle piante si realizza grazie “all’interagire delle forze formatici con gli eteri e gli elementi.” Dai cosmo giungono le forze formatrici per cui un vegetale assume una determinata forma e struttura in base agli influssi astrali che riceve. Durante l’anno queste forze si mescolano con gli eteri ossia con le energie sottili del calore, della luce, del suono e della vita. Nelle piante che producono essenza l’elemento fuoco è particolarmente presente perché indispensabile per i principi aromatici è il Sole e la produzione di olio è la sublimazione della pianta stessa che diffonde all’intorno la sua massima qualità, la sua forza vitale. Il percorso evolutivo dell’anima di una persona ha come meta finale l’illuminazione o la trascendenza del mondo materiale per la fusione con il mondo spirituale e le piante da essenza, nel mondo vegetale, si può dire abbiano raggiunto il culmine della loro manifestazione.

Olio come principio caratteristico

L’olio è il principio caratteristico con il quale si differenziano e si distinguono dalle altre:

compenetrandole le rende feconde fondendo in esse le forze astrali e le forze terrene. Lo yin e lo yang sono in perfetto equilibrio e l’espressione di questa armonia è la luce condensata che la pianta porta dentro di sé. La linfa ascendente e discendente che scorre alfinterno delle foglie e dello stelo contribuisce alla “costruzione” di un nuovo elemento, l’olio, e la pianta tutta lavora in sinergia per questo scopo. “Alchemicamente possiamo vedere la pianta come l’atanor in cui il fuoco brucia e distilla la linfa formando Volto. L’estrazione di questa energia è possibile e gli idrolati e gli oli essenziali sono l’espressione di questa forza vitale che una volta raggiunto l’organismo umano si manifesta come vitalità, recupero di funzionalità ed equilibrio psicofisico. Le piante da essenza, proprio in relazione a questa potenza condensata che le caratterizza, sono piante rustiche che non abbisognano di particolari cure. La loro tendenza è quella di elevarsi in tutti i sensi e anche fisicamente lo fanno cercando la vicinanza del calore prodotto dal sole. Le piante aromatiche crescono spontaneamente in luoghi caldi, magari su crinali scoscesi che permettono una buona esposizione ai raggi del sole e dove altre piante meno vitali non riescono a crescere. Portano dentro il fuoco e questa forza interiore permette loro di affrontare senza problemi condizioni difficili caratterizzate da poca acqua e terreni magri. Ricevono forza dai minerali e dalle piante di alto fusto ma possono stare anche da sole, in radure, oppure con altre piante simili. Quando si utilizzano le terapie vibrazionali si ricevono moltissime informazioni a livello sottile e nel caso delle essenze queste portano messaggi differenti a seconda del tipo di pianta da cui sono state ricavate ma le indicazioni comuni a tutte sono queste:

  • trarre il meglio dall’ambiente circostante;
  • coltivare le proprie qualità e i propri talenti;
  • cercare la strada per un’evoluzione spirituale;
  • armonizzarsi con le forze dell’universo.

I distillati sono degli strumenti molto potenti di cui l’uomo può servirsi e non è un caso che le piante da essenza abbiano trovato la loro massima espressione proprio nel periodo medioevale. Prima dell’avvento del periodo illuminista infatti l’umanità seguiva una direzione improntata alla ricerca delle interazioni tra il creato e la terra e anche i medici cercavano di scoprire le corrispondenze che esistono tra macrocosmo e microcosmo. Uno dei principali esponenti del Rinascimento fu Paracelso e una sua frase riassume il suo modo di concepire il mondo: “Ciò che vediamo con gli occhi è Vultima materia”. Andando avanti con le scoperte scientifiche la tendenza a considerare reale solo ciò che è possibile percepire con i cinque sensi ha spostato l’ago della bilancia verso una visione materialistica e organicista. La medicina allopatica ha fatto passi da gigante ed è innegabile il contributo che ha dato sconfiggendo malattie a carattere endemico ma al contempo una visione riduttiva della realtà ha anche lasciato l’uomo in balia di paure generando un profondo senso di separazione e conseguentemente di frustrazione. Le terapie cosiddette dolci sono quelle che vanno a riconciliare l’uomo con la sua parte emozionale, psicologica ed energetica e i distillati, in particolare gli idrolati, hanno la forza di comunicare con l’inconscio, con quelle aree sensibili e profonde dell’animo umano dove risiedono le energie di autoguarigione e di vita.

Questo testo è estratto dal libro "Gli Idrolati: le Acque che Curano" di Rosella Rasori - Editoriale Programma.

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