Guarire con i Funghi Medicinali - Ivo Bianchi
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Guarire con i Funghi Medicinali - Anteprima del libro di Ivo Bianchi

Proprietà terapeutiche e istruzioni per l'uso dei 12 funghi medicinali più importanti

Il fungo della prevenzione totale

L'Agaricus Blazei Murrill (ABM) è un fungo commestibile proveniente dalle regioni montagnose di Piedade, in Brasile. Descritto per la prima volta dal tassonomista Murrill nel 1947, negli anni ’60 attirò l’attenzione dei ricercatori per la bassissima incidenza di malattie degenerative che si riscontrava tra gli abitanti della regione in cui il fungo veniva comunemente mangiato. È chiamato anche “Cogumelo do Sol" in Brasile, “Himematsutake” in Giappone e “Ji Song Rong” in Cina.

Tradizionalmente questo fungo era utilizzato per combattere lo stress psicofisico, per stimolare il sistema immunitario, come ipoglicemizzante, per riequilibrare il profilo lipidico, per prevenire l’osteoporosi ed i problemi circolatori, per trattare l’ulcera peptica e le malattie tumorali.

Il suo altissimo contenuto in figlucani, molto maggiore rispetto al Reishi, allo Shiitake e al Maitake, lo rende il fungo medicinale di prima scelta nel trattamento delle neoplasie.

È un fungo di consistenza carnosa, dall’intenso odore di mandorla dovuto al suo contenuto in benzaldeide, alcool benzilico, benzonitrile e metil benzoato. È un saprofita secondario, ovvero cresce su materiale già predigerito da altri organismi.

Le straordinarie proprietà terapeutiche del fungo l’hanno reso ormai impossibile da reperire in natura. Viene tuttavia coltivato, ma per la grande difficoltà nel creare artificialmente il microclima che ne favorisca la crescita, il prezzo di mercato è molto elevato. L’Agaricus Blazei Murrill infatti cresce solo da ottobre ad aprile tra i 23° ed i 28° gradi, con un tasso di umidità pari all’80%. Contrariamente agli altri funghi che richiedono ombra e basse temperature, cresce bene in pieno sole. Inoltre servono circa 12 kg di fungo fresco per produrre lkg di fungo secco.

L’effetto anti tumorale di questo fungo è direttamente correlato all’alta concentrazione di P-glucani che sono tra le più potenti sostanze immunostimolanti che ad oggi si conoscano. E stato osservato che dopo 2-4 giorni di dieta ricca di ABM, il numero di cellule Natural Killer aumenta in modo significativo nel sangue. Questo fungo contiene inoltre una grande quantità di RNA e pro-teoglucani ad alto peso molecolare (ATOM) ad effetto immunostimolante ed antitumorale.

Nell'ABM sono contenuti molti tipi di polisaccaridi citotossici e carcinostatici, isolati dal micelio, dal corpo fruttifero e dalle spore del fungo. Le diverse frazioni isolate sono state identificate in vari studi ed è stato attribuito loro uno specifico nome:

  • AB-P Agaricus Blazei polysaccharide
  • ATOM Antitumor Organic Substance Mie
  • AB-FP Agaricus Blazei culture filtrate polysaccharide Fondamentale, per cogliere il ruolo terapeutico del fungo, è la nozione del suo alto contenuto in Tirosinasi, enzima che catalizza la trasformazione della Tiroxina in Dopamina. Ricordiamo che la Dopamina è il principale neurotrasmettitore ad effetto stimolante-antidepressivo presente a livello del nostro sistema nervoso. Inoltre la disponibilità di tale sostanza permette all’organismo di produrre Ubichinone o Coenzima Q, molecola fondamentale per il trasporto elettronico a livello intramitocondriale, per il consumo di ossigeno e per la produzione di energia.

La cellula, stimolata ad utilizzare più ossigeno, produrrà più energia ed in tal modo potrà fronteggiare svariati problemi, tra cui le aggressioni virali, attraverso una maggior produzione di Interferone y. Altresì, i radicali liberi dell’ossigeno (ROS), prodotti in tali processi ossidativi, saranno utilizzati per antagonizzare la riproduzione batterica e una eventuale crescita cellulare anomala.

L’ABM induce inoltre:

  • riduzione dei lipidi plasmatici in generale e del colesterolo in particolare
  • attivazione del complemento
  • attivazione di Macrofagi e Linfociti T helper
  • attivazione della membrana cellulare
  • inibizione diretta dell'astamina

Medicina tradizionale cinese

Interpretando le proprietà del fungo alla luce della Medicina Cinese possiamo dire che esso può essere un ottimo tonificante del meridiano del Fegato in primis e secondariamente del Rene. Infatti la perdita di capacità difensiva da parte dell’organismo (detta WEI QI) porta ad un deficit di energia (vuoto di Qi) che dà luogo ad una stasi di sangue a scapito dell’organismo stesso, consumandone lo YIN (vuoto Yin di Fegato e poi di Rene).

Componenti principali

Il fungo contiene:

  • minerali: Magnesio, Potassio
  • vitamine B6, B12, E e provitamina D2 (Ergosterolo)
  • lipidi, tra cui acido Linoleico, Oleico, Stearico e Palmitoleico
  • l’ABM contiene il 3.6% di lipidi di cui il 73.2% sono fosfolipidi ad effetto antineoplastico
  • tutti gli aminoacidi essenziali
  • acidi nucleici
  • steroidi
  • (3-D-glucani. L’ABM ha una concentrazione molto più alta di (3 glucani rispetto a tutti gli altri funghi medicamentosi e questa sembra essere la ragione delle sue peculiari proprietà terapeutiche soprattutto in ambito oncologico.
  • proteoglucani
  • complessi RNA-proteine
  • glucomannano

Ruolo terapeutico

Azione anti Neoplastica

In generale l’ABM migliora la situazione immunologica, i parametri ematopoietici e la qualità della vita in pazienti con forme neoplastiche anche in fase avanzata.

Estratti polisaccaridici di ABM hanno dimostrato sia in vivo che in vitro una potente attività antineoplastica in un gran numero di cancri, in particolare a livello polmonare ed ovarico.

In pazienti con cancro della cervice, del corpo dell’utero e dell’ovaio in trattamento chemioterapico con Carboplatino e Taxolo, la somministrazione del fungo ha ridotto gli effetti collaterali della chemioterapia: perdita di appetito, alopecia, instabilità emozionale e stanchezza generale. L’Agaricus Blazei, stando ai dati sperimentali, sembra essere in grado di inibire la crescita anche del cancro prostatico inducendo apoptosi nelle cellule neoplastiche ed antagonizzando direttamente la proliferazione cellulare, ostacolando la neo angiogenesi.

Poiché l’ABM si è rivelato utile anche nel trattamento del cancro al seno, la spiegazione sembra essere un’azione anti aromatasica specifica.

Sia il fungo intero che gli estratti possono modulare la tumorigenesi e la carcinogenesi a vari livelli e possono agire allo stesso livello con diversi meccanismi. I molteplici polisaccaridi e prote-oglucani presenti sono in grado di stimolare specifici recettori di membrana, presenti in varie sottopopolazioni cellulari, con induzione di diversi tipi di risposta immune.

Il vantaggio di questa azione multipla di stimolo è che può agire a vari livelli sull’inibizione della crescita neoplastica rispetto a quanto può fare un singolo polisaccaride, determinando un effetto sinergico nella prevenzione e nel trattamento della malattia cancro. Recenti ricerche hanno evidenziato i seguenti livelli di azione antitumorale dell’ABM:

  • stimolazione dell’infiltrazione dei tessuti tumorali da parte delle cellule Naturai Killer con azione citolitica (è stato provato con la somministrazione di 3 gr di estratto al giorno)
  • inibizione diretta della crescita delle cellule tumorali
  • induzione dell’apoptosi, ossia della morte delle cellule neoplastiche
  • inibizione della neoangiogenesi tumorale con modalità dosedipendente

È interessante notare che la citotossicità dell’ABM è selettiva per le cellule neoplastiche, mentre il fungo ha una azione protettiva sulle cellule normali. È stato dimostrato che cellule spleniche normali o i monociti attivati con Interleuchina 2 non risentono dell’azione citotossica o citostatica indotta da ABM.

A livello molecolare, da esperimenti in vitro sono state evidenziate le seguenti azioni dei polisaccaridi estratti da ABM:

  • effetto citotossico, anche se non su tutte le linee cellulari neoplastiche prese in esame
  • promozione dell’attività della proteina p38 MAPK (Membrane Activeted Protein Kinase) nella soppressione della linea cellulare tumorale HRA di carcinoma ovarico e nell’induzione dei processi di apoptosi
  • traslocazione, dal citosol ai mitocondri, della proteina pro-apoptotica Bax, accompagnata da rilascio di citocromo C e attivazione della caspasi 9
  • attivazione della cascata apoptotica mediata da un’attivazione mitocondriale
  • inibizione della metastatizzazione polmonare di alcune linee cellulari attraverso l’inibizione dell’espressione di UPA.

L’azione sul sistema immunitario è comunque conosciuta solo in parte. E stata dimostrata l’importanza delle interazioni con le cellule deputate alla presentazione dell’antigene (Antigen Presenting Cells - APC), le cellule NK e i linfociti T citotossici. L’interazione sembra stimolata dalla produzione di Interferone-y, che ha anche potenzialità citotossiche e antiproliferative, mentre specifiche interleuchine sono responsabili dell’attivazione cellulare. A livello cellulare l’effetto immunostimolante dell’ABM si esplica infatti attraverso l’induzione dell’espressione genica dell’Interleuchina 12, una citochina che ha un ruolo critico nella regolazione della risposta immunitaria cellulo-mediata anche indotta da agenti infettivi.

L’azione a livello immunitario è esercitata dai polisaccaridi e proteoglucani dell’ABM, che stimolano e dirigono la risposta immunitaria, oltre ad avere un’azione citotossica diretta attraverso l’attivazione del complemento, e da altri composti bioattivi contenuti nel fungo tra cui gli steroidi, che esercitano una attività antineoplastica diretta e specifica a livello cellulare.

Inoltre l’Ubichinone, la cui sintesi è stimolata dall’ABM:

  • attiva le capacità reattive delle cellule
  • ossigena i tessuti determinando l’inibizione della crescita neoplastica
  • stimola la depurazione tossinica

Secondo la letteratura scientifica l’effetto antineoplastico si esplica soprattutto nei confronti di:

  • cancri solidi
  • cancri che si associano ad ascite (carcinoma ovarico, epatico..)
  • cancri indotti da cancerogeni chimici

Le esperienze cliniche dell’Istituto Micologico Tedesco (Mycotroph) riportano successi terapeutici anche in pazienti con Leucemia e Linfomi, specialmente Linfomi non Hodgkin (NHL).

Nel ratto, in cui à stato sperimentalmente impiantato sottocute il Sarcoma 180, la somministrazione di 10 mg pro kilo di peso di Agaricus blazei Murriìl, ha determinato la scomparsa del tumore nell’87.5% dei casi ed un blocco della crescita tumorale nel 93.6% dei casi.

Ulteriori studi sull’animale hanno dimostrato che l’effetto antitumorale è anche preventivo se il fungo viene somministrato

Il giorni prima dell’impianto del tumore sperimentale, fatto che può essere spiegato con l’attivazione dell’Ubichinone endogeno.

L’associazione di ABM con chemioterapici tradizionali quali il 5-Fluorouracile ha dimostrato effetti sinergici di azione e ha permesso la riduzione dei dosaggi del chemioterapico, senza perdita di efficacia terapeutica, ma con forte riduzione degli effetti collaterali.

Numerosi studi sono stati effettuati sull’utilizzo di ABM in associazione con vari chemioterapici; i dati ottenuti hanno evidenziato un effetto sinergico di risposta con moltiplicazione dell’efificacia terapeutica in ragione del:

  • 4.8% per la mitomicina
  • 6.8% per l’endoxan
  • 2.1% per la citosina arabinoside
  • 6.3% per il 5-fiuorouracile

Citiamo uno studio su adenocarcinomi mammari spontanei in animale da esperimento in cui alti dosaggi, 300 mg/kg di ABM, hanno portato ad un effetto terapeutico superiore a quello ottenuto con Mitomicina C e 5-Fluorouracile, con sostanziali miglioramenti nel 48,5% dei casi.

Il fungo stimola specificatamente l’attività chemiotattica macro-fagica ed aumenta i livelli serici di proteine acidiche immuno-soppressive (1AP) prodotte dai macrofagi attivati e dai neutrofili. Secondo gli studi più recenti viene stimolata la produzione di cellule citotossiche a livello splenico ed il rilascio di fattori chemiotattici a livello dell’area tumorale.

L’ABM potenzia inoltre in maniera significativa anche gli effetti della radioterapia nel trattamento oncologico, proteggendo dai danni secondari da radiazioni.

Esistono evidenze ormai chiare sull’effetto cancerogeno dei chemioterapici convenzionali che spesso curano una neoplasia ma ne causano una seconda, come nel caso delle Mostarde azotate che a distanza di tempo sono state correlate a sviluppo secondario di carcinoma polmonare e timico, della Ciclofosfamide e dell’Endoxan che provocano carcinoma mammario e della Mitomicina che è stata associata allo sviluppo di sarcomi.

La possibilità quindi di un utilizzo di dosaggi quanto più ridotti possibile di tali chemioterapici con l’associazione contemporanea di funghi terapeutici ad effetto antineoplastico, nel caso specifico dell’ABM, permetterebbe di ridurre il rischio di neoplasie secondarie alla chemioterapia.

L’effetto antineoplastico è dose-correlato ed è molto più potente quando il dosaggio passa dai 10 ai 20 mg/kg.

La stimolazione immunitaria evocata dall’ABM lo fa considerare come un’importante risorsa farmacologica con effetti preventivi sulle neoplasie umane. Lo stimolo immunitario, indotto da ABM, è sia diretto, per maggior disponibilità di ATP a livello cellulare e per attività citotossica, che indiretto attraverso la stimolazione dei macrofagi da parte dei P-D glucani e delle glicoproteine. L’ABM attiva nettamente il sistema reticoloendoteliale soprattutto a livello di fegato, milza, tessuto linfoide e midollo. Nell’animale da esperimento è stato dimostrato che la somministrazione del fungo aumenta il peso di fegato, timo e milza.

Azione anti Dislipidemica ed anti Diabetica

L’ABM è ricco di fibre che ostacolano e ritardano l’assorbimento gastroenterico di zuccheri e grassi. Uno studio del 2008 dimostra come l’assunzione del fungo porti ad una significativa diminuzione del colesterolo e della glicemia in pazienti con Sindrome Metabolica.

L’azione a livello mitocondriale, con attivazione del consumo di substrati e produzione di energia, è ulteriore ragione della riduzione, in particolare, dei livelli di colesterolo.

L’ABM è utile nel trattamento del diabete mellito: le fibre vegetali indigeribili contenute quali i polimeri polisaccaridici, la cellulosa, le sostanze pectiniche, la chitina e il chitosano, che hanno un basso contenuto calorico, non stimolano la produzione di insulina e ritardano e rallentano l’assorbimento intestinale di zuccheri.

L’ABM contiene anche l’acido linolenico che contribuisce alla gestione degli effetti collaterali del diabete e alla riduzione dell’ipercolesterolemia. È un alimento con elevato valore nutrizionale grazie alla presenza di vitamine del gruppo B, magnesio, potassio e altri minerali e può quindi essere considerato un’ottima supplementazione, soprattutto priva di effetti collaterali, per il paziente diabetico.

L’ABM determina anche un riequilibrio dell’attività immunologica, cosa particolarmente importante nel diabete di origine autoimmune, insulino-dipendente, almeno nelle sue prime fasi. ABM è quindi utile nel diabetico:

  • per la riduzione e il rallentamento dell’assorbimento intestinale degli zuccheri
  • per il suo contributo nutrizionale (minerali, aminoacidi, vitamine e fibre) e il basso contenuto calorico
  • per il suo effetto di immunostimolazione che esercita in una protezione delle residue cellule delle isole di Langherans, in caso di diabete I.

L’azione antidiabetica di ABM è stata confermata da esperimenti sul topo reso diabetico per distruzione delle cellule di Langerhans del pancreas. I dati ottenuti indicano che l’ABM è in grado di attivare il sistema immunitario inibendo la progressione della malattia. L’ABM è efficace quindi, almeno in una certa misura, sia nel diabete di tipo I che nel diabete di tipo II pur agendo con meccanismi diversi:

L’effetto di ABM sul Diabete I è legato alla sua capacità di:

  • stimolo e riequilibrio immunologico

L’effetto di ABM sul Diabete II è legato alla sua capacità di:

  • Detossificazione e riduzione dell’assorbimento dei carboidrati

I grassi poiinsaturi contenuti nel fungo giustificano inoltre le sue proprietà ipocolesterolemizzanti e contribuiscono al suo globale effetto antiaterosclerotico.

Azione anti Allergica

I polisaccaridi dell’ABM, come quelli di molti altri funghi medicinali: Reishi, Maitake, Hericium, spostano l’equilibrio linfocitario nella direzione Thl e sono quindi utili nei pazienti allergici che hanno, per definizione, un assetto immunologico Th 2. Tale atteggiamento immunologico è inoltre favorevole ad una prevenzione della malattia neoplastica.

L’ABM esercita un’importante azione di modulazione sul sistema immunitario, che coinvolge la funzione dei macrofagi e del complemento, con attivazione della funzione reticoloendoteliale e T linfocitaria.

Esperimenti con l'estratto acquoso di ABM hanno evidenziato un’azione di inibizione del rilascio di istamina.

L’utilizzo di ABM si è rivelato utile in varie patologie allergiche, tra cui: dermatite atopica, rinite allergica ed asma bronchiale.

Azione Epatoprotettiva

A livello del fegato il fungo ABM svolge un’attività detossificante, antidegenerativa ed antivirale.

Tutta una serie di studi clinici dimostrano che il fungo è utile nel trattamento dell’epatite cronica, dovuta sia al virus B che C. La somministrazione del fungo per almeno 3 mesi ha portato, oltre che alla riduzione delle transaminasi, anche alla riduzione della tensione addominale, dell’astenia, del dolore epatico e del volume di fegato e milza. La cosa non stupisce se si considera lo specifico effetto di stimolo della produzione di Interferone y da parte del fungo.

Dai dati ottenuti dal Dr. Wang Jun Zhi del Lanzhou Medical Institute of China, la somministrazione di 20 mg al giorno di ABM ha portato ad un miglioramento della funzionalità epatica ed alla negativizzazione degli indici di attività virale in pazienti con epatite B cronicizzata.

Nell'esperimento 20 pazienti sono stati divisi in 2 gruppi, un gruppo trattato con ABM e uno di controllo sottoposto alla terapia convenzionale. Dopo 3 mesi i pazienti sono stati confrontati. Nel gruppo trattato con ABM sono stati ottenuti risultati significativi in 2 casi ed efficaci in 8, e non ci sono stati insuccessi; nel gruppo sottoposto a trattamento convenzionale, i risultati sono stati significativi in 1 caso, parzialmente efficaci in 6 ed inefficaci in 3.

Il gruppo trattato con ABM ha inoltre evidenziato una migliore funzionalità epatica rispetto al gruppo di controllo, dati indicativi del fatto che ABM contribuisce al recupero funzionale delle cellule epatiche.

Indicato anche nell’epatopatia tossica, indotta da sostanze chimiche, il fungo è importante perché protegge, in senso preventivo, nei confronti di varie sostanze cancerogene e mutagene.

Azione anti Ipertensiva

L’assunzione di ABM è in grado di ridurre la pressione sia sistolica che diastolica. Un esperimento a doppio cieco con la somministrazione di ABM arricchito con GABA (acido gamma aminobutirrico) in soggetti con ipertensione lieve ha dimostrato, nel periodo di assunzione, un abbassamento statisticamente significativo sia della pressione sistolica che diastolica nei soggetti trattati rispetto al gruppo di controllo.

Questo testo è estratto dal libro "Guarire con i Funghi Medicinali".

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