I 7 Passi del Perdono - La Scienza della Felicità - Daniel Lumera
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I 7 Passi del Perdono - La Scienza della Felicità - Anteprima del libro di Daniel Lumera

Un metodo rivoluzionario per guarire e realizzarsi

Guarire perdonando

Perdono e vendetta. Si tratta di concetti in antitesi e qui non si vuole ridurre il problema in termini di benefici o utilità, perché sono evidenti gli effetti psicologici e fisici che possono prodursi quando si diviene capaci di trasformare rabbia, odio e risentimento in benessere e pace. Le tecniche del perdono presentate in questo libro (e quelle insegnate durante i corsi di formazione) servono proprio a sviluppare questa capacità. E possibile che arrivare ad amare e augurarsi sinceramente il bene di chi ci ha fatto soffrire sia una potente medicina per l’anima e il corpo? Per questo è nata una vera e propria scienza del perdono, che ha dedicato una serie di esperimenti e pubblicazioni sugli effetti terapeutici di questa pratica.

I ricercatori dell’Università del Wisconsin hanno verificato come perdonare sia un’efficace medicina per diminuire il rischio di sviluppare malattie cardiache e gravi disturbi mentali. Alla Luther University di Decorah in Iowa spiegano che il perdono si può imparare esercitandosi con le giuste tecniche, attraverso le quali si raggiunge un nuovo livello di benessere anche dopo poche applicazioni. La scienza del perdono viene applicata ai traumi più estremi, come la violenza sessuale, gli abusi, l’elaborazione di un lutto o di una malattia terminale, l’aborto, i casi di traumi di guerra fino alle problematiche più comuni relative alla fine di una relazione, a un divorzio, a un conflitto o a un fallimento. La scienza si è appropriata di uno strumento finora considerato una virtù insegnata solo in contesti religiosi e comunque legata alla spiritualità.

È noto che i sentimenti di odio, rabbia, ira e risentimento aumentano il rischio di attacchi cardiaci, causando un aumento della pressione sanguigna ed esponendo il soggetto al rischio di aritmie: il dottor Douglas Russell, in un articolo pubblicato sul «Los Angeles Times», illustra uno studio effettuato nel 2003, nel quale viene dimostrato che anche solo dopo 10 ore di corso sul perdono le attività coronariche dei pazienti presentavano un sensibile miglioramento. «Le aritmie cardiache associate alla rabbia sono più instabili e per questo più letali» affermano gli studi dell’Università di Yale: secondo l’equipe di scienziati guidata dal dottor Stopper le esplosioni d’ira rilasciano una quantità di adrenalina che aumenta notevolmente i rischi di arresti cardiaci nei pazienti che presentano irregolarità nel battito. È emersa dunque una connessione tra stress, adrenalina e aritmia: in pratica un notevole rilascio di adrenalina (ormone associato allo stress) dovuto alla rabbia potrebbe scatenare un arresto cardiaco o comunque alterare l’attività elettrica del cuore.

Rabbia e Ira

La rabbia e gli attacchi d’ira provocano delle aritmie particolari (si verifica infatti almeno un extra battito, ossia una contrazione ventricolare prematura, nel 100% dei casi) che, rispetto a quelle di altra natura, sarebbero più “disorganizzate” e meno stabili, perciò più pericolose. Anche il dottor Hunter C. Champion di Baltimora sottolinea quanto sia importante portare avanti gli studi e le teorie che evidenziano la connessione esistente tra mente, emozione e corpo, vedendo nel perdono una delle pratiche più efficaci per rilasciare e liberarsi delle cariche energetiche pesanti che si somatizzano a livello fisico.

Le tecniche presentate in questo libro (e i relativi esercizi) sono 7 delle 14 che vengono utilizzate nei corsi di formazione. Le tecniche mancanti sono state omesse volontariamente perché necessitano di una guida esperta che possa condurre una sperimentazione equilibrata. Il perdono produce una condizione di liberazione, di leggerezza, di gioia e di felicità molto intense. In quasi tutti i casi le persone riacquistano la capacità di essere ottimiste e di ridere, anche in relazione a vissuti molto intensi e pesanti. Vari studi scientifici hanno dimostrato che il riso e l'ottimismo causano la dilatazione dell’endotelio (lo strato di tessuto protettivo che riveste interamente i vasi sanguigni e linfatici e le cavità cardiache), accrescendo in tal modo il flusso sanguigno che influenza positivamente il sistema cardiovascolare. Quando il praticante entra nel processo del perdono, si manifestano delle intense sensazioni di piacere e felicità, causate fisiologicamente dal rilascio di endorfine nel sangue, e anche in questo caso vengono attivati i recettori presenti nell’endotelio, causandone la dilatazione. In una situazione di forte stress negativo o di rabbia si producono invece ormoni come il cortisolo, che riducono il rilascio da parte delle cellule endoteliali di ossido di azoto nel sangue, che funge da vasodilatatore. Quindi tutti gli stati d’animo carichi di queste emozioni possono essere causa di malattie cardiache. Il perdono dunque è un vero e proprio balsamo: crea le condizioni per un approccio positivo alla vita e permette di recuperare e conservare una buona salute.

Il perdono e la sindrome da cuore Infranto

La sindrome da cuore infranto (broken heart syndrome) colpisce soprattutto le donne e può portare a una temporanea debolezza del muscolo cardiaco. «Mi ha spezzato il cuore» non è solo un modo di dire, ma una vera e propria sindrome che può manifestarsi anche in chi vive o ha vissuto una situazione sentimentale straziante. I sintomi di chi soffre di questa sindrome sono gli stessi di un infarto, ma si tratta di un’alterazione temporanea causata dal rilascio improvviso di una quantità massiccia di ormoni catecolaminici, detti “ormoni dello stress”. Questo repentino cambiamento fisiologico produce come uno stordimento temporaneo del muscolo cardiaco e si manifesta attraverso sintomi quali dolori al petto, ridotta abilità del cuore di pompare sangue, respiro corto e liquido nei polmoni. Esiste quindi una connessione tra una vita coniugale stressante e l'aumento del rischio cardiovascolare. Attraverso le relazioni si costituiscono legami molto forti fra le persone e quando questi sono alimentati da emozioni forti (forte rabbia, risentimento o rancore logorante) si hanno conseguenze sulla salute e sull’equilibrio psicofisico.

La relazione tra pensieri, emozioni e corpo della persona è un aspetto fondamentale, di cui bisogna essere consapevoli. La sindrome del cuore infranto può manifestarsi quando il dolore interiore della persona diventa talmente insopportabile da essere somatizzato potentemente a livello fisico. Quante volte in un litigio uno dei due partner decide di “subire la situazione in silenzio” portandosi dentro il dolore e la rabbia che prova per paura di perdere il proprio compagno? Certe volte le paure sono talmente forti da compromettere la propria salute. Il perdono, compreso e applicato correttamente, è uno straordinario mezzo per imparare, oltre che a gestire le proprie emozioni, a comprendere come rilasciare ciò che provoca sofferenza e sperimentare un nuovo livello di felicità e leggerezza. Le emozioni perturbatrici come odio, rancore, risentimento, desiderio di vendetta, vergogna ecc. rafforzano il legame con l’altra persona, che diventa sempre di più l’oggetto della nostra attenzione.

Dinamiche emozionali

Queste dinamiche emozionali sono capaci, pian piano, di togliere serenità, felicità e gioia di vivere, oltre che minare la salute fisica. Il perdono libera da questo legame e lo guarisce dalle emozioni perturbatrici, permettendo di riconquistare benessere e felicità. Così come esiste una dieta alimentare, ne esiste anche una emozionale e mentale: ci nutriamo di pensieri ed emozioni che sono “alimenti” capaci di influenzare e cambiare anche il nostro corpo. L’odio e la paura dunque alterano le percezioni sensoriali e psichiche in misura evidente, con effetti non dissimili da quelli causati da sostanze stupefacenti.

Il perdono viene considerato uno strumento terapeutico di eccezionale efficacia, perché se usato correttamente disintossica corpo, mente e spirito, permettendo di riconquistare fiducia in se stessi e, se si vuole, ristabilire le relazioni interrotte.

Tutte le persone che hanno subito un tradimento, una violenza, un sopruso, un crimine o un qualsiasi altro abuso, si trovano, prima o poi ad affrontare il tema del perdono. Devono interrogarsi se concederlo o meno; se entrare o meno nella dinamica attraverso la quale acquisiranno coscienza di se stessi e smetteranno di provare risentimento e odio. Molto spesso ci si rifiuta di assumersi questa responsabilità, ossia della responsabilità che ha il potere di cambiare ciò che si vive. Se si vuole una buona motivazione per considerare seriamente questa possibilità si deve provare a ragionare in questo modo: non solo se si è subito un sopruso, ma ci si rovina la vita perché si rimane legati a ciò che quella violenza ha provocato. Il perdono può essere concesso a patto che si dia a se stessi il permesso di tornare a essere felici e liberi dall’odio.

La psicologia clinica moderna ha potuto apprezzare nella pratica il potere terapeutico del perdono: diminuzione di sentimenti negativi, potente effetto liberatorio, capacità di trasformare le emozioni perturbatrici in allegria, felicità e gioia. Tuttavia sono esistite delle correnti di pensiero che non hanno considerato queste potenzialità. Lo stesso Freud aveva mostrato le sue riserve e contrarietà quando, ne Il disagio della civiltà, parla del perdono come di una pretesa incomprensibile e dannosa per la salute psichica dell’individuo, che, in relazione alle pressioni pulsionali interiori, avrebbe portato a una rivolta o alla nevrosi.

Il perdono, secondo certe persone, può essere efficace e avere senso solo come prova di sottomissione al più forte, per calmare la sua aggressività (chiedere perdono)o come atto di superiorità (ti perdono perché sono superiore a te e all’accaduto). In entrambi i casi si tratta di un ego impaurito o esaltato, condizione che è lontana dalla comprensione del perdono che si vuole esporre in questo libro, nella quale viene coinvolta tutta la persona: i sistemi emotivo, cognitivo, comportamentale, biologico, oltre alla sfera vitale e all’area più profonda della coscienza.

Questo testo è estratto dal libro "I 7 Passi del Perdono - La Scienza della Felicità".

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