Il Codice del Cuore - Riccardo Geminiani - Estratto
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Il Codice del Cuore - Anteprima del libro di Riccardo Geminiani

Lowell dal 25 Dicembre al 4 Febbraio - L'apertura del cuore

Lowell, 25 dicembre 1997

"Natale è il giorno più triste della terra.

Natale è il giorno più triste della terra per chi non ha più un padre. Mamma dice che dobbiamo comunque sorridere, che sorridere tiene il babbo più vicino. Sorridere è come abbracciarlo, l’unico modo che abbiamo per abbracciarlo. Sorridere. E così io sorrido."

Lowell, 27 dicembre 1997

"Pomeriggio con mamma. Seduti vicino all’albero di Natale, lei mi mostra un album di fotografie. C’è il babbo che cammina in una foresta, poi al volante di una grossa jeep nel deserto, poi davanti all’entrata di un antico tempio. Sono immagini dei suoi ultimi viaggi di lavoro, prima che sparisse. Mamma mi mostra anche ritagli di giornali che parlano della sua scomparsa.

In nessuno si parla del “grande segreto”."

Lowell, 7 gennaio 1998

"Giornata di scuola, un po’ bella e un po’ no.

Mary dentro un vestito celeste a pois gialli che mi ricorda il cielo, splendente più che mai oggi. Questa era la parte bella.

Mary per mano con Rob durante la ricreazione. Questa è la parte no."

Lowell, 9 gennaio 1998

"Mamma ha ritrovato un vecchio taccuino del babbo. È di pelle marrone con una scritta nera, incomprensibile (mamma pensa sia una lingua antica). Al suo interno si parla del “grande segreto”. Mamma dice che da anni il babbo lavorava a questo progetto. Secondo lui era qualcosa di grandioso, che avrebbe cambiato le nostre vite e quelle di tante persone. Babbo non ha mai rivelato a nessuno di cosa si trattasse."

Lowell, 12 gennaio mattina 1998

"Il grosso divano di pelle blu ci ha lasciati. Con lui se ne sono andati anche la radio e un braccialetto d’oro e avorio. Mamma vende cose perché abbiamo bisogno di soldi. Sono preoccupato, temo che presto toccherà alla mia chitarra."

Lowell, 12 gennaio sera 1998

"Rivorrei il babbo qui con noi."

Lowell, 22 gennaio 1998

"Oggi tema in classe con lettura ad alta voce. Titolo: “Il mio più grande sogno”. Ecco cosa ho scritto:

“Il mio più grande sogno è fare l’esploratore come mio babbo. Girare il mondo a caccia di antichi segreti e oggetti preziosi. Mia madre dice che sono ancora troppo giovane per tutto ciò e che nessuno assumerebbe mai un esploratore di undici anni. Si sbaglia. Io devo partire quanto prima per andare a recuperare il babbo. Sarà un viaggio lungo: dagli antichi monasteri del Tibet ai templi indù nel Nepal, per poi attraversare il deserto del Si-nai e le foreste amazzoniche, e approdare infine in Perù. Questa è la rotta seguita dal babbo. Questi sono gli ultimi luoghi che ha esplorato. Lui cercava il “grande segreto”, il più segreto di tutti i segreti! Sono certo che l’ha trovato. Io non credo a chi dice che lui è morto! Bugie. Solo stupide bugie. So che è ancora vivo e attende che io vada a salvarlo! Salvarlo, in realtà è proprio questo il mio più grande sogno.

Mary ha sorriso. Rob, Jeff e Pablo mi hanno preso in giro sul babbo e sul grande segreto."

Lowell, 26 gennaio 1998

"Altri due mobili se ne sono andati, credo che nasconderò la mia chitarra in soffitta. Ieri ho riletto il taccuino del babbo, questa storia del grande segreto è curiosa. Sembra davvero che chi lo scopra abbia in dono poteri illimitati."

Lowell, 31 gennaio 1998

"Qualche ora di illusione a scuola. Mary e Rob hanno litigato, ma a ricreazione era già pace fatta. Poi tutto è filato via nero: la professoressa Stevenson mi ha interrogato, brutto voto, e a casa nuove bollette come pioggia sulle nostre teste! Ho raccontato a mamma di Mary. Mamma dice che per voler bene a qualcuno e a qualcosa non c’è bisogno di possederli. Ci penserò su, le ho risposto. Ma era solo per farla felice (lei adora vedere che le sue frasi producono un qualche effetto su di me)."

Lowell, 4 febbraio 1998

"Ho trovato una cartina nello studio del babbo, era nascosta sotto alcuni libri. E buffa! Ci sono nomi strani (come Cuzco, Nazca, Rotzca e Otrazca), ho guardato nell’atlante geografico. Si trovano in Perù. Sulla cartina ci sono i nomi e una rotta che li attraversa. Forse è la strada che stava percorrendo il babbo."

Apertura del cuore

Uno degli antichi manoscritti rinvenuti da mio padre celava al suo interno uno dei più potenti rituali mai tramandati per favorire l’apertura del cuore. L’ho personalmente sperimentato in questi anni e i suoi effetti hanno del prodigioso. E ora lo sto divulgando a tutte le persone a me care, chiedendo loro di fare altrettanto, creando così una sorta di catena - una luminosa catena - che arrivi in tutti gli angoli del mondo.

Questo era il sogno di mio padre.

Lui sapeva che questa pratica avrebbe cambiato le persone, e in breve tempo avrebbe finito per cambiare il mondo. Il mio compito è quello di portare a termine il suo sogno.

Ho trascritto il manoscritto qui di seguito, e chiedo a voi di diffonderlo a più persone possibili.

Il rito del cuore aperto

Pratica base, da ripetersi per sette giorni:

Mano destra sul cuore.

Scivola la mente nel cuore.

Trasferisco il respiro nel cuore.

Ora dal cuore respiro.

Cinque completi respiri, ognuno di cinque tocchi.

Inspiro, in cinque tocchi.

Espiro, in cinque tocchi.

Il cuore respira, come fosse il ramo di un salice che oscilla cullato da una leggera brezza.

In quel respiro c’è Dio.

In quel Dio ci sono Io.

Ora il cuore è centro.

E in quel centro io dimoro.

Accarezzo con le mani il cuore e in lui mi riconosco.

Questa è la pratica base, primaria, (trascritta nella sua versione originale), che trova suo naturale completamento in un ulteriore passaggio. Leggete con attenzione le righe che seguiranno, perché la pratica che vi è descritta - se praticata con costanza, intenzione e sentimento - è di per sé una via di accesso al risveglio e all’apertura del cuore. La sua semplicità è disarmante quanto la sua potenza.

Pronunciate incessantemente la parola “amo”. La lettera “a” quando inspirate, le restanti lettere “mo” quando espirate, “a-mo”. Che la “a” diventi una lunga onda che penetra in voi e porti con sé tutto l’amore che l’universo racchiude. Quell’amore circoli in voi e nutra ogni cellula del vostro corpo e fuoriesca rinnovato nella lunga onda che riecheggia al suono di “mo”. Amore che si fonde nell’amore. Il suono del vostro respiro diventi amore, “a-mo”. La vostra giornata e ogni vostro respiro diventi un moto d’amore.

Alla pratica base e a questo suo completamento vanno poi abbinate ogni giorno pratiche secondarie, che brevemente riassumo:

Pratica del primo giorno

Parlare dal cuore.

Sentire le parole originarsi e fuoriuscire dal cuore. Come il soffio leggero di un flauto. La voce calda e vibrante che dal cuore attraversa le cavità e dalla bocca esala.

Sentire la potenza, il peso, la sostanza di queste parole. L’amore che racchiudono.

Ogni parola che esce dalla bocca è un bacio al divino.

Pratica del secondo giorno

Ascoltare con il cuore.

Il cuore è il nostro vigile e amorevole orecchio. Ascolta e accoglie le parole che giungono a noi, il loro suono, il loro messaggio, il sentimento che racchiudono.

Pratica del terzo giorno

Muoversi con il cuore.

Percepire le azioni, i movimenti, originarsi dal cuore. Come se il cuore fosse l’organo a cui è collegato ogni muscolo e ogni arto del nostro corpo. Che ogni nostra azione parta dal cuore e al cuore rimanga collegata.

Pratica del quarto giorno

Pensare dal cuore.

Focalizzo, il cuore come il centro del tuo pensiero, senti la tua mente all’interno del cuore. Ogni pensiero che parte dal cuore è puro, ed è espressione del divino, del nostro contatto con il divino.

Pratica del quinto giorno

Mangiare col cuore.

Come se il cibo andasse direttamente ad alimentare il cuore, come se il cibo fosse masticato e ingerito dal cuore. Senti e riconosci la bellezza degli alimenti, la sana e prodigiosa energia che sprigionano.

Pratica del sesto giorno

Emozionarsi dal cuore.

Ogni emozione transita per il cuore e dal cuore è riverberata. E il cuore che sente, il cuore è il filtro che ti permette di cogliere e distillare ogni emozione.

Pratica del settimo giorno

Ripetere la pratica base per due volte, poi a seguire tutte le sei pratiche secondarie.

Consigli e integrazioni alla pratica del rito del cuore

Nella settimana di pratica del rito del cuore chiedete al vostro angelo custode di accompagnarvi, facendovi sentire la sua presenza.

Durante la settimana di pratica del rito del cuore portate con voi un’ametista grezza, possibilmente all’altezza del cuore. Ha azione benefica e agevola il processo di apertura.

Durante la giornata, toccatela e avvicinatela al cuore ogni qualvolta ne sentite desiderio o bisogno. E di notte, quando dormite, adagiatela vicino o sopra di voi.

Durante la settimana di pratica del rito ogni due ore battete il pugno al cuore; questo gesto vi terrà ancorati al cuore e vi riporterà a lui qualora subentrino momenti di smarrimento o cedimento. È un ricordarsi che siamo nel cuore. Che il nostro centro risiede là.

Questo testo è estratto dal libro "Il Codice del Cuore".

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