Il Codice dell'Amore - Alexander Loyd - Estratto
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Il Codice dell'Amore - The Love Code - Anteprima del libro di Alexander Loyd

Determinare il vostro massimo obiettivo di successo

Determinare il vostro massimo obiettivo di successo

Permettetemi di dare inizio a questo capitolo con una domanda. Se non siete in grado di rispondere correttamente, avete ben poche possibilità di ottenere ciò che più desiderate dalla vita. Probabilmente resterete prigionieri di un circolo vizioso per anni, decenni o forse addirittura per il resto della vostra vita. Per quanto possa essere determinante, in base alla mia esperienza diretta ben poche persone conoscono la risposta esatta a questa domanda. Quindi, eccola.

Cosa volete più di ogni altra cosa in questo preciso momento? Per aiutarvi a formulare la risposta giusta pongo solo una regola: niente filtri. Cosa intendo dire con questo? Alla maggior parte delle persone, quando sentono questa domanda, balena in mente una risposta superveloce, istintiva. Il problema è che spesso cercano subito di convincersi che quella non dovrebbe essere la loro risposta. Cercano di trovare una giustificazione per dare una risposta diversa, più socialmente accettabile, più in linea oppure meno in linea con l’educazione che hanno ricevuto, più religiosa, meno religiosa, decidete voi; quanto a me, ho sentito dire di tutto. Non fatelo!

Questo libro ha l’intento di aiutarvi a ottenere ciò che davvero volete. Dare una risposta onesta a questa domanda rappresenta il primo passo, perché se non sapete cosa volete veramente, o se non ammettete la verità riguardo a ciò che davvero volete, quasi certamente non l’otterrete. Quindi voglio la vostra risposta sincera e istintiva. Se vi viene spontaneo pensare a un milione di dollari, fantastico: la risposta giusta è quella. Se è un problema di salute ciò che volete risolvere, ben venga: quello andrà bene. Se e un rapporto ciò che volete migliorare, ottimo. Qualsiasi cosa vi venga in mente, in modo naturale e spontaneo, rappresenta la vostra risposta.

L'esercizio del genio

Per aiutarvi a rispondere a questa domanda senza frapporre alcun filtro, facciamo subito un esercizio. Ricordate la storia di Aladino e della sua lampada magica? Quella era una delle mie storie preferite da bambino; non so quante volte ho immaginato, mentre passeggiavo in giardino, quali sarebbero stati i tre desideri che avrei scelto e cosa sarebbe successo dopo. Da piccolo ero un patito dello sport, quindi di solito desideravo di essere il prossimo Jimmy Connors, o se si era in piena stagione di baseball, di essere il lanciatore vincente della squadra dei St.Louis Cardinals al settimo game della Coppa del Mondo, e poi uscivo e facevo finta di lanciare per tutta la partita.

Chiudete gli occhi e immaginate che adesso il genio di Aladino sia proprio lì, davanti a voi. Non c’è nessun altro, solo voi e il genio. Ecco cosa vi dice:

Realizzerò un tuo desiderio. Puoi esprimere qualunque desiderio, con due soli limiti: non puoi chiedere di realizzare più desideri e non puoi far avverare un desiderio che privi qualcun altro del suo libero arbitrio. Ma se vorrai qualsiasi altra cosa, la otterrai. Desideri dieci milioni di dollari? Fatto! Vuoi guarire una malattia “incurabile”? Guarito! Ci tieni a raggiungere un grande obiettivo di successo? Vittoria! Hai capito come funziona. Nessuno saprà mai come hai realizzato il tuo desiderio; penseranno che si sia avverato spontaneamente in base alle circostanze della vita. Inoltre, non potrai esprimere alcun altro desiderio per il resto della la tua vita, e se non mi dici il tuo desiderio entro dieci secondi, lo perderai.

Ecco, si tratta di questo; è il momento della verità. Comportatevi come se questo vi stesse realmente succedendo adesso. Nessun filtro; avete dieci secondi. Chiudete gli occhi e... fatelo.

Quale desiderio avete espresso al vostro genio? Annotatelo.

Sapete cosa ho fatto? Vi ho imbrogliati. Mi dispiace, dovevo farlo, e forse poi mi ringrazierete. Era l’unico modo che sono riuscito a immaginare per aiutarvi a identificare ciò che davvero volete di più nella vita. Vedete, la risposta che avete appena dato in realtà è l’obiettivo numero uno della vostra vita in questo momento. Ma se ve l’avessi chiesto in quel modo, probabilmente avreste detto qualcosa di diverso. Molto probabilmente, qualcosa di molto diverso: una risposta che non ci aiuterà nella ricerca di ciò che davvero volete di più. Quindi, perché ho voluto sapere qual è il vostro obiettivo numero uno nella vita? Perché è il motivo per il quale voi fate quasi tutto ciò che fate. È la ragione per cui avete i pensieri che avete. E ciò in cui realmente credete di più, a prescindere da quello che potreste affermare; e rivela la vostra programmazione soggiacente. Tutto ciò che fate, che avete mai fatto e che mai farete dipende da un obiettivo che vi siete prefissati a un certo punto della vita, anche se da tempo, oramai, avete scordato di cosa si tratti. Non vi sareste alzati al mattino se da un certo punto in avanti non vi foste prefissi quell’obiettivo, consciamente o inconsciamente. Lo stesso vale per quando vi lavate i denti, vi vestite, chiamate un taxi, vi sposate, divorziate, avete figli, andate al gabinetto e così via. Individuare l’obiettivo numero uno della vostra vita è il primo passo per apportare qualsiasi vero cambiamento.

La risposta sbagliata

Ho posto questa domanda alla gente per venticinque anni, sia a persone singole che a gruppi di migliaia di individui. L’ultimo gruppo che ho condotto dal vivo a cui l’ho chiesto era formato da più di seicento persone. Solo sei hanno dato la risposta giusta.

Se l’unica regola era quella di dare una risposta onesta, come hanno potuto formulare la risposta sbagliata? Ebbene, so che mi hanno dato la risposta sbagliata perché, dopo aver fatto loro altre due domande, sono stati loro a dirmi di aver dato la risposta sbagliata. Vi farò quelle due domande fra un po’. Ma intanto vi do un indizio: la risposta giusta è sempre uno stato interiore (come l’amore, la gioia, la pace ecc.). La risposta sbagliata è una circostanza esterna (denaro, salute, successo, un rapporto basato su ciò che qualcun altro fa o sente ecc.). Si tratta della risposta sbagliata perché è controproducente: vi allontana dalla felicità e dal successo che agognate e creerà letteralmente il fallimento (o ulteriori fallimenti) nella vostra vita.

Perché? Torniamo al tipico “modello per l’insuccesso” in tre passi che abbiamo citato nell’introduzione. Ricordate: questo modello, utilizzato dalla maggioranza dell’industria del self-help, ha una percentuale di insuccesso del 97 per cento:

1.Concentrati su ciò che vuoi.

2.Progetta un piano per arrivarci.

3.Metti in azione il piano.

I passi 1 e 2 comportano l’atto di concentrarsi sul risultato finale per raggiungere il successo. Il dottor Dan Gilbert, docente di psicologia presso l’Università di Harvard e autore del bestseller Stumbling on Happiness, riassume così le conclusioni della sua ricerca: «Le aspettative sono la morte della felicità». Gilbert ha svolto ricerche originali sull’argomento per anni. Se leggete i suoi studi, capirete che quando parla di “aspettative” fa specificamente riferimento a circostanze di vita particolari, riferite a un evento futuro (in altre parole, a un risultato finale). Inoltre, ha pubblicato un bel video su Internet nel quale descrive come funziona questo fenomeno all’interno di ognuno di noi, a nostra insaputa.

Ma le aspettative rivolte ai risultati finali non solo rappresentano la morte della vostra felicità, ma anche della vostra salute e delle vostre probabilità di successo in quasi ogni settore. Perché? Aspettarvi istantaneamente un risultato futuro vi pone in uno stato di stress cronico finché raggiungete o non raggiungete tale risultato. Se avete vissuto su questo pianeta durante l’ultimo trentennio, forse sapete già che praticamente ogni scuola di medicina e ogni medico affermano che quasi il 95 per cento dei nostri disturbi è imputabile allo stress. Ma ecco ciò di cui la maggior parte delle persone non si rende conto: perfino al di là dei problemi di salute, lo stress è anche la causa di quasi ogni altro tipo di problema vi possa capitare di avere nella vita.

Da una prospettiva clinica, praticamente ogni problema della vostra vita trae origine dallo stress. In altre parole, lo stress crea l’insuccesso. Come?

1. Lo stress vi fa ammalare. Circa il 95 per cento dei disturbi e delle malattie è correlato allo stress, secondo quanto affermano quasi ogni scuola di medicina e quasi ogni medico del pianeta.

2. Lo stress vi intontisce, devia il flusso sanguigno dai vostri centri intellettivi e uccide la creatività, le abilità di problem-solving e tutte le cose di cui avete bisogno per la felicità e il successo.

3. Lo stress esaurisce la vostra energia. Dopo un picco energetico iniziale proveniente dal cortisolo, emettete un’overdose di adrenalina e la vostra energia collassa. Questo avviene perché non è necessario entrare in uno stato di stress, a meno che la vostra vita non sia in pericolo e dobbiate fuggire o attaccare (il che brucerà tutto il cortisolo). Ma la lamentela numero uno che sento dalla gente, «Sono sempre stanco», trae origine da uno stato cronico o costante di stress.

4. Lo stress vi fa avvicinare ad ogni cosa con un atteggiamento di negatività: «Non ci riesco. Non funzionerà. Non sono all’altezza. Non sono abbastanza bravo. Non sono abbastanza bello. L’economia è troppo in crisi». Quando qualcuno formula questi pensieri, crede che riflettano una valutazione oggettiva delle circostanze; ma non è così: sono parole causate dallo stress. Risolvete lo stress e vedrete che i vostri pensieri, sentimenti, credenze e azioni distorti diventeranno automaticamente positivi. Se non risolvete lo stress, potete cercare di cambiarli per mezzo della vostra forza di volontà “finché il gregge non rientra da solo,” ma non funziona quasi mai.

5. Lo stress crea insuccesso nello svolgimento di quasi ogni compito. Questa è la conclusione logica derivante dai punti 1-4. Come pensate che andrà a finire se cercate di riuscire a realizzare qualcosa quando siete malati, intontiti, stanchi e avete un atteggiamento negativo? Potreste riuscire a spingere quel masso su per la collina per un po’, ma di solito rotola all’indietro e vi schiaccia. Dunque, potreste sempre raggiungere gli obiettivi che vi siete proposti se siete particolarmente bravi in quel settore, ad esempio nello sport, nelle scienze, nelle finanze o nelle vendite; ma non sarete felici, appagati e soddisfatti nel lungo periodo. Questi sentimenti costituiscono una parte fondamentale della mia definizione elementare di successo: raggiungere

Il risultato finale desiderato e nel contempo essere felici, appagati e soddisfatti durante il processo.

Il passo n.3, mettere in azione il piano, si affida alla nostra volontà, la quale è altrettanto inefficace delle aspettative esterne.

La scienza ha finalmente verificato ciò che la nostra esperienza personale ha già provato nel tempo: non possiamo ottenere ciò che vogliamo attraverso la sola forza di volontà. Il dottor Bruce Lipton, un tempo biologo cellulare presso la Stanford Medicai School e ora autore di bestseller, afferma che cercare di creare la vita, la salute e il successo che volete servendovi della forza di volontà (senza aver prima deprogrammato e riprogrammato il vostro subconscio) ha una probabilità di realizzazione di uno su un milione4. Questo avviene, secondo il dottor Lipton, perché la mente subconscia (cioè il luogo in cui risiede la nostra programmazione) è un milione di volte più potente della mente conscia (cioè il luogo in cui risiede la nostra forza di volontà).

Il dottor William Tiller, mio amico e fisico di Stanford, che ha anche partecipato al film Ma che ... bip... sappiamo veramente?, mi ha confidato durante le nostre conversazioni private: «Ovunque tu vada oggi, senti parlare di intenzione consapevole. Ma ciò di cui non senti parlare è che abbiamo anche un’intenzione inconscia. Quando la mente conscia si confronta con la mente subconscia, il subconscio è sempre destinato a vincere». La stragrande maggioranza delle volte non siamo nemmeno consapevoli che il nostro inconscio sia in disaccordo con la nostra intenzione conscia. Pensiamo di essere noi a decidere semplicemente di compiere tutte le nostre azioni, come fare una telefonata, sederci sul divano o passare ore online guardando qualcosa che non dovremmo. Ma è sempre il nostro subconscio che prende le decisioni, non la mente conscia. (Svilupperemo ulteriormente questo concetto nel capitolo 2).

Torniamo al problema rappresentato dal fissare degli obiettivi basati sulle aspettative e su circostanze esterne (passi 1 e 2). Se l’obiettivo principale della vostra vita è rappresentato da una circostanza esterna, vi metterà immediatamente in uno stato di stress cronico finché ottenete o non ottenete la cosa che volete. Ciò significa che in realtà l’obiettivo stesso (non la mancanza di uno scopo di vita e nemmeno i sintomi visibili dello stress) può rappresentare la causa dei problemi che incontrate. L’ho visto accadere mille volte con i miei clienti. Quando l’obiettivo principale che si pongono è determinato dalle circostanze esterne, invariabilmente sperimentano uno di questi tre risultati possibili.

Questo testo è estratto dal libro "Il Codice dell'Amore - The Love Code".

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