Il Grande Libro degli Schemi Radionici - Doriana Dellepiane
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Il Grande Libro degli Schemi Radionici - Anteprima del libro di Doriana Dellepiane

I nuovi orizzonti della Magia Radionica

Perché questo libro

"Il grande Libro degli Schemi nasce dalla necessità, dettata dalle richieste dei sempre più numerosi estimatori italiani della Radionica, di offrire loro un’opera più ricca e completa riguardante l’argomento.

Dopo l’indiscusso successo di “Magia Radionica”, pubblicazione giunta ormai alla sua terza ristampa, questa nuova iniziativa letteraria presenta alcune peculiarità che ne fanno un’opera indubbiamente innovativa: per prima cosa, la presentazione in formato più espanso, che permette un’applicazione pratica molto più agevole degli emettitori radionici.

In effetti, si è visto che l’ingrandimento degli schemi, fotocopiati dal libro precedente, non risultava ottimale, poiché il disegno tendeva a “sgranarsi” e la sua onda di forma originale perdeva di consistenza.

Questo nuovo libro è stato pensato proprio perché la sua modalità di stampa lo renda il più possibile di facile consultazione ed utilizzo tanto è vero che, aprendolo, i circuiti radionici e la loro interpretazione sono presentati in contemporanea nelle due facciate: in una troverete la spiegazione dello schema e tutte le modalità di applicazione radionica dello stesso, sull’altra lo schema pronto per l’uso.

Partendo sempre più dal presupposto di semplificare le cose anche in termini di testaggio radiestesico, nel senso di non dover proporre per forza di cose un legame obbligatorio con strumenti che, a volte, non abbiamo a portata di mano, ho pensato ad una sezione specifica riguardante metodiche di testaggio meno conosciute (ma non per questo meno efficaci), che permettono di affrancarsi dall’uso di pendoli e biotensori e lavorare al meglio con i principi della radioestesia mentale (che presuppone, appunto, il minimo utilizzo di supporti radiestesici).

In questa pubblicazione, oltre ai circuiti più impiegati in Radionica che senz’altro già conoscerete e utilizzerete, avrete modo di familiarizzare maggiormente con tanti altri emettitori radionici originali e molto efficaci, alcuni tra questi basati sul principio dell’ideodinamica, ed altri, assolutamente innovativi, che si avvalgono del presupposto della tridimensionalità ... bidimensionale! Inoltre, sperimenteremo “mandala” curativi, schemi radionici personalizzabili in termini cromatici secondo una precisa quanto semplicissima e creativa procedura di preparazione sempre, ovviamente, avvalendoci delle nostre capacità radiestesiche (innate in ognuno di noi).

E ancora: in questo libro troverete, in una sezione apposita dedicata agli stessi, alcuni schemi radionici a colori, pronti per l’uso cromatico e corredati da accurate spiegazioni per un utilizzo “cromottimale”, finalizzato alla creazione di acque vibrazionali di vario genere: acque sacre, di luce, “solarizzate”.

Infine, ho pensato di realizzare degli appositi quadranti radiestesici, in modo da permettere ai numerosi lettori-sperimentatori una scelta maggiormente agevole degli emettitori radionici più idonei con cui operare.

Insomma, molto materiale che sarà senz’altro apprezzato da tutti coloro che sono desiderosi di usare i principi delle Onde di Forma nell’immediato con semplicità e ottimi risultati, per migliorare la propria vita e quella altrui, sempre partendo dal principio di “divulgare il sapere antico in veste moderna, ma senza complicare le cose”.

Poiché questo libro non vuole essere un “remake” stampato semplicemente in modo diverso ma un’opera di approfondimento della Radionica, ho pensato di proporre un simbolo di collegamento che incontrerete nel corso della lettura, utile sia a chi non conosce i fondamenti e vuole approfondire, sia a chi desidera ritrovare immediatamente l’argomento corrispondente sul manuale di base “Magia Radionica”.

A questo punto.. .un augurio di BUON LAVORO A TUTTI I MIEI LETTORI, a cui dedico di cuore questo libro, e...

...un ringraziamento particolare anche al mio Editore, Stefano Fontana, paziente collaboratore e amico, e a Marisa Cimarelli, per l’ineccepibile, impegnativo e accurato lavoro di grafica che ha fatto di questo libro (ma anche della mia precedente pubblicazione Radionica) un’opera di pratico e godibile utilizzo."

BUONA LETTURA!

Donarla Dellepiane

INFORMAZIONI RADIESTESICHE DI BASE PER UN CORRETTO TE STAGGIO E NUOVE MODALITÀ DI ESECUZIONE DELLO STESSO

Dopo aver ampiamente spiegato le didattiche di utilizzo di pendoli e biotensori nel mio precedente libro “Magia Radionica”, desidero qui proporre alcune metodiche di testaggio che si rifanno alla radioestesia mentale, vale a dire a quell'affascinante branca della radiestesia che non presuppone per forza di cose l'impiego di strumenti radiestesici o quadranti per il testaggio di rimedi e quant'altro. Ad eccezione degli strumenti più importanti che abbiamo (si spera) sempre a disposizione: la nostra mente, e il nostro corpo.

Considerato che non è possibile fare a meno di quadranti o elenchi che raffigurino ciò che desideriamo utilizzare per la creazione di un testimone oggetto radionico, a meno che non si conosca a memoria ciò che vogliamo esaminare in quel momento, valuteremo adesso le varie alternative agli strumenti radiestesici che senz'altro già conosciamo.

Specie volendo avvalersi della metodica di testaggio prettamente mentale, è basilare dare molta importanza alla convenzione mentale neutra e allenarsi a lavorare in completo vuoto mentale, proprio per evitare che preconcetti di carattere personale si insinuino inquinando le risposte.

La convenzione mentale neutra è, quindi, fondamentale per il buon esito del test.

Inoltre, è anche condizione indispensabile per aumentare la “nostra SPIAGGIA DI ASCOLTO”, proprio come recita il terzo postulato della Radionica: “Ciò che si otterrà è direttamente proporzionale sia alla forma emanatrice sia a quella captante”.

Poiché chi riceve il trattamento Radionico ha la sua personale “spiaggia d'ascolto”, più o meno sviluppata a seconda dei sentimenti e convinzioni che nutre nei confronti di questo genere di pratiche, non possiamo direttamente influire in modo che questa si ampli; possiamo, tuttavia, fare tutto il possibile per sviluppare maggiormente quella personale, così da rendere ottimale la nostra modalità di testaggio.

IMPORTANTE: per “convenzione mentale neutra” si intende una sorta di “continuum di consapevolezza”, vale a dire una situazione in cui, pur mantenendoci in stato vigile, percepiamo l'ambiente circostante in termini di suoni e immagini ma non ci facciamo distrarre da esso, e non permettiamo neppure ai nostri pensieri di influire con suggerimenti o conclusioni di qualsiasi genere. Poiché la mente ha la tendenza innata a distrarsi facilmente e a voler divagare, questa non è una pratica facile anche se, fortunatamente, ci sono varie metodiche. Le più pratiche, un gesto o una parola convenzionali...

Man mano che si sperimentano i vari tipi di test qui sotto elencati, è indispensabile porsi mentalmente un paio di domande di cui abbiamo risposta certa, in modo da stabilire con certezza il nostro personale codice di risposta SI/NO. È altresì utile chiedersi: “qual è il mio SI in questo momento?”

CON TUTTO IL CORPO:

- in piedi, in posizione stabile (gambe leggermente divaricate). Di solito la convenzione consiste in una piccola oscillazione in avanti per il si, e lateralmente per il no.

- Seduti, o sdraiati, muscoli rilassati. Mentre ci si pone mentalmente la domanda, si porta l'attenzione alle sensazioni di vario tipo che il corpo può sperimentare: ad esempio, brividi improvvisi, una variazione di percezione della temperatura in termini di freddo/caldo, contrazioni muscolari. Anche qui, è bene stabilire in anticipo il proprio codice di risposta (ad esempio, caldo si, freddo no...brividi si...) prima di procedere al testaggio vero e proprio. Può presentarsi un solo segnale corporeo: nel qual caso, si deciderà a cosa corrisponde l'assenza/presenza del segnale (si, o no).

CON LE DITA:

- Questo metodo è conosciuto anche come tecnica kinesiologica, ed è applicabile sia a noi stessi sia a un soggetto presente che vogliamo testare. Per noi stessi, formiamo una sorta di anello con il pollice e l'indice della stessa mano, e inseriamo all'interno un anello simile fatto con le stesse dita dell'altra mano. Se testiamo un'altra persona, sarà questa a formare l'anello unendo il pollice e l'indice di una mano (di solito, l'anello usato per il test viene formato dall'unione delle dita della mano che si usa maggiormente). Nel momento in cui si formula la domanda, la risposta convenzionale è no se l'anello si allarga, si se le dita rimangono unite.

- Sempre formando un anello con le dita di una mano, tenuta appoggiata a palmo in su (l'altra mano non viene usata): se le dita si aprono leggermente la risposta convenzionale è sì, se non c'è sensazione di apertura, è no. Si può usare indifferentemente il pollice insieme a un altro dito a scelta, quindi anche non necessariamente l'indice come per la prova kinesiologica.

- Mano appoggiata a palmo in giù su una superficie piana, dita rilassate. Se qualche dito si alza mentre poniamo mentalmente la domanda, la risposta è positiva. E viceversa, se non c'è movimento. Anziché di sollevamento, le dita possono anche dare una sensazione di allontanamento l'una dall'altra.

- Pensando alla domanda, strofiniamo l'indice col pollice (come se volessimo contare velocemente dei soldi). Se fanno attrito tra loro, la risposta è positiva, se scorrono agevolmente è negativa.

- Tenendo la mano con tutte le dita rilassate, e l'avambraccio parzialmente appoggiato al bracciolo di una sedia, lasciamo oscillare l'indice e usiamolo come se fosse un biotensore (taglia/chiama, ruota...)

- Poniamo le mani rilassate sul petto, sull'addome o sul bracciolo di una sedia, con le dita distese e con la possibilità di muoversi agevolmente. Domandiamo mentalmente a un dito specifico di alzarsi per indicare il si, e ad un altro di sollevarsi per determinare il no. Può succedere che il movimento non avvenga, ma che si possa percepire in qualche dito una sensazione di calore o di pizzicore.

- Posiamo una mano con il dorso in alto e, con due-tre dita dell'altra mano (indice, medio, anulare della mano che si usa maggiormente), sfreghiamone il dorso come se volessimo grattarci leggermente senza usare le unghie. Se la risposta alla domanda ha un esisto positivo, sentiremo lo scorrimento delle dita rallentato (grippaggio)

CON LA MANO:

- Teniamo una mano stretta a pugno, come se stringessimo una pallina. Se la mano si apre spontaneamente, la risposta è positiva; altrimenti, la risposta è no.

- Poniamo i palmi delle mani uno di fronte all'altro, immaginando una molla e, nel mentre, formuliamo la domanda. Se la risposta è sì, la sensazione è di avvicinamento dei due palmi, se è no, di allontanamento. E' anche possibile percepire calore, o una sensazione di pizzicore, che si acuisce quando la risposta è positiva.

- Avviciniamo una mano ad una parete tenendo il palmo aperto e rivolto verso essa. Immaginiamo di provare la resistenza di un palloncino, che tiene separato il muro dalla nostra mano. In caso di risposta positiva, il palloncino oppone minore resistenza (conviene non guardare la mano mentre si esegue il test, ma concentrarsi soltanto sulla sensazione che si prova).

- Mani sullo stomaco, come per formare una V capovolta: i pollici rivolti verso il plesso, le altre dita appoggiate sull'addome. I pollici si avvicinano ulteriormente premendo un poco se la risposta è negativa, si allontanano dal corpo se è positiva.

- Seduti, con le mani incrociate, i pollici a contatto tra loro con i polpastrelli. Nel momento in cui poniamo la domanda, allontaniamoli volontariamente in modo rapido: se i polpastrelli si rimettono in posizione, la risposta è positiva, se si adagiano lateralmente alle dita incrociate, è negativa.

CON IL BRACCIO:

- In piedi, o da seduti, abbandoniamo le braccia lungo i fianchi. Se le braccia (o anche un solo braccio) si spostano, la risposta è sì. A volte il sì è dato dall'avvicinarsi spontaneo della mano al corpo.

- Sempre in piedi, o seduti. Lasciamo oscillare un braccio, e poniamo la domanda. Se il braccio tende a fermarsi, la risposta è positiva. Se continua a oscillare, la risposta è negativa.

CON LA TESTA:

- Teniamo la testa diritta, con lo sguardo davanti a noi, i muscoli del collo più rilassati possibile. Poniamo mentalmente la domanda: se la risposta è no, la testa potrebbe oscillare leggermente di lato o indietro. Se è si, in avanti o non presentare alcun movimento.

CON GLI OCCHI:

- Manteniamo gli occhi aperti senza sbattere le palpebre, e formuliamo la domanda. Se avviene un ammiccamento spontaneo, la risposta è positiva.

- Guardiamo davanti a noi (possibilmente un muro bianco, o un paesaggio senza troppo movimento). Facciamo mentalmente la nostra domanda e, se lo sguardo volge a destra, la risposta è sì, se a sinistra è no. È possibile anche stabilire la convenzione di “sguardo su e giù” per definire rispettivamente il sì e il no.

CON LA LINGUA:

- Facciamo scorrere la lingua sul palato o internamente all'arcata superiore dentale, contemporaneamente, formuliamo la domanda: se cambia qualcosa nel farla scorrere, nel senso che si prova una sensazione di ruvidezza, la risposta è positiva.

INFINE... UNO STRUMENTO INUSUALE

Collegandomi al metodo dello strofinamento che abbiamo appena valutato utilizzando la lingua

passata sul palato o sui denti, oppure le dita in fregamento tra loro o sul dorso della mano, desidero concludere questo argomento dando un input più tecnico, per chi ama la tecnologia e, soprattutto, ha la passione per i cellulari.

Questa è una metodica che si rifà ampiamente all'uso del detectore tattile, conosciuto anche con il nome di placchetta a sfregamento, o “planchette”, da non confondersi assolutamente con la “planchette” utilizzata unitamente alla tavola Ouija.

La tavola Ouija è una superficie piatta, solitamente di legno, sulla quale sono riportate tutte le lettere dell'alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, spesso un “sì” e un “no” ed altri simboli, il cui utilizzo è abbinato a una piccola tavoletta mobile chiamata, appunto, “planchette”.

Viene utilizzata di solito nelle sedute spiritiche: i partecipanti si raccolgono attorno alla tavola Ouija, e tutti tengono le dita appoggiate sulla tavoletta indicatrice. In base alle domande che vengono formulate dai presenti e, ovviamente, all'intervento degli spiriti evocati, la tavoletta si sposta in modo da indicare via via le lettere che andranno a formulare la risposta.

Tavola ouija e planchette

Nulla a che vedere, dunque, con la placchetta a sfregamento che prenderemo ora in considerazione. Parliamo, infatti, di uno strumento radiestesico poco conosciuto in Italia, che si rifa a un’antica tradizione degli stregoni africani consistente nello strofinare tra loro due pezzi di un legno particolare per ottenere delle risposte di carattere curativo e divinatorio. Il responso variava se i legnetti scorrevano senza produrre attrito o, al contrario, se rimanevano attaccati.

Successivamente, i bastoncini furono sostituiti da una scatola, realizzata sempre con un legname speciale, sul cui coperchio veniva fatta scorrere una tavoletta di legno, che “grippava” oppure no, a seconda della risposta positiva o negativa che intendeva fornire. È altresì interessante formulare l’ipotesi che questa scatola fu una sorta di primitivo “congegno radionico”, poiché al suo interno veniva posto un testimone soggetto (di certo, non una foto, o la firma...) e sostanze curative, erbe e altri oggetti “magici”, rappresentanti il testimone oggetto atto alla risoluzione del problema.

Il moderno successore di questa rudimentale tecnica di fregamento idoneo al testaggio radiestesico è rappresentato da uno “specchietto” composto da due tavolette unite, una di plexiglas e l’altra di lega metallica.

Sfregandone la superficie con i polpastrelli avremo una risposta positiva se le dita in scorrimento si bloccano o si avverte una sensazione di pizzicore e, viceversa, una risposta negativa se continuano a scorrere senza attrito.

Facendo un po’ di esperimenti, mi sono accorta che l’uso di un qualsiasi telefonino di quelli senza tasti, con lo schermo sufficientemente ampio da permettere lo scorrimento delle dita, fornisce risultati analoghi all’uso del detectore tattile.

Curiosamente, ho notato che è ininfluente che il cellulare sia spento oppure acceso (con questo tipo di testaggio, l’unico inconveniente che ne rende impossibile l’effettuazione è avere le mani sudate).

Planchette e cellulare

Seguendo le istruzioni riportate alla spiegazione della tecnica di grippaggio (vedi ultimo punto di testaggio “CON LE DITA” di questo capitolo), avremo una risposta positiva se le dita fanno resistenza e, all’ opposto, una risposta negativa se continuano a spostarsi normalmente. 

Questo testo è estratto dal libro "Il Grande Libro degli Schemi Radionici".

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