Il Grande Libro delle Ricette per la Dieta dei Gruppi Sanguigni
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Il Grande Libro delle Ricette per la Dieta dei Gruppi Sanguigni - Anteprima del libro di Marilena D’Onofrio

Ingredienti e gruppi sanguigni

Quando decisi di seguire questa dieta non c'erano libri di ricette da comprare e nei siti Internet italiani non trovavo nulla che mi aiutasse a mettere su la pentola. Non mi restava che darmi da fare con l'ingrediente, abbondante e assolutamente gratuito, adatto a tutti i gruppi sanguigni. Parlo della fantasia.

L'8-6-2011 cominciai a pubblicare le ricette dei piatti che cucinavo. Dare il link ricettegrupposanguigno.com si è rivelato più facile che rispondere a chi con aria contrita mi chiedeva «Poverina! allora cosa mangi?». Di sicuro chi mangia in maniera monotona non sono io.

Prendo, mescolo

So che nelle ricette si usa impartire ordini, ed essere categorici: «Prendere, mescolare ecc. ecc.», o: «Prendete, mescolate ecc.».

Ma preferisco scrivere «Prendo, mescolo, ecc. ecc.», lungi da me qualsiasi pretesa di «diffondere il verbo».

Splendido se quel che faccio torna utile a chi ha scelto questa dieta e non sa cosa mangiare.

Fantastico se fa comodo a chi segue altre teorie alimentari, a vegetariani e vegani, a celiaci e intolleranti al latte, a chi vuol «stare in forma», o semplicemente cerca qualcosa di diverso e facile da preparare.

Come e perché

Riguardo a dieta e ricette mi vengono fatte due generi di domande, quelle di tipo «come» e quelle di tipo «perché». Penso che per me sia corretto rispondere solo a quelle del tipo «come».

Le domande «perché» (Su quali fondamenti si basa questa dieta? Perché un alimento viene considerato in un determinato modo per le persone di un certo gruppo sanguigno? Perché alcune combinazioni di ingredienti andrebbero evitate? Perché le prescrizioni differiscono da altri alimentaristi? Perché le indicazioni del dottor Mozzi talvolta differiscono da quelle del dottor D'Adamo?) competono a chi ha sviluppato queste teorie alimentari o a chi ha i titoli professionali per vagliarle.

Oppure sono domande per cui, alla fin fine, la sola risposta che conta per ognuno è esclusivamente la propria: Perché scegliere la dieta dei gruppi sanguigni? Perché non un'altra?.

Con le mie ricette rispondo prima di tutto alle domande di tipo «come». Come posso arrangiarmi senza questo o quello? Come ingegnarmi con gli ingredienti nuovi? Come riuscire a barcamenarmi tra famiglia, amici, lavoro, feste?

La regina di questo tipo di domande è: «Tu come fai?». Quella, cioè, con cui mi viene chiesto come gestisco il non poter mangiare liberamente senza cadere nella frustrazione. La mia risposta a questa domanda la intercalo tra le ricette.

Piccole dosi

Propongo piccole dosi perché moltiplicare mi pare più facile che dividere e perché penso ai single, alle coppie, alle famigliole ai cui componenti la dieta propone alimenti diversi, ma anche perché mio figlio continua a rinfacciarmi di aver propinato alla famiglia risi e bisi per una settimana ed è inutile che io protesti che è stato solo per 4 giorni ed è accaduto quell'unica volta quando aveva 8 anni, 14 anni fa.

Ingredienti e gruppi sanguigni

In ogni ricetta, ingrediente per ingrediente, schematizzo le indicazioni del dottor Mozzi e del dottor D'Adamo per i diversi gruppi sanguigni.

Il lavoro del dottor Mozzi e del dottor D'Adamo è ampio e articolato.

«Il gruppo sanguigno non può essere l'unica variabile in base alla quale stilare un piano alimentare» scrive il dott Mozzi. «È necessario tener conto di fattori come il DNA e il sistema immunitario, che possono determinare moltissime variazioni all'interno dello stesso gruppo sanguigno» (cfr. La dieta del dottor Mozzi, p. 22).

Il dott D'Adamo considera genotipi, sottogruppi, an ti geni nelle secrezioni, espone argomentazioni diversificate, ben lungi dal ridurre semplicisticamente il discorso a 4 gruppi sanguigni.

Al solo scopo di agevolare chi cucina corredo le ricette con schematizzazioni di massima.

Rimandando alla consultazione diretta di libri e discorsi originali in merito alla teoria, da parte mia cerco esclusivamente di suggerire in concreto cosa portare a tavola per ac contentare più esigenze possibili.

Se potessi mangiare un'idea

Un’idea, un concetto, un'idea finché resta un’idea è soltanto un’astrazione. Se potessi mangiare un'idea...

Ero al Teatro dell'Arte, era il 1973 e Gaber cantava. Quante idee da allora!

Dietro ogni problema c'è un'opportunità. (Galileo Galilei)

È l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi. (Seneca)

Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso. (Goethe)

A ciascun giorno basta il suo affanno. (Mt 6,34)

Ma alla prova dei fatti sono mie? o restano lì,

tante cose belle

che ho nella testa

ma non ancora nella pelle

Se solo potessi davvero mangiarne una! Se il mio apparato digerente avesse gli enzimi per estrarne i principi nutritivi, se il mio organismo si inventasse il modo di farne materiale per costruire cellule mie.

Come faccio a mangiare un'idea?

E se cominciassi da un'idea sul mangiare?!

Cotture e accortezze di base - Chicchi di quinoa

100 g di chicchi crudi corrispondono ad almeno 300 g di chicchi cotti, se non addirittura a 450 o 500 g nel caso di cotture prolungate con assorbimento di maggiori quantità d'acqua.

Sciacquo abbondantemente la quinoa in acqua corrente per rimuovere il più possibile le saponine che la rendono amara.

Se la sto preparando per un quinotto, la tosto giusto un momento rimestando i chicchi in padella calda e priva di condimenti. Per le altre ricette posso omettere la tostatura.

La lesso in acqua salata, 400 mi per 100 g di chicchi, in casseruola con coperchio, fino ad ottenere il grado di cottura desiderato o solo 10' se intendo usarla successivamente.

In tal caso, lascio continuare la cottura a fuoco spento e pentola coperta. Al momento dell'utilizzo valuto se necessario cuocere ancora eventualmente aggiungendo altra acqua.

Cotture e accortezze di base - Chicchi di miglio

Sciacquo abbondantemente il miglio in acqua corrente finché diventa limpida, per evitare che una volta cotto risulti amaro.

Lo lesso in acqua salata, 400 mi d'acqua per 100 g di chicchi in casseruola con coperchio, fino ad ottenere il grado di cottura desiderato o solo 10' se intendo usarlo successivamente.

In tal caso lascio continuare la cottura a fuoco spento e pentola coperta. Al momento dell'utilizzo valuto se necessario cuocere ancora eventualmente aggiungendo altra acqua.

Cotture e accortezze di base - Farina di quinoa

Uso farina di quinoa macinata da poco e da chicchi preventivamente lavati, altrimenti risulta amara. Nei dolci l'inconveniente è meno fastidioso che in altre preparazioni, perché coperto dallo zucchero, a meno che non siano particolarmente delicati.

Preferibilmente la macino da me.

Lavo i chicchi, li tosto, li faccio freddare, quindi l'ideale sarebbe macinarli col mulino, se li trito col normale robot da cucina, setaccio poi in modo da ottenere farina e residui grossolani che uso come i chicchi in preparazioni in cui mi occorre cuocerli fino a sfaldarli.

Farina di miglio, di saraceno, di amaranto, d'avena

Queste farine in generale tendono a diventare amare invecchiando, quindi preferisco evitare le scorte e cercare in qualche modo di capire quando sono state preparate.

Farina di saraceno

Uso abitualmente farina di saraceno tritata fine, solo per la polenta uso quella grezza.

Posso sostituire la farina grezza alla farina fine, per ottenere crèpes o torte salate dall'aspetto più rustico.

Farina d'avena

L'avena è l'unico cereale contenente glutine che utilizzo come farina per crèpes.

L'impasto ha una consistenza più fragile di quello ottenuto con le altre farine e cucinare, soprattutto rigirare le crèpes sulla piastra, inizialmente è più ostico.

Questo testo è estratto dal libro "Il Grande Libro delle Ricette per la Dieta dei Gruppi Sanguigni".

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