Il Libro Magico degli Incensi, Oli & Infusioni - Scott Cunningham
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Il Libro Magico degli Incensi, Oli & Infusioni - Anteprima del libro di Scott Cunningham

Ricette, formule e talismani di magia pratica

La magia

La magia è il derivato di una scienza che — assai più antica dell’astronomia, della chimica o della biologia - rappresentò la prima forma di indagine sulla natura. Che cosa causava l’avvicendarsi delle stagioni, l’alta e la bassa marea, la nascita e la morte degli esseri viventi?

La magia, ossia l’uso delle energie naturali per provocare il cambiamento desiderato, nacque quando i primi esseri umani si accorsero della presenza di forze invisibili intorno a sé. Notarono gli effetti della gravità, dell’elettricità e del magnetismo molto prima che questi termini venissero coniati. Le noci cadevano sul terreno. I fulmini spaccavano gli alberi. La pelliccia degli animali sprigionava scintille se accarezzata nelle giornate asciutte. Le rocce metalliche attiravano misteriosamente i frammenti di ferro.

I nostri avi, tuttavia, scoprirono molto più di quanto sia stato accettato dalla dottrina scientifica. Percepirono legami tra gli esseri umani e luoghi specifici, tra se stessi e la Terra. Intuirono l’esistenza di forze racchiuse nelle piante, negli animali e nelle pietre. Capirono di poter trasferire a piacimento l’energia del proprio corpo.

La magia scaturì da secoli di sperimentazioni, errori e ispirazioni. Si tramutò in uno strumento di potere personale, dotato della prodigiosa capacità di giovare e nuocere.

Il potere della magia sgorga dalla Terra, dalle stelle e dai corpi celesti. Alberga nei venti, nelle rocce e negli alberi, nelle fiamme, nell’acqua e nel nostro organismo. La pratica della magia consiste nell’evocazione e nel controllo di queste forze.

La magia delle erbe è una variante specializzata che sfrutta il potere delle piante. E il mondo degli incensi, degli oli, dei bagni, delle infusioni e delle tinture. Un suo atto può essere semplice come cospargere una candele colorata di olio profumato, infilarla in un candeliere, accenderla e visualizzare il proprio desiderio.

Un rituale più elaborato potrebbe imporre il ricorso a candele, oli, incensi, canti, abbigliamento rituale, tutto in armonia con l’obiettivo da raggiungere. La magia delle erbe può essere semplice o complessa. Siete voi a decidere.

Si tratta di un’arte personale che richiede la partecipazione attiva del praticante. I maghi della domenica non producono risultati, mentre quelli che sono disposti a sporcarsi le mani e a praticare davvero la magia erboristica migliorano ben presto se stessi e gli altri.

Questo libro è un compendio di riti e ricette erboristiche. Benché queste miscele siano dotate di un’energia propria, sono molto più efficaci se abbinate a semplici rituali.

Se siete principianti, forse vi domanderete: «Fantastico, ma come si usano queste cose?». Anche se la Parte seconda dà le indicazioni necessarie per ciascun tipo di miscela, forse è il caso di dedicare subito qualche pagina ai fondamenti della magia.

Non danneggiare nessuno

Che ve ne pare, come inizio? Questa è la regola basilare e imprescindibile della magia: non danneggiare nessuno. Né voi stessi né i vostri nemici, nessuno.

Per me, la magia è un atto d’amore, uno strumento per portare luce e ordine nella mia vita. Lo stesso vale per la maggior parte degli altri praticanti, ma non per tutti.

Molti si avvicinano alla magia perché la considerano un’arma invincibile da usare contro il capufficio rompiscatole, gli amici e i partner infedeli e una schiera di nemici immaginari.

Ben presto, però, scoprono la verità.

Se volete controllare o manipolare le persone, o piegare gli altri alla vostra volontà, la magia non fa per voi. Se desiderate danneggiare, ferire o addirittura uccidere qualcuno, la magia non fa per voi. Se volete sedurre un uomo o una donna o costringerlo a innamorarsi, la magia non fa per voi.

Ci sono persone che provano a utilizzare la magia con questi intenti. Di sicuro esistono... per un po’. Poi, per qualche ragione, svaniscono senza lasciare traccia.

Alcuni maghi malvagi alle prime armi (in realtà, non ce ne sono di altro tipo) pensano: «Ehi, potrei gettare il malocchio su quella persona e passarla liscia. Sono ben protetto! Hahaha».

Forse hanno protezioni magiche che allontaneranno le forze negative esterne, ma esse sono impotenti contro l’attacco di ciò che alla fine li coglierà di sorpresa. Da dove arriva questa «maledizione»? Da dentro.

La pratica di una magia dannosa risveglia gli aspetti più oscuri e pericolosi dell’essere interiore. Non è necessario che un supereroe scagli una maledizione contro un mago malvagio per riparare i suoi torti né che una principessa delle fate lo paralizzi con la bacchetta magica. Coloro che fanno cattivo uso della magia condannano se stessi scatenando un impetuoso flusso di energie negative dentro di sé. Questa è una forma di malocchio che prima o poi centra sempre il bersaglio.

Perciò se avete intenzione di usare la magia a questo fine, pensateci bene. Vi ho avvisati.

Esistono modi più impercettibili di abusare della magia. Minacciare di lanciare una maledizione a qualcuno o affermare di esserne in grado viola la regola del «non danneggiare nessuno» anche se non si intende compiere l’azione. Danneggiare qualcuno sul piano psicologico è negativo quanto nuocergli dal punto di vista psichico o fisico, e a lungo andare si ritorce contro il millantatore.

Promettere a qualcuno di insegnargli i segreti della magia per infilarsi nel suo letto è un altro metodo infallibile per rovinarsi con le proprie mani.

Questi sono fatti, non opinioni personali. A voi la scelta.

Mettersi al servizio degli altri

Volete aiutare un amico malato. Prima di eseguire qualunque rituale curativo, è consigliabile domandargli se è d’accordo e rispettare la sua volontà.

Lo stesso vale ogni volta che desiderate eseguire un rituale per un’altra persona. Chiedete prima il permesso, anche a rischio di farvi ridere in faccia. Adoperare la magia positiva per un soggetto che non la vuole o che non è pronto ad accettarne i risultati equivale a una manipolazione.

Perciò, per avere la certezza assoluta di non danneggiare nessuno, interpellate l’individuo in questione prima di miscelare le erbe.

Il proposito

Protezione della casa. Buona salute. Amore. Denaro. Questi sono propositi o intenti magici.

Il proposito è il fulcro di ogni magia. Senza, i rituali cadono nel vuoto. Gli intenti non sono sempre terreni. Alcuni riti aiutano il mago a entrare in sintonia con la spiritualità o, se volete, con la Divinità. Altri sono studiati per rafforzare la consapevolezza psichica (la mente inconscia) o la lucidità mentale (la mente conscia).

Quando il mago sente maturare un proposito dentro di sé, di solito compie delle azioni fisiche per raggiungerlo. Se queste falliscono, passa ai rituali.

Alcuni intenti, ovviamente, non si possono conseguire con mezzi normali. Quando è così, si ricorre alla magia.

Il potere

Il potere all’opera nella magia è racchiuso nel nostro corpo, nelle erbe, nelle pietre e in altri prodotti naturali della Terra. Non è satanico, pericoloso o malvagio né soprannaturale. Il potere magico è il potere della vita.

Dopo aver fatto attività fisica per un lungo periodo siete stanchi. Perché? Il vostro corpo ha rilasciato una grande quantità di energia.

Un fiore muore prematuramente dopo essere stato reciso. Non riceve più energia (sotto forma di sostanze nutritive) dalla Terra.

Sono queste le energie sfruttate dalla magia erboristica: il potere personale e quello contenuto nelle piante. Unendo queste due forze, dirottandole dall'interno all’esterno e dando loro uno scopo e una direzione, i maghi creano i cambiamenti auspicati.

Nella magia erboristica - e in qualunque altra forma di magia - dobbiamo evocare e liberare questa energia. Esistono molti mezzi per ottenere questo risultato, e tra i più efficaci ci sono le emozioni.

Perché fare un rituale magico? Di solito perché si ha un’esigenza. Se la volontà e la necessità di avere qualcosa sono abbastanza forti, il potere personale si focalizza su quell’obiettivo. Quando preparate un incenso, unite quel potere agli altri ingredienti. Quando accendete una candela, la accendete con quel potere.

Molti rituali sono vani proprio perché il mago non si concentra sul lavoro da svolgere. Oppure necessita di qualcosa ma non lo vuole davvero. In ogni caso, il potere personale non si trasferisce correttamente all’incenso, all’olio o all’infusione, perciò non serve allo scopo.

Ciò non significa che le erbe e i profumi non siano potenti di per sé. Altroché se lo sono. Ma come un’auto si rifiuta di muoversi senza essere stata avviata, anche le miscele erboristiche devono essere «avviate» con il potere personale affinché si mettano in moto.

Qualche consiglio. Concentratevi sul lavoro da svolgere. Se macinate il rosmarino da usare in un incenso curativo per un amico, immaginate quella persona in ottima salute. Mentre miscelate gli oli della prosperità economica, pensate a un miglioramento della vostra situazione finanziaria.

Se siete in grado di evocare immagini mentali chiare, praticate la visualizzazione magica durante la preparazione e il rito. Cercate di vedere con l’occhio della mente l’effetto positivo della miscela. Fingete che essa abbia già svolto la sua funzione. In questo modo, il vostro potere personale si trasferirà alle erbe. Nel rituale, le energie sprigionate dalle erbe si uniranno alle vostre per realizzare il proposito.

La visualizzazione magica è lo strumento migliore per «attivare» le miscele erboristiche, ma non preoccupatevi se non riuscite a sfruttarla appieno. Limitatevi a concentrarvi sull’intento. Le erbe faranno il resto.

L’altare

È il centro della pratica magica. Non è necessariamente un santuario religioso, anche se i poteri in gioco nella magia sono alla base di ogni culto (la chiave per svelare i segreti della magia, della religione e della Divinità). L’altare è semplicemente qualunque superficie piatta su cui si possa lavorare con le erbe e celebrare riti magici.

Benché la magia possa e debba essere praticata ovunque sia necessario (preferibilmente all’aperto), se si decide di operare al chiuso è opportuno scegliere un luogo specifico e dunque creare un altare o uno spazio di lavoro permanente. Basta il ripiano di un comò o un tavolino collocato in un angolo discreto. L’ideale sarebbe un posto dove poter lasciare gli oggetti per diversi giorni, perché alcuni incantesimi si prolungano nel tempo.

Anche se molti maghi lo fanno, non è indispensabile coprire l’altare con un panno colorato, né tantomeno procurarsi strumenti bizzarri come incensieri costosi e candelieri d’argento scintillante. E sufficiente una superficie piatta e liscia (se possibile di legno).

Se desiderate accendere delle candele sull’altare in onore delle potenze superiori, fate pure. Idem se volete collocarvi sopra dei fiori a mo’ di offerta agli dei (o alla vostra forma preferita di Divinità). Per ottenere il massimo del risultato, la magia deve essere soddisfacente sul piano personale, perciò create un altare che rispecchi il vostro gusto.

Il momento

In passato, quando gli esseri umani vivevano in sintonia con i cicli della natura, si sceglieva con estrema attenzione il momento in cui praticare la magia. Gli incantesimi d’amore (e tutti i rituali costruttivi) si eseguivano con la luna crescente (cioè da nuova a piena), mentre quelli che miravano alla distruzione di malattie, parassiti o problemi si addicevano maggiormente alla luna calante (da piena a nuova).

A volte si prendevano in considerazione anche l’orario, il giorno della settimana e persino il mese e la stagione. Se il mago si intendeva di astrologia, studiava addirittura le posizioni dei pianeti.

Calcoli temporali così complessi non erano alla portata della stragrande maggioranza delle famiglie contadine analfabete e delle persone comuni che, fino a qualche secolo fa, erano i principali praticanti della magia naturale. Se un neonato si ammalava, la madre non aspettava due settimane fino alla fase lunare più propizia. Lanciava un incantesimo quando necessario, con la convinzione assoluta (non la semplice speranza) che avrebbe funzionato.

La scelta del momento più favorevole è ancora importante per alcuni maghi erboristi, ma a mio parere, salvo rari casi, la sua epoca è tramontata. Nell’ambito della magia si lavora con energie universali che vengono incanalate attraverso il nostro corpo, le erbe e i colori, e il carattere di universalità contraddistingue anche la loro origine, portata e influenza.

Se qualcuno dice di non poter eseguire un rituale della prosperità perché la luna è calante, rispondo che un’altra luna impegnata a ruotare intorno a un altro pianeta è crescente e che le due si equilibrano a vicenda.

Dunque io ho una visione più flessibile di questo concetto, ma chi pensa che il calcolo del momento più adatto sia indispensabile può tranquillamente seguire i vecchi metodi.

Gli strumenti

Gli strumenti della magia si possono trovare in casa, acquistare per corrispondenza o costruire facilmente. Per lavorare con le erbe bastano i seguenti oggetti:

  • mortaio e pestello (per macinare le erbe)
  • una capiente ciotola non metallica (per amalgamare)
  • un piccolo cucchiaio (per l’incenso)
  • un incensiere (per bruciare l’incenso)
  • contagocce (per miscelare gli oli)
  • un tegame non metallico (per le infusioni)
  • piccoli imbuti (da usare con gli oli)
  • carbonella autoaccendente (si veda l’Appendice 2 o Gli incensi nella Parte seconda di questo libro)
  • stamigna (per filtrare infusioni e tinture)
  • tessuto di cotone colorato e filo di lana (per i sacchettini)
  • candele e candelieri
  • barattoli di vetro (per conservare i prodotti erboristici)

Questo testo è estratto dal libro "Il Libro Magico degli Incensi, Oli & Infusioni".

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