Il Metodo Gabriel - Dimagrisci con la Visualizzazione Senza Diete - Jon Gabriel
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Il Metodo Gabriel - Dimagrisci con la Visualizzazione Senza Diete - Anteprima del libro di Jon Gabriel

Perdere peso da dentro di voi

Perdere peso da dentro di voi

Questa domanda è rivolta a voi: che cos’hanno in comune Albert Einstein, Oprah Winfrey, Michael Jordan, Thomas Edison, Martin Luther King Jr. e Anthony Robbins? Oltre a godere di un successo fenomenale, tutti attribuiscono alla visualizzazione il merito di gran parte delle loro conquiste. E non si tratta solo di questa manciata di superstar. Hanno chiesto alla leggenda del tennis, Billy Jean King, come si preparava mentalmente a giocare una partita. La sua risposta è stata: con la visualizzazione. Cari Lewis, atleta nove volte vincitore della medaglia d’oro, si visualizzava nell’atto di vincere, prima di ogni gara.

La visualizzazione ha giocato un ruolo enorme anche nella carriera di Jim Carrey, come ha spiegato in un’intervista: «Ai tempi in cui ero povero e squattrinato, andavo a Mulholland Park e visualizzavo di ricevere le cose che desideravo. All’epoca non possedevo niente, ma farlo mi faceva semplicemente sentire meglio. In effetti ho emesso un assegno a mio nome di 10 milioni di dollari per “servizi resi nel settore della recitazione”. L’ho postdatato di 3 anni. Proprio prima che fossero trascorsi, ho firmato il contratto per recitare in Scemo & più scemo, e sono stato pagato 10 milioni di dollari per fare quel ruolo».

Anche Arnold Schwarzenegger attribuisce alla visualizzazione il motivo dei suoi successi: «Quando ero molto giovane mi visualizzavo nell’atto di essere e di avere quello che volevo. Mentalmente non ho mai avuto alcun dubbio su questo. La mente è davvero incredibile. Prima di vincere il mio primo titolo di Mister Universo, mi sono immaginato intento a passeggiare nella zona di gara con un fare da vincitore. Il titolo era già mio. L’avevo già vinto talmente tante volte con la fantasia che non c’era alcun dubbio che l’avrei vinto davvero. Poi quando sono passato al cinema, è accaduto lo stesso. Mi visualizzavo nell’atto di essere un attore famoso e di guadagnare molti soldi. Riuscivo a percepire e ad assaporare il successo. Semplicemente, sapevo che tutto sarebbe accaduto».

La lista è lunghissima. Se lo si chiede ai personaggi di spicco di ogni settore, dagli inventori agli attori, dagli atleti ai politici e agli uomini d’affari, si scopre che la stragrande maggioranza di loro ha imparato ad attingere al potere della propria mente e a ricorrere alla visualizzazione per crearsi un successo fenomenale.

Nella mia esperienza, la visualizzazione è più potente che mai quando si applica al dimagrimento. Riesco realmente a identificarmi con le parole di Arnold quando afferma che prefigurarsi mentalmente di vincere il titolo equivaleva a vincerlo davvero. Quello è esattamente il modo in cui ho affrontato il mio problema di peso. Mentre dimagrivo ho trascorso talmente tanto tempo a visualizzarmi in forma smagliante da non avere alcun dubbio che sarebbe accaduto. Sebbene la maggior parte dei miei amici e la mia famiglia siano rimasti scioccati dal mio successo, io non ero minimamente sorpreso.

Lo stesso vale per migliaia di miei clienti sparsi in tutto il mondo. Sharon era completamente frastornata dalle scelte alimentari. Aveva provato una dieta ad alto contenuto proteico ma era diventata stitica e irritabile. Aveva provato a diventare vegetariana, ma aveva finito per mangiare troppi cereali ed era ulteriormente ingrassata.

«Ero arrivata al punto in cui sembrava che tutto mi facesse male, eccetto la frutta e la verdura», dice Sharon. Non è raro che la gente si senta sopraffatta dal compito di capire cosa mangiare e cosa evitare. Durante le nostre sessioni di coaching Sharon voleva che le dicessi esattamente cosa mangiare. Voleva un piano alimentare, ma io l’ho incoraggiata a lasciar perdere il pensiero del cibo e a impegnarsi piuttosto nella pratica della visualizzazione quotidiana. «In seguito parleremo di più del cibo», le ho detto. «Per prima cosa cominciamo dalla mente, poi il corpo ci verrà dietro».

Quello è l’approccio al dimagrimento prima dalla mente poi dal corpo del Metodo Gabriel. Non significa che perderete istantaneamente, magneticamente dei chili mangiando pizza e patatine fino a scoppiare. Significa piuttosto che, cominciando dalla vostra mente, si verificheranno alcuni delicati mutamenti chimici che vi distoglieranno dal volere ingozzarvi di cibo spazzatura.

Con riluttanza, Sharon ha accettato. Si è visualizzata magra, immaginandosi nella sua forma ideale con addosso abiti e sandali estivi, mentre camminava lungo la spiaggia. Ha immaginato di avere fianchi e cosce magri e tonici, come li aveva a 20 anni, e si è prefigurata di avere mento e zigomi appuntiti e prominenti, come li aveva tanti anni prima.

Come faccio con tutti, ho chiesto anche a Sharon di impegnarsi per prima cosa a fare una pratica di visualizzazione quotidiana alla sera, niente altro. Questa visualizzazione serale è una delle più popolari del Metodo Gabriel. Si ascolta semplicemente la registrazione mentre ci si addormenta, di sera.

Gli effetti sono stati talmente immediati per Sharon che ha subito iniziato a visualizzare anche di mattina. «E stupefacente», mi ha detto al telefono dopo soli 8 giorni. «E come se le mie cellule stessero cantando dal piacere! E quando pranzo fuori o vado a fare la spesa dal droghiere mi sento attratta da alimenti sani e integrali».

L’esperienza di Sharon non è unica. Molte persone sperimentano cambiamenti come questi. E sebbene ci sia ancora molto che la scienza non comprende in tema di visualizzazione, le prove stanno lentamente dimostrando che imbrigliare il potere della mente può fare prodigi per il vostro dimagrimento.

Come la visualizzazione altera la vostra dieta

L’ormone regolatore del peso corporeo, la leptina, esercita un ruolo di primo piano sul vostro peso, tuttavia fino al 1994 non si conosceva nemmeno la sua esistenza. E stato scoperto da Jeffrey Friedman, ricercatore presso la Rockefeller University, a New York.

Come Friedman e altri hanno scoperto, la leptina è prodotta dalle cellule adipose e aiuta il cervello a tenere il conto di quanti lipidi ci sono nel vostro corpo. Come la maggior parte degli ormoni, che sono i messaggeri chimici del corpo, la leptina consente a una parte dell’organismo di comunicare con un’altra. Quando un ormone è prodotto da una cellula, viaggia attraverso il flusso sanguigno finché non si connette con un’altra cellula, situata altrove nel vostro corpo, facendole svolgere un’azione specifica.

Gli ormoni consentono al vostro pancreas di comunicare con il cuore, al vostro cervello di “dialogare” con lo stomaco, allo stomaco di trasmettere messaggi al vostro fegato, e così via. Se immaginate che il vostro sistema circolatorio sia Internet, gli ormoni sono le e-mail.

Leeptina: un ormone fondamentale

La leptina è l’ormone principale del controllo del peso corporeo. Più cellule adipose avete (o più esse sono grandi) più leptina producete. Quando avete un alto livello di leptina nel sangue, il vostro cervello riceve il messaggio che ci sono molti lipidi nel vostro corpo, perciò smettete di avere fame. Ottenete il segnale contrario se avete pochissima leptina in circolo: mangiare di più.

Se i livelli di leptina dovessero aumentare, un corpo che funziona normalmente si rende conto che ci sono troppi lipidi nell’organismo e il cervello attiva meccanismi che automaticamente innescano la perdita di peso. Un corpo sano e funzionante che reagisce come dovrebbe alla leptina è in grado di perdere peso senza sforzo.

Ecco come funziona.

Quando il vostro corpo è sensibile alla leptina, come accade alle persone magre, il vostro cervello manda un messaggio alla tiroide affinché produca più ormoni tiroidei, e questo fa accelerare il vostro metabolismo. Improvvisamente non avrete più voglia di alimenti dolci come prima, avrete più energia e brucerete più calorie. Per di più, il vostro cervello comincia a marcare stretto la vostra assunzione di alimenti. Ogni volta che mangiate, il vostro stomaco produce ormoni che indicano sazietà; quando i vostri livelli di leptina sono alti, il vostro cervello diventa molto più sensibile a questi ormoni, così vi sentite sazi molto prima.

Spesso le persone naturalmente magre sono attive e sembrano avere molta energia. Potreste aver notato che talvolta mangiano molto e che altre volte possono restare quasi a digiuno per tutto il giorno. Oppure possono avere nel piatto ogni genere di cibo spazzatura e lasciare poi il piatto a metà. Quello era il genere di comportamento che mi faceva impazzire quando avevo un problema di peso.

Avevo un collega che per pranzo ordinava hamburger, patatine fritte e un frappé al cioccolato. Dava un paio di morsi al panino, mangiava qualche patatina e lasciava il bicchiere pieno a metà sulla scrivania per tutto il pomeriggio! Non riuscivo a concentrarmi sul lavoro che dovevo svolgere; continuavo a pensare: “Se potessi mettere le mani su quel frappé, lo risucchierei tutto in 30 secondi e mi beccherei una cara vecchia emicrania da gelato”. Mangiavo qualunque alimento ipolipidico, ipocalorico e insipido riuscissi a trovare, seguendo qualunque fosse la mia dieta del giorno. Mangiavo tutto quello che avevo nel piatto come se fosse il mio ultimo pasto, mentre lui se ne stava lì seduto con il suo frappè che si squagliava lentamente e penosamente, per tutto il pomeriggio!

Sono certo che avete vissuto una situazione simile in cui magari voi state pranzando con un’amica “naturalmente magra” e lei lascia una mezza fetta di pizza nel piatto. Mentre sta parlando, non riuscite a concentrarvi su una singola parola di ciò che sta dicendo, perché sapete che se quell’avanzo di cibo fosse nel vostro piatto sparirebbe in un attimo.

Il motivo per cui la vostra amica magra non sta finendo il suo pasto dipende dal fatto che la sua chimica è diversa. Il suo cervello è più sensibile ai messaggi del suo stomaco. La leptina ha cambiato l’equilibrio ormonale del suo organismo in modo tale da farla sentire sazia prima, non facendola sentire altrettanto affamata di voi e permettendole di bruciare più calorie durante la giornata, grazie al suo metabolismo più veloce.

Udendo questo, potreste pensare che una pillola o un’iniezione di leptina che facesse salire i vostri livelli di quell’ormone potrebbe rappresentare una soluzione magica per l’obesità. Questo è ciò che molti ricercatori supposero quando Friedman scoprì per la prima volta il funzionamento di quell’ormone. Per mettere alla prova la teoria della leptina furono fatti riprodurre dei topi in modo tale da renderli incapaci di produrre leptina; naturalmente quei topi mangiavano senza sosta e ingrassarono fino a superare di 3 volte il loro peso normale. Poi i ricercatori somministrarono ai topi delle iniezioni di leptina.

I risultati furono proprio quelli sperati dai ricercatori: più leptina davano ai topi, più peso i topi perdevano.

Il passo logico successivo fu quello di somministrare la leptina alle persone obese. Ma, purtroppo, la leptina non fece alcun effetto. Indipendentemente da quanto ormone veniva somministrato ai soggetti in sovrappeso e obesi, essi non raggiungevano alcun risultato duraturo nella perdita di peso. Ancora più sorprendente per i ricercatori era il fatto che i soggetti sovrappeso e obesi avevano già dei livelli elevati di leptina nel sangue. Questo ha senso se ci si pensa, però, perché più grasso c’è nel corpo, più i livelli di leptina sono destinati a essere elevati. Le persone sovrappeso hanno sempre livelli alti di leptina, ma non perdono peso. Allora, qual è il motivo?

Alla fine i ricercatori scoprirono che le persone obese e sovrappeso hanno quella che va sotto il nome di “resistenza alla leprina”. Ciò significa che il cervello non ascolta più l’ormone leprina e ciò equivale a non averla più: a questo punto si diventa sempre più grassi. Le cellule non riescono più a rispondere al messaggio della leptina. Per usare nuovamente l’analogia di Internet, la leptina è l’e-mail, ma le cellule non la leggono. Le e-mail della leptina vanno a finire direttamente nella cartella dello spam.

A causa della resistenza alla leptina, anche se avete un peso in eccesso di 5, 25, 50 o 90 chili il vostro cervello pensa che in corpo abbiate un livello di grassi pari a zero. E allora che cosa accade? Il vostro cervello vi costringe a ingerire grandi quantità di cibo, spesso iperlipidico e ipercalorico, affinché possiate accrescere il livello dei grassi corporei. Poi, quando ingerite questi cibi, il vostro corpo fa in modo che ogni grammo di cibo in più che avete mangiato, al di là di quanto avevate bisogno di mangiare per sostenervi, venga immagazzinato sotto forma di adipe. Poiché tutti hanno bisogno di una certa quantità di grasso, il vostro organismo sta solo dandosi da fare per farvi raggiungere quel livello salutare, sebbene voi l’abbiate già superato. Questa è la “resistenza alla leptina”, un incubo dal punto di vista della gestione del peso corporeo. Io l’ho vissuto e, sfortunatamente, milioni di persone in tutto il mondo lo stanno tuttora vivendo.

Com’è possibile che la comunicazione nel corpo si interrompa in questo modo? Perché il cervello non risponde alla leptina e non accende l’interruttore che brucia i grassi? Potete dare la colpa all’evoluzione, e al tipo sbagliato di stress.

Premere l'interruttore della leptina

In una ricerca sulla leptina del 2009 gli scienziati del Pennington Biomedical Research Center della Louisiana State University a Baton Rouge hanno riferito che la leptina riveste un ruolo in «potenti meccanismi biologici che si sono evoluti per difendere una fornitura adeguata e livelli ottimali di peso corporeo e di adiposità». In altre parole, la resistenza alla leptina è un fattore evolutivo della razza umana, concepito per aiutarci ad aumentare di peso per motivi di sopravvivenza.

Immaginate di vivere mille anni or sono durante un lungo, rigido, gelido inverno, non avendo quasi nulla da mangiare e senza potervi riscaldare. Questo rappresenterebbe, a dir poco, una sfida per voi. Sarebbe stressante. Cosa renderebbe quell’esperienza meno stressante? Una maggiore quantità di grasso nel vostro corpo. Se aveste più grasso corporeo, i vostri organi sarebbero più al caldo e voi potreste vivere sfruttando le riserve di adipe fino all’arrivo della primavera. Il grasso è la difesa naturale del corpo contro gli inverni freddi e le carestie.

Patire la fame o trascorrere giorni e giorni al freddo sono tipi particolari di stress, che innescano specifici schemi chimici nel vostro organismo. Questi mutamenti chimici sono progettati per rendere il cervello resistente alla leptina, perché quello è il modo migliore per costringere il corpo a ingrassare.

Questo rappresenta sicuramente un bene, in tempi di carestia, ma per quale motivo sviluppiamo una resistenza alla leptina oggi, un’epoca in cui viviamo in un mondo con ambienti a temperatura controllata ed eccessiva abbondanza alimentare? Il motivo dipende dal fatto che la resistenza alla leptina si innesca a causa di un tipo molto particolare di stress: uno stress cronico infiammatorio leggero.

Magari non dobbiamo più preoccuparci di carestie e congelamento, ma ci resta ancora lo stress. Infatti, oggi ci sono molti più tipi di stress di quanti non ce ne fossero un tempo. Ci sono lo stress mentale, le esperienze emotive traumatiche, le tossine, gli alimenti lavorati, i farmaci infiammatori, i disturbi del sonno, i problemi digestivi, la fame nutrizionale, la deprivazione di sonno e, ultimo ma non ultimo, lo stress della dieta ipocalorica. Tutti questi fattori possono provocare nel vostro organismo mutamenti chimici simili allo stress imputabile a una carestia o a un inverno gelido. Poiché questi stress producono segnali ormonali così simili a quelli di una carestia, il nostro cervello in pratica viene ingannato e attiva il programma di sopravvivenza della resistenza alla leptina. Quindi, in sostanza, gli stress della nostra vita imbrogliano il nostro corpo facendogli “volere” un aumento di peso per motivi di sopravvivenza.

Il cervello non è in grado di discernere tra lo stress cronico dovuto a un lungo e gelido inverno e lo stress quotidiano di dover cercare di sbarcare il lunario, di avere un superiore che vi maltratta, o di avere a che fare con gli altri traumi della vostra vita. Potreste non essere di fronte a una carenza di cibo, ma quando vi svegliate ogni giorno temendo il vostro lavoro o avendo a che fare, per esempio, con un rapporto personale che si è guastato, si attivano i medesimi canali stressogeni e voi sviluppate la resistenza alla leptina.

Questo testo è estratto dal libro "Il Metodo Gabriel - Dimagrisci con la Visualizzazione Senza Diete".

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