Il Nuovo Corpo e la Mente - Di Paolo, Lombardozzi, Sponzilli
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Il Nuovo Corpo e la Mente - Anteprima del libro di G. F. Di Paolo, M. Lombardozzi e O. Sponzilli

La bolla della percezione

La bolla della percezione

Il cambiamento più drammatico che possa avvenire nella vita di un essere umano è il momento della nascita o meglio il taglio del cordone ombelicale. Dopo mesi di vita armonica svolta nell'utero materno entriamo di colpo nel mondo della relazione. È qui che comincia a strutturarsi gradualmente l'illusoria bolla della percezione: la coscienza al fine di autoconoscersi crea l'idea dell'Io o Ego, da cui emergono due ulteriori situazioni illusorie:

  • Il dualismo primario: divisione tra soggetto e oggetto,
  • Il dualismo secondario: concetto di spazio e di tempo.

La divisione tra soggetto e oggetto avviene in maniera automatica per la necessità di porre un confine alla propria identità o personalità.

Un ulteriore confine, sempre illusorio, è quello dello spazio/tempo creato dalla coscienza per far sembrare realistica la bolla entro cui si anima l'illusoria ruota delle apparenze. Per accedere alla percezione le cose hanno bisogno di essere viste attraverso una forma (spazio) e una persistenza nel tempo: tutto questo avviene attraverso il campo elettromagnetico in cui siamo immersi.

L'energia luminosa ci permette di vedere la forma e il colore degli oggetti semplicemente attraverso un assorbimento e riflessione di radiazioni; e la luce e i colori in essa contenuti non sono altro che forme di energia appartenenti al campo delle onde elettromagnetiche.

Cosa accadrebbe se crollasse lo schermo dell'elettromagnetismo? Conosceremmo altre realtà completamente diverse, e allora qual è la realtà percettiva vera?

Nel nostro mondo spazio e oggetti si riuniscono in una realtà unica, in quanto gli oggetti stessi non esisterebbero se non fossero delimitati da uno spazio. Anche il corpo fisico non esisterebbe senza il concetto di spazio. Altrettanto può dirsi del tempo: senza l'esistenza degli oggetti e del loro perdurare nella percezione, il tempo non avrebbe significato. La conclusione è che spazio/tempo/oggetti sono una sola cosa.

Il bambino fino a tre anni non ha nessuna cognizione del tempo lineare, conosce solo il tempo momentaneo, che è il tempo reale: l'adesso. Solo successivamente verrà catturato dal mondo del sogno ed emergeranno i concetti di tempo e di spazio e quindi subentrerà l'idea della morte.

La costruzione del sogno

Ma dove avviene la costruzione del sogno?

Nella coscienza. È qui che si struttura il mondo fenomenico, è qui che appaiono e vengono percepiti gli oggetti grazie al concetto di spazio/tempo.

Il perfezionamento del sogno è nel convincersi che spazio e oggetti siano fuori dai nostri confini. Nasce il mondo delle apparenze. Il coinvolgimento in questo mondo illusorio è tale che passiamo la vita a difendere i nostri confini e a relazionarci orizzontalmente con gli oggetti creati dalla nostra percezione.

Oltre al problema con lo spazio l'Ego si relaziona con un'altra realtà illusoria: il tempo. La coscienza nel suo delirio percettivo non riesce a valutare come reale l'adesso, l'attimo fuggente, e quindi si lega al passato e al futuro entrambi irreali e illusori.

Quello che percepiamo come un problema, del presente se viene esaminato con distacco e con assenza di giudizio, come se ci si osservasse dall'esterno, deriva da ansie future o da frustrazioni o sensi di colpa provenienti dal passato.

Il passato è solo la somma di ricordi della nostra interpretazione della percezione. Ricordi che cambiano nel tempo senza che ce ne rendiamo conto. Il futuro è invece qualcosa cui accediamo solo nel momento in cui diviene presente o passato. Solo il presente è presenza conscia, tutto il resto è astrazione; infatti, il tempo lineare può essere concepito solo in base agli eventi a cui è collegato.

Per accedere all'illusione del tempo, l'Ego ha creato la convinzione dell'esistenza della memoria. Siamo convinti che la memoria contenga immagini reali di un passato reale. In realtà ciò è falso poiché la nostra consapevolezza è dell'immagine del passato nella memoria del momento presente. L'unica vera percezione possibile è quella di esistere nel qui e ora. Tutte le esperienze esistono solo nel presente.

L'Ego se non si distacca da se stesso

L'Ego se non si distacca da se stesso non riesce a rendersi conto che spazio e tempo sono illusori, perché i pensieri procedono in modo lineare, uno dopo l'altro dando l'illusione dell'estensione e della durata. Il tempo lineare si materializza quindi attraverso la successione di pensieri e concetti. Da qui l'impressione che tutto si manifesti al di là del confine del nostro Ego, mentre in realtà esiste solo come sogno nella bolla della percezione.

Questa bolla in cui siamo immersi dalla nascita alla morte è un mondo di apparenze. In esso tutto è valutabile col giudizio, tutto sembra esistere in virtù del suo opposto: chiaro-oscuro, buono-cattivo, amaro-dolce, maschio-femmina.

Anche gli eventi naturali ci portano a questa categorizzazione per opposti; così al giorno si contrappone la notte, all'ispirazione l'espirazione, alla sistole o contrazione cardiaca la diastole o dilatazione.

In questo porsi da un lato o dall'altro, sfugge il concetto di Unità per cui il giorno e la notte altro non sono se non illusorie fasi della misura del tempo, che insieme costituiscono l'Unità.

Considerare Tuna o l'altra delle due fasi porta a una "falsa conoscenza" e lega Tessere umano a un mondo di sogno e di "percezioni" illusorie: la ruota delle apparenze degli orientali.

Questa è la premessa necessaria alla sofferenza del genere umano. Legarsi al giudizio e alla relatività del mondo polare (yin-yang per gli orientali) allontana dalla realtà e dal mondo della conoscenza.

La vera realtà

La vera realtà è custodita nell'angolo più remoto del nostro essere ed è legata al Sé, al mondo dell'Unità, alla Potenzialità Pura, al Campo Unificato. Questa dimensione, Tunica che permette la conoscenza, può essere definita come "Supercoscienza". È qui che entriamo in contatto col divino che non è estraneo a noi, ma fa parte di noi.

La conoscenza è la verità: non ha opposti, non ha inizio né fine. Semplicemente è.

La percezione nasce nella mente e appartiene al mondo del tempo, del cambiamento, dell'inizio e della fine. È basata sull'interpretazione, non sui fatti, è il mondo della nascita e della morte, basato sul credere nella scarsità, nella perdita, nella separazione e nella morte.

La mente attraverso lo strumento della percezione crede negli opposti e in volontà separate perennemente in conflitto le une con le altre e con il mondo dell'Unità.

Ciò che la percezione vede e sente sembra essere reale perché permette di portare alla consapevolezza solo ciò che è conforme ai desideri di chi percepisce. Ciò porta a un mondo d'illusioni, un mondo che ha bisogno di costanti difese proprio perché non è reale.

Quando si è attratti e catturati dal mondo della percezione si è intrappolati in un sogno, in cui tutto è legato ai riferimenti esterni.

La vera essenza della natura dell'uomo è la potenzialità pura, è il mondo dell'Unità. Qui vi è coscienza pura, in cui si manifestano creatività infinita e possibilità illimitate.

La vera scoperta di noi stessi e della nostra "Essenza" permette di realizzare qualsiasi desiderio.

Noi siamo, infatti, espressione di un campo energetico, che è quello dell'Unità, dell'Assoluto, della Potenzialità Pura. Questo campo unitario in cui siamo immersi e di cui siamo espressione non è separato da noi come la nostra mente ci vorrebbe far credere, ma fa parte di noi, è il nostro Sé. Il Sé è il nostro riferimento interno.

Abbiamo fin qui gettato le basi d'insieme di due mondi, quello dell'Unità, della conoscenza, del Sé e quindi della vera realtà, legato al riferimento interno, e quello del mondo materiale, polare, della percezione e del sogno, legato al riferimento esterno.

Il mondo dell'Unità

Tutti proveniamo dal mondo dell'Unità, ma nel momento in cui scegliamo dei genitori per incarnarci ed entriamo nel nostro concepimento intraprendiamo una vita acquatica che durerà nove mesi. Già all'atto del concepimento abbandoniamo il mondo dell'Unità per relazionarci con lo yin e lo yang dell'ovulo e dello spermatozoo di mamma e papà e qui per poco ricostituiamo un'unità nello zigote o ovulo fecondato. Ci aspetteranno nove mesi di quiete e di protezione dove le leggi del mondo dell'Unità continueranno a informare il primitivo zigote e la sua successiva divisione, dove ogni cellula sa come differenziarsi nel tempo e nello spazio. Senza quest'energia informativa non sarebbe possibile lo sviluppo di un essere armonico e perfetto così come si presenta al momento del parto.

Durante i nove mesi il bambino vive in simbiosi fisica con la madre e ne recepisce le emozioni: entra così nelle percezioni polari della madre. Ma nonostante le eventuali esperienze negative possibili in questa fase una gran sicurezza fisica permane: il cordone ombelicale; attraverso esso il feto riceve tutto, alimentazione e ossigeno per il sangue e le cellule. Ed ecco il momento del parto dove un gran cambiamento sta per avvenire. La paura del cambiamento prende il sopravvento, poi la recisione del cordone ombelicale e il primo respiro. Ed è qui che si ha la vera immersione nel mondo polare. Il mondo del sogno viene da qui in poi caratterizzato e condizionato dalla paura che blocca le emozioni e rende scoordinato il ritmo respiratorio.

La vita extra-uterina di ogni essere umano comincia con il primo respiro; esso è l'affermazione individuale del diritto all'esistenza e all'autonomia: è il nostro legame con il macrocosmo. Con il primo respiro entriamo in sintonia con il respiro del cosmo, ed è in questo preciso istante che si determina la qualità del nostro tempo di nascita.

Da quanto abbiamo visto il mondo della polarità è costante-mente informato dal mondo dell'Unità: quindi non si tratta di un "dualismo" vero e proprio, poiché le infinite coppie di opposti fenomenici traggono sempre origine dalla proprietà bipolare posseduta da altrettante "Unità". Ciò vuol dire che i poli opposti di qualsiasi fenomeno unitario sono fra loro interdipendenti e complementari. Ogni fenomeno è quindi composto sempre da tre elementi: una Unità o Monade che si presenta al mondo fenomenico attraverso la percezione illusoria di due facce.

Le due facce percettive della realtà sono state denominate dagli orientali yin e yang: esse rappresentano ciò che è relativo nei confronti del loro punto di partenza dal quale emerge l'Assoluto ovvero la Stabilità, la Conoscenza.

L'uomo non riesce a vedere l'Assoluto con i sensi ordinari, perché con la mente può solo accedere al piano fenomenico della percezione.

Il mondo fenomenico è in continuo movimento. Il fenomeno vitale inizia, infatti, col primo movimento inspiratorio centripeto del neonato e dopo un incessante succedersi di atti respiratori centripeti e centrifughi (yang e yin) termina con l'ultima espirazione centrifuga: la morte.

Tutto quindi nell'universo percettivo si manifesta come movimento di espansione e contrazione. Materia ed energia sono la stessa cosa a livelli di condensazione diversi: la materia è energia densa, compressa, mentre l'energia sottile è l'espressione più qualitativa e impalpabile dell'energia.

L'universo nella sua espressione di energia e informazione è un gigantesco ologramma per cui ogni parte di esso rappresenta il tutto. L'intero universo è contenuto all'interno di un singolo atomo. Nel microcosmo dell'atomo gli elettroni girano intorno al nucleo come nel macrocosmo i pianeti girano intorno al sole.

Agama

Secondo le Agama, gruppi di sacre scritture delle religioni indiane, "ogni uomo è un universo, ogni corpo è un microcosmo che incarna tutte le forme di vita individuale e le configurazioni geografiche del creato, dalla più bassa alla più alta".

Se osserviamo le espressioni dell'energia come movimenti centrifughi e centripeti originati dall'Unità o quiete originaria, possiamo chiaramente osservare nei fenomeni naturali la figura della spirale. Essa si ripete costantemente: possiamo vederla nel movimento a spirale delle galassie, nel turbinio dei venti o delle correnti marine, così come nella strutturazione di molti vegetali per arrivare alle catene del DNA e del collagene nelle cellule umane.

Procedendo dal più grande (macrocosmo) al più piccolo (microcosmo) i modelli di informazione e formazione sono sempre gli stessi come avviene in una struttura olografica.

Che cosa è una struttura olografica? Un esempio che vediamo spesso è nelle immagini, presenti anche nelle carte di credito, che appaiono tridimensionali. Se provassimo a tagliarne una in vari pezzetti avremmo una sorpresa: ogni frammento conterrebbe, più piccola, tutta l'immagine originale, invece di una parte come avviene in una foto tagliata.

Il concetto è che nell'essere vivente, come in tutti i fenomeni naturali, in ogni parte c'è l'immagine del tutto, o meglio ogni parte è in relazione con il tutto. Questo è abbastanza logico se pensiamo che la molteplicità del mondo fenomenico è un inganno percettivo, una ruota di apparenze.

Così l'atomo può considerarsi l'ologramma di un sistema planetario, così come una mano, un piede, un orecchio, un dito, una cellula sono l'ologramma del tutto.

Nel mondo fenomenico tutto è movimento, altrimenti non farebbe parte dello spazio-tempo, e questo movimento è energia in divenire che muovendosi tra le sue due polarità determina la rivoluzione spiralica espressione del fenomeno della vita. Nell'essere umano esistono diversi tipi di energia:

  • Un'energia densa che determina la struttura corporea,
  • Un'energia sottile eterica che permette il pulsare esistenziale del corpo fisico: è una manifestazione che precede l'atomo, è l'iniziale campo di formazione della materia, è il campo morfogenetico umano che costituisce la matrice delle forme fisicomolecolari,
  • Un'energia ancora più sottile, psichica o astrale che dà informazione alle prime due: è il mondo del pensiero.

Le manifestazioni a 3 livelli

La manifestazione di questi tre livelli energetici si palesa con velocità di trasmissione diverse. L'energia psichica ovvero il pensiero ha una velocità di trasmissione altissima; come la luce, avviene in un attimo: è un evento che può essere misurato sia con la logica di un attimo, sia con quella dell'eterno. Il pensiero nel momento che è prodotto è qui, ma anche in altre dimensioni che qui non abbiamo la possibilità di vedere.

Al pensiero segue l'energia eterica che, rispettando velocità di trasmissione più moderate, circonda e pervade il corpo fisico e lo anima. Questa si esprime attraverso delle linee di energia dette nadi o meridiani, costituiti da particelle atomiche e subatomiche (ioni, protoni, elettroni, neutroni).

Ultimo nella catena di trasmissione è il corpo denso, materico, che esprime la nostra struttura morfologica, ossa, muscoli, sangue, organi; qui l'energia è più compressa e si trasmette ancora più lentamente.

Ciò vuol dire che un pensiero si trasmette in un decimo di secondo sul corpo eterico, il quale subirà delle trasformazioni un po' più lente che produrranno nel tempo delle perturbazioni sull'energia densa del corpo fisico. Ma ricordiamoci che il corpo fisico, anche se ci appare intensamente materico e governato dalle leggi della chimica, è pur sempre energia condensata, atomi in movimento, per cui la sua realtà cambia in ogni microsecondo. L'uomo può intervenire sul corpo eterico e sul corpo fisico esclusivamente col pensiero e attraverso il collegamento con il campo della Potenzialità Pura, del Sé, dell'Unità. Non solo ma attraverso il pensiero è possibile sincronizzare le trasmissioni dei tre livelli, cioè coordinare l'attività psichica con il campo eterico ed entrambi possono essere messi in sintonia con l'effetto somatico: questo processo porta alla guarigione quantica, cioè immediata. È quello che avviene in quei fenomeni che, non rispettando i canoni classici del mondo percettivo, vengono chiamati "miracoli".

Mentre molto sappiamo o crediamo di sapere sul corpo fisico, meno chiari appaiono i meccanismi strutturali del corpo eterico. Esso risulta costituito da un insieme di canali energetici che gli orientali chiamano meridiani o nadi e da sette centri di energia chiamati chakra.

I meridiani possono considerarsi come linee di conduzione elettrochimica ionica, costituiti da cellule normali che fin dall'inizio dello sviluppo del corpo si dispongono a catena in modo simile alle pile delle batterie elettriche: polo positivo-polo negativo, polo positivo-polo negativo, e così via.

Per comprendere la strutturazione dei meridiani basta guardare il tracciato che appare nella riproduzione della prima cellula fecondata, tracciato che si ripete olograficamente fino a quando si è attuata la crescita di un individuo.

I cromosomi nella riproduzione mitotica

I cromosomi nella riproduzione mitotica delle nostre cellule si orientano in maniera bipolare. Ciò lascia presumere che le cellule, nel loro moltiplicarsi, si dispongano in catena proprio come le pile delle batterie.

Anche qui si ripete una rappresentazione olografica dei meridiani prima nella cellula, poi nell'embrione e infine nel corpo.

I due meridiani più importanti seguono l'asse cefalo-caudale dividendo il corpo in due emisomi destro e sinistro similmente a quello che fa il corpo calloso nel cervello che divide l'emisfero destro da quello sinistro. Così come il corpo calloso coordina l'attività tra le due parti del cervello, i due meridiani coordinano le funzioni dei due lati del corpo nonché le funzioni motorie e sensitive dei vari organi e apparati.

Un meridiano è anteriore ed è chiamato "Vaso Concezione o Jenn-Mo" e l'altro posteriore "Vaso Governatore o Dou-Mo"; essi potrebbero costituire un circuito continuo antero-posteriore di energia se non avessero l'interruzione di due orifici, la bocca e l'ano, espressione entrambi delle due estremità polari del tubo digerente.

La possibilità di chiudere il circuito con il posizionamento della punta della lingua contro gli incisivi superiori e con la contrazione dell'ano e del diaframma urogenitale permette degli esercizi respiratori ed energetici chiamati "piccola circolazione microcosmica" che permettono di riportare in equilibrio tutti gli organi con l'attivazione del cervello viscerale. La scienza ha infatti dimostrato che il tubo digerente, originatosi dal foglietto più interno dell'embrione, l'endoderma, è un cervello primitivo sede delle nostre emozioni primarie. Da un punto di vista analogico e simbolico basta confrontare l'immagine dell'intestino tenue con le sue anse a quella del cervello con le sue circonvoluzioni per rendersi conto della somiglianza che ha trovato conferma nelle neuroscienze.

Oltre a questi due meridiani centrali, alla superficie del corpo scorrono altri 12 meridiani bilaterali che contraggono rapporti con gli organi profondi.

In profondità scorrono ancora altri canali di conduzione ionica ed elettromagnetica che insieme ai chakra regolano le energie nel corpo, nelle cellule e nei singoli atomi, e gli scambi con le energie del macrocosmo che ci circonda.

Tra i circuiti energetici che attraversano il corpo umano a noi interessano fondamentalmente, oltre ai due vasi centrali (Concezione e Governatore), i 12 meridiani superficiali e i 7 chakra, questo per due ordini di ragioni:

  1. Perché ogni blocco emozionale determina uno squilibrio energetico in relazione a uno o più meridiani e/o chakra, da cui originano difetti di informazione allo schema olografico generale.
  2. Perché è proprio lungo il percorso di queste strutture energetiche che si trovano i segmenti bloccati della corazza difensiva, costruiti intorno all'Io per paura di essere feriti.

Questo testo è estratto dal libro "Il Nuovo Corpo e la Mente".

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