Il Respiro Felice - Pam Grout - Estratto
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Il Respiro Felice - Anteprima del libro di Pam Grout

Solo il respiro e nient’altro che il respiro

Solo il respiro e nient’altro che il respiro

"Chi respira più aria vive più vita."
Elizabeth Barrett Browning

Non vi biasimo se siete arrabbiati, né vi critico se vi mettete a pestare i piedi e a battervi il petto gridando: « Perché nessuno me l’ha mai detto prima? »

La nostra cultura ha indotto l’individuo a concentrarsi così tanto sulla mente da fargli dimenticare del corpo. L’uomo è così intento a prestare attenzione al cervello che non gli passa mai per la testa di ascoltare ciò che il corpo gli sta dicendo. In pratica, le uniche sensazioni corporee che vengono notate sono il mal di schiena e il mal di testa. Di sicuro nessuno sta attento alla respirazione.

Eppure è l’azione in assoluto più importante che compiamo. È la prima cosa che facciamo e anche l’ultima. State tre minuti senza respirare e siete morti.

In tutta onestà si tratta dell’attività più sottovalutata del pianeta.

Anche se, storicamente, non è sempre stato così. Per molti anni la teoria dello pneuma (respiro) ha dominato le arti mediche: già gli antichi greci ne riconoscevano la forza; ed è il principio centrale di quasi tutte le religioni orientali. Conosci il respiro, esse sostengono, e conoscerai Dio. Gli antichi ebrei utilizzavano la parola « respiro » associandola all’anima. E la Bibbia afferma che Dio creò Adamo alitando la vita nelle sue narici.

I tedeschi hanno scuole dedicate alle tecniche respiratorie e anche qui, negli Stati Uniti, ce un ospedale a New York con una hot line attiva ventiquattrore al giorno che dispensa suggerimenti per migliorare la respirazione.

E se per caso vi è capitato di studiare canto, recitazione o praticare uno sport, quasi di sicuro avete seguito una preparazione in questo campo.

Sono appunto questi i contenuti del libro: per prima cosa imparerete l’importanza e la forza della respirazione, in secondo luogo imparerete a prestare attenzione al vostro modo di respirare e, infine, a migliorarlo.

Consideratemi il vostro personal coach del respiro: dopo aver sperimentato in prima persona l’efficacia di una migliore respirazione ed essermi confrontata con medici ed esperti di biochimica che mi hanno confermato di non essere una pazza perché credevo che l’ossigeno fosse una medicina miracolosa, ho dedicato la mia esistenza a diffondere il vangelo del respiro. Da allora ho aiutato centinaia di persone dal Massachusetts alla California.

Respirare è davvero assai facile. Pensate poi ai molteplici vantaggi:

  • Gratis. Non dovete comperare nulla.
  • E comodo. Non è necessario andare in palestra per esercitarsi né procurarsi un abbigliamento particolare e nemmeno dedicare del tempo speciale a questa pratica. Potete esercitarvi mentre siete in auto, mentre guardate la tv o magari durante un appuntamento romantico.
  • È sempre disponibile. Non è previsto né rimanere a corto d’aria né fare uso di strane sostanze dietetiche da ordinare in gran segreto da un qualche uomo di medicina del Nuovo Messico. Per non parlare poi del fatto che non è mai necessario uscire di casa per comprare un armadietto dei medicinali più grande. 

Il respiro contiene tutte le risposte

E questa non è nemmeno la parte migliore. Imparare a respirare in modo corretto vi aiuterà se avete problemi di peso. Come senz’altro saprete, le persone ingrassano per motivi diversi. Alcuni hanno un metabolismo lento;

altri sono mangiatori compulsivi. Alcuni ingrassano perché hanno sviluppato cattive abitudini alimentari da cui non sembrano riuscire a liberarsi. Tuttavia la bella notizia è che adottare una corretta respirazione è un modo per evitare tutte queste trappole. Esaminiamone dunque alcune per capire quale impatto hanno sulla respirazione.

Metabolismo lento

Respirare modifica la fisiologia del corpo umano, trasformando le cellule da accumulatori a bruciatori di grasso.

Esse hanno sempre due possibilità: rilasciare energia oppure formare il grasso. In quest’ultimo caso una cellula riesce a processare il cibo utilizzando meno ossigeno. Vedete, è questo gas che fornisce il carburante per produrre energia. Purtroppo l’individuo che non respira in maniera corretta non fornisce sufficiente ossigeno alle proprie cellule, costringendole a entrare in modalità « riserva », quella cioè che porta all’accumulo di grasso. È per questo motivo che l’individuo in sovrappeso molto spesso accusa stanchezza: le sue cellule non rilasciano sufficiente energia. Questo è anche il motivo per cui i giocatori di football applicano quei buffi cerotti nasali, appositamente studiati per mantenere aperti i canali nasali e di conseguenza migliorare il flusso d’aria. A loro serve tutta l’energia che possono procurarsi.

Uno studio eseguito presso la Lindner Clinic, una rinomata struttura per il dimagrimento, dimostra che il 73 per cento degli individui che devono perdere peso hanno un metabolismo difettoso. Perché? Banalmente, non incamerano ossigeno a sufficienza. Come possibile, infatti, bruciare grassi e altre sostanze nutritive se non si ha abbastanza carburante?

A mano a mano che imparerete la respirazione corretta, comincerete a distribuire l’ossigeno di cui le cellule hanno bisogno per processare gli alimenti. Stimolerete gli enzimi che bruciano il grasso, incrementando in modo naturale il tasso metabolico.

Respirare, dunque, modifica la chimica del corpo: una volta che avrete perso peso, potrete mangiare normalmente senza mai più riprenderlo.

Mettere su chili per proteggersi

Ci sono tante persone che mettono su peso per « proteggersi » da un qualche trauma emotivo, magari un fatto accaduto in seconda elementare. Attraverso la respirazione (in modo particolare attraverso il « respiro connesso » descritto nella seconda parte del libro) è possibile riuscire a entrare in contatto con quei blocchi emotivi e prenderne le distanze.

Quando Debbie, una mia cliente, cominciò a prestare attenzione al suo modo di respirare, aveva come minimo una trentina di chili di troppo. A 31 anni, l’immagine del suo corpo prima del matrimonio era ormai solo una vaga memoria. Ogni tanto tirava fuori le foto del liceo: Tish e Cindy, le sue migliori amiche, non erano cambiate così tanto. Lei, invece, era quasi irriconoscibile.

Era davvero lei quella ragazza in top e pantaloncini striminziti?

Sebbene manifestasse il desiderio di dimagrire e per questo comprasse in pratica ogni nuovo libro pubblicato sull’argomento, l’unica cosa che il suo corpo sapeva fare era accumulare chili, cosa che, è ovvio, la scoraggiava e la portava a mangiare ancora di più.

Il marito, un alcolista violento, minacciava di continuo di chiedere il divorzio. La offendeva chiamandola grassona e dicendo che era la donna più brutta che avesse mai visto. Dentro di sé, lei lo odiava: elaborava complicati progetti per lasciarlo ma, ahimè, come con le diete, non arrivava a nulla. Dopotutto, doveva pensare ai figli.

Quando iniziò il programma di respirazione e cominciò a perdere chili, accadde un fatto molto interessante. Arrivò a capire che il peso rappresentava una protezione: in primo luogo dal padre, un uomo vizioso e violento, e adesso dal marito.

A causa di questi sentimenti dolorosi e a lungo soppressi, il programma di Debbie prevedeva una tecnica terapeutica speciale chiamata rebirthing, cui ho già accennato. Si tratta di un tipo di respirazione che connette inspirazione ed espirazione (mentre di solito si fa una pausa tra questi due momenti) e che può far affiorare un gran numero di passate emozioni. Il fatto positivo è che, se continuate a respirare mentre emergono, le potete elaborare e il respiro ritornerà alla sua piena capacità.

A poco a poco, mentre Debbie prendeva le distanze dai vecchi sentimenti, il suo respiro ritornò al pieno potenziale. Ci volle un po’ di tempo, ma senza troppi tagli alle calorie, perse tutti quei trenta chili. E trovò non solo un lavoro ma anche la forza di lasciare il marito. A un anno di distanza dal divorzio, chiamò Tish e Cindy.

«Dobbiamo farci un’altra foto tutte insieme. Tirate fuori i top.»

La sua situazione era tenibile, ma è chiaro dalla sua storia e da quella di molte altre persone che tenersi dentro il risentimento significa bloccare il libero fluire dell’energia corporea il che, inutile dirlo, ha un impatto enorme sul peso. Persino Nicole Kidman non sarebbe altrettanto bella se fosse sempre arrabbiata con il marito. Niente vi aiuterà a perdere chili più rapidamente che prendere le distanze dalle emozioni irrisolte rinchiuse in voi.

Abbuffate e altre dipendenze

Le abbuffate sono sempre state la mia croce. Non è così difficile per me sedermi in poltrona e finire un’intera scatola di cioccolatini. La mia passione più recente sono quei cracker integrali a forma di orsacchiotto. Li compro animata dalla buona intenzione di proporli a mia figlia come dessert, perché sono di una misura giusta per lei e non contengono tanto zucchero quanto una ciambella con la glassa. Ma poi, la notte, mentre lei dorme e io sento montare l’ansia, apro il pacchetto per assaggiarne un paio: sì, insomma, cinque o sei. E poi... ancora due. E prima che me ne sia resa conto il pacchetto vuoto è finito nel secchio della spazzatura e davanti a me c’è un’adorabile creaturina di tre anni che mi guarda con i suoi occhioni castani, desiderosa di sapere se può avere un altro cracker. Si potrebbe pensare che il solo senso di colpa dovrebbe bastare a farmi smettere.

Ma l’unica cosa che abbia mai funzionato è il respiro. Invece di farmi tentare da una seconda o da una terza manciata, mi metto a sedere e faccio dieci lunghi e profondi respiri addominali: come per incanto la pulsione svanisce.

Quando mi abbuffo in quel modo, dimentico del tutto chi sono e che cosa voglio davvero. E come se fossi in trance e incapace di svegliarmi finché non sono arrivata all’ultimo boccone, qualsiasi cosa stia mangiando. Prende il sopravvento il mio personale Mr Hyde e il mio vero io, quell’io che vuole essere magro e sano, sparisce.

Attraverso la respirazione profonda, riporto la mia attenzione al centro, là dove si trovano i miei veri obiettivi. L’irrazionale assunzione di cibo cede il passo alla realtà.

Con questo stesso sistema, altre persone hanno detto addio al fumo, all’alcol e a molte altre dipendenze.

Questo testo è estratto dal libro "Il Respiro Felice".

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