Il Sangue degli Illuminati - Diego Marin e Stefania Marin
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Il Sangue degli Illuminati - Anteprima del libro di Diego Marin e Stefania Marin

Dalla P2 al caso "Orlandi" tutte le verità sui misteri del nostro paese

Una nuova analisi

Chi comanda il mondo? La risposta non solo è complessa, ma è anche molteplice, perché il comando – o il controllo – può essere inteso a livelli differenti. Un conto è chi lavora nella sala dei bottoni, chi firma gli accordi internazionali o vota le leggi. Questi “comandanti” sono palesi, li vediamo in televisione, coi loro sguardi sorridenti che fanno promesse per il gusto di infrangerle e firmano condanne a morte su fogli di carta profumata. Di tutte le domande senza risposta, ce n’è una che davvero ci spiazza, perché non si tratta di scegliere tra cento risposte possibili... la verità è che non riusciamo a immaginarne alcuna. Pensando a questi capi – o ai loro superiori, quelli occulti – ci chiediamo perché si sforzino tanto nel tenerci in gabbia. Perché non aprono le porte alla vera scienza? Perché non ci vogliono sani, spensierati e soddisfatti? Com’è possibile che essi godano della nostra sofferenza? Non lo sappiamo spiegare, eppure è evidente che le cose stanno così. È come se si alimentassero del nostro dolore.

In questa sede non è comunque nostra intenzione l’avventurarci in spiegazioni ardite. Vogliamo fornire soltanto i fatti, così che nessuno possa dire “ve lo state inventando”. Vogliamo che la verità diventi lampante, che la gente prenda coscienza e che operando uniti si riesca finalmente a ottenere quella vita felice che ci aspetta dietro l’angolo.

Non parleremo di attualità in senso stretto, non degli anni della crisi. Abbiamo un’apposita rubrica su Facebook per questo. Ci arriveremo comunque molto vicini. La nostra intenzione è dimostrare come i fatti attuali non siano affatto il risultato delle scelte di pochi folli devoti al capitalismo. Le crisi, le guerre, l’ascesa e il declino delle grandi potenze, in alcuni casi persino le epidemie, sono state programmate da tempo immemore. Ma non è una cosa da poco, non qualcosa che il lettore potrebbe accettare per fede. Serve imboccare il cammino dall’inizio, raccogliere indizi, a volte prove schiaccianti, annodare qualche filo logico opportunamente spezzato dai professori delle grandi fondazioni.

Un’indagine indietro nella storia

Dai tempi dei Sumeri/Akkadi è stata sempre la stessa famiglia a tenere le redini del potere. È un’affermazione che sembra pregna di fanatismo, degna dei peggiori imbonitori della stampa scandalistica. E non avremmo mai creduto di ripeterla a nostra volta; non lo avremmo fatto se non avessimo incontrato qualcuno con un’ottica diversa, privilegiata. È stato il figlio di un politico, uno di quelli che hanno fatto la storia della prima repubblica, ma che a un certo punto si è reso conto di aver varcato il “limite”. Purtroppo non succede spesso a chi si siede sulle comode poltrone delle aule parlamentari. Quell’uomo ha fornito i primi documenti, le prime liste di nomi da cui partire per un’indagine degna di questo nome, un’indagine che passo dopo passo ci ha spedito indietro nella storia... 50, 100, 1000, 5000 anni. Non c’è margine di errore.

C’è una linea di sangue che serpeggia nelle pieghe della storia – il serpente rosso – e una confraternita – l’Occhio che tutto vede (BASE, Brotherhood of the All Seeing Eye) – che ne nasconde le azioni e le procura uno stuolo di “servi” che ne diventano gli esecutori materiali.

La ricerca è stata tutt’altro che facile. Gli elementi probanti sono stati censurati da tutte le pubblicazioni dal Novecento in poi, cosicché è stato necessario affondare il naso in testi polverosi del Seicento, Settecento e Ottocento, o meglio, nelle fotocopie gentilmente fornite da bibliotecari di ogni angolo del mondo.

La Prima repubblica

Abbiamo lasciato una traccia del nostro effettivo percorso di ricerca, iniziando il resoconto da dove siamo partiti noi. Inizieremo dal secondo dopoguerra, da quella fase che in Italia è stata chiamata “Prima repubblica”. È in questo Paese e in questo mezzo secolo (1945-1994) che sono emerse le conferme più sconcertanti di un disegno antico, globale e tuttora all’opera.

Sarà un abbrivio corposo, per addentrarci nello schema. Gli agenti più “lontani” appariranno al lettore come facce diverse di una stessa chimera: banche, partiti, massoneria, sette sataniche, servizi segreti, Vaticano (IOR e Priorato di Sion), gruppi estremisti, tutti alimentati e coordinati dalla stessa BASE. Dopodiché ci tufferemo al principio della Civiltà e ripartiremo daccapo, dalle profondità della storia per riemergere nel mare del presente, seguendo le spire dell’Uroboro tanto caro agli “Illuminati”.

Sarà una storia di individui, un testimone che passerà pazientemente di padre in figlio. Ci interesseranno i loro viaggi, le loro imprese, i loro esili e camuffamenti. I figli dei figli passeranno da un popolo all’altro, ne influenzeranno l’esistenza, scriveranno leggi e costruiranno religioni. Forniremo gli alberi genealogici più eloquenti e persuasivi.

I popoli sono sorti e si sono estinti, e così gli imperi; ma non ci interessa una lettura veloce di righe di storia trite e ritrite. Vi guideremo piuttosto all’inevitabile epifania: ogniqualvolta un impero cadeva, esso era stato già da tempo – opportunamente – abbandonato dalla “famiglia”. A quel punto la “famiglia” aveva già afferrato saldamente il timone di un altro popolo. Spesso accadeva che fosse proprio questo “nuovo” popolo a sancire la fine del “vecchio” impero. Invasioni programmate quindi, come quella dei barbari alla fine della storia romana, una “fine” palese se non fosse che i nobili romani erano già inseriti alla corte dei Franchi.

La quantità di materiale raccolto è stata tale da giustificarne la distribuzione in tre volumi: il volume presente muoverà dagli albori della storia all’anno Mille, pur con un ampio sguardo al secondo dopoguerra. Avrà il suo peso la “costruzione” del cristianesimo; il secondo coprirà Basso Medioevo e Rinascimento, età di cavalieri, alchimisti, inquisizione ed esplosione di artisti; e infine il terzo guarderà all’età moderna e ai terribili influssi di Golden Dawn e satanismo. Tale divisione sarà comunque piuttosto elastica, con opportuni richiami a prima e dopo, così da rendere ogni volume il più possibile self-contained, sicché risulti comprensibile anche al lettore che ne scorra uno soltanto.

Partiamo allora dal 2 settembre 1945: la guerra è appena finita, con un bilancio di 124 milioni di morti e due testate nucleari appena sganciate sul suolo giapponese...

La strategia della tensione

Usano sempre nomi accattivanti quando scommettono sulla nostra pelle. La seconda guerra mondiale aveva permesso loro di creare lo Stato di Israele, un antidoto perfetto alla spontanea aggregazione degli Stati islamici. L’intruso anglo-americano avrebbe bloccato il Medio Oriente in uno stato di disordine programmato, così che l’Occidente avrebbe continuato a risucchiarne le risorse a costo zero. Si era poi creato l’ONU (revival della defunta Società delle Nazioni), consentendo la gestione globale di politiche ambientali, commerciali e belliche. A quel punto si mirava alla costruzione di macroregioni (continenti) politicamente unitarie. Ottenuto questo sarebbero state le macroregioni ad accorparsi in un unico stato mondiale.

L’Europa era troppo frammentata, sicché la sua riunione politica si imponeva con forza come il primo dei passi da compiere. Era essenziale la costruzione di un nuovo nemico incombente da est che costringesse l’Europa a dotarsi di una “cupola” che ne coordinasse l’azione economica, militare e diplomatica. Doveva essere il primo di una serie di “problemi” che avrebbero spinto le nazioni a trasformarsi in province all’interno di un singolo soggetto politico: gli Stati Uniti d’Europa.

Sostenuti da tale intento, tutte le industrie e i centri di ricerca deputati agli armamenti (nucleari soprattutto), anche se nati in America, fondarono enti consociati nel territorio dell’Unione Sovietica, cambiando eventualmente nome per non dare nell’occhio. Gli stessi enti operavano per accrescere contemporaneamente il potenziale bellico di Russia e Stati Uniti, in modo tale che nessuna delle due potenze prevalesse sull’altra.

Recentemente il massone Gioele Magaldi ha sostenuto che bin Laden e Brzezinski siano stati membri della stessa loggia massonica, la Three Eyes, di natura internazionale, e che bin Laden avesse ricevuto l’iniziazione proprio da Brzezinski durante la guerra in Afghanistan.

Il giudice Vittorio Occorsio

All’idea del “mostro comunista costruito a tavolino” aveva aderito prima di noi il giudice Vittorio Occorsio, il quale negli anni aveva indagato gli stessi casi di cui parleremo nelle prossime pagine. Nel 1975 spiegava al collega Ferdinando Imposimato che…

Molti sequestri avvengono per finanziare attentati o disegni eversivi. […] Tutto questo rientra nella strategia della tensione: seminare il terrore tra gli italiani […] dando la colpa di tutto ai rossi. Tu devi cercare i mandanti di coloro che sono gli autori di decine e decine di sequestri. I sequestratori spesso non sono che esecutori di disegni che sono invisibili ma concreti. Ricordati che loro agiscono sempre per conto di altri.

Il 9 luglio 1976 Occorsio venne assassinato dal neofascista Pierluigi Concutelli, massone della loggia Camea di Palermo a cui aderivano anche uomini di Cosa nostra. I fascicoli del giudice passarono al collega Mario Amato, il quale ugualmente giunse alla conclusione che dietro alle sigle terroristiche di destra e di sinistra ci fosse di fatto una sola regia. Il 13 giugno 1980 espresse il suo pensiero di fronte al Consiglio superiore della magistratura:

Sto arrivando alla visione di una verità di assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi.

Dieci giorni dopo, il 23 giugno 1980, il giudice Amato viene ucciso a Roma.

Lo spauracchio comunista doveva persistere almeno quarant’anni, il tempo necessario affinché gli Stati europei stringessero accordi così vincolanti da far apparire un cambiamento di rotta impossibile o tremendamente rischioso. L’opinione pubblica doveva trovarsi concorde nel considerare l’uscita dall’Europa un’improponibile “follia”. Pare che il piano sia riuscito.

L'Unione europea

La costruzione e il rafforzamento dell’Unione europea erano, almeno inizialmente, coordinati dalla NATO e da un’appendice europea della CIA che prese il nome di GLADIO. La GLADIO aveva lo scopo di impedire o di affrontare gli imprevisti che mettessero a repentaglio il progetto di un’Europa unita. Il primo di una certa importanza scoppiò dall’interno: il presidente della Francia, Charles de Gaulle (r. 1958-1969), stanco di farsi manovrare da Lyndon Johnson (r. 1963-1969, vice 1961-1963), nel 1962 concesse l’indipendenza all’Algeria e nel 1966 fece uscire la Francia dalla NATO. Ciò gli costò una serie di attentati-avvertimenti da parte dei gruppi JACL (Lega ebrea anticomunista) e OAS (una cellula rinnegata dei servizi segreti francesi - SDECE).

Il suo fu comunque un atto di forza a puro scopo dimostrativo, e non metteva in dubbio la fedeltà di de Gaulle al progetto europeo; semplicemente de Gaulle voleva apparire nei quadri di comando e non limitarsi a fare il facchino di Johnson. Poi lo sappiamo bene: lo stesso Johnson era il facchino di qualcheduno più in alto di lui.

Il gesto di de Gaulle poteva però sfuggire di mano ed essere interpretato come un gesto di ribellione totale e di sfiducia nel “programma”. In primo luogo era l’Italia a preoccupare l’élite, perché la popolazione si stava avvicinando alle idee di sinistra e un buon numero di votanti iniziava a vedere la Russia non più come un mostro da cui proteggersi ma come un esempio da seguire.

Così la GLADIO pensò bene di finanziare gruppi estremisti di entrambe le fazioni politiche: Brigate rosse, Prima linea e Lotta continua all’estrema sinistra, Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), Avanguardia nazionale e Ordine nuovo all’estrema destra. Attentati e colpi di stato programmati dall’alto, attribuiti alternativamente all’uno o all’altro schieramento, avrebbero di volta in volta diminuito la credibilità dei politici italiani, in modo tale che, se avessero voluto mantenere la poltrona, avrebbero dovuto comportarsi da bravi cagnolini dell’America. Così facendo l’élite prendeva due piccioni con una fava: da una parte si sarebbero evitati governi forti di sinistra che mettessero in dubbio l’utilità di un’Europa unita; dall’altra si sarebbero evitati exploit da parte dei governi di destra che intendessero emanciparsi sull’esempio di de Gaulle.

Propaganda 2 (P2)

Il piano in Italia era favorito dal buon gioco di Licio Gelli (n. 1919), leader della loggia massonica Propaganda 2 (P2) che operava di concerto a GLADIO per infiltrare uomini di fiducia nei media, negli uffici amministrativi e nei partiti. Sarà poi evidente la collusione tra P2 e Servizi segreti vaticani, con ampie propaggini all’interno dello IOR, l’Istituto (bancario) per le opere religiose.

In Francia l’equivalente della P2 si chiamava “Priorato di Sion”, prendendo nome da un ordine monacale medioevale. In qualche modo P2 e Sion erano logge sorelle, sottomesse entrambe alla Loggia alpina svizzera, la stessa che negli anni Sessanta aveva depositato alla Biblioteca nazionale di Parigi un ampio Dossier sul Priorato7. Tale Dossier balzò agli onori della cronaca negli anni Ottanta ed ebbe lo scopo di confondere le acque, mischiando informazioni reali, divenute pubbliche, a fantasie patetiche facilmente smascherabili. Così facendo, le seconde avrebbero screditato le prime e l’opinione pubblica le avrebbe dimenticate.

Grosso modo questo periodo della “tensione” andò a concludersi nel 1983 con le uccisioni di due innocenti ragazzine chiamate Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi. Gli accordi voluti per l’Europa erano stati sanciti e la stessa Russia si preparava ad abbandonare il comunismo attraverso un percorso di privatizzazione selvaggia denominato Perestrojka. Dopo la Perestrojka, con il blocco europeo sufficientemente formato, sarebbero stati i Paesi del blocco sovietico a domandare all’Europa di inglobarli; la povertà generata dalle privatizzazioni e una buona propaganda a favore dei “salvatori” europei sarebbero bastate a ottenere l’assenso dei popoli. Ma questo lo stiamo vivendo oggi, perciò non roviniamoci la “sorpresa”.

Questo testo è estratto dal libro "Il Sangue degli Illuminati".

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