Il Tao del Disordinato - Marcella Danon - Estratto
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Il Tao del Disordinato - Anteprima del libro di Marcella Danon

L’invito a una danza

L’invito a una danza

Ordine e disordine. Entrambi indispensabili alla vita. Troppo ordine, come in un cristallo di sale, non permette gli scambi necessari per l’attivazione di nuovi processi; troppo disordine, come tra le molecole di un gas rarefatto, non permette il consolidarsi di qualcosa di coerente. La vita sorge sull’orlo del caos, nella danza tra ordine e disordine, in un alternarsi di strutture stabili e in trasformazione, per poter dare forma e consistenza all’immensa e complessa varietà del possibile.

Il seme, struttura coerente e ordinata, deve morire per dare vita, dopo una fase di disorganizzazione e riorganizzazione cellulare, al germoglio. L’albero a sua volta dovrà disgregarsi, alla fine del suo ciclo vitale, per potersi trasformare in terra fertile e rendere possibile nuove esistenze. Non possiamo comprendere i processi che rendono possibile la vita se non in termini di continuo alternarsi di ordine e disordine, di chiusura per fissare la forma e apertura per trasformarla.

Questa chiave di lettura ci consente di affrontare la nostra stessa vita con occhi e spirito nuovi, imparando a riconoscere, onorare e valorizzare anche le fasi di disordine come possibilità di scoprire visioni sempre più ampie di noi stessi e del mondo in cui viviamo. Troppo ordine soffoca la nostra connaturata spinta a procedere oltre il conosciuto e riduce lo spazio in cui poter irradiare la vitalità di cui siamo portatori. Troppo disordine non permette al sogno di diventare realtà, all’idea di prendere forma, al germoglio di diventare albero.

Siamo parte attiva di un processo in continuo divenire, in cui in ogni istante ci confrontiamo con l’inafferrabile immensità dell’esistenza... niente è sotto controllo. Ordine e disordine sono due polarità, forza centripeta e forza centrifuga, contrazione ed espansione, forma che si consolida e struttura che si trasforma. Nel nostro processo di crescita personale siamo in prima istanza sottoposti a un ordine che ci viene dato dall’esterno. Dobbiamo poi risvegliarci, nascere una seconda volta, e scrollarci di dosso ogni consuetudine e automatismo per contattare una nostra autenticità al di fuori di qualsiasi schema preconfezionato, per ritrovare l’ordine su un piano diverso. Non più un ordine formale imposto dall’esterno, ma un ordine che scaturisce dalle profondità del nostro stesso essere, che crea le forme più adatte a esprimere la nostra unicità. Viene così trascesa qualsiasi dicotomia tra ordine e disordine, che diventano i due passi che si alternano in un’unica complessa danza. A ognuno la sua, con le sue posizioni, le sue varianti, il suo ritmo.

Dalle profondità dell’universo...

Secondo una delle tante teorie sulPorigine della vita sulla Terra, da una cometa di passaggio sono caduti sul nostro pianeta frammenti della sua coda ghiacciata contenenti molecole organiche.1 In un evento paragonabile all’antico gesto del contadino che sparge i semi sul campo sono giunti sulla Terra codici coerenti capaci di interagire creativamente con l’inanimato e si è innescato quel processo dinamico, in cui ordine e disordine si alternano costruttivamente, che chiamiamo vita.

Come il miele cristallizzato, che aggrega attorno a sé in forma ordinata quello ancora liquido, questi semi di vita giunti dalle profondità dello spazio hanno attivato un processo sul nostro Pianeta, che mitologia di tutte le tradizioni ancora cantano, ognuna coi suoi personaggi, le sue varianti, la sua storia: Caos e Gea, nella tradizione greca; le forze del cielo e quelle del mare nella tradizione maya; il mondo del ghiaccio e il mondo del fuoco, in quella scandinava; l’incontro tra due forze primordiali, yin e yang, nel taoismo.

Ordine e disordine si manifestano sulla Terra come due ben precise energie: nell’ordine si muovono forze diurne, solari, logiche, coerenti, armonizzanti; nel disordine entrano in gioco forze primordiali, profonde, oscure, destabilizzanti. Ancora una volta è il mito a dare nomi, ed entrano in campo Apollo, promotore del Logos, il principio ordinante e regolatore, e Dioniso, il portavoce dell’Eros, la forza vitale, generatrice e distruttrice.

Non possiamo godere di un polo senza accogliere e riconoscere e valorizzare l’altro, sarebbe come avere il giorno senza la notte, la sistole senza la diastole, la chioma senza le radici. La legge della vita si sdipana nell’alternanza di polarità e in questo gioco rientrano ordine e disordine, entrambi necessari.

...alla nostra vita quotidiana

Come si incontrano e scontrano queste due forze in noi? Come vanno a impattare nel nostro modo di sentire, di atteggiarci, di agire? Con molta forza. E ognuno di noi diventa teatro per una particolare rappresentazione in cui oscilliamo con ampiezze e ritmi diversi tra chiusura e apertura, contenimento ed espansione, sicurezza e libertà, noto e ignoto, essenzialità e ridondanza. Il Tao del disordinato è una via tracciata abbracciando entrambe le polarità, sino a riconoscerle parti integranti della vita, per potersi arricchire e vivificare coi doni di entrambe.

Parlando di noi stessi, sono due le dimensioni da prendere in considerazione, quella esterna e quella interna. Cominciamo con i diversi contesti in cui viviamo e operiamo, e chiediamoci come li sentiamo: quali dominati da rigore e immobilismo e quali da mancanza di regole e imprevedibilità? Quali da sicurezza e stabilità e quali da creatività e brio? Non è importante rispondere ora, è una richiesta anche abbastanza inusuale, basta lasciar aleggiare la domanda come spunto di riflessione.

Passiamo ora al nostro mondo interiore... lo sentiamo ordinato o disordinato? Ancora più difficile rispondere, ma sbilanciamoci un attimo oltre i confini delle nostre certezze e apriamo le finestre della mente con domande nuove.

incondizionata a tutto ciò che la vita ha ancora da rivelarci di sé. L’ordine, la logica, il razionale diventano strumenti importanti per non perdere la connessione con la percezione diffusa e condivisa della realtà. Non sono più ostacoli e si mettono al servizio di una predisposizione alla conoscenza, che potrebbe anche rivelare, come nel caso dei sistemi complessi, forme più alte di ordine non ancora riconosciute.

Noi... in quale di questi Passi sentiamo di trovarci attualmente? Quali sono stati gli eventi cruciali, nella nostra vita, che ci hanno permesso di passare da ogni fase a quella successiva? In qualsiasi punto di questa spirale ci riconosciamo ora, va bene. Identificarlo ci può aiutare ad apprezzare meglio il punto in cui ci troviamo o a riconoscere i segnali del Passo successivo che ci stimola e sospinge verso un nuovo traguardo. Sempre nel rispetto e valorizzazione di entrambi questi poli, esploriamo ancora ordine e disordine in alcune delle loro sfaccettature ed espressioni.

Questo testo è estratto dal libro "Il Tao del Disordinato".

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