Influenza aviaria

 

L' influenza aviaria occupa gran parte del tempo dei telegiornali e delle pagine dei quotidiani.
A questo proposito riportiamo un breve stralcio di un articolo di Claudia Benatti tratto dalla rivista AAM Terranuova, numero 200 di novembre 2005
(www.aamterranuova.it).

Non è chiaro su quali basi scientifiche si possa prevedere una pandemia di aviaria,
se ciò avverrà o meno.
Malgrado queste evidenze, le autorità sanitarie consigliano la vaccinazione di massa,
cosa che non solo potrebbe essere inutile, ma anche pericolosissima.

«E’ in arrivo una tremenda pandemia, potrebbe essere il virus dell’influenza aviaria, vaccinatevi tutti”: questo il messaggio allarmistico e ambiguo diffuso in questi mesi dal Ministero della salute e dai vari esperti che a turno sono stati intervistati dai media.
Allarmistico perché, secondo quanto attestato finora, il cosiddetto “virus dei polli” non si trasmette da essere umano a essere umano, negli ultimi due anni si sono ammalate poco più di cento persone (di cui oltre la metà perfettamente guarite) su cinque miliardi e mezzo di cui è costituita la popolazione mondiale e perché tutti coloro che si sono ammalati vivevano in paesi orientali dove lavoravano a strettissimo contatto con polli in allevamenti intensivi.
Ambiguo perché a questa malattia è stato dato il nome di influenza e il “martellamento” mediatico, guarda caso, è iniziato proprio in concomitanza con la campagna promozionale per il vaccino contro l’influenza umana stagionale.
E, in assenza di un vaccino contro l’H5N1 (il nome dato ai virus dei polli), tutta la popolazione è stata messa in allarme e invitata a vaccinarsi contro… la semplice influenza stagionale, il cui virus non ha nulla a che fare con l’H5N1. (…)

Politica del Panico
Nessuno è nemmeno in grado di dire, oggi, se la pandemia (cioè una epidemia di dimensioni mondiali), da tanto annunciata, riguarderà il virus dei polli, oppure qualche altro virus. (…)
Insomma, le informazioni circolano impazzite, approssimative, lacunose e molti le piegano alle esigenze del momento.
Ma qual è l’obiettivo? Indurre la popolazione a vivere nella paura costante di una minaccia, facendo così in modo che accetti le promesse di sicurezza che arrivano da vaccini, farmaci o leggi? Se esistono problemi da affrontare, occorre fornire alla gente gli strumento per riflettere, giudicare, criticare e agire con equilibrio; non è dunque etico né accettabile che venga seminato il panico per fini non chiari. (…)» Claudia Benatti
[l'articolo completo è su Aam Terranuova di novembre 2005]

Claudia Benatti, 36 anni e una laurea giuridica alle spalle, è giornalista professionista e lavora alla redazione del quotidiano Gazzetta di Modena.

Articoli in rete:

“Questa malattia è stata descritta per la prima volta in Italia nel 1878”.
Altro Consumo http://www.altroconsumo.it/map/src/72841.htm

L’ipocrisia di Stato e terrorismo mediatico
di Marcello Pamio - 19 ottobre 2005 da www.disinformazione.it

«Virus letali e terrorismo mediatico»
Claudia Benatti, giornalista autrice del libro
da www.disinformazione.it

Aviaria: rischio teorico, vaccino non previene [25.10.2005]

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