Investire in Argento Fisico - R. Gaiolini - Estratto
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Investire in Argento Fisico - Come e Perché - Anteprima del libro di Riccardo Gaiolini

Perché conviene investire in argento fisico - Adesso

Perché conviene investire in argento fisico - Adesso

“Le ragazze sono d’oro, le spose d’argento, le vedove di rame e le vecchie di latta”.
Proverbio

Diversi sono i motivi per i quali, secondo noi, è giunto il momento di investire in argento fisico, adesso. Di seguito sono esposti i principali nove motivi rispetto ad altre asset class.

L’argento è maggiormente presente sotto forma cartacea!

La quantità di vendite allo scoperto sull’argento nei contratti future e negli ETF è ottanta volte più grande rispetto a quella dell’oro; in effetti la quantità di oro finanziario venduta corrisponde al 2,5% (alcune fonti parlano del 2,6%) della quantità di oro fisico esistente, mentre le vendite allo scoperto di argento finanziario sono pari a oltre il 200% di tutto l’argento fisico realmente esistente. Questo significa che il prezzo dell’argento è determinato in modo massiccio dal mercato cartaceo (finanziario), anziché da quello reale.

Per dare un’idea della quantità di argento finanziario che attualmente viene trattato sui mercati, diciamo che esso ammonterebbe a circa 250 miliardi di once l’anno, mentre in realtà il mercato fisico dell’argento ogni anno tratta solo un miliardo di once! Tra l’altro, siccome il totale degli investitori che posseggono la maggior percentuale di argento finanziario e che riescono a controllare quasi 1/3 del suo mercato corrisponde appena all’1%, se ne deduce che il prezzo è influenzato dalla volontà di pochi investitori, a differenza dell’argento fisico, posseduto in maggior quantità attualmente da JP Morgan, come analizzeremo ancora successivamente, che tra l’altro possiede anche il maggiore quantitativo di argento finanziario. Ciò di per sé sarebbe già un valido motivo per convalidare l’ipotesi di un’attuale manipolazione artificiosa del prezzo.

Risvolti futuri

L’argento, nel prossimo futuro, sarà estratto sempre in quantità via via minori. Secondo Blanchard il picco estrattivo verrà raggiunto entro due o tre anni, in un periodo compreso tra il 2017-2018, per poi declinare progressivamente nei successivi anni.

Addirittura, secondo alcuni, sembra che tale picco sia già stato raggiunto, se consideriamo la capacità estrattiva che è declinata da un valore superiore ai 1.000 milioni di once del triennio 2010-2012, agli 868 milioni di once del 2014, per arrivare agli 850 milioni di once del 2015, per cui sembrerebbe che cominci già a scarseggiare sia sulla crosta terrestre che in profondità, in cui un tempo era presente in abbondanza.

Ne deriva che, siccome l’argento sarà via via sempre più raro, tanto che, tra circa venticinque anni sarà completamente esaurita la sua totale estrazione, sia dalla superficie terrestre che in profondità, nessun contratto allo scoperto potrà più determinarne il prezzo, come avviene attualmente, poiché l’industria richiederà solo argento fisico, non facendosene nulla di quello cartaceo.

In realtà tutto il sistema dell’argento finanziario collasserà, a nostro avviso, molto prima. In un futuro più prossimo, verso la fine dell’attuale ciclo rialzista dei metalli preziosi partito nel 2000, saliranno di volta in volta i prezzi, specialmente dell’oro, e ci sarà una richiesta esasperata, enorme, da parte dei piccoli e medi investitori che si indirizzeranno sul mercato dell’argento fisico, grazie a prezzi più appetibili rispetto all’oro - in competizione con la sempre crescente richiesta industriale. E, siccome sempre l’argento di carta è nettamente maggiore rispetto alla quantità fisica, quando tutti cominceranno a richiedere la consegna fisica del metallo, e tale consegna non potrà più essere onorata, questo castello di carte sarà destinato inevitabilmente a crollare, con la conseguenza che il valore dell’argento cartaceo verrà trasferito automaticamente a quello fisico.

L’argento fisico sta per finire!

Secondo un rapporto del “Silver Institute” - un’associazione internazionale senza scopo di lucro con sede a Washington dal 1971, i cui membri sono grossi produttori d’argento, grossi raffinatori, industriali e distributori - l’argento realmente esistente al giorno d’oggi è esiguo rispetto a un tempo. Precisamente parliamo di circa 300 milioni di chilogrammi, nonostante un forte aumento delle quantità estratte negli ultimi anni, contro i 4.000 milioni di once d’oro. Questo è un dato sorprendente se consideriamo che le riserve di argento sono quasi esaurite!

Tanto per dare un’idea, nel 1950 nel mondo c’erano circa 3 miliardi di chilogrammi di argento, mentre nel 1990 le riserve di lingotti consistevano in 2.100 milioni di once d’argento e meno di 2.000 milioni di once d’oro. Quindi oro e argento nel 1990 erano quasi alla pari.

Circa sette anni fa per la prima volta, l’argento fisico è divenuto più raro dell’oro, raggiungendo la quantità attuale che è di poco inferiore a 300 milioni di chilogrammi, a fronte dei 2.100 milioni di once d’oro fisico, cui si è aggiunto nel frattempo quello estratto dalle nuove miniere, portando il valore totale agli attuali 4.000 milioni di once d’oro.

Sembra che le banche centrali e i governi non accumulino più argento da anni, soprattutto perché scarseggia, ma, cosa molto più importante, l’argento non è più accumulato perché l’adeguamento del prezzo che ne risulterebbe potrebbe “sconquassare” il sistema finanziario attuale.

Secondo il Silver Institute la produzione annuale d’argento ha smesso di crescere da più di un decennio, a differenza della domanda globale che ha generato invece un deficit di 3.000 tonnellate nel solo anno 2013.

Ma quali sono stati i motivi che hanno portato l’argento ad essere diventato attualmente più raro dell’oro?

Principalmente è accaduto questo:

a) l’argento è stato distrutto a gran ritmo a livello industriale, avendo svariati usi tra gli altri, industria fotovoltaica, elettronica, il cui uso è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni, come nella costruzione di computer, cellulari, televisori, industria automobilistica, farmaceutica, chimica e tanto altro;

b) dalla metà degli anni Sessanta non è più tesaurizzato, cioè non viene più usato per coniare monete, con la conseguente riduzione delle scorte e l’immissione in grandi quantità nei mercati, con il conseguente crollo del prezzo.

Come mai? Per la prima volta, verso la fine del precedente ciclo al rialzo dell’oro e dell’argento tra il 1979 e il 1980, il pubblico ha avuto la percezione che l’acquisto di argento fisico fosse un buon investimento!

In tale periodo, in effetti, nell’arco di un anno, il suo valore è cresciuto di oltre l’866%, passando da 5,90 dollari l’oncia degli inizi del 1979 fino a un valore superiore ai 52 dollari l’oncia a inizi del 1980. Invece l’aumento fu del 4.031%, se consideriamo il periodo totale di tale ciclo al rialzo partito dagli inizi del 1970, in cui un’oncia valeva 1,29 dollari.

c) L’argento riciclato è pochissimo, tanto che generalmente viene eliminato in grandi quantità nelle discariche; in effetti la fusione di rottami rappresenta solo il 20% della produzione globale annuale, con un valore di circa 5.000 tonnellate per anno, contro una produzione totale annuale di oltre 20.000 tonnellate.

In linea di massima, l’argento non viene quasi per nulla riciclato dopo il suo utilizzo industriale, in virtù di un uso in piccole quantità in una moltitudine di applicazioni industriali, motivo per cui non si riesce a stimare con precisione quale sia il quantitativo di argento fisico realmente esistente al giorno d’oggi.

Questo punto, secondo noi, è davvero sorprendente quanto il primo: ogni investitore dovrebbe tenerlo in considerazione! Mai si era verificata nella storia una cosa simile. Si tratta di una riduzione della quantità esistente d’argento, che arriva ad essere considerato, dal 2008 più raro dell’oro. Questo sarà proprio uno dei punti di forza che porterà insieme al punto precedente, a un massiccio e imminente aumento del suo prezzo!

Risvolti futuri

Tra circa trent’anni verrà estratto tutto l’oro esistente sulla Terra, ma l’argento sarà esaurito ancora prima, cioè tra circa venticinque anni - sia quello presente in superficie, sia quello esistente in profondità.

Oro e argento saranno i primi metalli a esaurirsi con tutto ciò che ne consegue. Soprattutto il problema sarà l’argento poiché esso è indispensabile per l’industria a differenza dell’oro che invece non viene praticamente sfruttato a livello industriale, con una percentuale inferiore al 10%.

L’estrazione di argento puro è esigua!

A parte la rarità, occorre menzionare che la produzione primaria di argento, cioè l’estrazione da parte di aziende minerarie che lavorano per estrarre solo argento, corrisponde al 20-30%, essendo ricavato per un 70-80% come sottoprodotto di oro, piombo, rame, zinco.

E questo è un dato eccezionale se si pensa che in tutte le miniere presenti attualmente sulla Terra si riesce ad estrarre solo questa esigua fetta, che corrisponde ad appena 1/3 della quantità totale di argento estratta!

In definitiva, l’estrazione di argento dalle miniere è cresciuta del 5% nel 2013, per raggiungere il valore di 877,5 milioni di once.

Tale crescita è attribuibile alla produzione di argento e rame dal settore primario, ai nuovi progetti e ai significativi aumenti di produzione in America centrale e meridionale.

Il Messico è stato il primo produttore di argento al mondo, seguito da Perù, Cina, Australia e Cile.

Risvolti futuri

In un prossimo futuro, al crescere dei prezzi dell’argento, potremmo forse assistere a un aumento dell’estrazione da parte dei produttori secondari, visto che i produttori primari non potrebbero incrementarne l’estrazione, confinata sempre in una percentuale del 20-30%.

Personalmente, però, non crediamo che ciò si possa verificare per diversi motivi. In primo luogo, l’argento che proviene dalle miniere di piombo, zinco o rame dipende dalla domanda mondiale di questi ultimi metalli, che attualmente è fluttuante, poiché l’attività industriale in genere stenta a ripartire.

In secondo luogo, ciò equivarrebbe a gettare sul mercato un’enorme quantità di piombo, rame, zinco, a prescindere dallo sviluppo industriale, con la conseguente caduta dei prezzi di questi metalli. Tutto ciò non gioverebbe a questi player in quanto la loro attività, il loro utile, deriva principalmente dall’estrazione di piombo, zinco, rame, utilizzando l’argento come copertura delle spese.

Tutt’al più, il loro profitto sarebbe maggiore, visti i futuri rialzi del prezzo dell’argento, ma la quantità estratta sarà sempre la stessa.

Questo testo è estratto dal libro "Investire in Argento Fisico - Come e Perchè". 

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