L'Arte della Strega - Dorothy Morrison - Estratto
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L'Arte della Strega - Anteprima del libro di Dorothy Morrison

La stregoneria è accettazione, generosità, amore

Seguire il cammino

La stregoneria è accettazione, generosità, amore.

E delicata, discreta e offre sostegno. È un ’etica di vita che, una volta abbracciata, apporta una gioia e una meraviglia incommensurabili alla vita di tutti i giorni.

Wicca: la religione

La Stregoneria non è per tutti. Non è per coloro che sono irascibili o che hanno recriminazioni contro il cristianesimo. Non è per coloro che amano il potere o che calpestano gli altri per ottenere il successo. Non è per i bigotti, per i millantatori, né per i superbi. Semplicemente non funziona in questo modo.

E non è neppure un gioco in cui si recita una parte. Non ha nulla a che fare con gli incantesimi preconfezionati, né con il volare nell’aria, o il lanciare fulmini dalla punta delle dita. Non riuscirete a passare attraverso gli specchi senza farvi male, o a materializzare migliaia di dollari con un semplice schiocco di dita. E, per quanto vi sforziate o per quanto abili siate, non vi darà il potere di trasformare in ranocchi i vostri nemici così da poterli scaricare in mezzo a un’autostrada. Queste cose non accadono nella vita reale. Meglio lasciarle ai film.

Quindi, se la Stregoneria non è nulla di tutto ciò, che cos’è esattamente La Stregoneria è accettazione, generosità, amore. È delicata, discreta e offre sostegno. È un’etica di vita che, una volta abbracciata, apporta una gioia e una meraviglia incommensurabili alla vita di tutti i giorni. In parole povere, la Stregoneria è una religione seria.

Riesco quasi a sentire le domande che vi frullano nella testa in questo momento. In realtà, sarei disposta a scommettere che più di ogni altra cosa vorreste sapere tutto sulle streghe, sugli incantesimi e la magia. E se fossi in voi, farei la stessa cosa.

E vero che coloro che praticano la stregoneria spesso si definiscono streghe. Questo perché la parola inglese witch - strega appunto - deriva dal nome anglosassone wicce (di genere femminile) che significa «saggia, maga, fattucchiera». Anche Wicca - il nome della religione che essi abbracciano — deriva da quella parola. Stando così le cose, è ragionevole che i Wiccan — uomini e donne — si identifichino come streghe. La stessa cosa vale per i seguaci dell’ebraismo che si definiscono ebrei, e non ha nulla a che fare con i cappelli a punta, o gli spiriti maligni.

D’altro canto, per incantesimo si intende la modificazione di una situazione mediante il ricorso a strumenti rituali. Si tratta semplicemente di una canalizzazione dell’energia indirizzata verso un obiettivo specifico. In realtà, è una cosa che i cristiani fanno in continuazione. Pregano per qualcosa e la ottengono. Che Dio risponda alle preghiere o no è qualcosa in cui tutti possono credere, ma una cosa è certa - una preghiera che esaudisce bisogni e desideri contiene almeno quattro elementi: intento, attenzione, concentrazione e una buona dose di forte volontà. E questi sono precisamente gli elementi necessari per conseguire risultati soddisfacenti quando si fanno degli incantesimi.

Adesso che abbiamo delineato questo punto, spendiamo due parole sulla Wicca, la religione. Benché vi siano alcune differenze, ha molto in comune con la religione cristiana. Come quest’ultima, per esempio, la Wicca ha diverse correnti religiose che noi chiamiamo tradizioni. Sono molto più numerose di quanto si creda, e ogni giorno ne nascono di nuove. Tra le tradizioni più comuni figurano la dianica, la gardneriana, l’alexandriana, l’ereditaria e quella familiare. Io appartengono alla tradizione georgiana, un gruppo molto eclettico che si rifa agli insegnamenti gardneriani, alexandriani e celtici.

Come i cristiani, anche noi crediamo nella triade divina, ma con qualche differenza. Dal momento che la Wicca è una religione matriarcale, noi veneriamo la Triplice Dea; in modo più specifico la Dea nelle sue manifestazioni di Vergine, Madre, e Anziana. Molti di noi venerano anche la sua controparte maschile, il Triplice Dio. Poiché credo nella dualità della natura divina (a significare che Dio è sia maschile sia femminile), rientro in quest’ultima categoria. La tradizione alla quale appartengo estende ulteriormente questo credo. Insegna che la Dea regola la stagione primaverile ed estiva, mentre il Dio detiene il dominio sull’autunno e l’inverno. Questo non solo porta una sorta di equilibrio alla Ruota dell’Anno, ma ci ricorda che, in quanto figli del Signore e della Signora - la duplice natura divina - siamo eguali, e che nessuno è più importante di un altro. Tutti svolgiamo ruoli importanti nello schema universale delle cose.

Benché l’industria cinematografica abbia portato molte persone a credere il contrario, i Wiccan, come i cristiani, hanno un codice etico. Invece dei dieci comandamenti, ne abbiamo solo uno. Ed è semplicemente questo: «Fa’ ciò che vuoi, purché tu non faccia male a nessuno». Osservato alla lettera, questo precetto racchiude tutto ciò che i comandamenti cristiani prevedono e anche oltre. Ci ricorda costantemente che ogni nostra azione — ogni parola che pronunciamo e ogni pensiero che formuliamo - è simile alle increspature sulla superfìcie dell’acqua, che si fondono l una nell’altra. Le nostre azioni influiscono sulle vite di altre persone; a tal punto, in realtà, che dobbiamo prestare grande attenzione a non fare del male a un’altra anima emotivamente, mentalmente, fisicamente o su qualsiasi altro livello. Un’impresa piuttosto ardua.

Detto questo, vi sono anche alcune nette differenze. Innanzi tutto, la Wicca è una religione della Terra, quindi, invece di svolgere i rituali all’interno di una chiesa, spesso li svolgiamo all’aperto. Celebriamo il passaggio delle stagioni e la bellezza della Luna, delle Stelle e del Sole. Viviamo in armonia con la Natura e crediamo che tutte le cose - anche gli oggetti inanimati come le pietre - abbiano una vita, uno spirito e uno scopo eguali ai nostri.

Non crediamo nel demonio, nel peccato, nell’inferno e nemmeno nel fuoco e nello zolfo. Questo non significa che non riconosciamo il fatto che il male esiste nel mondo o che non debba essere combattuto. Riteniamo semplicemente che l’uomo sia l’artefice dei propri mali, e che questi vengano compensati con la Legge del Karma e le lezioni della carnazione, piuttosto che attraverso l’esilio nel pozzo ardente. Dopotutto dover ripetere le lezioni della vita finché non si apprendono è mol^ più ripugnante dell’idea di trascorrere il resto dell’esistenza in un luo^ rovente dove al massimo ci viene qualche piaga!

Noi crediamo nella Legge del Tre e nella sua giustizia. Questo haa che fare con la legge di causa ed effetto, e significa che ogni azione - sja essa buona o cattiva - ci viene restituita tre volte, secondo il calcolo della legge karmica. E anche se l’idea di essere ricompensati per tre volte in seguito a una buona azione può farci piacere, riusciremmo a sopportare i fastidi provocati da un cattivo comportamento? Probabilmente no. Per questo motivo, prestiamo grande attenzione a quello che facciamo e al modo in cui agiamo. E questo fa di noi degli esseri umani migliori.

Noi crediamo che il mondo in cui viviamo — e l’Universo che ci circonda — sia strutturato in base a un sistema di principi ed equilibri. Questo significa che deve esservi una percentuale eguale di positività e di negatività, di maschile e femminile, di gioia e di sofferenza, e così via; perché senza principi ed equilibri, il nostro mondo diventerebbe un luogo molto squilibrato. Tuttavia, quando accade qualcosa di terribile o quando le cose non vanno secondo i nostri piani, non crediamo che dipenda dalla volontà degli Dei o delle Dee. Noi sappiamo semplice-mente che è il modo in cui l’Universo riordina le cose. E anche se può non piacerci, lo accettiamo e andiamo avanti. Nessuno ha mai sostenuto che la vita fosse giusta o che la grande visione fosse sempre evidente all’inizio. Ci sforziamo di vivere in perfetto amore e in perfetta fiducia.

Crediamo altresì che l’essere umano sia perfettamente in grado di affrontare tutto ciò che la vita gli riserva, e che abbia gli strumenti e il potere per modificare la propria realtà individuale; che possa essere chiunque o qualsiasi cosa, e sia in grado di sostenere qualsiasi ruolo. Questo significa, naturalmente, che dobbiamo rispondere totalmente di noi stessi, degli obiettivi cui miriamo, e dei percorsi che scegliamo di seguire. Stando così le cose, non possiamo che biasimare noi stessi se le cose vanno male o ci sfuggono di mano. E una responsabilità enorme.

La Wicca non è una religione così misteriosa come molti pensano soprattutto quando ci si rende conto che l’aspetto magico riguarda solo la parte ritualistica della grande visione. Proprio come altre religioni, anche questa richiede impegno, devozione e applicazione nella vita quotidiana, nonché pensieri, azioni e comportamenti responsabili. Qui di seguito troverete una serie di istruzioni, teorie e idee atte a insegnarvi la Stregoneria e ad aiutarvi a scoprirne le innumerevoli meraviglie. Durante la lettura e l’apprendimento, tenete a mente che la Stregoneria non è per tutti. Se, dopo un’analisi attenta, scoprirete che la Wicca fa per voi, vi assicuro che non avrete più bisogno di cercare un sentiero alternativo. Una volta per tutte, vi sentire a casa!

Percorrendo il sentiero

Percorrere in modo corretto il sentiero wiccan implica molte cose. Innanzitutto, dobbiamo ricordare gli insegnamenti che i nostri genitori hanno cercato di impartirci. Per esempio, essere gentili, usare il buon senso e sapere quando ascoltare invece di parlare. Ma l’elemento più importante è quello che i genitori hanno cercato di insegnarci su base costante, giorno dopo giorno. Si tratta, naturalmente, del rispetto delle buone maniere.

Sia che dobbiate trattare con le divinità, con i membri del vostro cerchio o semplicemente con degli estranei, queste cose sono importanti. Purtroppo tali insegnamenti sembrano essere stati dimenticati dalla maggior parte dei nostri contemporanei. Per questo motivo, i Wiccan vivono secondo i principi elencati qui di seguito. Studiateli e imparateli bene. E se si presenta una situazione che non è stata citata, rifatevi ai valori che i vostri genitori hanno cercato di insegnarvi: se non è educato, non farlo!

Rede della Wicca

La Rede Wiccan circola da molto tempo. Non solo sottolinea le nostre regole, ma offre una breve sintesi del modo in cui viviamo la magia. E qualcosa di importante; di così importante, in realtà, che chiedo sempre ai miei studenti di impararla a memoria. Memorizzarla servirà anche a voi.

Alla Legge Wiccan obbedire dovrai, e in perfetto amore e perfetta fiducia la seguirai.

Vivi e lascia vivere, con imparzialità dovrai dare e prendere.

Se per tre volte il cerchio traccerai, gli spiriti maligni lontani terrai.

L’incantesimo legato avrai, se in rima lo reciterai.

Lo sguardo gentile, il tocco sottile, meno dovrai parlare, per poter ascoltare.

Con la Luna Crescente in senso orario girar dovrai e la Runa delle Streghe canterai e ballerai.

Ma l’opposto dovrai far se la Luna Calante sarà e accanto alla lupaia sacra il lupo ululerà.

Quando la Luna della Signora nuova vedrai, per due volte in suo onore la mano bacerai.

Quando la Luna al suo culmine giungerà, il desiderio del tuo cuore parlerà.

Dal gelido vento del Nord proteggerti dovrai, la porta sbarrerai e la vela ammainerai.

Quando il vento da Sud spirerà, l’amore sulla bocca ti bacerà.

Se da Ovest il vento soffierà, l’anima dei defunti pace non troverà.

Se da Est il vento aliterà prepara il banchetto, che in arrivo ci son delle novità.

Nel calderone nove tipi di legno metterai, che velocemente e lentamente bruciar dovrai.

Fa’ che l'albero della Signora un sambuco sia, mai bruciarlo dovrai o maledetto tu sia!

Quando la Ruota comincia a girare, che i fuochi di Beltane inizino a bruciare.

Quando la Ruota a Yule giungerà, accendi il ceppo e Pan regnerà.

Se a fiori, arbusti e alberi attenzione farai, dalla Signora benedetto sarai!

Se nelle acque gorgoglianti un sasso lancerai, la verità conoscerai.

Quando bisogno avrai, l’altrui avidità ascoltare non dovrai.

Con gli stolti tempo non sprecar, se per un lor pari non vuoi passar.

Se con gioia accoglierai e con gioia lascerai, il volto luminoso e il cuore caloroso avrai.

Ricordare la Legge del Tre dovrai, ché tre volte nel male e tre volte nel bene ritroverai.

Quando la sfortuna ti segna, sulla fronte una stella blu disegna.

In amore sii sempre sincero, se non vuoi che con te sia menzognero.

Queste parole la Rede Wiccan vanno a suggellare: «Tutto puoi fare, ma mai del male dovrai arrecare».

Il credo delle streghe

«Conoscere, osare, volere, in silenzio stare; queste sono le quattro regole del Mago.

Per osare, dobbiamo conoscere.

Per volere, dobbiamo osare.

Dobbiamo avere volontà, per possedere l’impero.

Per regnare, dobbiamo stare in silenzio.»

Conoscere — Dobbiamo sgombrare la mente e ripulirla dalla confusione, dalle scorie inutili e dalle nozioni obsolete. Solo allora potremo aprirla per accettare i doni della conoscenza e della verità - i doni degli Antichi - che ci attendono.

Osare - Dobbiamo avere il coraggio di superare la nostra personale ignoranza e le idee obsolete. Solo allora acquisiremo la forza necessaria percorrere il sentiero Wiccan.

Volere - Senza volontà la nostra magia è destinata a fallire. Perché i nostri sforzi abbiano successo, dobbiamo desiderare a tal punto un obiettivo da diventare un tutt’uno con esso.

Stare in silenzio — Questo aspetto è duplice. Innanzitutto, dobbiamo acquisire la qualità della pace e della quiete interiore, e coltivarla dentro di noi. Solo allora riusciremo a cogliere i messaggi degli Dei o a udire la voce I interiore. Il secondo aspetto è più pratico. Sfortunatamente, nel nostro mondo vivono ancora persone bigotte, paurose, e dobbiamo capire che chi non vuole essere istruito non lo sarà mai. Per questo motivo, il silenzio è spesso necessario per proteggere noi stessi e le tradizioni della Stregoneria.

I Tredici Principi della Fede Wiccan

Per quanto semplice e modesto possa apparire questo assunto, probabilmente la Stregoneria è la religione più calunniata e incompresa sulla faccia della Terra. E per questo dobbiamo biasimare in gran parte la cinematografìa del passato, dove le streghe sono state spesso dipinte come esseri malvagi, odiosi e diabolici che veneravano il demonio, venivano prese dalla frenesia e infliggevano sventure inenarrabili alle vite altrui. Naturalmente, non potrebbe esservi nulla di più distante dalla verità. Tuttavia, stando così le cose, una larga fetta della società non solo ha abbracciato queste idee, ma le ha presentate come verità sacrosanta.

Nel 1974, l’Unione delle Streghe Americane decise di fare qualcosa in merito a questa situazione. Adottò i seguenti principi per definire la Stregoneria e aiutare i suoi componenti a vivere più facilmente all’interno delle regole della società. Queste norme guidano ancora oggi le nostre vite. (I Tredici Principi della Fede Wiccan furono abbozzati da Gnosticus, ex presidente dell’Unione delle Streghe Americane. Oggi conosciamo quest’uomo come Carl Llewellyn Weschcke, proprietario ed editore della casa editrice Llewellyn Worldwide).

  1. Pratichiamo i riti per armonizzarci con il ritmo naturale delle energie vitali, contrassegnato dalle fasi lunari, dai solstizi e dagli equinozi e dalle quattro direzioni dello spazio.
  2. Riconosciamo che la nostra intelligenza ci conferisce una responsabilità precisa nei confronti dell’ambiente. Cerchiamo di vivere in armonia con la Natura, in un equilibrio ecologico che realizzi appieno la vita e la coscienza in una visione evolutiva.
  3. Riconosciamo l’esistenza di un potere di gran lunga superiore a quello che la persona media percepisce. Proprio perché superiore all’ordinario, talvolta viene definito «soprannaturale», ma noi sappiamo che è latente in tutti noi.
  4. Pensiamo che il Potere Creativo dell’Universo si manifesti attraverso la polarità maschile e femminile, e che questo Potere Creativo sia presente in tutti gli individui e agisca attraverso l’interazione dell’elemento maschile e di quello femminile. Non consideriamo una polarità superiore all’altra, sapendo che sono complementari. Vediamo la sessualità come una gioia, come il simbolo e l’espressione della vita, e come una delle fonti delle energie usate nella pratica magica e nel culto religioso.
  5. Riconosciamo l’esistenza dei mondi esteriore e interiore, o mondi psicologici - talvolta noti come Mondo Spirituale, Inconscio Collettivo, Piani Interiori, e così via - e nell’interazione tra queste due dimensioni vediamo il fondamento dei fenomeni paranormali e delle attività magiche. Non trascuriamo alcuna dimensione, considerando entrambe necessarie per la nostra realizzazione.
  6. Non riconosciamo alcuna autorità gerarchica, ma rispettiamo chi insegna, chi condivide la propria conoscenza e saggezza superiori, così come riconosciamo chi ha assunto con coraggio il compito di guida.
  7. Riteniamo che la religione, la magia e la saggezza del vivere defì. niscano il modo in cui l’individuo percepisce il mondo e in esso vive - una visione del mondo e una filosofìa di vita che chiamiamo Stregoneria o Wicca.
  8. Definirsi «strega» non significa esserlo, così come non si diventa strega per eredità, o in seguito a una serie di titoli, certificati e iniziazioni. Le streghe cercano di controllare le forze interiori che consentono di vivere bene e con saggezza, senza fare del male agli altri e in armonia con la Natura.
  9. Riconosciamo che è l’affermazione e la realizzazione della vita, in una continuità di evoluzione e sviluppo della coscienza, ciò che dà significato all’Universo che conosciamo e al ruolo individuale che in esso svolgiamo.
  10. La nostra unica critica nei confronti del cristianesimo o di qualsiasi altra religione o filosofìa di vita riguarda il fatto che tali istituzioni hanno affermato di essere «l’unica via», hanno negato la libertà alle altre e hanno represso le altre pratiche religiose o fedi.
  11. Le streghe non si sentono minacciate dagli studi sulla storia della Stregoneria, sulle origini dei vari termini o sulla legittimità dei vari aspetti delle diverse tradizioni. Ci interessa esclusivamente il nostro presente e il nostro futuro.
  12. Non accettiamo il concetto di «male assoluto», e non adoriamo alcuna entità simile a quella che la tradizione cristiana chiama «Satana» o «demonio». Non cerchiamo di ottenere il potere attraverso la sofferenza altrui, e non accettiamo l’idea che il vantaggio personale possa derivare solo negandolo a un altro.
  13. Cerchiamo nella Natura ciò che può contribuire alla nostra salute e al nostro benessere.

Differenza tra amore incondizionato e amore perfetto

Parecchi anni fa fui molto colpita da un libro da cui poi venne tratto un film. L’eroina era forse il primo personaggio vagamente pagano che avesse mai ricevuto un elevato consenso sul grande schermo. Ella pronunciò un’unica battuta sull’amore incondizionato che non dimenticherò mai: «Amare significa non dover mai dire mi dispiace».

Riflettei su quella battuta per settimane. Mesi. Continuava a ritornarmi alla mente, ossessionandomi. Ricordo l’impressione che fece sui miei amici, e come misero immediatamente in pratica quel consiglio. A poco a poco, le buone maniere vennero dimenticate. La comune cortesia venne messa da parte. Perché? Perché nella fretta di mettere in pratica l’amore incondizionato, non avevano capito niente. Purtroppo, anche molte altre persone fecero la stessa cosa.

L’amore incondizionato non è l’amore perfetto e non ha nulla a che fare con le buone maniere o la comune cortesia. Significa semplicemente amare qualcuno indipendentemente da quello che fa - ma questo non vuol dire essere d’accordo con le sue azioni. Non significa che i sentimenti non siano stati feriti da ciò che ha fatto o che la vita non sia stata influenzata negativamente dalla sua azione. Amare in modo incondizionato non vuol dire che si può continuare a essere in sintonia con una persona o fidarsi di nuovo di lei. Significa semplicemente che si ama quella persona a prescindere dal suo comportamento. E questo non produce l’amore perfetto e la fiducia perfetta. Produce disarmonia, amarezza e rabbia.

Per questo motivo, dovete cercare di abbracciare i tre concetti che costituiscono il fondamento della struttura wiccan:

  • Amore perfetto
  • Fiducia perfetta
  • Non fare del male a nessuno

È un’impresa ardua. Per amare in modo perfetto, ci si deve fidare dell’altro e ottenere la sua fiducia. Per fidarsi, non si deve fare del male o essere feriti - e questo copre molti aspetti.

In breve, dobbiamo imparare a trattare gli altri con onestà, gentile e cortesia. Dobbiamo sbarazzarci del solito atteggiamento dello «scariq barile» e assumerci la responsabilità delle nostre azioni quando ci mettìa. mo nei guai. Dobbiamo imparare a dire con sincerità: «Ho sbagliato,, «Mi sono comportato male»; «Mi dispiace». Dobbiamo esercitare un po di cortesia comune e ricordare le buone maniere. Certo, c’è il rischio dì diventare più raffinati, più istruiti e, forse, in base a certe definizioni, di perdere parte della nostra libertà. Tuttavia, potremmo anche diventate delle persone più allegre, acquisire una maggiore pace interiore e ritrovare l’armonia con i ritmi della Terra. Percorrere il sentiero wiccan è tutto questo.

Questo testo è estratto dal libro "L'Arte della Strega".

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