L'Orologio degli Organi - Li Wu
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L'Orologio degli Organi - Anteprima del libro di Li Wu

L'eccezionale metodo per vivere in armonia con i ritmi naturali del corpo

L'essere umano affetto da malattie del benessere

L’essere umano si sta allontanando sempre più dal suo naturale ritmo di vita. Il programma delle giornate non è più stabilito dall’alternanza di giorno e notte, dal ritmo imposto dal sole o da quello determinato dal cambio delle stagioni, ma è strutturato da una serie di obblighi e di compiti impellenti, ai quali adattare di giorno in giorno la quotidianità.

Non importa se a livello lavorativo o privato, se di giorno o di notte: bisogna essere raggiungibili e disponibili in qualsiasi momento, e possibilmente mettersi subito in moto, e di corsa. Non c’è nulla come la lentezza per portare gli altri sull’orlo della disperazione. Ormai sono pochi i momenti in cui ci si può davvero fermare a riprendere fiato. E anche se sprecare una giornata di tanto in tanto fa bene alla psiche, i sensi di colpa cronici finiscono per annullare in fretta l’effetto rilassante.

Per questo molte persone si sentono in continuazione stressate, sono sotto pressione, hanno i nervi a fior di pelle e un bel giorno si ritrovano “esaurite”. Oppure sviluppano i tipici sintomi da stress, che in seguito verranno curati con i farmaci senza minimamente intervenire sulle cause effettive. Prima o poi la maggior parte di noi finisce per soffrire di disturbi ricorrenti del sonno, di emicrania, di problemi gastrointestinali o di perdita di energia, fino a provare sbalzi di umore di tipo depressivo. Anche se spesso sono “soltanto” disturbi psicosomatici, andrebbero comunque sempre interpretati come segnali di allarme. Ci indicano che dovremmo riprendere a prestare più ascolto al nostro corpo, al nostro orologio interno. Ogni allontanamento dai processi ritmici della natura si ripercuote infatti a lungo termine negativamente sulla nostra salute e sul nostro benessere.

Secondo le conoscenze terapeutiche millenarie della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), la natura e perfino il cosmo sono soggetti a una costante trasformazione, a un’alternanza di fasi di attività e di quiete, di yin e di yang, a un’interazione dinamica degli opposti. Se questo delicato equilibrio è disturbato, l’intero sistema va fuori fase. Oggi più che mai sono ancora valide le affermazioni contenute nel Canone dell’Imperatore Giallo, l’antichissimo testo fondamentale della MTC.

«Nei tempi antichi gli uomini conducevano una vita semplice. Andavano a caccia, pescavano e stavano tutto il giorno in mezzo alla natura. Quando l’aria si rinfrescava, incrementavano la loro attività per difendersi dal freddo. In estate si ritiravano in luoghi ombreggiati per sfuggire alla calura. Interiormente non lasciavano che le emozioni facessero perdere loro la calma, e non provavano brame smodate. Esteriormente non erano ancora esposti alle sollecitazioni diffuse al giorno d’oggi. Vivevano senza cupidigia e invidia, in armonia con la natura. Mantenevano un atteggiamento di yin shen nei suo, una condizione di pace interiore e di concentrazione della mente e dello spirito. In questo modo impedivano l’invasione dei fattori patogeni.

[...] Oggi gli uomini sono diversi. Interiormente sono schiavi delle emozioni e delle preoccupazioni, sovraffaticano il loro corpo con lavori pesanti, non seguono più i cambiamenti periodici delle stagioni e sono più vulnerabili agli attacchi dei “briganti” e dei venti».

Maoshing, Ni (a cura di), The yellow emperor’s classic of mediane. A new translation of the Neijing Suwen with commentary (tr. ted. di Ingrid Fischer-Schreiber, Der gelbe Kaiser, Knaur, Monaco di Baviera 2011, p. 78 sgg.)

Anche l’essere umano è immerso nei processi ritmici della natura. La nostra vita viene di giorno in giorno determinata dal corso delle stagioni, dall’alternanza di sole e luna, di giorno e notte. Siamo soggetti a un ritmo di 24 ore, a un ciclo energetico che ricomincia da capo ogni giorno. Analogamente, anche ogni organo è soggetto a fasi di attività e riposo. I disturbi che si manifestano in particolari ore della giornata rimandano a determinati organi. Anche le terapie possono essere più efficaci in certi momenti, e potremmo perfino adeguare gli orari di lavoro all’orologio degli organi, il pacemaker interno.

Siamo noi stessi i principali responsabili della nostra salute e della nostra felicità. Solo riallineando la nostra vita quotidiana ai nostri naturali bisogni e vivendo in maniera consapevole e in armonia con il nostro orologio interno, potremo recuperare il bioritmo naturale, uno dei principali presupposti per un’esistenza all’insegna del benessere, della salute e soprattutto della felicità.

La concezione olistica del mondo nella MTC

La MTC considera l’uomo come un’unità di corpo, mente e anima. Ma l’individuo non è isolato e separato dal proprio ambiente: nello stesso tempo è anche inserito inscindibilmente in una struttura universale globale, in un ordine universale. Le stesse forze primordiali che governano questo macrocosmo agiscono in piccolo anche sul microcosmo dell’essere umano.

Come la natura e il cosmo intero, ogni singolo individuo sottostà a un principio onnipervasivo: non è la misura di tutte le cose e l’unico dominatore dell’universo, ma ne è una minuscola parte, una rotella dell’ingranaggio. Soltanto se tutte le cose sono concatenate senza intoppi e sintonizzate fra loro in armonia, il mondo può procedere senza ostacoli. Tutto è interdipendente e indissolubilmente interconnesso. Non appena un settore si indebolisce, questa debolezza si ripercuote su tutti gli ambiti dell’esistenza.

Per questo la salute e il benessere duraturo possono essere ottenuti solo se l’essere umano vive in armonia e in sintonia con la natura, se non disturba il ciclo perenne, per esempio sfruttando o sprecando energie e risorse. Ciò significa che l’uomo deve adeguarsi al mutare delle stagioni, al ritmo della natura e agli influssi macrocosmici annuali, in modo da non provocare disarmonie che possano compromettere il delicato equilibrio. Solo in una convivenza armoniosa con la natura l’uomo può trovare la pace interiore e la tranquillità.

Le origini millenarie della MTC

La visione del mondo alla base della MTC è già presente a grandi linee nella dottrina religiosa e filosofica cinese del Taoismo, la cui opera più importante è il Daodejing (Tao Te Ching) di Lao Tse, personaggio mitico che si presume vissuto nel VI secolo a.C. La raccolta delle massime tuttavia risale probabilmente solo al 400 a.C. Il Taoismo ipotizza che, per ottenere la felicità e l’immortalità, l’uomo debba vivere in armonia con il flusso del mondo, il Tao (dal cinese “via, principio”). Nel cosmo infatti, tutto, uomo compreso, è soggetto al cambiamento e a un’eterna trasformazione. Al posto di un attivismo esagerato e di un cieco egocentrismo, il Taoismo esorta ad adottare come principio di azione il non interferire con la natura o il non forzare (wu weì). L’uomo può trovare il proprio posto nel mondo solo se esercita una serena pacatezza e si adegua al flusso incessante delle cose.

Nella MTC ritroviamo molti elementi di questa dottrina: la concezione cosmologica di Cielo e Terra, la teoria delle 5 fasi di mutamento, il concetto del Qi, ovvero l’energia vitale universale, e quello della coppia di princìpi opposti yin e yang, in base ai quali l’essere è determinato da aspetti contrastanti. Nel Taoismo si formarono anche tecniche terapeutiche di provata efficacia, come il Qi Gong o il Tai Chi, discipline basate su un insieme di esercizi di movimento e respirazione.

Il mitico manoscritto dell'Imperatore Giallo

La MTC si richiama inoltre in primo luogo a vari testi fonda-mentali di medicina che la tradizione attribuisce ai mitici primi imperatori della Cina. Secondo la leggenda, costoro vissero migliaia di anni fa, ma le prime trascrizioni dei loro testi risalgono solo aU’ultimo millennio avanti Cristo.

Il Canone dell’Imperatore Giallo sulla medicina interna (Huang Di Nei Jing) è considerato una delle opere fondamentali su questo tema. Si tratta di una raccolta di 81 dissertazioni, tratte da vari scritti di autori ignoti e unite a formare un insieme nell’arco di circa 400 anni, che è stata ed è tuttora determinante per generazioni di medici cinesi.

Nei dialoghi costituiti da domande e risposte fra il leggendario Imperatore Giallo Huang Di e i suoi eruditi, in particolare il saggio medico e ministro Qi Bo, vengono trattati per la prima volta in maniera sistematica tutti gli importanti metodi di diagnosi e di terapia distica della M I C. Nello stesso tempo, il Canone dell’Imperatore Giallo analizza anche le leggi naturali che intercorrono fra uomo, natura e cielo.

Anche qui è già tracciata l’immagine globale dell’essere umano che deve adeguare la propria esistenza e il proprio comportamento al ritmo e alle leggi della natura se non vuole mettere a repentaglio non solo il loro corso armonioso, ma anche il suo stesso benessere. Vengono presi in considerazione sia gli influssi esterni, come quelli climatici, geografici e stagionali, sia i fattori interni, ovvero emozioni come la preoccupazione, la paura, la tristezza, l’agitazione e la collera che, se presenti in eccesso, possono anch’esse procurare gravi disturbi.

La MTC è in grado di rifarsi a un ricco e millenario tesoro di esperienze nel quale ancor oggi confluiscono nuove scoperte, confermate anche dalla scienza. Di seguito esaminiamo nel dettaglio gli elementi fondamentali che costituiscono la concezione universale del mondo della MTC.

Yin e yang la delicata interazione delle energie

Le energie primordiali yin e yang fanno parte dei concetti basilari della dottrina cinese della visione del mondo. Nella loro polarità e opposizione, simboleggiano le forze fondamentali universali della vita che entrano in gioco in tutti gli ambiti del cielo e della Terra, e nell’intero universo. Il termine cinese yin può essere tradotto con “luogo in ombra”, “nuvoloso e buio”, mentre yang significa “molto luminoso”, “collina soleggiata”. In questi due concetti si riflette il principio della loro interazione ciclica e delle loro forze naturali opposte che, se da un lato si condizionano a vicenda, sono anche inimmaginabili l’una senza l'altra, dato che dove c’è la luce c’è anche l’ombra.Tutte le cose, tutti i processi di questo mondo possono essere classificati in base a questa polarità: yin rappresenta il principio femminile, yang quello maschile. Tiri è la notte, l’oscurità e la luna. Yang è il giorno, la luce e il sole. Tin è debole, passivo e quindi anche ricettivo, freddo e umido. Yang è forte, attivo e quindi creativo, caldo e secco. Nella MTC yin rappresenta il vuoto, l’interno e il freddo, munire yang rappresenta il pieno, l’esterno e il calore, e così via. Yin e yang non possono mai amplificarsi o attenuarsi contemporaneamente: se lo yin aumenta, lo yang diminuisce, e viceversa. Ting e yang sono quindi interdipendenti, ma si controllano anche reciprocamente. Inoltre i due concetti non vanno intesi come assolutamente divisi in bianco e nero. Come raffigurato nel taijitu, il loro simbolo, in ognijyàz è racchiuso anche un po’ di yang e in ogni yang si nasconde anche una parte diyin, pur rivelandosi solo sotto forma di un puntino del colore opposto in ognuna delle due metà. Il simbolo del taijitu mostra anche come yin e yang sembrano compenetrarsi in modo dinamico, dato che questa coppia di opposti è considerata nello stesso tempo l’origine di ogni processo di trasformazione.

Il primo accenno scritto a questi due elementi si trova appunto nell’I Ching, il libro dei mutamenti,, il più antico testo di filosofia cinese. In questo libro viene dimostrato che tutto è soggetto a un incessante processo di trasformazione: Nell'eterna alternanza di yin e yang che si manifesta nel ciclo delle stagioni, nel ciclo vitale dell’uomo o nel passaggio dal giorno alla notte.

Yin e yang nel ritmo delle 24 ore

Se osserviamo un’intera giornata, cioè 24 ore, il principio di questo mutamento e passaggio continuo ci appare chiaro: la luce e il giorno corrispondono allo yang, il buio e la notte allo yin. Quando il Sole si trova nel suo punto più alto, predomina lo yang. Ma quando il Sole lentamente tramonta e comincia a imbrunire, la parte yin prevale sullo yang. Il pomeriggio è lo yin nello yang. E mentre lo yin raggiunge il culmine a mezzanotte, con il giorno nascente la parte yang aumenta sempre più. L’arco di tempo tra la mezzanotte e l’alba viene quindi definito lo yang nello yin.

Dato che prima dell’estate le giornate si allungano e prima dell’inverno si accorciano, i tempi dell’avvicendamento non restano uguali ma, analogamente alle stagioni, sono anch’essi soggetti a un continuo mutamento.

Yin e yang nella MTC

Anche in medicina tutti i fenomeni, le parti del corpo e le funzioni degli organi vengono classificati come yin o yang.

In un individuo sano queste due forze polari sono in equilibrio armonico fra loro. Ma se l’equilibrio di yin e yang viene a mancare, le conseguenze saranno malattie sia a livello fisico sia psichico.

Yin, yang e le 5 fasi di mutamento Mentre nella MTC yin e yang simboleggiano l’interazione delle forze polari (luce e oscurità, caldo e freddo ecc.), questo concetto viene ulteriormente differenziato e spiegato dalle “5 fasi di mutamento”. Queste fasi simboleggiano il graduale procedere di tutti i processi, sia in natura sia nel nostro organismo, la progressiva alternanza di yin e yang. Tutto è subordinato alla loro sinergia sottilmente armonizzata: le emozioni, gli organi, le varie età o l’alternarsi delle stagioni.

WuXins: le 5 fasi basilari di mutamento

Il concetto taoista delle 5 fasi di mutamento, noto anche come la “teoria dei 5 elementi” tratta delle leggi alla base dei processi ciclici in natura. Il numero 5 (Wu) è simbolo della “giusta misura” e del “centro”. Xing significa tra l’altro “il viaggio” e in senso lato anche “movimento”. Sulla base di questo concetto vengono spiegati i cambiamenti dinamici in natura: il divenire, il maturare e lo sfiorire, cui anche la nostra esistenza è soggetta.

I rispettivi processi vengono direttamente dedotti dall’ambiente, mediante lo studio e l’osservazione, e si rifanno a leggi naturali universalmente valide.

5 elementi e le loro caratteristiche

Secondo questa teoria universale, tutte le cose possono essere suddivise in 5 elementi fondamentali o costitutivi, ovvero: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Per rendere comprensibili questi concetti, ecco una breve sintesi delle loro proprietà:

Il legno rappresenta la natura animata e ogni genere di vegetazione. È espressione di crescita, e perciò simboleggia l'infanzia e la primavera, quando tutto germoglia e cresce, la nascita di nuova vita. Sotto forma di radici e di fusto spesso e pesante, va classificato com e yang, mentre i rami sottili e flessuosi e le foglie appartengono allo ying. Questo elemento persegue con tenacia i propri obiettivi. Se glielo si impedisce e sorgono disarmonie, la reazione sarà di collera e aggressività.

  • Il fuoco è luminoso, caldo e facilmente infiammabile. A questo elemento vanno perciò attribuiti l’entusiasmo e la gioia di vivere, l’esaltazione. Nella fase di fuoco si manifestano l’esuberanza ancora tipica dell’adolescenza e il risveglio della sessualità, abbinati al dinamismo e allo spirito d’avventura. Nello stesso tempo, il fuoco si consuma e, se non viene alimentato, può spegnersi a poco a poco. Il fuoco è anche indice di dipendenza e va tenuto sotto controllo e alimentato. La luminosità e il calore sono yang, mentre il fuoco senza fiamma e il tepore sono ying.
  • La terra è simbolo di perseveranza, chiarezza, solidità e stabilità. Ci procura nutrimento, sia in senso fisico che spirituale. L’uomo diventa sedentario, è in cerca di sicurezza e si concentra sul fondare una famiglia. La fase di terra è considerata la parte centrale (della vita). A questo elemento vengono ascritti anche il potere e il possesso materiale, ma chi ne accumula troppo soffre di uno squilibrio. Il suolo umido è un esempio di yin, mentre il terreno secco e le grandi e possenti masse rocciose e continentali sono yang.
  • Un metallo come l’oro suscita ardenti desideri ed è simbolo di cupidigia e di vanità. Per via della sua durezza esprime anche la capacità di imporsi, la risolutezza e l’attitudine a concentrarsi sull’essenziale. Nello stesso tempo, il metallo può anche rappresentare l’irrigidimento e un’eccessiva fedeltà ai princìpi. Il metallo contraddistingue la fase dell’autunno e del decadimento: il periodo in cui non solo si immagazzina il raccolto, ma ci si può anche accostare alle cose con un atteggiamento maturo e pacato.
  • Nell'acqua rientra tutto ciò che scorre e si raccoglie. Questo elemento rappresenta la concentrazione, ma anche la flessibilità, il mutamento e l’indipendenza. Per la sua chiarezza simboleggia la razionalità. Quando è in eccesso raduna forze immense che testimoniano la sua capacità di affermarsi. Nella vita, è la fase del declino e dell’accumulo, in cui si guarda indietro, si ricorda e ci si stacca da tutto. Il ciclo ricomincia da capo.

Il gioco alterno delle fasi di mutamento

Questi 5 elementi rappresentano le fasi di passaggio e di movimento di un ciclo. Sono in rapporto di reciproca influenza dinamica, interagiscono fra loro e regolano gli stadi della crescita e del cambiamento sia interno che esterno. Tutti e 5 gli elementi sono interdipendenti: ogni fase di cambiamento scaturisce da un’altra, ha inizio, si dilata, tende al culmine e, una volta terminata, dà origine a una nuova fase. E nessun ciclo è uguale al precedente, niente rimane immutato, nulla si arresta. Tutta la vita, la natura e il cosmo sono soggetti a una costante e irreversibile trasformazione, come noi sperimentiamo di giorno in giorno. Tutto, nel piccolo e nel grande, si trova in un flusso perpetuo.

Tuttavia le 5 fasi di mutamento possono non solo generarsi a vicenda, ma anche superarsi, arginarsi e controllarsi reciprocamente. Per evitare che un elemento diventi troppo forte o troppo debole, dando origine a disarmonie, il loro equilibrio viene bilanciato per mezzo di 4 cicli: nutrizione, esaurimento, controllo e ribellione. Grazie alla loro influenza reciproca si crea un equilibrio armonioso, ma anche delicato, delle forze. I 4 cicli mostrano come i 5 elementi sono collegati e si influenzano reciprocamente.

Il ciclo di nutrizione o di generazione (ciclo Sheng)

Con un andamento in senso orario, ogni fase di mutamento genera, nutre e sostiene quella successiva, come in una relazione madre-bambino, dopo di che il ciclo ricomincia da capo con l’elemento legno.

  • Il legno nutre il fuoco. La cenere prodotta dal fuoco arricchisce la terra di sostanze nutritive.
  • La terra genera i minerali, cioè il metallo.
  • I microelementi, ovvero il metallo, arricchiscono l’acqua.
  • L’acqua nutre gli alberi, cioè il legno.

La disarmonia subentra quando un elemento risulta indebolito e quindi non è più in grado di nutrire a sufficienza quello successivo. Lo squilibrio energetico prosegue e finisce per interessare tutti gli ambiti. Per impedire che questo accada, le fasi di mutamento sono soggette a diversi meccanismi di controllo.

Il ciclo di esaurimento o indebolimento (ciclo Cheng)

In senso antiorario invece ogni elemento si rafforza indebolendo l’elemento precedente. Il ciclo di esaurimento può quindi essere descritto come un bambino che sottrae energia alla madre indebolendola.

  • Il fuoco brucia il legno.
  • Il legno assorbe l’acqua.
  • L’acqua corrode il metallo.
  • Il metallo estrae i minerali dalla terra.
  • La terra soffoca il fuoco.

Il ciclo di controllo (ciclo Ke)

Per riequilibrare una carenza o un eccesso, ha luogo un controllo in cui ogni elemento agisce sul proprio “nipote”, ovvero sull’elemento che viene dopo quello immediatamente successivo. Il ciclo di controllo, chiamato “rapporto nonno-nipote”, descrive il naturale controllo della crescita e dell’espansione da parte del “nonno”.

  • Gli alberi (legno) estraggono sostanze nutritive dalla terra.
  • Gli argini (terra) bloccano l’acqua, la terra assorbe l’acqua.
  • L’acqua spegne il fuoco.
  • Il fuoco fonde i metalli.
  • Il metallo spacca o sega il legno.

Il ciclo di ribellione o di distruzione (ciclo Wu)

Il ciclo di distruzione descrive la ribellione del “nipote” nei confronti del “nonno” e l’indebolimento di quest’ultimo: se diventa troppo forte, un elemento può danneggiare l’elemento che viene prima di quello immediatamente precedente.

  • Il legno opacizza il metallo.
  • Il metallo assorbe il fuoco.
  • Il fuoco fa evaporare l’acqua.
  • L’acqua ammorbidisce la terra.
  • La terra soffoca il legno.

Le 5 stagioni cinesi

Mediante l’esempio delle stagioni è possibile illustrare in modo chiaro il concetto delle fasi di mutamento: nella MTC si arriva per analogia alle 5 fasi di mutamento partendo dalle 5 stagioni.

Come queste si susseguono sfumando l’una nell’altra, anche i 5 elementi descrivono i vari stadi successivi di un ciclo vitale.

  • La primavera rientra nella fase di mutamento legno. Lo yang si ridesta e trova nuova energia, la natura comincia a crescere e a inverdire, i boccioli si schiudono. Le giornate si allungano e il numero di ore di luce aumenta.
  • L’estate è lo yang rinvigorito che tende verso il proprio culmine. Nasce dalla primavera e viene attribuita all’elemento fuoco. Tutto fiorisce, diventa buio tardi e le temperature aumentano.
  • La tarda estate è la fase in cui lo yang si trasforma lentamente in yin. Questa stagione corrisponde alla fase di mutamento terra. La natura ha superato il periodo di massima fioritura, i frutti si formano prima che tutto cominci a poco a poco a ritirarsi. È il momento del raccolto e le giornate riprendono ad accorciarsi.
  • In autunno lo yin inizia a rafforzarsi. È la stagione attribuita alla fase di mutamento metallo. Le piante raggiungono la maturazione, le foglie cambiano colore e cadono a terra. L’energia vitale si ritira progressivamente e la natura si prepara al lungo sonno invernale. Diventa buio presto.
  • L'inverno è il periodo di massimo yin e rientra nella fase di mutamento acqua. Le giornate sono caratterizzate da lunghi periodi di oscurità e le temperature raggiungono lo zero. Le forze della natura si affievoliscono e alla fine si ritirano per concentrarsi nelle radici e nei semi, che ora aspettano la primavera per germogliare con vigore ed entrare in una nuova fase di mutamento. 

Questo testo è estratto dal libro "L'Orologio degli Organi".

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