La Bussola Costituzionale - D. Claps - Estratto
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La Bussola Costituzionale - Anteprima del libro di Domenico Claps

L’embriologia

L’embriologia

«Un saggio disse ai suoi discepoli: “Spiegate questo mio gesto!”

e gettò a tara il suo bastone.

Quelli andarono e tornarono da lui con milk spiegazioni, ma nessuno lo accontentò.

I discepoli papkssi gli chiesao quale fosse allora la vera intapretazione: il saggio prese il suo bastone e di nuovo lo gettò a tara.
ANONIMO

Iniziamo questo viaggio vedendo la formazione dei tre foglietti embrionali su cui si basa l’ipotesi diagnostica e terapeutica che ho elaborato. Chiunque voglia approfondire la ricerca embriologica può fare riferimento ai libri utilizzati nei corsi di laurea in medicina. Ciò che mi preme approfondire in questa sede è l’origine degli organi, nella speranza che grazie a queste riflessioni l’alterazione di un organo non sia più inquadrata come una malattia d’organo ma, allargando la visione, come una malattia embriogenetica, e dunque si possa considerare l’organo interessato dalla patologia come il segnale che a essere malato è l’intero sistema del foglietto embrionale da cui origina quell’organo.

Pertanto sia la diagnosi sia la terapia dovranno interessare l’intero sistema patologico embrionale che si è instaurato durante la gravidanza o nei successivi sei anni post-natali, e quindi seguire un percorso terapeutico ben direzionato. L’omissione o l’alterato intervento condurrà l’organismo a peggiorare lo stato di salute interessando gli organi di un altro foglietto fino alla completa sovversione del sistema fisiologico, con interessamento di tutti e tre i foglietti embrionali.

Embriogenesi

In maniera molto sintetica possiamo affermare che la crescita cellulare, motore della definitiva formazione del corpo umano, inizia con la fecondazione, che si protrae per un tempo variabile dalle 16 alle 30 ore. L’unione fra spermatozoo e ovocita genera l’ovocito fecondato, comunemente chiamato zigote.

Lo zigote, che rappresenta l’embrione in forma unicellulare, successivamente comincia la divisione attraverso il processo di mitosi, dando origine a cellule più piccole, chiamate blastomeri; questi blastomeri sono cellule derivate dalla segmentazione dell’uovo, le cui successive segmentazioni produrranno ulteriori blastomeri di dimensioni sempre più ridotte. La grandezza dei blastomeri è influenzata dalla quantità di sostanza vitellina. Da qui si giunge alla formazione della blastula, che presenta una forma sferoidale composta da blastomeri, con all’interno una cavità, il blastocele, ripieno di liquido. Quando, dopo circa 72 ore cioè verso il terzo giorno, la blastula arriva a essere suddivisa in 16 blastomeri, si costituisce la morula, così chiamata perché l’uovo fecondato ha ora assunto una forma simile a una piccola mora, ed è la morula che entra nella cavità uterina. A questo stadio la segmentazione si accentua ulteriormente e le cellule cominciano a produrre un liquido che andrà a riempire gli spazi intercellulari per poi raccogliersi al centro della morula. Dal quinto giorno si passa quindi allo stadio di blastocisti, che altro non è che l’embrione di cinque giorni.

A questo stadio, di blastocisti, si possono evidenziare e differenziare due tipologie di cellule: quelle più esterne che vanno a formare il trofoblasto, il quale darà origine alla placenta e agli altri sistemi di sostegno permettendo lo sviluppo in utero dell’embrione; e le cellule più interne che vanno a formare l’embrioblasto. Intanto le cellule della blastula differenziandosi passano allo stadio di gastrulazione, passaggio importante perché grazie a questa si originano i tre foglietti embrionali, da cui avranno origine gli organi e gli apparati del corpo umano. Infatti, nella fase di gastrulazione assistiamo al movimento di un gruppo di cellule che, per invaginazione, trascinano il mesoderma e l’endoderma all’interno del blastocele, dando forma a una cavità chiamata archenteron, ossia l’intestino embrionale, mentre le cellule dell’ectoderma rimangono all’esterno. Il punto dove il mesoderma e l’endoderma si invaginano prende il nome di blastoporo.

Questa fase, genericamente conosciuta come fase embrionale, dura fino all’ottava settimana di gestazione. In questo periodo le cellule staminali embrionali sono cellule totipotenti fino al quattordicesimo giorno di vita, poi si trasformano in cellule staminali multipotenti. Dall’ottava settimana in poi si può parlare di fase fetale (e quindi di feto): le cellule staminali fetali diventano cellule multipotenti. Le cellule staminali adulte saranno cellule multipotenti o pluripotenti e unipotenti. Queste cellule staminali si possono trovare nel liquido amniotico, nel sangue residuale della placenta e nel cordone ombelicale.

Brevemente illustrerò i tre foglietti embrionali, ectoderma, mesoderma ed endoderma, che si formano durante la fase di gastrulaione. Sottolineo l’importanza di sapere quali sono gli organi di derivazione dei tre foglietti per evitare errori di diagnosi nel percorso della bussola costituzionale.

Ectoderma

Questo foglietto, il più esterno dei tre foglietti embrionali, compare verso la fine della terza settimana delfembriogenesi, solo dopo la formazione dell’endoderma e del mesoderma intraembrionale. L’ectoderma è riconoscibile a partire dal sedicesimo giorno, quando l’embrione ha la forma di un disco appiattito trilaminare, cioè formato da tre strati di cellule sovrapposti. L’ectoderma costituisce lo strato rivolto verso la cavità amniotica, e in pratica corrisponde all’epiblasto dopo che da questo si sono differenziate le cellule del mesoderma.

Gli organi che si sviluppano e che si differenziano dall’ectoderma, in condizioni definitive di sviluppo, sono: il sistema nervoso centrale compresi il nervo ottico e la retina, il sistema nervoso periferico, il tessuto cromaffine, gli epiteli sensoriali dell’orecchio e del naso, l’epidermide e i suoi annessi (peli, unghie, ghiandole sebacee e sudoripare, ghiandole mammarie), l’epitelio del vestibolo della bocca e della parte anteriore della cavità buccale, l’adenoipo-fisi, lo smalto dei denti, il cristallino, l’epitelio della cornea.

Difetti nella maturazione dell’ectoderma possono tradursi in displasia ec-todermica, ossia in una malformazione congenita che può colpire uno o più tessuti di sua derivazione.

Mesoderma

Questo secondo foglietto embrionale è rappresentato da una lamina che, nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, si differenzia formando uno strato di cellule interposte tra il foglietto più esterno, l’ectoderma, e quello più interno, l’endoderma. Il mesoderma si forma durante la terza settimana di vita intrauterina e le sue cellule derivano dall’epiblasto.

Gli organi di derivazione del mesoderma sono: tessuto osseo, tessuto cartilagineo, tessuti connettivi, muscolatura liscia e muscolatura striata, cardiocircolatorio, vasi sanguigni e linfatici, reni, milza, corteccia surrenale, gonadi e vie genitali, tessuti linfo ed emo-poietici, le sierose.

Le cellule del mesoderma si differenziano anche al di fuori delfembrione andando a formare il mesoderma extraembrionale, rappresentando dapprima un reticolato, detto la magma reticolare, e in seguito si accollano alla superficie esterna della vescicola amniotica, del sacco vitellino e alla superfìcie interna del trofoblasto. Con il progressivo ingrandirsi della cavità corialc permane un tratto di mesoderma che va a costituire un peduncolo, il quale unendo la vescicola amniotica al trofoblasto, si trasformerà nel futuro funicolo ombelicale.

Endoderma

Infine c’è la lamina cellulare più interna che si differenzia nei primi stadi di sviluppo dell’embrione. L’endoderma infatti è il primo foglietto embrionale in ordine temporale, ed è individuabile già dopo una settimana dalla fecondazione dell’uovo.

Da questo foglietto si svilupperanno e differenzieranno i seguenti organi: gli epiteli di rivestimento e quelli ghiandolari del tubo digerente, delle vie respiratorie e degli alveoli polmonari, della cavità timpanica e della tuba uditiva, della vescica urinaria e dell’uretra, gli epiteli ghiandolari della tiroide, delle paratiroidi, del fegato, del pancreas e dei suoi dotti escretori, delle vie biliari, le strutture epiteliali del timo e delle tonsille. Oltre a queste strutture embrionali l’endoderma forma anche il sacco vitellino.

Psicoembriologia

Come si può ben comprendere le emozioni vissute e assimilate durante la formazione dei tre foglietti embrionali, e successivamente durante la fase post-fetale, possono portare informazioni positive o negative nello sviluppo definitivo di uno o più foglietti e, di conseguenza, in tutti gli organi di derivazione di ogni foglietto. Il positivo o il negativo sono punti di vista molto soggettivi ma non discutibili se arrecano piacere o dolore.

E classificabile come emozione positiva il piacere di stare bene e non creare danni alla struttura organica. Si può affermare, invece, che un’emozione è negativa se si traduce in sofferenza fisica che si materializza in una patologia.

Per questa ragione, tanto evidente quanto trascurata, le emozioni trovano durante l’accrescimento del feto un terreno vulnerabile su cui mettere le proprie basi psico-patologiche. Sappiamo tutti che durante la gestazione uno stile di vita smodato o non salutare può condurre a malformazioni o anche alla morte intrauterina; lo stesso può succedere durante la gravidanza i campi geopatici o le radiazioni o la cattiva alimentazione fanno da padroni nella vita quotidiana della donna incinta, e quindi di suo figlio.

Spesso non riusciamo a raggiungere uno stile di vita sano perché le nostre conoscenze si riferiscono solo al mondo della materia e sono limitate nella conoscenza dell’invisibile.

Sappiamo benissimo che anche da una gravidanza condotta in armonia con la materia, con l’alimentazione e con l’igiene può nascere un bambino con malformazioni genetiche o piccole alterazioni apparentemente insignificanti o giustificabili in un neonato. E allora cos’è che ci sfugge del vasto mondo dell’invisibile? Anche in questo caso, la risposta è sotto gli occhi di tutti, ma cercando una risposta solo nella materia dimentichiamo che esistono campi vibrazionali di origine mentale che possono, grazie al loro elevato potere di penetrazione, alterare l’informazione custodita nel nostro DNA.

La patologia si potrà manifestare alla nascita se il vissuto materno è stato particolarmente forte e intenso, o successivamente se l’emozione, presente nel nostro inconscio, viene rivissuta e riconosciuta in un determinato momento della nostra vita.

Riconoscere un’emozione è chiaramente un conoscere ciò che è già dentro di noi. E come trovarsi davanti a uno specchio. Possiamo avere un’idea di come siamo fatti o di quale espressione può avere il nostro viso in un determinato momento del nostro vissuto, ma è solo stando davanti a quello specchio che possiamo davvero conoscere e riconoscere noi stessi.

Purtroppo spesso decidiamo di non vedere, e quindi continuiamo ad alimentare le emozioni negative, finché non saranno talmente visibili che anche la materia subirà delle conseguenze e il nostro corpo ci parlerà con il linguaggio della malattia.

Rabbia, rancore, odio, preoccupazione, invidia, gelosia, angoscia, paura, frustrazione e altre emozioni possono interagire con le informazioni vibratorie della differenziazione degli organi e quindi nelle informazioni che ogni foglietto invia per lo sviluppo definitivo dei sistemi o apparati.

Un esempio? Portare avanti una gravidanza in compagnia della “scarsa gioia di vivere” può rappresentare una vibrazione negativa tale da alterare lo sviluppo del cuore, quindi dell’apparato cardiovascolare e, originariamente, del foglietto mesodermico. In medicina cinese sappiamo benissimo che il meridiano cuore attraversa anche la zona dei denti, in particolare degli ottavi (dente del giudizio), pertanto la stessa emozione negativa può essere la causa di un’agenesia degli ottavi; è stupefacente notare un nesso tra cardiopatia e la classica definizione delle “dita a bacchetta di tamburo”: anche questa piccola malformazione ossea è di origine mesodermale.

Questo testo è estratto dal libro "La Bussola Costituzionale".

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