La Causa e la Cura della Malattia nell'Uomo - Arnold Ehret
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La Causa e la Cura della Malattia nell'Uomo - Anteprima del libro di Arnold Ehret

Un approccio naturale alla salute

Come eliminare la causa di tutte le malattie e prevenirne il ritorno

Dopo aver presentato ai lettori gli orrori della malattia nel capitolo precedente, ora mi sembra corretto esporre i modi per combattere efficacemente il più grande nemico della salute: l'avvelenamento da muco.

Ho già detto che è necessario un trattamento personalizzato per ogni malato. Sono intervenuto personalmente in numerosi casi difficili aiutandoli a guarire, tramite consigli orali o scritti. Qui intendo presentare tre vie per la salute.

Le tre vie delle salute

1) La via più breve e sicura per la salute è il digiuno. Rende la vita impossibile al nemico nel nostro corpo, lo costringe a fuggire arrendendosi di fronte al nostro digiunare. Una persona sana può affrontare un digiuno curativo senza alcuna difficoltà. Ovviamente dovrà farlo in modo ragionevole e assumersi la responsabilità di non eccedere in modo pericoloso con attività fisiche o mentali che esaurirebbero le sue risorse anche se seguisse un regime alimentare normale. Voglio citare qui una misura di sicurezza che deve essere applicata a ogni digiuno curativo: prima di cominciare, il tratto intestinale dovrebbe essere completamente svuotato con l'utilizzo di un enteroclisma lassativo o simili. Appare infatti logico che chi segue il digiuno non debba essere ulteriormente infastidito da gas e sostanze in decomposizione provenienti dalle feci ancora presenti nell'intestino. L'espulsione del muco è già abbastanza impegnativa.

Chi non osasse digiunare per un lungo periodo di tempo può provare un digiuno breve. Anche solo un digiuno di 36 ore una o due volte alla settimana ha effetti molto positivi nel tempo. Si consiglia di cominciare saltando la cena e facendo un enteroclisma. Nelle 36 ore successive non dovrà essere ingerito nulla, e per la colazione successiva si dovrà consumare solo frutta. È necessario mangiare frutta dopo un periodo di digiuno, perché i succhi attivano le masse di muco disciolto. I malati e gli anziani dovranno farlo sotto controllo medico. Un avviso particolare per chi consuma regolarmente carne: non cominciate subito con il digiuno e la dieta di sola frutta. È necessaria una dieta intermedia strettamente personalizzata, studiata e seguita da un professionista. Altrimenti il cambiamento improvviso potrebbe essere pericoloso.

Per raggiungere più rapidamente l'obiettivo, il metodo sopra descritto deve essere ampliato, facendo per esempio tre giorni di digiuno seguiti da diversi giorni di dieta di sola frutta. Ciò significa non mangiare nulla per tre giorni (sorseggiando della limonata all'occorrenza), poi cominciare con frutta o insalata il quarto giorno, e fare un enteroclisma la sera del quarto giorno. Una persona sana, soprattutto se ha un lavoro che le permette di riposare durante i momenti difficili dell'espulsione di muco e dei cambiamenti di umore, può prolungare il digiuno per settimane. Devo sottolineare di nuovo che questi suggerimenti sono validi solo per persone relativamente in salute che vogliono provare sulla propria pelle la rigenerazione mentale e fisica del digiuno. Chi è malato non dovrebbe seguire semplicemente le regole generali sopra descritte: è necessario studiare individualmente il suo caso.

Non bisogna scoraggiarsi per l'aspetto sgradevole o la perdita di peso dati dal digiuno. Con il digiuno il corpo si rende sano, e malgrado inizialmente si possa avere una brutta cera, ben presto le guance torneranno rosee e fresche, e anche il peso tornerà nella norma dopo il digiuno, quando il corpo reagirà a ogni singolo grammo di cibo. Chi digiuna con moderazione presenta spesso un volto bello e spirituale. Si dice che papa Leone XIII, grande digiunatore e saggio, avesse una pelle pulita e luminosa.

Devo ripetere una cosa, poiché il successo del digiuno dipende molto da questo. È importante che chi digiuna non si scoraggi né si deprima. Alcuni scopriranno che stare a riposo li aiuta nei momenti più duri, altri preferiscono invece muoversi, soprattutto con semplici esercizi motori.

Dopo aver liberato il corpo dalle sostanze viscose e dal muco, sta alla persona sana e rivitalizzata mantenere questo stato attraverso una corretta alimentazione.

2) Chi non può digiunare per problemi di salute, come chi ha una malattia al cuore o ai polmoni in stato avanzato, deve perlomeno assicurarsi di non accumulare ulteriore muco nel proprio corpo. Bisogna quindi astenersi dalle sostanze che provocano muco, soprattutto i cibi a base di farina (come le torte), riso o patate, latte cotto, formaggio, carne e così via. I fiocchi di latte, il latte acido e lo yogurt non producono così tante sostanze viscose, perché fungono allo stesso tempo da lassativi. Chi non può astenersi dal pane dovrebbe mangiarlo solo tostato. Il processo di tostatura limita i danni, perché le sostanze che formano muco vanno in parte distrutte. Mangiare pane tostato ha anche un altro vantaggio: non se ne mangia mai molto, e i movimenti di masticazione necessari stufano anche i palati più golosi. Chi non riesce a masticare bene il pane tostato a causa di problemi ai denti dovrebbe succhiarlo finché non si disintegra in bocca. È un metodo perfetto per recuperare le forze. Le patate, se vengono consumate, devono essere consumate solo arrostite.

Voglio di nuovo consigliare ai malati di farsi seguire da un professionista. Ogni singolo passo verso una dieta priva muco o quasi è diverso a seconda della malattia e delle condizioni individuali. Una dieta di transizione corretta e supervisionata da un professionista è estremamente importante e non può essere sottovalutata. Non sono il malato o i suoi parenti a decidere lo sviluppo della dieta, ma soltanto il dietologo professionista. Soprattutto chi ha malattie ai polmoni deve attraversare una fase di transizione, che può durare parecchi mesi, durante i quali dovranno essere ancora assunte alcune sostanze che producono muco, in modo da evitare un cambiamento troppo brusco e quindi pericoloso.

Alcuni dei miei lettori sospireranno e diranno: «Che cosa posso mangiare che mi dia forza, se devo abbandonare la carne che è ricca di proteine e mettere da parte i legumi come piselli, lenticchie e fagioli?».

Ho già espresso la mia opinione riguardo al valore nutritivo della carne. Il nostro minimo bisogno di proteine può essere soddisfatto completamente mangiando frutta dolce. Le banane e le noci, combinate con fichi e datteri, costruiscono massa muscolare e offrono una buona dose di forza.

Le verdure, affettate e servite in insalata, con olio e molto limone, e tutta la meravigliosa frutta, compresa quella mediterranea, sono il cibo degli dèi. E quando in primavera i nostri splendidi frutti, soprattutto le mele, diventano più difficili da trovare, e le verdure fresche non sono ancora mature. Madre Natura non ci offre forse delle superlative arance che arrivano dal Sud? Com'è possibile che il loro profumo delizioso non faccia venire voglia a chiunque di mangiare solo frutta?

Non posso scendere qui nei dettagli riguardo alla dieta e alle sue conseguenze. Per le persone sane queste informazioni dovrebbero essere sufficienti, mentre i malati riceveranno istruzioni specifiche a seconda della loro malattia e delle condizioni personali. Voglio solo aggiungere che chi non digiuna e chi non ha una malattia grave dovrebbe perlomeno provare a digiunare al mattino. Se non altro, fa molto bene non mangiare nulla a parte un frutto prima di mezzogiorno, o almeno prima delle dieci del mattino. Se vengono messi in pratica regolarmente, questi piccoli sacrifici verranno certamente ricompensati.

3) Un ultimo consiglio per tutti quelli che non riescono a convincersi a rinunciare ai soliti cibi che formano muco (carne eccetera). Anche per loro esiste un modo di raggiungere la salute mangiando, e si chiama «fletcherismo». Con questo metodo, proposto da un americano di nome Fletcher, gli alimenti vengono masticati molto a lungo, finché non diventano liquidi. Tuttavia, negli ultimi tempi questa tecnica sembra essere degenerata in una mania, e bisogna fare attenzione a non abusarne, perché altrimenti l'intestino, abituato alle masse solide, non reagirà più e non lavorerà correttamente. Questo metodo è molto utile per i malati che si trovano in transizione verso il digiuno, ma che non riescono ancora a rinunciare alla carne, o per chi ha alcune malattie specifiche. In America sono state elaborate delle diete molto utili che prevedono acqua tiepida e pochissima carne.

Quando la persona sarà del tutto sana (senza muco e germi) grazie al digiuno e a un regime rigoroso a base di sola frutta, non dovrà più digiunare, ma semplicemente continuare con la dieta di frutta. In questo stadio mangiare diventerà un piacere mai conosciuto prima. È l'unico modo in cui possiamo raggiungere la felicità, l'armonia e la risposta a tutte le nostre domande, soprattutto a quelle sociali, perché solo così possiamo liberarci dai desideri ed essere «più vicini a Dio» (Socrate).

Una vita di solo frutta

È possibile vivere di sola frutta per sempre? Ovviamente sì! Non c'è bisogno di dimostrazioni, altrimenti l'intero universo non avrebbe senso. Sarebbe un «errore biologico» se ogni verme potesse trovare il suo cibo in natura e la specie umana no. Inoltre esistono prove scientifiche del fatto che le mele, le banane e le noci di cocco forniscono ogni sostanza nutritiva di cui abbiamo bisogno. Una vacca vive d'erba per tutta la vita, fa circa 10 litri di latte al giorno, tira l'aratro, e infine viene mangiata. Produce grasso, proteine (latte), massa muscolare, forza e calore a partire dall'erba o dal fieno metabolizzati. Con tali basi biologiche, potremmo forse insinuare che l'animale più elevato, l'uomo, sia costruito in modo così imperfetto che la sua vita organica non può essere sostenuta soltanto da Madre Natura? Sarebbe ridicolo.

La scienza nutrizionale afferma tuttora, erroneamente, che il corpo umano possa ricavare le proteine soltanto dal grasso animale. Si tratta della convinzione ingenua e non scientifica che una sostanza possa essere originata in modo chimico e fisiologico soltanto da una sostanza simile. Ma non è forse assurdo pensare che una molecola proteica in decomposizione, derivante dal muscolo di un bue morto, scaldata in padella e quindi completamente «ammazzata» e poi dispersa nello stomaco, possa rinascere, grazie alla creazione di nuovi atomi, come molecola muscolare nel corpo umano? Un aumento di peso, in una dieta cosiddetta ricostituente, è ritenuto positivo. Si potrebbe pensare che l'aumento di peso non necessario rappresenti un aumento della massa muscolare, e i malati spesso si convincono di questa ingenuità. Ma è più probabile che questo aumento forzato di peso corporeo sia un ristagno del cibo ingerito che non riesce più a essere espulso e diventa un peso per l'intero corpo. E così i malati soffocano gradualmente nei loro stessi residui non espulsi di cibo (il grasso provoca malattie ai polmoni).

Non viviamo di ciò che mangiamo

Non viviamo di ciò che mangiamo, ma di ciò che metabolizziamo e assimiliamo. Questa idea è molto innovativa, ma devo ancora aggiungere parecchi dettagli. Le nostre funzioni vitali primarie sono in salute e lavorano correttamente solo finché riusciamo a espellere il cibo in eccesso; in altre parole, possiamo vivere in salute solo temporaneamente, non perché metabolizziamo bene, ma perché eliminiamo il cibo in eccesso.

Neppure i vegetariani hanno ancora riconosciuto questo errore fondamentale. I loro integratori proteici rimpiazzano semplicemente quelli inorganici che prima venivano forniti dalla medicina.

Il principale svantaggio del digiuno è che alcuni diventano più malati e deboli, e potrebbero anche morire a causa di un digiuno o una dieta a base di frutta non controllati. (Ovviamente, per la stragrande maggioranza delle persone, soprattutto per quelle relativamente sane, accade il contrario.) Molti pensano che anche un breve digiuno possa debilitare il corpo e che una dieta a base di frutta non sia sufficiente, o che la frutta sia più difficile da metabolizzare rispetto al cibo cotto. Sebbene in queste osservazioni vi sia una parte di verità, tale convinzione è errata e fuorviante. Non sono il digiuno o la dieta a base di frutta a provocare la debolezza. È invece l'impatto cumulativo del muco tossico presente nel corpo delle persone malate, che attraverso il digiuno viene rilasciato troppo rapidamente. Queste tossine si diffondo no nel sangue e causano la debolezza, avvelenando nuovamente il malato. Il processo di pulizia deve essere rallentato, seguendo una dieta di transizione oppure mangiando ogni tanto alcune «prelibatezze vecchio stile».

Per un individuo intrinsecamente contaminato da una dieta a base di proteine che dura da una vita, oppure dall'essere figlio di alcolizzati o da qualsiasi altra ragione che tristemente lo porta a sviluppare un cancro o la tubercolosi, il processo di rilascio del muco - pur con questo metodo del tutto naturale - potrebbe risultare fatale. Non sono mai il digiuno o la frutta in sé a nuocere, bensì le complicazioni associate al rilascio e all'eliminazione del muco accumulato nel corpo.

A questo punto ciascuno deve decidere per sé se vuole continuare a ostruire il proprio corpo e soffocare lentamente, oppure se provare almeno ad accettare la sfida di essere davvero in salute osando seguire metodi non convenzionali. Neppure i medici possono dichiarare con certezza che un malato è del tutto incurabile, perché la malattia ha anche una componente spirituale. Un organismo completamente rigenerato elimina i cibi elaborati che occasionalmente vengono ingeriti, perché sono incompatibili con la sua salute, e ciò dimostra ancora una volta la necessità di seguire una dieta naturale.

Questo testo è estratto dal libro "La Causa e la Cura della Malattia nell'Uomo".

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