La Fame d'Amore - Introduzione del libro
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La Fame d'Amore - Introduzione del libro

La Fame d'Amore - Introduzione del libro

Introduzione

Fare all'amore. Quante volte abbiamo pronunciato o sentito questa frase! E, spesso, a sproposito. L'amore è un concetto vago, si colora delle tinte più cangianti e diverse a seconda della persona che lo esprime e della circostanza in cui è inserito; sotto la grande cupola di questa definizione trovano posto le più disparate realtà che, con l’amore, non hanno nulla a che fare. Fermiamoci un istante e chiediamoci: ma quale amore? Cosa significa, per me, amare? E cos'è la fame d'amore? Potremmo trovare delle indicazioni interessanti per la nostra vita.

La fame d’amore: l’antitesi tra pienezza e mancanza

Partiamo dall’ultima domanda: che cos'è la fame d'amore? Nasce come una sensazione sottile, una nota dissonante in sottofondo, un fastidio tollerabile tanto che all'inizio lo trascuriamo, continuando la nostra vita di sempre; col passare del tempo, però , diventa sempre più forte ed è difficile da ignorare. Se ci fermassimo ad analizzarla, potremmo descriverla come un senso di vuoto che va oltre il fisico, qualcosa che manca e rimbomba dentro, un'eco che rimbalza generando un cupo sgomento. Dilaga, prende spazio fino a diventare una voragine senza speranza. Potrebbe assumere la forma di un'ansia senza nome, di una fame mai placata.

Quando ne siamo sopraffatti, e ormai è diventata dolorosamente evidente, è tardi, può appesantirci la vita. Il guaio è che non è così facile renderci conto del processo che ci ha condotto a provarla: ciò che rimane sono i suoi effetti, spesso devastanti. Proseguendo in queste pagine scopriremo che questo vuoto, così difficile da colmare, in estrema sintesi è il risultato di una decisione drammatica, che si riassume in: io non merito amore.

Sembra anacronistico oggi, in cui tutto è alla portata di tutti – basta allungare la mano, ogni cosa è disponibile e si può comprare –, che la medicina per questo male non si trovi sugli scaffali di un supermercato: in un mondo in cui l'esaltazione della personalità e del protagonismo ci fa credere di essere al centro dell'universo potremmo aspettarci anche questo. Tuttavia, com'è evidente dal disagio che proviamo, ci sono ancora situazioni in cui le cose non stanno proprio così.

Soffriamo di una malattia chiamata disamore: non ci sentiamo amati perche´ crediamo di non meritarlo, o pensiamo che il nostro amore non abbia valore, e questo disequilibrio ci induce in grossolani abbagli. Non soltanto la decisione che ci porta a questa convinzione è una via che percorriamo molto più spesso di quanto si possa immaginare, ma la prendiamo anche molto presto. Per lo più è un atto inconsapevole e giace nelle pieghe remote del tempo. Fin dall'infanzia arriviamo a questa risoluzione e, anche allora, è una scelta che implica sofferenza. A quell'età le relazioni affettive, costituite essenzialmente dal rapporto con i nostri genitori, hanno una grande rilevanza per noi, e se non sono risolte perche´ il loro modo di volerci bene non corrisponde ai nostri bisogni, scivoliamo verso la decisione fatale, quella di non essere amati, di essere sbagliati e di non essere degni.

Crescendo, apparentemente ce ne dimentichiamo; non troviamo quindi spiegazione alla tensione che ne deriva e che determina effetti devastanti nella nostra vita. Stiamo male, senza una ragione palese, ma andiamo avanti, non accorgendoci di commettere gli stessi errori e ripercorrendo gli stessi schemi perversi che accumulano sofferenza, disistima e disperazione su quelle che avevamo già raccolto.

La nostra energia è bloccata dalla decisione originaria e tutto ciò che ci accade rispecchia il disequilibrio e ne è condizionato. E' la dinamica energetica e si verifica per tutti i blocchi, a ogni livello, e l'energia del cuore non fa eccezione.

Attireremo relazioni sbagliate, confonderemo attrazione sessuale con amore, pretendendo dall'una quello che può darci solo l'altro, cercheremo una compensazione nel cibo, che ci abbruttirà, o in altre dipendenze, dal lavoro ai farmaci, dal fumo all'alcol, solo per non sentire il vuoto che ci urla dentro. Continueremo a vivere lo sconforto di questo nulla esistenziale, che ci fa sentire sempre più soli. E il baratro si approfondirà, sempre più terrorizzante, sempre più buio. Ecco i presupposti energetico-spirituali della fame d'amore.

Se corrispondiamo anche solo in parte a questa descrizione, se siamo in preda alla fame d'amore, cosa possiamo fare? Basterebbe che ci fermassimo ad ascoltare i nostri bisogni, quello che ci chiede il nostro corpo e il nostro cuore, senza confonderli.

E' l'intenzione di questo libro: fornire un altro punto di vista, quello energetico-spirituale, per vedere con chiarezza cosa ci accade, senza cedere alla grande illusione che confonde amore e sesso e a tutti gli altri abbagli che ci distraggono in questo ambito, per scegliere liberamente e in modo consapevole ciò che è vero per noi in ogni momento.

Quante volte nella nostra vita ci siamo domandati perché attiriamo sempre relazioni sbagliate, tutte dolorose e tristemente uguali a se stesse, in una ripetitività prevedibile? Cominciamo una storia, tutto sembra perfetto e poi qualcosa s'incrina, la fiducia si sgretola e ci sentiamo traditi, abbandonati e pesti, con le braccia piegate e la stima ridotta in poltiglia.

Come una partecipante ai miei corsi, Giulietta, che mi scrive:

Ho grossi problemi a distinguere sesso e amore, per me vanno sempre a braccetto. Sono sempre alla ricerca della mia metà per condividere anima e corpo, donarsi l'uno all’'altra divertendosi, giocando, amando, ma la ricerca è complicata. Il resto del mondo fa sesso e basta, per me sesso, anima e amore sono tutt'uno. Già che ci sono, ti chiedo anche un'altra cosa: perché sono così credulona? Perché mi bevo sempre le parole usate impropriamente da certi uomini, che prima ti dicono «mi sto innamorando di te », e poi invece scappano dicendoti « non abbiamo più nulla da dirci »? Feriscono un'anima come la mia. Veramente, bisogna guardare i fatti e mai le parole. Perché i fatti non corrispondono alla realtà e io continuo ad attirare uomini che mi fanno soffrire?

Oppure ci troviamo coinvolti in una passione sessuale che, all'inizio, sembrava darci la carica, ma che poi si trasforma in una sorta di ricatto manipolatorio e ci impedisce di essere liberi. Sempre Giulietta:

Sono molto passionale di natura, ma non so perché non trovo uomini che condividano con me questa bellissima passione (il sesso)... Mi spiego: due mesi fa ho conosciuto un uomo, lui ha iniziato a corteggiarmi in maniera quasi ossessiva; tra l'altro, lui dice di essere molto focoso, e sai cosa è successo? E' sparito! Non so, non riesco a spiegarmelo, sembra che gli uomini sentano che io chiedo troppo impegno, ma mi domando: quale impegno, quello del sesso? Per il resto, mi piace solo condividere il bello di stare insieme e fare qualcosa...

Questi schemi sono esempi tipici che, se non individuati e risolti, si ripetono con una sistematicità metodica e preoccupante. Quante volte abbiamo sentito o detto la frase: « Ancora! Perché incontro sempre solo questo tipo di uomo/donna? »

La prima volta fa male ma, appunto, è la prima volta. Sono quelle successive che ci tolgono speranza, capacità di futurizzare e progettualità esistenziale. Ci tagliano le radici. Spesso ci fanno ammalare. Ecco perché adottare il punto di vista energetico: essendo un approccio diretto, che va alla radice del problema senza sovrastrutture e ipocrisie, ci può aiutare a individuare e risolvere il grande equivoco che genera tanta sofferenza, cioè è l'eterna confusione tra i nostri veri bisogni.

Proseguendo nella lettura, non aspettatevi dunque un'interpretazione psicologica o sociologica del problema, poiché la soluzione proposta si basa sul comportamento semplice e lineare dell'energia, che è senza giudizio e rispetta le proprie leggi. Sciogliendo i muri che ci siamo creati e riequilibrando la nostra energia possiamo risolvere situazioni concrete che, spesso, ci accompagnano dolorosamente da molto tempo.

La mappa interiore della nostra energia può fornirci indicazioni sugli aspetti della nostra vita che non sono vissuti nella loro pienezza e darci un indizio sulla causa del disagio che sentiamo; grazie a essa possiamo individuare le stampelle con cui ci illudiamo di sostenerci per riconoscerle e trasformarle, invece di ignorarle o coprirle con un perbenismo ottuso o con semplice noncuranza.

Tutto è lineare e diretto, poiché l'energia è essenziale, non ha sbavature nella sua perfezione. Se scorre, stiamo bene, abbiamo relazioni felici, un lavoro che ci soddisfa e ci piace, tutto quello che ci serve per sentirci al sicuro e amati; se è bloccata, e allora si creano disagi e sintomi, abbiamo pessime relazioni e dobbiamo aspettarci altri fallimenti nella vita.

Quando l'energia fluisce, ci fornisce tutte le informazioni che ci servono per prendere le decisioni giuste per noi; questo accade solo se siamo completamente noi stessi, se riconosciamo cosa ci muove, senza mascherarlo con sovrastrutture mentali, sociali o religiose. Siamo e rimaniamo in equilibrio se rispettiamo la nostra essenza. Quando, per qualsiasi ragione, tradiamo noi stessi la nostra energia si blocca.

La mia intenzione nello scrivere questo libro, dunque, è quella di fornire una planimetria interiore che aiuti a riconoscere quali sono le vere motivazioni che ci danno impulso, senza ascoltare pregiudizi o aspettative di terzi. Fornendo una traccia concreta per individuare e riconoscere le differenti vibrazioni che ci fanno agire, sapremo evitare di confondere l'energia che determina una scelta sessuale con quella che ci porta all'amore incondizionato; oppure quella che ci fa credere che la gelosia sia prerequisito di un grande amore o che la manipolazione sia sinonimo di voler bene.

Tratterò le due macro-categorie, il Sesso e l'Amore, e le possibili confusioni che possono generare in una persona che non si ascolta. Anche se sono entrambi degne e bellissime espressioni di quello che siamo, non vanno confuse ne´ , tantomeno, mistificate.

La vibrazione del cuore ha una frequenza e delle caratteristiche, quella del desiderio ne ha altre, ugualmente degne, ma diverse. Scambiare le une per le altre genera dolore. Come per Laura, una mia lettrice, che scrive:

La mia esperienza: attrazione verso una persona, batticuore, coinvolgimento, e lo scambio per amore. Invece, dopo la serata passata insieme, arriva la sofferenza, per giorni, perché sento dall'altra parte il distacco e il fatto che mi incontra solo per il sesso. Non riesco a distinguere tra sesso e amore. Ma una cosa è certa, per l'altra persona è solo sesso. Oppure, un'altra esperienza: stare bene e sentirsi a proprio agio, ma non provare tutto quel batticuore e quelle sensazioni coinvolgenti, essere serena e mantenere la continuità, ma questo può essere amore? Non so, forse ci vuole un po' di tutto.

Perché siamo soggetti a questo grande equivoco, a questa evidente illusione? Ci provoca dispiacere e sconforto, quando non si trasforma in una vera e propria patologia. Per comprenderne i meccanismi dovremo tener conto del fatto che la nostra cultura ci spinge a considerarci carenti, enfatizzando esclusivamente l'aspetto della mancanza. Ci hanno insegnato che, per essere felici, ci serve sempre qualcosa che non possediamo. Quindi, per definizione, per avere una relazione nutriente e appassionata, o per essere sufficientemente desiderabili o amati, dovremmo avere qualcosa che, di base, ci manca.

La visione energetico-spirituale, invece, pone l'accento sulla pienezza: ognuno di noi, per il fatto stesso di esistere, è integro, perfetto e ha tutto ciò che gli serve per ottenere il meglio dalla vita. Poiche´ abbiamo una scintilla di divinità in noi, ogni manifestazione di quello che siamo, se riconosciuta e vissuta in onestà, è degna e sacra. Andando avanti riprenderemo questo punto di vista e vedremo a che conclusioni può portarci.

« La fame conosce solo se stessa, l'amore solo gli altri. Entrambi non hanno misura »: e poiche´ non c'è misura, se non viviamo con chiarezza la sfera dell'amore e del sesso, finiremo per sostituirla con cibo, farmaci, o altro. Se non riconosciamo quello che ci muove, ci prepariamo a soffrire.

Continua a leggere l'introduzione del libro "Fame d'Amore"

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