Le Avventure di Putifarre - Estratto del libro
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Le Avventure di Putifarre - Anteprima del libro di Satvat

Putifarre, Serafina e la rosa invisibile

Putifarre, Serafina e la rosa invisibile

C’era una volta il Regno felice del Re Augusto e della Regina Selene, dov’era sempre Primavera e gli alberi erano carichi di frutti saporiti. In quel mondo fortunato la terra era così fertile che bastava spargere una manciata di semi per vedere germogliare in poco tempo ogni tipo di pianta, senza bisogno di zappare o di fare ogni altro faticoso lavoro di coltivazione. Così le persone non dovevano sforzarsi molto per sfamarsi: infatti, si limitavano semplicemente a seminare ciò che preferivano mangiare, dopodiché aspettavano fiduciose di poter presto raccogliere zucchine saporite, insalate croccanti, teneri fagiolini, carote succose e tutti gli altri doni dell’orto.

Anche gli animali vivevano sereni e felici, perché gli esseri umani erano molto soddisfatti di tutta la frutta, la verdura e i cereali che mangiavano a volontà. Questo tipo di alimentazione per loro era più che sufficiente e sano, e li manteneva in buona salute, cosicché non gli passava proprio per la mente il pensiero di mangiare qualche animale. Tutti gli animali venivano apprezzati per la loro bellezza e per la loro compagnia, per cui non era strano tenere dentro casa un maialino ben pulito, o una papera, o una famigliola di conigli oppure di ricci. Infatti le persone davano agli animali l’amore e la cura che da noi si dà, purtroppo non sempre, solo ai cani e ai gatti. Questo perché gli esseri umani, e soprattutto i bambini, si divertivano un mondo a giocare con i loro amici animali.

Dato che agli uomini e alle donne piaceva la vita semplice e senza pretese, agli adulti bastava lavorare poco, solo tre o quattro ore al giorno. Così avevano un sacco di tempo libero per giocare insieme ai bambini e per insegnare loro molte cose interessanti. Gli raccontavano le belle storie antiche dove c’erano creature magiche e vinceva sempre il bene, e poi gli insegnavano a conoscere e a godere di tutti i doni della Natura.

Fin da piccoli i bambini imparavano a suonare almeno uno strumento musicale. E, in generale, veniva coltivata ogni forma artistica, praticando con passione la pittura, la scultura, la danza e il teatro; in questo modo ogni individuo scopriva i suoi talenti creativi e li esprimeva con gioia e soddisfazione. Così tutti partecipavano, con le loro creazioni, a rendere più bello e gioioso il Regno.

Le Avventure di Putifarre

Non esisteva la televisione e neppure i giochi che si possono fare al computer, ma anche se ci fossero state queste cose nessun bambino o ragazzo le avrebbe apprezzate. Per loro era certamente più piacevole giocare insieme ai compagni e con gli animali, o divertirsi creando delle espressioni artistiche, oppure fare meravigliose esperienze nella Natura. Insomma, si può dire che in quel Regno benedetto c’era tutti i giorni un’aria di festa e la gente si scambiava continuamente dei regali e delle gentilezze, come se fosse stato sempre Natale.

Ma si sa che il bello e il buono non durano per sempre, e quindi anche la vita spensierata e gioiosa di quel magnifico Regno era destinata, prima o poi, a entrare in crisi. La vita fa agli uomini molti regali, ma pone loro anche delle sfide, che a volte non sono affatto facili da affrontare. Non perché sia cattiva, anzi è sempre a fin di bene: è il modo con cui sfida ogni individuo a crescere. Se tutto fosse sempre senza problemi, l’essere umano alla fine si annoierebbe e non avrebbe modo di dimostrare — e conoscere lui stesso — il proprio valore. Infatti per crescere e rivelare la misteriosa bellezza del suo essere, l’uomo ha bisogno non solo di ciò che è facile e piacevole ma anche delle difficoltà, come una pianta ha bisogno sia del sole che del temporale per crescere rigogliosa. Ogni volta che l’essere umano affronta e supera una difficoltà, diventa più forte e più grande, al pari della pianta che diviene più viva e anche più resistente dopo un temporale.

L'arrivo dell'inverno

Nel Regno felice del Re Augusto e della Regina Selene le cose iniziarono ad andare di traverso con l’arrivo di Inverno.

Inverno aveva fatto fin troppe cose nella sua lunga vita, e a questo punto desiderava solo un po’ di tranquillità e di riposo. Poiché era diventato incapace di stupirsi, si era anche parecchio inacidito. Entrato in quel Regno felice, egli stava cercando un posticino dove non essere disturbato, ma tutto intorno a lui c’erano molti bambini e ragazzi che giocavano alla palla e ad altri giochi. Sapete come fanno i bambini quando giocano, vero? Non sono per niente silenziosi. Dato che giocavano all’aperto non c era motivo di lamentarsi, anzi le loro grida festose mettevano allegria. Purtroppo Inverno non era affatto di buonumore e si sentiva parecchio infastidito. I bambini erano abituati a giocare con gli adulti e, vedendo quel vecchio che sembrava triste, pensarono che un po’ di gioco avrebbe fatto bene anche a lui. Perciò uno dei bambini gli tirò la palla, che sfortunatamente colpì proprio il grosso naso di Inverno. Questo piccolo incidente fece infuriare il vecchio mago, che si affrettò ad andarsene da lì per sempre; prima di farlo, però, lanciò su tutto il Regno una terribile maledizione.

Quando, il giorno dopo, gli abitanti del Regno del Re Augusto e della Regina Selene si svegliarono, si accorsero che tutto era cambiato, e nel peggiore dei modi! Era arrivato un grande freddo, che faceva battere i denti, e il gelo metteva a dura prova la Natura. Gli alberi intirizziti avevano perso le foglie e i frutti, e tutte le verdure degli orti si erano ghiacciate, per cui erano diventate immangiabili. Non c era più da mangiare. Gli uomini affamati cercarono almeno di scaldarsi mettendosi addosso tutti i vestiti che avevano, ed erano così tanto infagottati da non riuscire quasi a muoversi. Per fortuna qualcuno ebbe l’idea di accendere dei fuochi con la legna, per stare un po’ al caldo. Improvvisamente era diventato Inverno, ma uno strano Inverno magico ben peggiore di quello che noi conosciamo. Il sole, per esempio, era diventato grigio e i suoi raggi erano freddi; perciò nessuno si metteva al sole per scaldarsi, come invece facciamo noi, perché si sarebbe congelato. Insomma, la situazione era molto preoccupante e per questo Artemisia, che era la più brava maga del Regno, venne convocata in tutta fretta dal Re Augusto e dalla Regina Selene.

Questo testo è estratto dal libro Le Avventure di Putifarre

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