Le Malattie e le Loro Emozioni - Gérard Charpentier
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Le Malattie e le Loro Emozioni - Anteprima del libro di Gérard Charpentier

Comprendere le proprie reazioni psicosomatiche

Un approccio globale dell’essere

Da molto tempo, l’approccio globale dell’uomo nella sua doppia dimensione corpo e mente, insieme alla sua capacità emotiva, è stato rifiutato e ritenuto non realista sul piano medico. L'approccio avveniva dunque in base a due sistemi distinti: il corpo e la mente, poiché le correlazioni tra loro venivano considerate trascurabili se non addirittura inesistenti.

Per fornire la prova che la psiche influenzava l'organismo, si resero necessari, in parte, gli studi di J.B. Charcot ( 1825-1893), medico francese presso l’ospedale "La Salpètrière” di Parigi, che utilizzò l'ipnosi per trattare alcuni casi di isteria e, in parte, il lavoro di uno dei suoi allievi, Sigmund Freud (1856-1939), medico austriaco esercitante a Vienna e padre della psicanalisi, che ugualmente usò l'ipnosi per esplorare le profondità dell’inconscio.

Alcune nozioni teoriche

Oggi, è possibile rilevare qualche nozione teorica che può caratterizzare la psicosomatica:

  • La nozione di alexitimia (Sifneos, 1972). Definisce il funzionamento dei pazienti che soffrono di affezioni organiche croniche. Costoro sono incapaci di riconoscere e di esprimere le emozioni, il loro immaginario è limitato, tendono a compensare attraverso l'azione, si concentrano sulla descrizione degli avvenimenti o dei sintomi fisici che vivono.
  • La nozione di stress, elaborata da Selye nel 1962.
  • La nozione relativa agli avvenimenti della vita. Pone in evidenza una scala di valori per gli avvenimenti dolorosi della vita (Holmes e Rahe nel 1978).
  • La nozione di fattore di vulnerabilità. Viene definita anche come capacità di resistenza allo stress. Elaborazione di un profilo comportamentale detto di tipo 'A" o coronarogeno (Friedmann e Rosenmann nel 1959).
  • La nozione delle strategie di adattamento, meccanismo posto in evidenza da Lazarus (1980). Teoria del "coping" o ancora delle strategie cognitivo-comportamentali.

In senso generale, diciamo che, per principio, le malattie psicosomatiche si caratterizzano per un insieme di sintomi fisici direttamente assoggettati a un’influenza molto importante di alcuni fattori emozionali

D’altra parte, nella maggioranza dei casi, il malato è raramente cosciente della relazione di causa-effetto che esiste tra la sua malattia e le sue emozioni. La malattia appare sempre in modo oggettivo, mentre le emozioni sono spesso ignorate.

Facciamo notare, infine, che questo tipo di malato si caratterizza principalmente per un modo di pensare che si vuole operativo e una vita immaginaria, per così dire, povera di significato (il soggetto soffre nel vivere una situazione immaginaria); a tutto ciò si aggiunge un elemento molto importante: il soggetto è quasi incapace di esprimere le emozioni, trattiene tutto all’interno di se stesso.

Gli approcci scientifici

Approccio psicologico - I principi della teoria freudiana e psicanalitica

A proposito della teoria freudiana, considereremo essenzialmente tre principi. Tutti apportano elementi che dimostrano quanto la relazione tra il corpo e le emozioni sia permanente durante il corso dell'intera vita.

conseguenza trae origine da un fenomeno. Freud non poteva sfuggire a questa corrente di pensiero e, si può affermare molto generalmente, che egli cercò di applicarla ai meccanismi della psicologia e soprattutto a quelli del comportamento umano.

Causa ed effetto

Al tempo in cui Sigmund Freud elaborò la sua riflessione psicologica, ed espose i fondamenti della psicanalisi, il clima sociale era caratterizzato da una certa visione scientifica della vita. La forma di pensiero principale che regnava allora in tutte le discipline, sia universitarie che industriali, era dominata da un principio molto semplice, che si poteva così riassumere: tutti i fenomeni (cause) hanno delle conseguenze (effetti) e viceversa, ogni L’Es, l’Io e il Super-Io

Attraverso il suo metodo psicanalitico, Freud mise in evidenza tre istanze che costituiscono le basi della personalità adulta e che controllano generalmente il comportamento degli individui: l'Es che è la base delle pulsioni, l’Io che si costituisce progressivamente a contatto della realtà e il Super-Io che è, in qualche modo, un derivato dell'Io per l'interiorizzazione dei divieti e dei desideri. L'Es può anche essere considerato come il componente biologico della personalità, l’Io come il componente strettamente psicologico, mentre il Super-Io sarà il componente sociale.

Questi tre elementi funzionano come un insieme, non in modo distinto e separato.

Pulsioni di vita e pulsioni di morte

Nella teoria freudiana, la dinamica della personalità si basa sul modo in cui le energie pulsionali vengono distribuite e utilizzate nell'ambito delle tre istanze definite precedentemente, cioè l'Es, l'Io e il Super-Io.

Le pulsioni di vita (definite da Freud con il termine "Eros") mirano a salvaguardare la vita e a costituire delle unità espressive sempre maggiori. La forma, attraverso cui queste pulsioni di vita cercano di giungere al loro scopo, viene chiamata libido. Queste pulsioni sono direttamente collegate alla sessualità e alla riproduzione.

Le pulsioni di morte (definite da Freud con il termine Thanatos") spingono alla dissoluzione di tutte le forme espressive e a un ritorno verso l'inorganico. La forma da esse usata per ottenere il loro scopo è la pulsione detta aggressiva. Il ragionamento psicanalitico le conferisce una connotazione distruttriva.

Questa breve presentazione degli elementi teorici del metodo psicanalitico ci porta a constatare che l'interazione tra il corpo e la mente, tra l'organico e l'emotivo, è uno degli elementi della dinamica della personalità che non bisogna trascurare. Il legame esiste davvero e non deve essere eliminato. L’intero processo di psicosomatizzazione sarà, in qualche modo, l'effetto organico di una causa emotiva e potrà essere analizzato in funzione dei principi freudiani precedentemente enunciati.

Verso un rinnovamento della teoria psicanalitica

A proposito di questo argomento, si possono presentare i lavori di tre ricercatori contemporanei:

  • C. Dejours (1995). Si tratta principalmente di una riflessione sul primato della sofferenza e del senso che sottolinea il bisogno di appoggio su un principio costruttivista per superare l'evento.
  • A. Fine (1994). Questo ricercatore ha esplorato soprattutto gli stati traumatici da associare alla malattia e ha studiato le sollecitazioni dei due poli "dipendenza-indipendenza" "passività-attività”.
  • J.L. Pedinnielli (1993). È essenzialmente una ricerca, sia sulla differenza che può esistere tra il fatto somatico e la sua rappresentazione, sia sulla capacità di farsi comprendere malgrado il suo attacco organico o grazie a essa.

Definizione della personalità secondo Eysenck

A metà del Novecento, Eysenck dette una definizione della personalità che divenne, col tempo, un classico incontrovertibile. Per lui, la personalità di un individuo è direttamente collegata all’interazione permanente di cinque fattori, che sono, in ordine alfabetico: l'affettività, il carattere, l'ambiente, l'intelligenza e la morfologia. Occorre precisare che i condizionamenti dati dall'ambiente possono essere di tipo umano, ma anche culturale, religioso, ecc.

Questa definizione non sminuisce per nulla i principi della teoria freudiana, ma consente un approccio più ampio e globale ai meccanismi del comportamento umano.

Per quello che riguarda l’analisi dei fenomeni di psicosomatizzazione, avendo come ambito di riferimento questa dinamica della personalità proposta da Eysenck, diremo che gli elementi emozionali saranno direttamente collegati all'affettività e al carattere. Gli elementi organici saranno legati, invece, alla dimensione morfologica della persona.

Notiamo inoltre che la decodificazione delle emozioni avviene attraverso due filtri, che sono, in questo caso, l’intelligenza e i condizionamenti dovuti alle circostanze.

I meccanismi del comportamento

Per completare l’approccio psicologico, e soprattutto, per comprendere bene i meccanismi della psicosomatizzazione, è importante affrontare, anche se molto rapidamente, i meccanismi fondamentali del comportamento umano.

In termini semplici e non specialistici, diremo che il comportamento di una persona si esprime sempre seguendo due punti di riferimento: le strutture e le modalità del comportamento. Analizziamo ciascuno dei due punti.

Le strutture del comportamento

Esse sono profonde e si evidenziano progressivamente nel corso dell’infanzia, dell’adolescenza e dei primi anni dell'età adulta, cioè fino ai 21-23 anni al massimo. Durante questa prima parte della vita, il soggetto scopre e fa propri i differenti modi di percepire e di reagire sul piano emotivo. Impara, per così dire, un linguaggio psicoaffettivo che gli è consono. Inizia a utilizzarlo, restituendolo in maniera autonoma, una volta trascorsi i 21-23 anni di età.

Durante la sua vita, il soggetto userà il linguaggio psicoaffettivo che gli è stato trasmesso dai genitori e dall’ambiente; dunque egli vivrà tutte le sue emozioni attraverso queste strutture profonde che condizioneranno le sue reazioni e il suo comportamento.

Sul piano della patologia, una cattiva organizzazione di queste strutture profonde provocherà la creazione di un terreno favorevole allo sviluppo di gravi malattie mentali, molto spesso appartenenti alla categoria delle psicosi.

Le modalità del comportamento

Abbiamo appena visto che il comportamento di una persona sul piano psicologico ha delle radici profonde. Tuttavia dobbiamo sapere che esso si esprime ugualmente seguendo delle modalità, cioè dei modi di agire che differiscono in rapporto alle situazioni. Le modalità sono assoggettate a dei meccanismi di reazioni immediate che rispondono molto spesso, per esempio, ai sentimenti di piacere, di dispiacere, di soddisfazione, di frustrazione o di colpa.

Un cattivo controllo, e soprattutto una cattiva gestione dei sentimenti vissuti, si traduce generalmente in nevrosi.

Nell'ambito del fenomeno di psicosomatizzazione, si può affermare che ogni forma di disturbo del comportamento, sia a livello strutturale che di modalità, senza alcun dubbio accentuerà in modo anomalo le interazioni tra le emozioni e il corpo.

La teoria delle tre "A”

Il concetto che ho chiamato "teoria delle tre A" parte dall’idea che ogni comportamento è sempre sostenuto da tre forze distinte: l'Affettività, l’Analisi e l'Azione. Queste tre forze sono indissolubili e il loro gioco interattivo è permanente, ma è sempre dominato da una di loro. Così, il comportamento delle persone sarà Affettivo o Analitico o ancora Attivo, secondo la forza dominante.

In un processo di psicosomatizzazione, sarà facile notare che le persone a dominanza affettiva avranno la tendenza ad accentuare le loro emozioni, quelle di tipo analitico si prenderanno cura di decodificarle e quelle di tipo attivo sentiranno il bisogno di agire per compensarle.

La teoria delle tre "R"

Ho chiamato in questo modo il concetto secondo cui, alla base di ogni comportamento umano, troviamo tre dimensioni distinte: il Sogno,' il Reale e la Realtà. La dimensione del Reale corrisponde al modo in cui desideriamo sia la Realtà. Non sempre è così, ma può divenirlo. Da parte sua, il Sogno non può mai diventare realtà, nonostante anch’esso nasca nella dimensione del reale.

Come nel caso della teoria delle tre ’A”, il gioco interattivo di queste tre dimensioni è permanente, ma è sempre dominato da una di esse. Dobbiamo tuttavia precisare che la dimensione dominante non è costante e può variare (può essere, di volta in volta, la realtà, il sogno o il reale); ciò non accade nella teoria delle tre ’A" in cui la dimensione dominante è la stessa durante tutta la vita. Il comportamento di una persona sarà dunque influenzato dall’una o dall'altra delle sue dimensioni.

Per ciò che riguarda il processo psicosomatico, è facile dedurre che le emozioni vissute da una persona saranno decodificate in modo diverso, conseguentemente al fatto che il soggetto si trovi nel sogno, nel reale o nella realtà.

Questo testo è estratto dal libro "Le Malattie e le Loro Emozioni".

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