Le Ricette della Dieta Dukan dei 7 Giorni - Introduzione
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Le Ricette della Dieta Dukan dei 7 Giorni - Introduzione

Le Ricette della Dieta Dukan dei 7 Giorni - Introduzione

Dall'introduzione:

La struttura dell'essere umano

"Fate un semplice esperimento: provate a saltare la corda. Nel breve istante in cui vi trovate sospesi nell'aria, senza essere in contatto con nient'altro, capirete pienamente che cosa significa «essere autonomi». Uso questa immagine per farvi comprendere che l'autonomia può esistere soltanto se un codice scritto dentro di voi vi consente di vivere in perfetta autogestione.

Per funzionare, questo codice ha bisogno di essere guidato e stimolato. Seguite bene il discorso che sto per fare.

Durante il secondo mese di vita intrauterina, dalla profondità del cervello arcaico, un minuscolo trasmettitore, viene emessa una pulsazione di energia vitale che ordina all'organismo di vivere. Mi piace chiamare questo trasmettitore «pulsar vitale». Resta attivo per tutta la vita, senza fermarsi mai, tranne in caso di patologie depressive, quando cessano la voglia e il bisogno biologico di vivere.

Oltre a occuparsi delle funzioni e degli organi principali, l'energia vitale è rivolta verso i comportamenti di ricerca della ricompensa, quelle azioni che, spingendovi verso gli obiettivi della sopravvivenza, vi fanno provare piacere nel mangiare, riprodurvi, muovervi, individuare l'ambiente adatto per vivere, appartenere a un gruppo, cercare il posto migliore nella società e così via. Ho riunito questi bisogni naturali nei «dieci pilastri della felicità», che hanno la peculiarità di produrre nel cervello due mediatori chimici, la serotonina e la dopamina, i quali, con­vergendo verso ¡1 pulsar vitale, ricaricano e alimentano questo fondamentale circuito, permettendo di chiudere il cerchio."

La struttura della società umana attuale

"È simile a quella dell'individuo ma riguarda la società dei consumi nella quale si svolge la vita di ciascuno di noi.

La società è dotata di un equivalente del pulsar vitale della persona, ovvero la crescita indefinita. Per prosperare, la società deve produrre, e i consumatori consumare, ogni anno di più. Per riuscirci, ha sviluppato due stimoli. Il primo è uno stimolo di seduzione che vedete all'opera ogni giorno: è quello esercitato dalla pubblicità, dal marketing e dal packaging dei prodotti, capaci di esercitare un indicibile potere di fascinazione su chi li «subisce».

L'altro stimolo è decisamente più deleterio. Consiste nell'en­trare in concorrenza con le soddisfazioni naturali dell'uomo, sminuendole a vantaggio di quelle scaturite dai consumi, il tutto facendo leva sulle mode, le tendenze e gli opinion lea­der. Queste soddisfazioni, in virtù del loro essere superficiali ed effimere, non raggiungono il cuore della soddisfazione cerebrale, riducendo negli individui la capacità di ricercare una pienezza più autentica. Proprio per colmare questo senso di insoddisfazione latente alcuni avvertono la necessità di fare ricorso all'alimentazione.

Immagino che vi stiate chiedendo come fare a reagire, come evitare di ritrovarvi intrappolati nell'imbuto dei consumi che sempre più spesso si manifesta cercando rifugio nel cibo, come forma di compensazione. Serve in primo luogo una seria presa di coscienza del meccanismo che porta a ingrassare. Nessuno si sforza di ingrassare, e colei o colui che ingrassa lo fa suo malgrado, semplicemente per rispondere al bisogno biologico di mettere insieme quel minimo di serotonina necessaria a pre­servare la sua voglia di vivere. In un mondo che diventa sempre più freddo, è facile farsi conquistare dal calore emotivo fornito dal cibo. Tuttavia, quando il sovrappeso arriva a instillare un'in­soddisfazione che si trasforma poi in esasperazione, si vengono a creare tutte le condizioni perché il dimagrimento diventi a sua volta un piacere capace di neutralizzare quello procurato dalla cattiva alimentazione.

Mi è capitato spesso di assistere al recupero delle giuste mo­tivazioni: ho visto persone prostrate, in uno stato di abbandono e di passività a causa di una condizione di sovrappeso da cui erano afflitte, risvegliarsi un bel giorno animate dalla voglia di combattere, da una forte convinzione che metteva fine ad anni di trascuratezza. In questi casi, dimagrire diventa un progetto, una battaglia, e ogni chilo è una conquista che alimenta l'entu­siasmo. «Da quando ho deciso e ho iniziato la dieta, provo più piacere nel dimagrire che nel mangiare.» È la trasformazione di un piacere generato dalla bocca in uno scaturito dal fatto di essere fieri di sé e di sapersi controllare, due soddisfazioni a prima vista molto diverse ma collegate, perché entrambe innescano la secrezione di serotonina.

Tuttavia non sempre si verifica una conversione così radicale e una simile soglia di esasperazione di solito è raggiunta da persone in forte sovrappeso o dichiaratamente obese. In ge­nerale, trovarsi in una situazione di grave sovrappeso quando si sono superati i quarantanni mette a dura prova l'organismo, causando vari problemi di salute, come rischi cardiaci, diabe­te, reumatismi che vanno a consolidare la risolutezza con cui spesso si affronta il percorso di dimagrimento. Proprio grazie al mio rapporto professionale con pazienti estremamente de­terminati, ho creato il metodo iniziale, il primo fronte, con la fase di attacco e di crociera che permettono di conquistare il Giusto Peso. Cento alimenti, 72 ricchi di proteine come carne, pesce, pollame, uova, affettati magri, latticini magri, tofu, e 28 verdure.

Il metodo è diventato un libro (La dieta Dukan) che ha ri­scosso un grande successo a livello internazionale, rivolgendosi non più soltanto ai miei pazienti ma raggiungendo un pubblico molto variegato. Una parte dei miei lettori, spinta da motiva­zioni altrettanto forti, ha conseguito risultati analoghi a quelli ottenuti da me nel rapporto diretto con i pazienti. Tra i casi più incredibili, ho avuto la sorpresa di incontrare una martinicana e un autista di taxi spagnolo che hanno perso quasi cento chili e poco tempo fa, in occasione di un viaggio a New York, ho conosciuto un ufficiale dell'esercito americano che ha perso 106 chili. Ciò significa che tutto è possibile quando la decisione presa diventa un progetto di vita proporzionato alla dimensione della sfida da affrontare e si segue una dieta efficace, cioè priva di zuccheri invasivi.

Tuttavia, nel mio percorso, ho incontrato altre persone che avevano molti meno chili da perdere, di solito meno di dieci, che non presentavano ancora fattori di rischio e non erano quindi animate da una motivazione tanto salda da poter supe­rare gli ostacoli che si presentavano sul loro cammino. Inoltre spesso queste persone avevano una vita sociale molto attiva e non volevano privarsene, o incontravano grandi difficoltà nel rinunciare per troppo tempo ai cibi preferiti. Per loro ho aperto il secondo fronte del mio metodo, quello della Scala Nutrizionale con i suoi sette gradini, cui fa riferimento il libro di ricette che avete in mano.

Esistono ormai due modi per dimagrire con il mio metodo: le maniere forti e quelle dolci. Sono basati sulla stessa filosofia e sullo stesso approccio nutrizionale ma vengono attuati diver­samente. Comprando questo volume avete scelto le maniere dolci. È probabile che il vostro problema di peso non sia grave e che non ve la sentiate di iniziare una lotta senza quartiere. Avete deciso di dimagrire seguendo il vostro ritmo e avete ragione perché non è efficace forzare la propria natura e i propri tempi. Posso dirvi che dimagrirete in modo più dolce e più comodo, ma vi prometto gli stessi risultati. Se, per esempio, dovete perdere dai 5 ai 10 chili, ne perderete un po' più di 1 durante la prima settimana, 900 grammi nelle due settimane successive, poi 800 grammi nelle altre due settimane che seguiranno e circa 700 grammi a settimana se continuerete ad applicare correttamente il metodo. Facendo la somma dei chili persi, arriviamo a 3,8 chili, ovvero circa la metà del vostro obiettivo.

Da quando il metodo è operativo, i tanti riscontri inviati da lettori e utenti mi hanno dimostrato che viene accolto molto bene. Inoltre ho rilevato che un buon numero di apprezzamenti proviene da persone che, avendo perso molto peso con il metodo originale e avendone ripreso una minima parte, non volevano ricominciare con il metodo originale che richiede un'energia e una motivazione difficili da mantenere a fronte di una perdita di peso decisamente meno allarmante della precedente.

L'essenza di questo metodo risiede nella sua scomposizione e nel ritmo d'azione settimanale con i suoi sette gradini che corrispondono ai giorni della settimana."

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