Il Libro delle Arti Magiche Divinatorie - Estratto
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Il Libro delle Arti Magiche Divinatorie - Anteprima del libro di Claude Marchiennes

La chiaroveggenza

La chiaroveggenza 

Che cos'è la chiaroveggenza? Letteralmente questa parola significa «vedere chiaro» o, meglio, «vedere o precedere cose sconosciute agli altri». Chiaroveggente è colui che è capace di una profonda concentrazione del pensiero: egli, grazie a questa facoltà, sintonizza la sua «organizzazione mentale» in armonia con quella di altre persone, ricevendo in tal modo i loro pensieri e i loro messaggi. Si suppone che la chiaroveggenza sia un potere (un «dono») particolare: non è sempre così, perché tutti possediamo le identiche attitudini, benché sviluppate a un grado più o meno superiore. In fondo, quest'arte - quella vera, beninteso - non è altro che la forza del pensiero posta correttamente in azione. Ma attenzione: un veggente professionista, se non è dotato di una grande volontà, e di una ottima salute psicofisica, diventa facilmente il servo degli altri, perché è costantemente sottoposto alle influenze combinate della forza-pensiero del pubblico, della sua clientela. In questo caso, egli perde sicuramente tutta la propria individualità. Perché, a partire dal momento in cui incomincia a ricevere o a trasmettere i messaggi degli altri, il chiaroveggente a tempo pieno sacrifica la propria volontà alla loro.

Perciò ecco un altro scopo di questo libro: ogni lettore deve essere il suo proprio veggente. Questo al fine di non vendere né sacrificare la volontà e l'indipendenza a terze persone in cambio di una, in fondo, misera remunerazione pecuniaria. Talvolta al veggente si dà il nome di medium: anche questo non è che un soggetto che riceve e trasmette dei messaggi per conto di persone che non conoscono le leggi naturali che governano certi fenomeni.

Chiamiamo intuizione, ma anche telepatia, la conoscenza di qualcosa acquisita per mezzo di una facoltà diversa dai cinque sensi di cui disponiamo. Come tutte le cose create, anche gli uomini (e le donne soprattutto) possiedono questa meravigliosa facoltà: essi hanno il dovere di svilupparla, al fine di ottenere i veri poteri superiori. Ora sappiamo che alla base di tutto ciò che è creato, e nel movimento dei corpi celesti, esiste una forza invisibile e immensa, parzialmente inesplicata e pochissimo conosciuta: è la forza che si manifesta nel cervello, l'energia eterica, quella che i «misteri» magici e religiosi chiamano Vita, Spirito, Anima, e anche Dio. Questa forza, essendo proprio l'opposto della materia, non si conforma ad alcuna legge della stessa materia, né possiede alcuno dei suoi attributi. Essa non può essere racchiusa in nessuno spazio poiché penetra ogni spazio. La sua forma è indistruttibile. Sappiamo che ogni cambiamento prodotto nella materia è dovuto all'influenza di qualche forza che su di essa agisce; sappiamo anche che la forza controlla la materia. Nel corpo umano abbiamo il «tipo aureo» di forza che può agire sulla materia: esso possiede tutte le qualità in movimento, integrate dalla forma più elevata di intelligenza.

La veggenza

La veggenza, o «doppia vista», è dunque il dono che permette la conoscenza, la percezione, la visione nello Spazio e nel Tempo di gran parte delle realtà situate al di fuori della portata dei sensi fisici dell Uomo. Uno dei rami di questa scienza è appunto la chiaroveggenza relativa allo spazio o al tempo (passato, presente o futuro), forma di visione che si ottiene generalmente con l'ausilio di diversi mezzi, o «supporti», quali le carte (da gioco o tarocchi), i fondi di caffè, le macchie d'inchiostro, i cristalli e gli specchi magici. Della veggenza, gli occultisti accettano la concezione che dice: l'Universo visibile deriva da un Universo invisibile, in cui si generano le casualità di tutti i fenomeni (legge di causa ed effetto). Per analogia a questa concezione, l'Uomo, grazie al suo psichismo, può mettersi in rapporto con l'invisibile, o «piano astrale universale», e in moltissimi casi prendere coscienza dei fatti del passato, delle cose attuali e delle virtualità del futuro. In queste condizioni, poiché ogni avvenimento ha un'origine (un «archetipo») più o meno lontana, e poiché il piano astrale proietta in immagini identiche a quelle della loro realizzazione le eventualità del futuro - nel momento in cui sono in azione le loro cause determinanti -, in queste condizioni dunque la vera veggenza è il dono, o l'arte, di percepire tali immagini.

Non dimentichiamo che, sempre secondo gli occultisti della Tradizione, l'Universo si presenta sotto quattro «aspetti»:

  1. quello della materia inerte e tangibile;
  2. quello dell'energia, o dinamismo universale (detto anche «luce astrale»), che genera tutti i fenomeni cosmici;
  3. quello delle leggi che coordinano i precedenti fenomeni, che testimonia una «volontà realizzatrice», volontà che è costituita...
  4. dalla Causa-Principio, o «Piano Divino».

Il piano astrale è quello che ci interessa in modo particolare, perché assicura l'intercomunicabilità tra tutti gli esseri viventi:

in esso si elabora il concatenamento delle cause che producono le virtualità, vi si configurano in schemi gli avvenimenti futuri e le immagini che sussistono una volta compiuti i fatti. Questi schemi e queste immagini cerebrali si ottengono in svariati modi: sia spontaneamente allo stato di veglia o di sonnambulismo, sia per contatti di oggetti (psicometria), sia ancora fissando lo sguardo su supporti che formano delle rappresentazioni con un senso tradizionale (per esempio i tarocchi), delle figure geometriche (geomanzia), allegoriche o premonitrici. Rammentiamo che la veggenza raramente è innata, ma essa si può accrescere nei soggetti - nei lettori, dunque - che possiedono delle discrete attitudini alla percezione sopranormale.

Le regole auree

Per sviluppare questa meravigliosa dote, occorre attenersi ad alcuni consigli, o «regole auree», che si possono anche applicare ad altre operazioni occulte:

  1. è indispensabile disporre della massima serenità interiore; pertanto non bisogna distrarsi o agitarsi inutilmente nel corso di una seduta di veggenza, specialmente quando si muovono i primi passi. È dunque meglio evitare ogni trepidazione nervosa, sostituendola con una condotta di vita tranquilla e con un riposo assoluto, almeno nelle ore che precedono gli esperimenti. In breve, occorre operare in un quasi perfetto stato di equilibrio psicofisico;
  2. il cervello è l'elemento motore di ogni veggenza: dunque deve essere completamente libero da ogni preoccupazione, affinché il corso dei pensieri e dell'azione determinata non sia ostacolato;
  3. nelle (almeno) dodici ore che precedono una seduta, l'alimentazione deve essere sobria e soprattutto atossica, dunque preferibilmente composta da cibi che generano la vita (biogenici) e che costituiscono la base ideale del nutrimento tradizionale per una buona pratica dell'occultismo: intendiamo le verdure, i legumi e i cereali, germinati o allo stato di freschissimi germogli - per esempio i chicchi di grano, i semi di girasole, la soia, il miglio, specialmente provenienti da colture biologiche. Di conseguenza vanno eliminati gli alcolici, la carne e quelli pesanti, tendenti a fermentare nell'organismo (cioè quelli biocidici o biostatici, che distruggono o rallentano la vita);
  4. il semplice esercizio di totale distacco da ogni contatto con tutto ciò che è visibile, assolutamente identico a quello praticato dai sacerdoti dell'antico Egitto, è indispensabile a chiunque intende seguire il cammino della vera formazione magica. Esso consiste neW'isolarsi quotidianamente, per un periodo della durata di circa mezz'ora, comodamente seduti o coricati, in una stanza priva di luce (o in semioscurità), in un'immobilità pressoché assoluta: occorre «dimenticare tutto e svuotare il cervello», installandovi una specie di sogno indefinito (ma evitando il sonno), al fine di ottenere una sorta di oblio, o «notte della mente». Con il passare del tempo, questa pratica deve essere eseguita in modo perfetto, rigorosamente e regolarmente, cioè almeno una volta al giorno, salvo vere e proprie cause di forza maggiore. Infatti è in questa forma di oblio mentale che si formano i presentimenti, le premonizioni e la prescienza delle cose, sempre, si capisce, secondo le naturali predisposizioni. Dopo aver acquisito una buona pratica, l'occultista, nel corso di questo esercizio di vuoto mentale, può tenere tra le sue mani quelle di una persona che gli chiede lumi dall'invisibile (dall'astrale), stabilendo con tale gesto un contatto tra i due psichismi atto a indicare e visioni che percepisce.

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