Lo Yoga di Yogananda - Jayadev Jaerschky - Estratto
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Lo Yoga di Yogananda - Anteprima del libro di Jayadev Jaerschky e Paramhansa Yogananda

Nobile tradizione dello yoga

Nobile tradizione dello yoga

«Gli studiosi moderni, ritenendo avventatamente che diecimila anni fa l'intera umanità fosse sepolta in una barbara Età della pietra, liquidano sbrigativamente come "miti" tutte le testimonianze e le tradizioni delle antichissime civiltà dell’India, della Cina, dell’Egitto e di altri Paesi».
Autobiografia di uno yogi

Namasté, anima splendente

Benvenuto in questo libro dedicato ati’Ananda Yoga, uno stile speciale di Hatha Yoga (la scienza degli asana, o posizioni yoga). Questi capitoli sono colmi di grandi tesori e contengono sufficiente saggezza yogica per un’intera vita di esplorazione interiore. Sono un’offerta a tutti gli yogi, a prescindere dal loro livello di sviluppo. Un’offerta condivisa con amore da un raro yogi, che ha lasciato di recente questo mondo per recarsi nei mondi superiori: Swami Kriyananda, un discepolo molto avanzato di Paramhansa Yogananda. In verità, egli non ha scritto neppure una parola di questo libro, ma - come vedrai - ognuno di questi insegnamenti proviene da lui.

Se hai appena cominciato ad affacciarti al mondo dello yoga, fa’ che questo libro diventi una mappa per la tua esplorazione, mostrandoti i passi più efficaci per trasformare gioiosamente la tua vita. Lo yoga ti renderà più forte, più rilassato e interiormente più felice. E questo è solo l’inizio!

Se sei uno yogi esperto, ti auguro di trovare in questi capitoli nuova ispirazione per portare la tua pratica ancora più lontano. Che tu possa scoprire nuovi orizzonti, avvicinandoti agli asana da una diversa prospettiva man mano che ti veranno presentati da un altro punto di vista.

Ogni tradizione yogica ha uno speciale dono da condividere. L’intenzione specifica dell’Ananda Yoga è di offrire un gioioso sentiero verso la realizzazione del nostro vero Sé, applicando gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda per il corpo, la mente e l’anima. Ogni passo è appagante e ci fa procedere nella nostra evoluzione.

Prima di esaminare l’Ananda Yoga, tuttavia, soffermiamoci brevemente sul quadro più ampio dello yoga, poiché è utile considerare la nostra pratica nel giusto contesto: da dove viene lo yoga? che cos’è? e perché è stato insegnato nel corso dei secoli?

Lo yoga, la scienza dell'unione

Lo yoga è ima scienza molto antica: risale a migliaia di anni fa e si dice che sia stato tramandato in India fin dall’epoca d’oro (chiamata Satya Yuga). La caratteristica distintiva della cultura indiana è sempre stata la ricerca delle verità supreme. Questa ricerca ha dato origine alle sei filosofie vediche (chiamate darshana o “visioni”); una di esse è la scienza dello yoga, che offre pratiche specifiche per ottenere la “visione” dell’unione (samadhi).

Letteralmente, yoga significa “unione”: ai livelli più elevati, è la scienza dell’unione con la Verità Assoluta; a un livello più immediato, implica la perfetta armonia di corpo, mente e anima, senza la quale la vera felicità è impossibile. Swami Kriyananda scrive: «Molte migliaia di anni fa, in India, questa scienza si sviluppò con il nome di yoga. Yoga significa “unione”, vale a dire la completa integrazione di corpo, mente e anima che conduce all’unione con la Beatitudine Cosciente».

Gli insegnamenti dello yoga furono creati dai rishi (santi illuminati) e non sono mai stati tramandati da chiese o istituzioni, ma in modo personale e amorevole da uno yogi ai propri discepoli, da una generazione alla successiva, attraverso i secoli, fino ai giorni nostri. In questo modo, da migliaia di armi, la fiamma dello yoga ha continuato ad ardere.

Una delle scritture più importanti dello yoga, la Bhagavad Gita, ne indica i quattro sentieri principali:

  • Karma Yoga, lo yoga dell’azione;
  • Gyana Yoga, lo yoga della discriminazione;
  • Bhakti Yoga, lo yoga della devozione;
  • Raja Yoga, lo yoga della meditazione.

Raja Yoga significa letteralmente “yoga regale”. La sua scrittura principale è rappresentata dagli Yoga Sutra di Patanjali, considerati il testo fondamentale per gli yogi. La definizione di yoga data da Patanjali è « Yogas china vritti nirodha», il che significa che lo yoga viene praticato per raggiungere la completa calma e immobilità. Il nostro cuore e i nostri pensieri devono essere silenziosi, se vogliamo percepire la Realtà più profonda: l’unità, l’unione di tutta la Vita. Altrimenti, ogni cosa viene percepita a un livello superficiale e appare separata, ma questa è un’illusione. La percezione dell’unità conduce alla felicità suprema (ananda), mentre la separazione o l’isolamento nell’ego (ahamkara) è ignoranza (avidya), la fonte di ogni nostra sofferenza.

L’Hatha Yoga

L’Hatha Yoga (le posizioni yoga) è lo yoga piti famoso in Occidente. È il ramo fisico del Raja Yoga (lo yoga della meditazione). La scrittura classica dell’Hatha Yoga, la Hatha Yoga Pradipika ,* chiarisce questo punto fin dalla prima frase: «... l’Hatha Yoga, che come una scala conduce l’aspirante alle vette del Raja Yoga». E significativo che solo il primo capitolo di questa scrittura sia dedicato alle posizioni (gli asana). I tre capitoli successivi accompagnano lo yogi a livelli più profondi: pranayama (controllo dell’energia), mudra (sigilli che risvegliano l’energia Kundalini) e samadhi (unione). Samadhi significa percezione interiore dell’unità, in uno stato di espansione della coscienza.

L’Hatha Yoga, come leggiamo in quella scrittura, agisce a diversi livelli:

  • con il corpo, per ottenere salute e purificazione, attraverso gli asana;
  • con il controllo del prana, o forza vitale, attraverso bandha, mudra e pranayama, che purificano i sottili canali nervosi (nadi) e dirigono il flusso del prana (energia, forza vitale);
  • il suo scopo finale, come abbiamo detto, è il samadhi, l’unione dell’anima con Brahma (lo Spirito), raggiunta portando l’energia interiore nel canale centrale della spina dorsale (sushumna) e sulla sommità del capo, risvegliando così l’energia Kundalini.

Storicamente, l’Hatha Yoga ha origini tanniche. Tantra, infatti, non significa aumentare il piacere dell’orgasmo (un concetto che Georg Feuersteint definisce scherzosamente “Tantra californiano”); significa, semplicemente, che invece di trascendere asceticamente il corpo umano nella ricerca della Verità, lo yogi opera consapevolmente con il corpo. Egli considera il corpo come un tempio e cerca di risvegliare le proprie forze interiori (Kundalini), invitando al tempo stesso anche le forze dell’universo (Shakti). Si dice che il fondatore dell’Hatha Yoga nella nostra epoca sia stato Goraksha, della tradizione Natha. Lo scopo finale di queste pratiche è sempre stato l’illuminazione. Un Hatha Yoga puramente fisico, privo di qualunque intento spirituale, è solo un primo passo, che si auspica si trasformi in seguito in qualcosa di più.

Chi adotta un approccio puramente fisico allo yoga è come una persona che partecipi a un corso di chitarra flamenco, dicendo all’insegnante: «Mi sono iscritto perché mi è stato detto che suonare la chitarra fa bene alle articolazioni delle dita». L’insegnante di flamenco annuirà sorridendo e penserà: «Forse, con il tempo, imparerà ad apprezzare la bellezza e la profondità del flamenco».

Lo yoga è giovane in Occidente, come un bambino: è arrivato solo nel secolo scorso, negli anni Cinquanta e Sessanta. Continua, tuttavia, a crescere dinamicamente, stimolato da molte entusiastiche scuole di voga. Gli insegnanti più influenti in Occidente sono stati discepoli di Krishnamacharya (B.K.S. Iyengar e Pattabhi Jois) e di Swami Shivananda (Vishnudevananda, Satchidananda, Satyananda). Un’altra forte presenza è stata quella del Kundalini Yoga, attraverso l’insegnamento di Yogi Bhajan.

L'Ananda Yoga

Anche altre tradizioni di diversi grandi guru, o insegnanti, hanno raggiunto le rive occidentali. Tra queste l’Ananda Yoga, che applica gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda, autore del famoso classico spirituale Autobiografia di uno yogi. Yogananda insegnava la meditazione, il Kriya Yoga e la realizzazione del Sé, offrendo l’Hatha Yoga all’interno di quel contesto più ampio; Swami Kriyananda, discepolo diretto di Yogananda, ha sviluppato il sistema conosciuto oggi come Ananda Yoga.

L’Ananda Yoga è una delle scuole di Hatha Yoga più antiche in Occidente: Kriyananda cominciò a insegnarlo in America a partire dal 1965, quando lo yoga era ancora sconosciuto nella nostra cultura. Ebbe un enorme successo: una media di 300 studenti frequentavano le sue lezioni ogni settimana. Un numero strabiliante, specialmente in quei tempi pionieristici.

Il sistema dell’Ananda Yoga, come vedremo, agisce consapevolmente con il corpo, la mente e l’anima, accompagnando lo yogi passo per passo nel suo viaggio verso la realizzazione del Sé. Ogni passo è entusiasmante e stimolante. Con il tempo, Xananda yogi si muove naturalmente verso gli insegnamenti più profondi dell’antico yoga: il controllo dell’energia (pranayama); l’interiorizzazione (pratyahara); la concentrazione silenziosa (dhavana)', la meditazione (dhyana); l’unione (samadhi).

I principi dell’Ananda Yoga sono universali e si trovano anche in altre tradizioni: i veri principi, infatti, sono sempre esistiti e non appartengono mai a nessuno. Il copyright non è un fenomeno yogico. Tuttavia, ti accorgerai che alcune caratteristiche dell’Ananda Yoga sono diverse da quelle di altre tradizioni, poiché ogni tradizione è unica in certi suoi aspetti.

E perché no? «Unità nella diversità» è un concetto tipicamente indiano, che implica amore e tolleranza verso altri sentieri, stili e metodi. Nessuno stile va bene per tutti. Lo yoga dovrebbe sempre adattarsi alle necessità delle persone che serve, e differenti persone (e culture) risuonano con diverse pratiche e tecniche. In breve: ogni stile soddisfa esigenze specifiche, il che è perfetto. Un prato è bello perché vi cresce una grande varietà di fiori.

Lo spirito di fratellanza tra le autentiche tradizioni dello yoga si manifesta, ad esempio, nella scuola di yoga online www.yogare.eu, dove insegnanti rinomati si uniscono per offrire fianco a fianco diversi approcci allo yoga.

Tutte le vere tradizioni affermano che il nostro Sé è divino: a noi il compito di riscoprirlo. Iniziamo, dunque, questo cammino per esplorare la nostra vera identità. Facciamo risplendere il nostro Sé, giorno per giorno, per poi condividere le nostre ricchezze interiori con gli amici, i colleghi, i famigliari, gli estranei.

Meditazioni metafisiche, 1932

«Fa’che la mia anima sorrida attraverso il mio cuore e che il mio cuore sorrida attraverso i miei occhi, affinché io possa spargere i Tuoi copiosi sorrisi nei cuori tristi, ovunque».

Ottantaquattro asana

«Il Maestro aveva cura del proprio corpo, pur evitando ogni ansioso attaccamento. Egli faceva notare che l’Infinito si manifesta compiutamente attraverso la salute fisica e mentale».
Autobiografia di uno yogi

Esaminiamo ora, uno per uno, ottantaquattro asana. Sono tutte posizioni che Swami Kriyananda ha insegnato (o approvato) o che erano insegnate da Yogananda, come si vede in alcune sue fotografie. Sono state aggiunte quattro posizioni: Parivritta Parsvakonasana; Parivritta Trikonasana; Parivritta Utkatasana-, Ardha Pasasana. Sono tutte torsioni, scelte per i loro grandi benefici; altrimenti, ci sarebbero state solo due torsioni nell’Ananda Yoga.

Le ottantaquattro posizioni descritte non includono gli asana più estremi dell’ Hatha Yoga, semplicemente perché né Yogananda né Swami Kriyananda erano favorevoli a questi asana. In ogni caso, alcune di queste posizioni possono essere comunque piuttosto impegnative.

Specialmente se sei un principiante, è necessario che tu impari le posizioni non solo da questo libro, ma anche da un buon insegnante che possa correggerti. Inoltre, ci sarebbe molto di più da dire su ogni posizione di quello che troverai nella seguente descrizione degli asana: dettagli tecnici, varianti, suggerimenti e indicazioni, l’uso di supporti (blocchi per lo yoga, cinghie, parete), precauzioni (in questo capitolo verranno indicate solo le controindicazioni), benefici a tutti i livelli, ecc.

Se vuoi studiare approfonditamente le posizioni, puoi partecipare ai corsi intensivi che si tengono ad Ananda Assisi, ai quali sono benvenuti tutti coloro che praticano regolarmente FHatha Yoga da almeno un anno.

Se hai un disturbo fisico particolare, devi chiedere al tuo medico quali posizioni dovresti evitare. Ricorda, soprattutto, che non si dovrebbe mai sentire dolore negli asana. Fai sempre attenzione al collo, alle ginocchia e alla spina dorsale. Ascolta il tuo corpo.

Prima fase

Se ti trovi nella prima fase di allenamento, la descrizione della ilici e una foto ti guideranno ad assumere correttamente l’asana.

Troverai anche indicati tre dei numerosi venefici di ogni asana (solo tre per motivi di spazio... e per incoraggiarti a sperimentare tu stesso quali possono essere gli altri!), nonché le controindicazion che rendono sconsigliata la posizione in presenza di determinate condizioni fisiche.

Successivamente, troverai un tipico elemento della pratica dell’Ananda Yoga, spesso chiamato “ponte”: una guida per portarti dall’esperienza fisica all’affermazione. Troverai questa guida esperienziale sotto il titolo ‘Verso l'esperienza dell'affermazione”.

Seconda fase

Per la seconda fase di allenamento troverai un altro “ponte”, cioè un altro approccio all’affermazione, utilizzando la sottile esperienza dell’energia nell’asana.

Troverai numerosi accenni ai chakra, poiché — come abbiamo visto — durante la seconda fase di allenamento sviluppiamo la consapevolezza dei chakra. Ogni posizione stimola tutti i chakra, ma in particolare uno o due di essi. Ricorda che i chakra non sono solo centri di energia, ma anche di coscienza. Se presterai attenzione, scoprirai che le affermazioni sono intimamente connesse con i chakra. In altre parole: se il chakra stimolato potesse parlare, pronuncerebbe quell’affermazione.

Swami Kriyananda ci offre degli esempi specifici, per esempio riguardo ad Ardiva Matsyendrasana:

«Dal punto di vista spirituale, se si è in grado di rilassarsi in questa posizione, si potrà percepire l’energia che viene spinta in alto nella spina dorsale nella regione dorsale all’altezza del cuore. Quest’area, come sa chiunque abbia sperimentato un amore profondo e sensibile, è il centro nel corpo dal quale si irradiano i sentimenti dell’amore. Gli yogi affermano che questo centro dorsale, o anahata chakra, deve essere stimolato e i suoi raggi di energia devono essere diretti verso il cervello. L’amore divino viene in questo modo risvegliato nell’uomo».

Un altro esempio è Sarvcmgascma:

«Un ultimo benefìcio di Sarvangasana è la stimolazione che viene esercitata sul centro cervicale alla base del collo.

Quando questo centro è attivato armoniosamente, irradia profonda calma in tutto il corpo. Concentrati su questo centro quando pratichi la posizione e afferma mentalmente:

“La pace di Dio inonda ora tutto il mio essere”».

Diamo per scontato che il lettore abbia familiarità con i chakra. Se non è così, nella pagina seguente troverai uno schema che potrà aiutarti.

Nel loro insieme, i chakra rappresentano un sentiero verso il divino; possiedono, inoltre, un’intrinseca completezza. In termini poetici:

L'essere umano assomiglia a un perfetto arcobaleno, spettacolare, con sette colori interiori.

Ogni colore è essenziale per la nostra vita, ogni colore ci completa. Lo yoga è una luce che li fa brillare tutti: una perfetta sinfonia di colori.

Terza fase

Non troverai istruzioni per la terza fase di allenamento, poiché è sempre la stessa: usa la posizione per elevare l’energia verso l’occhio spirituale, verso lo Spirito; oppure senti l’energia divina che entra in te attraverso il midollo allungato, scende lungo la spina dorsale e da lì si irradia verso il corpo. Fa’ che ogni asana diventi una preghiera, una pratica devozionale.

Gli asana sono elencati in ordine alfabetico, con alcune eccezioni, come vedrai.

Questo testo è estratto dal libro "Lo Yoga di Yogananda".

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