Mangiare in Consapevolezza - Thich Nhat Hanh
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Mangiare in Consapevolezza - Anteprima del libro di Thich Nhat Hanh

Per la nostra salute spirituale è importante sapere cosa mangiamo

Che cosa significa mangiare in consapevolezza

PER COLTIVARE la consapevolezza possiamo continuare a fare le solite cose di sempre — camminare, sederci, lavorare, mangiare eccetera — con piena consapevolezza di ciò che stiamo facendo. Quando mangiamo, sappiamo di stare mangiando. Quando apriamo una porta, sappiamo di stare aprendo una porta.

La nostra mente sta con le azioni che compiamo.

Quando ti metti in bocca un pezzo di frutta, l’unica cosa che ti serve è un pochino di consapevolezza per esserne cosciente: “Sto mettendomi in bocca un pezzo di mela”.

È bene che la mente non stia da qualche altra parte. Se mentre mastichi pensi al lavoro, quello non è mangiare in consapevolezza; se sei consapevole, invece, puoi guardare più in profondità e in pochissimo tempo vedrai il seme della mela, il frutteto rigoglioso, il cielo, chi ha coltivato la mela, chi l’ha raccolta eccetera. C’è un sacco di lavoro dietro a quella mela!

Nulla viene dal nulla

CON UN POCHINO di consapevolezza puoi vedere da dove proviene il pane che mangi. Non è piovuto dal nulla: viene dai campi di grano e dal duro lavoro, viene dal panificatore, dal distributore e dal rivenditore. Ma il pane è altro ancora: il campo di grano ha bisogno di nuvole e di luce solare; dunque in quella fetta di pane ci sono le nuvole, c’è la fatica del contadino, la gioia di aver prodotto la farina, l’arte del panettiere; solo allora — miracolo! — ecco il pane. L’intero universo ha concorso a far sì che tu possa avere in mano quel pezzetto di pane.

Per raggiungere questa visione profonda non occorre impegnarti a fondo: basta smettere di lasciare che la mente ti travolga con preoccupazioni, pensieri e progetti.

Il tuo corpo appartiene alla Terra

NELLA VITA DI OGGI le persone tendono a pensare che il corpo appartenga a loro e che possono fargli tutto quel che vogliono.

Il tuo corpo, invece, non è solo tuo: appartiene ai tuoi antenati, ai tuoi genitori e alle generazioni future. Appartiene anche alla società e a tutti gli altri esseri viventi; gli alberi, le nuvole, il terreno e ogni essere vivente hanno contribuito a generare la presenza del tuo corpo.

Sapendo di essere i custodi del nostro corpo, non i suoi proprietari, possiamo alimentarci con cura.

Mangiare senza pensare

DI SOLITO, quando mangiamo pensiamo a questo o a quello. Possiamo apprezzare molto di più quel che stiamo mangiando se adottiamo la pratica di non pensare intanto che mangiamo, di essere consapevoli del cibo e basta.

A volte mangiamo e non siamo consapevoli di stare mangiando: la nostra mente non è lì. E quando la mente non è presente guardiamo ma non vediamo, ascoltiamo ma non sentiamo, mangiamo ma non sappiamo che sapore abbia il cibo. La mancanza di consapevolezza è uno stato di dimenticanza, di noncuranza.

Per essere davvero presenti bisogna fermare l’attività di pensiero: ecco il segreto per riuscirci.

Aspettare senza aspettare

QUANDO CI SERVIAMO del cibo e poi lo portiamo in tavola, non occorre pazientare in attesa che gli altri si siano serviti e seduti'. Non dobbiamo far altro che respirare in consapevolezza e assaporare il fatto di stare seduti. Prima ancora di assaggiare il nostro pasto possiamo già provare gioia e gratitudine. Abbiamo l’opportunità di starcene in pace.

Anche stare in coda dal panettiere, aspettare al ristorante o attendere che arrivi l’ora di mangiare non significa per forza sprecare il nostro tempo. Non abbiamo da “aspettare” nemmeno per un secondo:

possiamo invece assaporare il respiro che entra e che esce, per il nostro stesso nutrimento e la nostra guarigione; possiamo impiegare quel tempo per prendere atto che presto potremo avere cibo da mangiare, e nel frattempo sentirci grati e felici.

Invece di “aspettare” possiamo generare gioia.

Rallentare

QUANDO RIUSCIAMO a rallentare e goderci davvero il cibo che mangiamo, la nostra vita assume una qualità molto più profonda. A me piace molto starmene seduto in pace a mangiare assaporando ogni boccone, consapevole della presenza della mia comunità, consapevole anche di tutto il lavoro duro e fatto con amore che è passato nel cibo che ho davanti.

Quando mangio in questo modo ne traggo un nutrimento non solo fisico ma anche spirituale. Il mio modo di mangiare influenza tutte le altre cose che faccio nel corso della giornata.

Mangiare è un tempo di meditazione importante quanto il tempo che si dedica alla meditazione seduta o camminata.

È un’opportunità che consente di ricevere i tanti doni della Terra di cui altrimenti non benefìcerei se avessi la mente altrove. Ecco una strofa che amo recitare quando mangio: Nella dimensione dello spazio e del tempo, mastichiamo ritmicamente come respiriamo. Conserviamo in noi la vita di tutti i nostri antenati, apriamo una via di crescita ai discendenti.

Il tempo che dedichiamo a mangiare possiamo utilizzarlo per nutrire in noi le cose migliori che i nostri parenti ci hanno trasmesso, e per trasmettere ciò che c’è di più prezioso alle generazioni future.

Facciamo attenzione a due cose

QUANDO MANGIAMO POSSIAMO

Cercare di fare attenzione a due cose soltanto: il cibo che stiamo mangiando e gli amici che abbiamo intorno, seduti a mangiare insieme a noi. È detta “consapevolezza del cibo e della comunità”, questa.

Mangiando in consapevolezza prendiamo coscienza di tutto il lavoro e l’energia che ci sono voluti per portare quel cibo fino a noi.

Se stiamo mangiando insieme ad altri possiamo notare quanto sia bello, in questa vita a volte frenetica, riuscire a trovare il tempo di sederci insieme in questo modo, rilassati, ad assaporare un pasto.

Poter respirare, sedere e mangiare in consapevolezza insieme ai propri familiari o amici è quel che si dice una “vera costruzione della comunità”.

Ogni boccone ha in sé l’universo

FA’ ATTENZIONE A OGNI BOCCONE di cibo: mentre lo porti alla bocca, utilizza la consapevolezza per prendere coscienza che questo cibo è il dono dell’intero universo.

Il cielo e la Terra hanno concorso a farti arrivare questo boccone di cibo. Mentre inspiri ed espiri in consapevolezza, ti basta un secondo o due per riconoscerlo. Mangiamo in modo che in ogni boccone, in ogni attimo del pasto sia presente la consapevolezza. Ci bastano pochi secondi per vedere che il cibo che abbiamo sul cucchiaio o la forchetta è il dono dell’ universo intero.

Mentre mastichiamo manteniamo viva questa consapevolezza: sappiamo che l’intero universo si trova lì, in quel boccone di cibo.

Innanzitutto il respiro

LA PRIMA COSA DA FARE quando ti siedi con il tuo piatto o la tua ciotola di cibo è smettere di pensare a questo o quello e prendere consapevolezza del tuo respiro.

Respira in modo da esserne nutrito: trai nutrimento dal tuo respiro e nutrì anche gli altri, con la tua pratica di respirare in consapevolezza. Così ci nutriamo a vicenda.

Spegnere la televisione

ALCUNE VOLTE LA GENTE mangia guardando la televisione. Ma anche se si spegne il televisore, la TV che si ha nella mente continua a trasmettere.

Bisogna spegnere anche la televisione che si ha in testa, dunque: se nella tua mente l’attività di pensiero va avanti senza sosta, ne sarai distratto.

Per essere davvero presenti non bisogna limitarsi a spegnere il televisore o la radio che si ha in casa, bisogna che si spenga il dialogo e le immagini che scorrono nella mente.

Questo testo è estratto dal libro "Mangiare in Consapevolezza".

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